Vietiamo agli immigrati di comprare case e terreni.
Allego, con un certo ritegno, visto che mi pregio di considerare Giornalismo partecipativo un sito onorato, il pezzo pubblicato da Il Giornale di mercoledì scorso, a firma Ida Magli, dall'eloquente titolo: Vietiamo agli immigrati di comprare case e terreni. Non lo allego per farsi quattro risate di fronte all'accozzaglia di luoghi comuni e di deliri razzisti. Allego allora l'articolo perchè Ida Magli è da considerarsi un'intellettuale (sic) di riferimento del nuovo governo che sta per insediarsi.
Nel leggerlo si ha la sensazione di essere all'inizio di un'escalation; a quando la proibizione dei matrimoni misti? Dopo che il Sindaco di Milano, Letizia Moratti ha cercato di espellere bambini dagli asili manca poco, anche perchè Ida Magli introduce concetti importanti nella storia del nazionalismo che si fa razzista tra Otto e Novecento come quelli di "sacralità e purezza". Dalla terra al sangue e al blut und boden, il passo è brevissimo.
Finalmente online anche in Italia, con i sottotitoli in italiano.
Grazie a Joe e a Paul Cultrera che hanno voluto scegliere Bispensiero per pubblicarlo online.
Ci auguriamo che la rete supplisca alla disinformazione italiana su questo tema."
Suppliamo, e come fu con "Sex Crimes and Vatican", grazie agli amici di Bispensiero pubblichiamo di seguito il video "Hand of God" sottotitolato in italiano.
Mattinata sull'ottovolante a Roma, con Diego Elia Franz Duccio e un paio di amici romani. Abbiamo inaugurato le Camere a nostro modo, interpellando e svergognando un bel po' di rappresentanti del popolo sovrano (si fa per dire). Pensate che all'otto e un quarto, appena sbarcati nell'Urbe, il primo che ci è capitato a tiro di voce è stato Giulio Andreotti, appena uscito da messa. Poi Cossiga, una vergogna umana. Lunardi, Fini, Bonaiuti, Speciale. Ci siamo divertiti. A un certo punto è apparso il puffone e non abbiamo resistito!
Qui sotto un breve lancio di repubblica.it. Ora vi lascio che ho questo incontro pubblico a Reggio Emilia.
Roma, Berlusconi contestato
''Rispetta la memoria di Falcone''
ROMA - All'uscita di Montecitorio, Berlusconi è stato contestato da due cittadini aderenti all'associazione ''Qui Milano libera''. ''Vergognati, vergognati. Che cosa andiamo a raccontare ai ragazzi che Mangano era un eroe? Mangano era un mafioso''.
Il premier in pectore prima di entrare in macchina si è rivolto ai due contestatori dicendo: ''Vergognati tu''. Ma i due hanno insistito: ''Berlusconi rispetta la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di quelli che sono morti per la mafia''. Il leader del Pdl non ha replicato e si è infilato in macchina per raggiungere la sua residenza a Palazzo Grazioli.
Fine di un compromesso sociale
di Giulietto Chiesa *
Metabolizzare la batosta, davvero storica, del 13-14 aprile 2008, sarà complicato per la sinistra, anche per quelli che hanno votato PD credendo di votare a sinistra. ''Vi ricordate quel 18 aprile?''- suonava una canzone per ricordare altri momenti infausti (il 1948) - ''d'aver votato democristiani/ senza pensare all'indomani / a rovinare la gioventù''.
Questa volta è andata addirittura peggio. Sparita la sinistra dal Parlamento italiano. Sparita la sinistra in generale? Non mi pare. L'operazione è stata una cospicua stratificazione di trucchi. Il risultato dice che sei o sette milioni di italiani non hanno più una loro rappresentanza in Parlamento.
Dall'appello ai comunisti al " che fare "
di Marco Rizzo
L'unica nota positiva dopo il disastro dell'Arcobaleno è l'importante appello per l'unità dei comunisti. E' positivo perché va incontro all'esigenza di un confronto rapido e necessariamente pubblico tra le realtà della sinistra anticapitalista in Italia. L'appello sarà ancor più efficace se invece di ripiegarsi su una pure sacrosanta ricerca di identità cercherà di costruire una controtendenza organizzata e coerente, senza sottrarsi in alcun modo a rivedere le contraddizioni accumulate e non risolte in questi ultimi vent'anni.
Partiamo da una semplice domanda: perché i lavoratori e gli strati più deboli della popolazione non votano più a sinistra? Addirittura sempre più spesso si sono sentiti di dare alla destra questa loro rappresentanza.
ROMA AI FASCISTI
UN DISASTRO PROVOCATO DALLA LINEA FALLIMENTARE DEL PD
Del Comitato di gestione del Partito della Rifondazione Comunista
L'esito dei ballottaggi è inquietante. Fra il primo e il secondo turno il centro destra ha una forte crescita in peso percentuale in molte realtà. E' il segno che non solo lo spostamento a destra interessa anche i livelli locali, ma quel che peggio è che l'effetto dei risultati delle elezioni politiche ha depresso una parte dello stesso elettorato del centro sinistra che non è andato a votare nel secondo turno. Ciò è evidente in molte realtà, ma in modo particolare nel comune e nella provincia di Roma. Né l'ottimo risultato della coalizione di sinistra a Massa, o la sorprendente rimonta del candidato del centro sinistra a Vicenza, possono modificare il giudizio complessivo.
Da questi risultati emerge in modo ancora più evidente quanto sia stata negativa la valutazione dell'operato del governo Prodi da parte dell'elettorato e l'insensatezza della linea politica del partito democratico che con il suo moderatismo in salsa americana ha aperto un'autostrada alla destra nel Paese.
Le forze di sinistra hanno di fronte a se un duro compito e occorrerà tempo per rimontare la china. La prima cosa da fare è restituire fiducia e motivazioni ad un elettorato di sinistra oggi deluso ed in cerca di riferimenti.
Gianluigi Pegolo,
Del Comitato di gestione del Partito della Rifondazione Comunista
Napoli 21 gennaio 2008. L'ex capo della polizia Gianni De Gennaro è in città in qualità di commissario straordinario ai rifiuti. Ci sono anch'io, con gli amici Diego, Pietro e Ricky Farina, per girare il documentario ''Vietato respirare''. De Gennaro esce a piedi in piazza del Plebiscito, circondato da numerosa scorta. Un gruppo di abitanti di Pianura lo implora di non riaprire la discarica. La scena è drammatica. M'inserisco brevemente per ricordare Genova. Sono (almeno in apparenza) fuori tema. Ma è un'occasione irripetibile per rammentargli, a nome di tanti, altre scene rimosse. Gli chiedo di dirci la verità sugli abusi di polizia. Lui s'irrigidisce in una smorfia introspettiva e tace. Insisto. Perché sono stati coperti e promossi i dirigenti responsabili di quei fatti? De Gennaro tira dritto e s'imbuca nel palazzo dell'esercito. In strada la gendarmeria neo-borbonica identifica solo me.
Genova 29 marzo 2008. La procura della repubblica chiede il rinvio a giudizio di De Gennaro. L'accusa è di aver pilotato la falsa testimonianza di alcuni dirigenti di polizia nelle inchieste sui misfatti del G8 2001. Non so come andrà a finire la vicenda giudiziaria. Personalmente auguro a De Gennaro, in caso di rinvio a giudizio, di poter dimostrare la propria innocenza davanti a giudici imparziali, magari senza avvalersi della prescrizione. Ma la sostanza non cambia. Nella sua qualità di ex capo della polizia, Gianni De Gennaro ha il dovere di spiegare ai cittadini italiani il retroscena di Genova 2001: la catena di comando, il motivo dell'accanimento su giovani inermi alla scuola Diaz, le torture di Bolzaneto, chi ha dato gli ordini e perché tutti i dirigenti tranne uno sono stati promossi anziché puniti.
Genova 2001 è stata una strage di diritti, un buco nero della democrazia. Chi ha avuto incarichi di responsabilità non può cavarsela affermando, come ha dichiarato De Gennaro davanti al parlamento, di essere all'oscuro di tutto. Le responsabilità morali e istituzionali non si delegano né si prescrivono. Una parte d'Italia, minoritaria ma tenace, gode di buona memoria. E continuerà a chiedere verità, nonostante che i responsabili politici di quei misfatti siano tornati al governo. Gianni De Gennaro ha il dovere di aiutarci a capire. Teniamogli il fiato sul collo. Vietato delegare.
28/04/08 Vicenza. Diventa sindaco Variati con l'appoggio dei No Dal Molin. Adesso no alla base
In netta controtendenza rispetto al dato nazionale, Achille Variati, candidato del centrosinistra vince il ballottaggio alle elezioni comunali di Vicenza: secondo il conteggio definitivo pubblicato sul sito del Viminale, si è aggiudicato 27.645 voti popolari pari al 50,48%, contro i 27.118 voti pari al 49,52% della sua avversaria, Lia Sartori, rappresentante dell'alleanza Pdl-Lega nord.
Da segnalare che Variati, già in passato sindaco della città e più recentemente capogruppo del Pd alla Regione Veneto, candidatosi a capo di una lista civica, si è schierato contro la nuova base militare statunitense nell'aeroporto 'Dal Molin' (cui il governo Prodi e il Pd avevano dato il via libera). Per Variati, citato sul sito vicenzapartecipa.it, si tratta di "un progetto urbanisticamente scellerato".
27645 VOTI Variati
27118 VOTI Sartori
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A nalisi della Sconfitta catastrofica
Di colpo tutti i nodi sono giunti al pettine.
Le cause principali
Il simbolo
Le cause di lungo periodo
Cambiare radicalmente linea politica, progetto e gruppi dirigenti.
Usa . Soldato assolto per l'uccisione di un prigioniero disarmato in Iraq
Il tribunale militare di Honululu, alle isole Hawaii, ha assolto un soldato Usa accusato di avere ucciso un prigioniero ferito e disarmato, e di aver cercato di farlo passare per un miliziano lasciando un fucile accanto al suo cadavere. Il soldato assolto si chiama Trey Corrales, 35 anni, e l'episodio è avvenuto un anno fa a Kirkuk, nel nord del paese. L'uomo era accusato di omicidio premeditato, ma la Corte ha stabilito che la sua è stata legittima difesa. Ora Corrales spera in una pomozione al grado di sergente capo.
Credo fortemente che agli ebrei in tutto il mondo, compresi quelli in Israele, debba essere costantemente ricordato degli orribili crimini commessi in Palestina sotto il loro nome collettivo e che debbano comprendere la stretta somiglianza ideologica tra nazismo e sionismo.
Credo che questo sia uno strumento legittimo per ottenere che gli ebrei, specialmente quelli che hanno a cuore giustizia ed onestà, riconsiderino la loro identificazione e infatuazione per questa entità malvagia e per la sua altrettanto nefasta ideologia e le sue azioni.
Vogliamo sottolinearvi con entusiasmo l'assemblea di sabato 26 aprilealle ore 16 al palazzo Toadi Capra. Parleremo della difficile situazione che sta vivendo la minoranza Sinta a Schio soprattutto dopo l'ordinanza del sindaco Dalla Via.Ne discuteremo con ospiti importanti, con il giornalista Stefano Galieni, con l'attrice serba e mediatrice culturale Dijana Pavlovic e con una giovane ricercatrice Sinta, Eva Rizzin. Abbiamo invitato gruppi, associazioni , singoli cittadini che da anni liberamente combattono contro la discriminazione che le minoranze subiscono nei nostri territori. Speriamo che da questo evento nasca un gruppo di persone che discuta, proponga,costruisca nuovi percorsi e nuove idee per abbattere i tanti muri che dividono e frammentano la nostra società
Non siamo immigrati, siamo tutti cittadini
In 4.000 oggi a Verona per la giornata dell'indignazione
Una giornata che guarda al futuro.
Sulle maglie dei bambini e delle donne che aprono il corteo la scritta "Non siamo immigrati, ma cittadini" spiega bene il messaggio di questa manifestazione lanciata dal Coordinamento migranti di Verona a cui hanno risposto tantissime comunità e associazioni di migranti anche da altre città del nord.
Una giornata che non vuole essere in difesa di qualcosa ma per costruire qualcosa di nuovo.
Nonostante il clima che il sindaco leghista Flavio Tosi, noto per le politiche a "tolleranza zero" e discriminatorie in materia di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, ha cercato di creare in città negando l'arrivo in Piazza Brà del corteo, 4.000 persone hanno sfilato dalla stazione Porta Nuova fino al quartiere Veronetta. Da qui poi si è tornati verso il centro per riuscire ad entrare nella zona rossa imposta da Tosi, Piazza Brà, blindata dalle forze dell'ordine.
A mani alzate gridando "Piazza Brà, Piazza Brà" i manifestanti hanno assediato la piazza con grande determinazione per più di un'ora.
Oggi Verona è stata una città liberata.
Gianni Alemanno, Francesco Rutelli, il 25 aprile e Don Pietro Pappagallo
Ho il massimo rispetto -ci mancherebbe altro- per la memoria di Don Pietro Pappagallo, straordinaria figura di sacerdote e resistente, medaglia d'oro e uno dei martiri delle Ardeatine.
Ma qualcuno mi spiega perchè su 335 martiri delle Ardeatine per commemorare il 25 aprile, il candidato sindaco Francesco Rutelli sceglie di rendere omaggio selettivamente solo ad un sacerdote?
Gianni Alemanno, l'uomo con la croce celtica al collo, da parte sua, ne dice una giusta e una sbagliata.
Nella cerimonia ufficiale ha dichiarato: «Bisogna smetterla di fare del 25 aprile una festa di parte ma deve essere la festa di tutta la nazione» e fin qui ci siamo.
Ma poi ha proseguito: «questa deve essere la festa di tutto il popolo italiano che si è liberato da tutti i totalitarismi sia di destra sia di sinistra». E qui caro Alemanno, non ci siamo più e trovati un'altra festa. Perfino i totalitarismi non erano tutti uguali e il 25 aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo e basta e i tentativi di torcere il braccio alla storia no pasarán.
Il film, censurato per anni in Italia, racconta della violenza e della morte che il fascismo coloniale italiano portò in Africa per costruire il suo "impero".
Un'occasione per parlare del fascismo di ieri e di quello di oggi,
per costruire la solidarietà con gli immigrati, per dire no alle politiche di guerra dell'imperialismo
Note:
Il regime coloniale è un regime introdotto con la violenza. È sempre con la forza che il regime coloniale si impone.
FRANTZ FANON
Il razzismo è un modo per scaricare su qualcun altro il disgusto che uno prova per sé stesso. ROBERT SABATIER
organizzatore: CENTRO CULTURALE E DI DOCUMENTAZIONE BERTOLT BRECHT
Piazzetta San Gaetano, 1 Schio (VI) EMAIL: centro_brecht@libero.it - Tel. 348.2900511
«Il Centro vuole essere un luogo d´iniziativa politico-culturale in cui possano incontrarsi differenti esperienze politiche, sociali, sindacali, culturali, collocate su un piano di critica anti-capitalista dell´esistente. Un luogo in cui lavoratori, giovani, donne, precari, immigrati possano sperimentare forme di collaborazione su un terreno antifascista e antimperialista, contro la guerra, contro lo sfruttamento capitalistico del lavoro, per la solidarietà con la lotta dei popoli.»
Il film è stato ispirato da eventi REALI nell'Iraq ''liberato'', uno dei quali è lo stupro di Abeer Al Janabi, di 15 anni, che ha subito uno stupro di gruppo da parte dei vostri coraggiosi ragazzi, è stata poi bruciata e la sua famiglia massacrata.
Le immagini al termine del film sono REALI. Così come lo è l'Occupazione!
Il potere come malattia della mente, ovvero Francesco Cossiga. Crepano tante brave persone, non capisco perché un così odioso inquinatore della vita pubblica debba arrivare a ottant'anni in febbrile attivita. Fateci caso: la dichiarazione più velenosa della giornata è quasi sempre la sua. L'Inquinatore non desidera soldi né cariche. Vuole mettere zizzania. Si diverte a provocare. Allude, insinua, regola conti, coltiva ossessioni. Lo farà fin che campa. L'ho incontrato solo una volta, al teatro Dal Verme di MIlano, e si dimostrò quel che è: una figura squallida e insieme patetica. Degno ex presidente ''picconatore'' di una repubblica bananiera. Era il marzo del 2002, il governo Berlusconi-Previti andava avanti a colpi di leggi su misura, c'era appena stata la manifestazione dei quarantamila al Palavobis, il vecchio Sylos Labini si sgolava in difesa della Costituzione e l'Inquinatore si preoccupava della possibile deriva terroristica dei girotondi. A tutte le persone in buona fede era chiara la natura legalitaria e non violenta di quel movimento. Non all'Inquinatore né ai gazzettieri di regime che lo intervistavano a raffica. Lo invitai a lasciar perdere in nome del buon senso e lui mi rispose che non aveva paura di me ''perché a gente come te e Tonino Di Pietro io gli faccio un culo così''. Letteralmente, mimò anche il tipico gesto. Ne seguì una vivace discussione, sotto lo sguardo vigile delle cinque guardie del corpo. Purtroppo ero da solo, senza telecamera. Veniamo all'oggi. Ecco come l'Inquinatore ha commentato l'esito delle recenti elezioni: ''c'è il rischio di un nuovo terrorismo di sinistra perché la sinistra radicale non ha più rappresentanza in parlamento''. Il mondo civile ci guarda attonito domandandosi come possa un popolo europeo riconsegnarsi a un ''giullare'' (definizione dell'Economist) titolare di una spaventosa concentrazione di interessi e di poteri e circondato di secessionisti, piduisti, fascisti e mafiosi. Ma per l'Inquinatore (e per i gazzettieri che gli vanno ancora dietro) il problema è un altro: impedire il fuoco del nuovo brigatismo. E per meglio evitarlo, ovviamente, ci soffia sopra. Se lo incrociate prima voi, spernacchiatelo a dovere, mi raccomando. Per il resto, visto che fino a prova contraria siamo non violenti, non ci resta che sperare nella divina provvidenza. Per pietà, o Signore, chiama a te il Giullare e l'Inquinatore!
''Oportet ut scandala eveniant''. (Matteo, 18:7; Luca 17:1).
In occasione del suo viaggio negli Stati Uniti, Joseph Ratzinger ha chiesto scusa per la turpe vicenda dei preti pedofili. Qui sotto trovate una cronaca tratta dal quotidiano La Stampa. Vi si apprende tra l'altro che ''la pedofilia è incompatibile con il sacerdozio''. E' un passo in avanti. Ma per recuperare credibilità, la Chiesa dovrebbe ammettere fino in fondo le proprie colpe. Vedi alla voce: omertà. Molte sofferenze sarebbero state evitate, molti reati avrebbero potuto essere prevenuti, se le gerarchie non avessero cercato di coprire i misfatti e insabbiare le inchieste. Per evitare lo scandalo, lo hanno aggravato, perdendo la faccia. Soprattutto di questo, il Papa dovrebbe vergognarsi. Solo negli Stati Uniti, sono circa 5 mila le persone che hanno dichiarato di essere state vittime di abusi sessuali da parte dei sacerdoti. Lo scandalo è costato finora 2 miliardi di dollari di risarcimenti; cinque diocesi statunitensi sono fallite e circa 700 parrocchie hanno dovuto chiudere i battenti. La promessa del Papa di fare tutto il possibile affinché fatti del genere non si ripetano più, per suonare credibile, dovrebbe accompagnarsi all'impegno di collaborare lealmente con la giustizia ordinaria nonché all'espulsione dei preti pedofili come dei prelati insabbiatori. Coloro che hanno taciuto o non hanno evitato sono ancora più colpevoli. Uno di questi è il cardinale Bernard Law (foto), già arcivescovo di Boston. Oggi è arciprete della basilica di Santa Maria in Trastevere. Amici di Roma Libera, propongo di andare a interpellarlo: inseguitelo con la telecamera, chiedetegli un commento sulle parole del Papa. E magari invitatelo, con modi curiali, a riscoprire il piacere della vergogna.
TV: EUROPA7, IL COMMISSARIO KROES CONFERMA LE VIOLAZIONI - 18/4/08
Dichiarazione di Giulietto Chiesa
In merito alla risposta della Commissaria Neelie Kroes all'interrogazione dei deputati Agnoletto, Aita, Berlinguer, Catania, Chiesa, Fava, Frassoni, Guidoni, Morgantini, Musacchio, Napoletano
Bruxelles, 18 aprile 2008
Al di là dell'arduo linguaggio burocratico, si capisce che la commissaria europea conferma:
Maurizio Acerbo eletto portavoce
Ieri pomeriggio, presso la sede del Prc in viale del Policlinico, si è insediato il comitato di gestione del Prc, eletto nel corso dell'ultimo comitato politico nazionale, a seguito delle dimissioni e della conseguente decadenza dalle loro funzioni della segreteria e del segretario nazionale.
Il comitato ha il compito di dare continuità all'ordinaria attività del partito e garantirne una gestione unitaria.
Maurizio Acerbo, parlamentare uscente e già segretario regionale del Prc dell'Abruzzo, è stato eletto portavoce del comitato, con il voto contrario di Graziella Mascia, Titti De Simone, Francesco Forgione, Franco Bonato, Rosa Rinaldi e l'astensione di Gianluigi Pegolo.
I 12 membri del comitato di gestione sono:
Maurizio Acerbo, portavoce
Francesco Bonato, Maria Campese, Titti De Simone, Erminia Emprin, Eleonora Forenza, Francesco Forgione, Claudio Grassi, Graziella Mascia, Alfio Nicotra, Gialuigi Pegolo, Rosa Rinaldi.
Oggi (ieri ndr) è l'Earth Day e voglio contribuire, per quanto posso, a queste 24 ore di presa di coscienza e di azione.
Ma con la mia testa.
E su questo punto: c'è uno squilibrio fondamentale, ormai evidente, da un lato tra peso, dimensioni multiple, e gravità della crisi in atto e dall'altro lato sulle risposte politiche in corso.
MILANO - Per aver definito ''assassini'' tre magistrati milanesi l'ex parlamentare Vittorio Sgarbi, critico d'arte e ora assessore alla cultura milanese, è stato condannato ad un consistente risarcimento: 180 mila euro più le spese di giudizio. Ad avviare la causa davanti al Tribunale civile di Milano erano stati gli ex pubblici ministeri di ''Mani pulite'', Pier Camillo Davigo, Francesco Greco e Gherardo Colombo (quest'ultimo ora in pensione) che avevano citato in giudizio l'ex parlamentare per sue dichiarazioni apparse su due quotidiani e nelle quali si accusavano i tre magistrati di aver fatto morire della gente. L'allusione era ad indagati deceduti per suicidio. ''Questi magistrati - aveva affermato fra l'altro Sgarbi - vanno arrestati e processati. Sono un'associazione per delinquere con libertà di uccidere''. Il giudice Claudio Marangoni, valutati i fatti, ha riconosciuto a Colombo, Davigo e Greco un risarcimento di 60 mila euro ciascuno, somma che dovrà essere pagata dalla parte convenuta che dovrà far fronte anche alle spese di giudizio calcolate in altri 13.300 euro.
La sensazione è di Schadenfreude *. Non li vedremo più, si spera, i Giordano, i Pecoraro Scanio, i Diliberto. Ma che razza di popolo è questo di Sinistra che li aveva votati, quelli e i loro luogotenenti locali! Oggi si tengono il capo e si stracciano le vesti ma hanno accettato di non pensare, di non ragionare, quando Berlusconi è stato eletto per la seconda volta. Avevano cinque anni di tempo per darsi una regolata, per cambiare squadra soprattutto.E invece hanno sperato nei magistrati, si sono incarogniti sul conflitto d'interessi e si sono accucciati sempre più sotto l'ombrello protettivo di Confindustria, leggendo ogni mattina con diligenza e devozione «la Repubblica». Così siamo arrivati al governo Prodi, uno dei più nefasti degli ultimi anni, il vero responsabile del risultato elettorale del 15 aprile. Guidato da uno che aveva già fatto pessima figura come presidente della Commissione europea, comandato da un contafagioli che passa per grande economista (Padoa Schioppa) e infestato da quella specie di paranoico fiscale che risponde al nome di Visco. Un governo con un ministro del Lavoro che chiude i cantieri non perché si muore ma perché così si aumentano le entrate dello Stato, che firma un protocollo sul welfare ignobile, dimenticandosi che ci sono milioni di giovani che non avranno mai una pensione. Un governo che aumenta le pensioni di E 1,09 al giorno, equamente distribuiti tra la vecchina che non riesce ad alzarsi dal letto e i superpensionati. Un governo che si chiude in uno scenario appropriato, nell'immondezzaio campano, su cui campeggia il repellente ministro dell'Ambiente, da quella monnezza uscito.Veltroni è andato bene, si dice, che score! Ma che l'atto di nascita del suo partito coincida con la più disastrosa sconfitta del dopoguerra nessuno lo dice!
L'arte della sopravvivenza molti di noi l'hanno imparata dagli inizi degli anni ottanta, siamo i più avvantaggiati in un certo senso. L'importante è non lasciarsi spingere a soccorrere i naufraghi. Hanno fatto pagare a noi e al Paese un prezzo spaventoso. Inossidabili, inviteranno al dialogo. Bastonare il cane che affoga.
*da Wikipedia: Schadenfreude è un termine tedesco che significa «piacere provato dalla sfortuna dell'altro». Il termine deriva da Schaden (danno) e Freude (gioia). In tedesco il termine ha sempre una connotazione negativa. Esiste una distinzione tra la «schadenfreude segreta» (un sentimento privato) e la «schadenfreude aperta» (Hohn).
Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia
Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale. Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze. Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore.
Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quartodella somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) - quando ancora non vi era l'apporto di Sinistra Democratica - ma raccoglie assai meno della metàdei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l'8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell'8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita.
Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell'Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento.
Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al ''voto utile'':risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l'emergere in settori dell'Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell'autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anticapitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito Democratico e ad una logica di alternanza di sistema.
E' giunto il tempo delle scelte: questa è la nostra
Non condividiamo l'idea del soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente una ''accelerazione'', nonostante il fallimento politico-elettorale.
Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, in un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (PRC e PdCI), vada oltre coinvolgendo altre soggettività politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali.
Rivolgiamo un appello ai militanti e ai dirigenti di Rifondazione, del PdCI, di altre associazioni o reti, e alle centinaia di migliaia di comuniste/i senza tessera che in questi anni hanno contribuito nei movimenti e nelle lotte a porre le basi di una società alternativa al capitalismo, perché non si liquidino le espressioni organizzate dei comunisti ed anzi si avvii un processo aperto e innovativo, volto alla costruzione di una ''casa comune dei comunisti''.
Ci rivolgiamo:
-alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi ''non ce la fanno più'' e per i quali la ''crisi della quarta settimana'' non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo;
-ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista;
-ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell'imperialismo;
-al mondo dei migranti, che rappresentano l'irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l'imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall'incontro multietnico e multiculturale può nascere - nella lotta comune - una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla ''diversità'', che faccia progredire l'umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace.
Auspichiamo un processo che fin dall'inizio si caratterizzi per la capacità di promuovere una riflessione problematica, anche autocritica. Indagando anche sulle ragioni per le quali un'esperienza ricca e promettente come quella originaria della ''rifondazione comunista'' non sia stata capace di costruire quel partito comunista di cui il movimento operaio e la sinistra avevano ed hanno bisogno; e come mai quel processo sia stato contrassegnato da tante divisioni, separazioni, defezioni che hanno deluso e allontanato dalla militanza decine di migliaia di compagne/i.
Chiediamo una riflessione sulle ragioni che hanno reso fragile e inadeguato il radicamento sociale e di classe dei partiti che provengono da quella esperienza, ed anche gli errori che ci hanno portati in un governo che ha deluso le aspettative del popolo di sinistra: il che è pure all'origine della ripresa delle destre.
Ci vorrà tempo, pazienza e rispetto reciproco per questa riflessione. Ma se la eludessimo, troppo precarie si rivelerebbero le fondamenta della ricostruzione.
Il nostro non è un impegno che contraddice l'esigenza giusta e sentita di una più vasta unità d'azione di tutte le forze della sinistra che non rinunciano al cambiamento. Né esclude la ricerca di convergenze utili per arginare l'avanzata delle forze più apertamente reazionarie.
Ma tale sforzo unitario a sinistra avrà tanto più successo, quanto più incisivo sarà il processo di ricostruzione di un partito comunista forte e unitario, all'altezza dei tempi.
Che - tanto più oggi - sappia vivere e radicarsi nella società prima ancora che nelle istituzioni, perché solo il radicamento sociale può garantire solidità e prospettive di crescita e porre le basi di un partito che abbia una sua autonoma organizzazione e un suo autonomo ruolo politico con influenza di massa, nonostante l'attuale esclusione dal Parlmento e anche nella eventualità di nuove leggi elettorali peggiorative.
La manifestazione del 20 ottobre 2007, nella quale un milione di persone sono sfilate con entusiasmo sotto una marea di bandiere rosse coi simboli comunisti, dimostra più di ogni altro discorso che esiste nell'Italia di oggi lo spazio sociale e politico per una forza comunista autonoma, combattiva, unita ed unitaria, che sappia essere il perno di una più vasta mobilitazione popolare a sinistra, che sappia parlare - tra gli altri - ai 200.000 della manifestazione contro la base di Vicenza, ai delegati sindacali che si sono battuti per il NO all'accordo di governo su Welfare e pensioni, ai 10 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il referendum sull'art.18.
Auspichiamo che questo appello anche attraverso incontri e momenti di discussione aperta - raccolga un'ampia adesione in ogni città, territorio, luogo di lavoro e di studio, ovunque vi siano un uomo, una donna, un ragazzo e una ragazza che non considerano il capitalismo l'orizzonte ultimo della civiltà umana.
Eviterò in questa dichiarazione di voto di illustrare il documento presentato, perché questo si può leggere e mi pare molto chiaro.
La nostra non è già una mozione congressuale ma è il documento finale che presentiamo oggi in questo Cpn. Noi proponiamo di costruire una mozione congressuale con tutte le compagne e i compagni disponibili e con tutte le sensibilità che oggi sono critiche con la linea che ha portato alla disfatta. Anzi, diciamo che sarebbe meglio, per il clima che c'è nel partito, per tutte le iscritte e gli iscritti che guardano con preoccupazione a ciò che sta accadendo e che vorrebbero salvare Rifondazione Comunista, sarebbe molto meglio dare alle iscritte e agli iscritti la possibilità democratica, finalmente, di poter scegliere solo fra 2 opzioni compiutamente alternative, senza alcuna ambiguità di sorta, se si vuole liquidare Rifondazione Comunista oppure no, senza più pasticci e inganni. Gli iscritti devono decidere: vogliono oppure no un partito comunista, rinnovato, rifondato, unitario, ma comunista '' La rifondazione è comunista o è di altro '' Basta con questa ambiguità che è stata la causa prima che ha portato alla catastrofe attuale.
Se c'è una mozione così, semplice, chiara, noi siamo disponibili. Se invece c'è la riproposizione della concezione della sinistra che ha portato alla Sinistra arcobaleno e al suo fallimento; se c'è di nuovo la riproposizione della Sinistra Europea che ha spaccato la sinistra in Europa ed ha preparato il terreno della Sinistra arcobaleno; se c'è una qualche continuità con il congresso di Venezia che ha portato all'esperienza catastrofica del governo; si continua l'inganno ed è chiaro che noi non siamo disponibili ad ingannare le compagne ed i compagni.
Infine al compagno Giordano che oggi si appiglia alla gentilezza nel dibattito interno ed agita strumentalmente il tema della non-violenza, vorrei dire che al congresso di Venezia non mi pare che vi fu molta gentilezza nel dibattito interno, così come non mi pare che ci sia molta non-violenza nei bombardamenti su donne, vecchi e bambini che ha fatto la guerra della Nato in Afghanistan, che ha avuto il nostro sostegno per due anni nel governo Prodi.
Anch'io, caro Fausto, militavo nello PSIUP nel lontano 1972: allora, ero un giovane studentello, tu un piccolo bonzo sindacale. Già a quel tempo ricordi? ci fu la ''batosta'' elettorale che ci cacciò fuori dal Parlamento, ma la situazione era diversa. Pur con le dovute cautele, il PCI era ancora un partito di sinistra.
Francamente, osservandoti sulle poltrone di Vespa l'altra sera io, che non sono andato a votare schifato proprio da voi m'hai fatto gran pena. Dev'essere deprimente oltre misura, dopo una vita passata (a tuo dire) a credere in qualcosa, vederlo franare sotto le suole delle scarpe, avendo attorno un sedicente giornalista, leccapiedi ex-democristo, che recita il tuo de profundis.
Con garbo ammaliante al vetriolo, l'Insetto non ha esitato a tracimare nella pietas per chi giace nella polvere dell'arena: «Torni a trovarci quando vuole''troverà sempre la porta aperta''».
Un'indegna campagna di demonizzazione della Repubblica Popolare Cinese è in corso
Un'indegna campagna di demonizzazione della Repubblica Popolare Cinese è in corso. A dirigerla e orchestrarla sono governi e organi di stampa più che mai decisi ad avallare il martirio interminabile del popolo palestinese e sempre pronti a scatenare e appoggiare guerre preventive come quella che in Irak ha già comportato centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi.
La Baia dei porci (Bahía de Cochinos) è una stretta insenatura nella parte centro-meridionale dell'isola di Cuba. Divenne nota per un tentativo di invasione di Cuba effettuato il 17 aprile 1961 da 1.500 anti-castristi emigrati negli Stati Uniti e oppositori del governo di Fidel Castro.
HANNO VINTO I PEGGIORI, HANNO PERSO I PEGGIORI
Italia: medaglia d'oro di tafazzismo
Elezioni politiche 2008. Hanno vinto i delinquenti: mafiosi, fascisti, razzisti, baciapile, ladri, truffatori, criminali di guerra, ottusi, incolti, incompetenti. Hanno perso gli altri, uguali ma con un ''cripto'' davanti: criptomafiosi, criptorazzisti, cripto fascisti, criptoladri Più una bella dose di collotorti e pinzocheri di diretta obbedienza vaticana. E tutto questo era nell'ordine delle cose dopo sessant'anni di corruzione etica ed ideologica democristiano-piccista e quasi vent'anni di cabaret berlusconide con dietro le quinte lupare, triangoli e Corte di Cassazione
DAL "MASSACRO DI TIENANMEN" ALLE "PROTESTE DI LHASA"
Mentre leggevo e guardavo la cronaca sui "contestatori" tibetani scatenare la loro rabbia "repressa" contro i civili Han a Lhasa il 14 marzo 2008, avvertivo un'opinione comprensiva dei giornalisti che descrivevano delle azioni violente come una "prova" della "stretta di Beijing" sul Tibet, mentre nella loro cronaca le vittime erano quasi invisibili.
Cronaca non imparziale, pensai. Osservai in rete e trovai resoconti di testimonianze oculari da parte di turisti occidentali. Descrivevano "folle in tumulto" "impazzite" in "sommosse" e mostravano video di civili inseguiti, lapidati e picchiati. Provai simpatia per le vittime.
Quindi, incontrai per caso un ritaglio video della CTV, una rete televisiva nazionale del Canada, che mostrava poliziotti nepalesi dal viso scuro picchiare dimostranti tibetani con randelli mentre un tibetano parlava dei cinesi che reprimevano le proteste. Mi resi conto che un simile innesto era una grossolana falsificazione.
L'ERNESTO: GIORDANO SI DIMETTA,VOTO È FINE ARCOBALENO
Le dimissioni di Franco Giordano e della segreteria nazionale, l'archiviazione della della sinistra arcobaleno «un progetto fallimentare» e infine la ricostruzione di un partito basato sull'identità comunista. A chiedere che il Prc volti pagina e riprenda il cammino originale dopo la Bolognina è la minoranza dell'Ernesto rappresentata da Fosco Giannini e Gian Luigi Pegolo, parlamentari uscenti di Rifondazione e Leonardo Masella capogruppo del Prc in Emilia Romagna che annunciano la presentazione nel prossimo comitato politico del partito una mozione di sfiducia contro la segreteria. «Il risultato elettorale - sottolinea Pegolo - non è spiegabile solo dando le colpe al voto utile perchè lo stesso problema lo aveva l'Udc che invece ha tenuto. Bertinotti ed il segretario si ostinano a parlare di accelerazione verso il partito unico e la cosa mi pare incredibile». La minoranza dell'Ernesto chiede la convocazione del congresso e la possibilità di sapere l'esito del tesseramento dello scorso anno. Le critiche rivolte al gruppo dirigente vanno di pari passo a quelle verso il progetto arcobaleno: «L'esito elettorale - attacca Pegolo - ne decreta la fine. Il soggetto non è più proponibile. Rifondazione non va superata ma va difesa la sua autonomia». Se la proposta di Giordano di accelerare nella costruzione di una sinistra unita viene rispedita al mittente, riserve non si nascondo nemmeno per la tesi del ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero che ha come obiettivo la nascita di una federazione in cui il Prc mantenga la sua autonomia. «Non ci piacciono i cosiddetti 'terzinì cioè coloro che si collocano tra il progetto della sinistra arcobaleno e l'autonomia del Prc. Noi - spiega Fosco Giannini - siamo contrari anche al modello della Sinistra europea». Parole dure sono infine rivolte all'ex segretario e leader della 'Cosa rossà Fausto Bertinotti: «Lui - attacca il senatore del Prc - ha distrutto il partito comunista e tenta di distruggere la sinistra italiana, lo dicono i dati elettorali». «Le colpe - aggiunge Masella - non sono però tutte di Bertinotti. Intorno a lui, che era il padrone, c'era una corte dei miracoli, tanti cortigiani a dire sempre di sì».
L'ERNESTO ALL'ATTACCO DIRIGENTI PRC SI DEVONO DIMETTERE
«Le dimissioni del segretario e della Segreteria nazionale sono un atto dovuto. È il minimo che può fare il gruppo dirigente». L'area dell'Ernesto, una delle minoranze del Prc, va all'attacco: «La sconfitta elettorale mette in luce l'intrinseca debolezza del progetto della Sinistra arcobaleno, che non ha futuro. C'è la necessità di delineare una proposta alternativa», ha detto Gian Luigi Pegolo in una conferenza stampa in cui era presente anche Fosco Giannini. «Quella di Giordano e Bertinotti è una posizione incredibile, non si può dire che la colpa è nel fatto di non aver accelerato sul processo unitario -ha aggiunto-. Si convochi immediatamente il Congresso del Prc, la cui gestione va affidata a un organismo unitario che garantisca tutte le componenti». Per l'Ernesto, ovviamente, «non è più proponibile il soggetto unitario e plurale. Bisogna riprende il processo della rifondazione comunista, non procedere al superamento del Prc, ricostruire una forza comunista significativa», ha spiegato Pegolo.
di Un Congresso per il rilancio dei movimenti e dell?autonomia del Prc
Siamo purtroppo di fronte ad un disastro completo della Sinistra Arcobaleno, peggiore delle più pessimistiche previsioni. Il risultato elettorale è l'effetto della fallimentare partecipazione del Prc al governo accompagnata alla sistematica liquidazione del Prc e del suo carattere comunista portata avanti da una parte maggioritaria del gruppo dirigente di Rifondazione Comunista, che ha contribuito in tal modo all'affermarsi di una logica dell'alternanza e dell'americanizzazione della politica perseguita dal Pd di Veltroni.
Poiché alla prova dei fatti il progetto della Sinistra Arcobaleno è fallito, il gruppo dirigente ne deve trarre le conseguenze, rassegnando le dimissioni immediate e avviando il congresso da tenersi subito, senza ulteriori rinvii e forzature antidemocratiche.
Va data finalmente la parola agli iscritti e alle iscritte, che troppo a lungo sono stati espropriati da ogni decisione. Anche questa mancanza di democrazia e di partecipazione, sia per come è stata decisa la costruzione della coalizione e del simbolo elettorale sia per la scelta delle candidature, è una delle cause della sconfitta.
Ora non sarebbero più ammissibili atti politici ed organizzativi antidemocratici per far trovare il congresso di fronte a fatti compiuti. Invitiamo tutti i gruppi dirigenti territoriali, dei Circoli, Federazioni, Regionali, a convocare immediatamente assemblee e attivi per una valutazione del voto, per vigilare sul gruppo dirigente nazionale, per fermare ogni atto in direzione dello scioglimento del Prc, per chiedere il congresso subito, approvando ordini del giorno e mozioni da inviare alla Direzione nazionale.
Invitiamo gli iscritti ad autoconvocarsi nelle sedi delle federazioni per manifestare la ferma contrarietà allo scioglimento del Prc, per rilanciare il processo di rifondazione-ricostruzione di una forza comunista in Italia.
IL FALLIMENTO DEL PROGETTO DELLA SINISTRA ARCOBALENO
di Gianluigi Pegolo, Fosco Giannini*
su L'ERNESTO del 15/04/2008
Il risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno, con l?esclusione di ogni rappresentanza in Parlamento, rende evidente il fallimento di un progetto che si proponeva, cancellando le singole identità a partire da quella comunista, di aggregare consensi e invece ha conseguito una tragica sconfitta.
Il gruppo dirigente di Rifondazione Comunista ha la massima responsabilità di questo disastro, assieme all?ex Presidente della Camera che ha imposto questa scelta.
Il progetto della Sinistra Arcobaleno, con il risultato di oggi è finito. Pensare di resuscitarlo, come vorrebbero fare Bertinotti e Giordano, è privo di senso.
L?alternativa al definitivo disfacimento è il rilancio di Rifondazione Comunista e la ricostruzione di un Partito Comunista.
Il passaggio obbligato è l?indizione immediata del Congresso.
Per la prima volta dal dopoguerra, i comunisti non sono rappresentati nel parlamento
Fausto Bertinotti ha purtroppo distrutto la sinistra.
Siamo di fronte ad un disastro completo della Sinistra Arcobaleno, peggiore delle più pessimistiche previsioni. Il risultato elettorale è l'effetto della delusione profonda nel popolo della sinistra per la partecipazione fallimentare al governo, che si è accompagnata alla sistematica opera di liquidazione del Prc e del comunismo portata avanti dalla maggioranza del gruppo dirigente di Rifondazione Comunista.
Il gruppo dirigente nazionale del Prc ha chiesto i voti alla Sinistra Arcobaleno per trasformarla da coalizione elettorale in un soggetto politico, in un nuovo partito della sinistra. Poiché alla prova dei fatti il progetto è fallito, il gruppo dirigente deve rassegnare immediatamente le dimissioni e avviare il congresso, senza ulteriori forzature antidemocratiche.
Il Congresso nazionale dovrà cambiare radicalmente la linea governista e liquidatoria assunta al congresso scorso di Venezia e dovrà pronunciarsi per la salvezza di Rifondazione Comunista e per la ricostruzione di una forza comunista di massa in Italia.
Leonardo Masella esecutivo nazionale de l'ernesto
martedì 15 aprile 2008 ..............................................................
Per la prima volta dal dopoguerra, i comunisti non sono rappresentati nel parlamento, la debacle de l'arcobaleno dimostra senza ombra di dubbio l'errore clamoroso commesso dal gruppo dirigente di Rifondazione che ha rinunciato alla falce e martello per inseguire un progetto effimero.
L'area de l'Ernesto, ormai da più di un anno, si è battuta nel partito per impedire questo tragico approdo.
Per la coerenza che ha dimostrato è stata discriminata, ma oggi i fatti ci danno ragione.
Il più grande errore che si potrebbe fare ora è non prendere atto che l'arcobaleno e definitivamente finito e riproporre quel progetto.
A questo punto occorre ridare agli iscritti del partito il potere di decidere convocando immediatamente il congresso.
Gian Luigi Pegolo esecutivo nazionale de l'ernesto
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO "P.TRESSO " SCHIO
Cari compagni e care compagne,
su questo sito , e sugli spazi elettorali destinati alla propoaganda indiretta richiesti dal PRC, troverete un manifesto da noi prodotto che non è molto pertinente a questa campagna elettorale ( anche se forse lo è eccome ).
Con questo manifesto intendiamo contestare l'approccio che l'amministrazione comunale di Schio ha avuto nell'ultimo anno sulla questione dei Sinti presenti nel nostro territorio ovvero " i singani ".
Ascoltando le sirene provenienti soprattutto dagli industriali ma non solo, l'Amministrazione Comunale ha recentemente emesso un'ordinanza di divieto di campeggio su tutto il territorio sclendense. A prescindere dal fatto che reputiamo questa ordinanza anti-Costituzionale, con questo divieto teoricamente nessun possessore di un Camper potrebbe campeggiare in questo comune, pensiamo che non sia questo il modo per affrontare il problema.
Si è detto che la presenza sei Sinti causa degrado ambientale : in contemporanea ci si sta avvicindando a grandi passi al raddoppio della capacità della Linea 1 dell'inceneritore di Ca' Capretta. Si accusano i Sinti di fare i propri bisogni in giro : riteniamo che l'allestimento di un area attrezzata con un minimo di servizi igienici potrebbe facilmente risolvere questo problema. Al contrario, non abbiamo ad oggi nessuna informazione sui reali livelli di nocività provenienti dai fumi emessi da Ca' Capretta.
Si è detto che la presenza dei Sinti degradano l'immagine della nostra città. Ci chiediamo se la stessa cosa non valga per l'ignobile parata fascista che si svolge ogni anno la prima domenica di luglio.
Pur riconoscendo il lavoro eseguito in splendida solitudine dall'Assessore Emilia Laugelli, riteniamo che la logica dei fossati, dei divieti di campeggio e delle telecamere installate ovunque, non sia la logica che dovrebbe guidare un' Amministrazione che si definisce di centro sinistra .
Di questo passo, l'ho sostenuto più volte e lo ribadisco, si finisce con il consegnare la città in mano alle destre. Quando si insegue la logica della destra si rischia molto. A Verona, il leghista-fascista Tosi ha impostato la propria campagna elettorale anche su queste vicende ed ha vinto a man bassa perchè dall'altra parte non vi era una vera e propria diversità di impostazione.
Pochi giorni fa Walter Veltroni, proprio a Verona, ha dichiarato che tra le sue priorità principali vi sarà l'ordine pubblico.
Ritengo che le vere emergenze in questo paese siano altre : la precarietà e la sicurezza nel mondo del lavoro, il pericolo di una deriva culturale fascista, l'emergenza ambientale, la sopravvivenza della laicità in questo stato. Così come a Schio, dove non ci si accorge dell'incredibile impoverimento di molti lavoratori e lavoratrici, e di conseguenza famiglie, che ormai non riescono più ad arrivare a fine mese.
Imbarcarsi sul terreno del terrore collettivo proprio delle destre significa abbandonare un idea di società altra, significa accettare passivamente il processo di Americanizzazione della politica, significa il riconoscere e accettare che in Italia vi siano due grandi partiti che fanno fondamentalmente le stesse proposte.
Questo manifesto agli occhi dei più, risulterà incomprensibile e non condivisibile. Il nostro intento è quello di costringere le persone a pensare ad un altro modo di vedere le cose, ad un altro modo di vedere queste persone, al cercare di capire quali siano le reali emergenze della nostra società.
Sperando che qualcuno colga il segnale vi saluto.
Anzolin Gianmarco
Segretario PRC SCHIO
''Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare'' (Bertold Brecht).
directstrike | 09 Aprile, 2008 15:27
Il tribunale del lavoro di Pisa ha emesso lunedì 4 aprile una sentenza per effetto della quale Vodafone dovrà riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari, il giudice ha inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali.
I due precari avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine a cavallo fra il 2004 e il 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c'erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei 2 lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato condannando Vodafone alla riassunzione.
Infatti, la società telefonica ha fatto un uso sistematico negli ultimi anni dei contratti a termine e di altre tipologie contrattuali precarie impiegando numerosi lavoratori, ed è perciò evidente che l'azienda aveva un?esigenza continua di personale.
Questa sentenza è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario!
Una vittoria dei lavoratori che con costanza hanno voluto fermamente verificare se era possibile una riparazione all'ingiustizia di un contratto precario e della FLMUniti-CUB che li ha sostenuti, anche attraverso l'importante lavoro svolto dai legali del sindacato di base.
Una vittoria che rappresenta una doccia fredda per una multinazionale come Vodafone, che con le 950 esternalizzazioni del novembre scorso pensava di avere mano libera nel gestire a piacimento le vite dei lavoratori.
Una vittoria contro l'uso e l'abuso di lavoro precario: ora si aprono buone possibilità per la riassunzione di tutti gli altri precari che hanno lavorato con contratti a termine al call center Vodafone di Pisa negli ultimi anni. E' proprio il caso di dire: Laif is nau!
Questa sentenza rafforza la campagna contro il lavoro precario che proseguirà con ancor più vigore.
Un bambino di 11 anni, vive accanto ad un inceneritore, ha un tumore maligno. Tra colpi di perizie, dopo un esposto di associazioni di ambientalisti ed un comitato di genitori, del fattaccio si occupa ora la magistratura.
Anzi gli inceneritori sono due, a poca distanza l'uno dall'altra. Gli impianti di Forlì sono da tempo nel mirino degli ambientalisti. Non a caso è proprio da quella città che è partita la crociata dei medici per l'ambiente.
Certo la decina dei cittadini che abitano vicino agli ampianti non speravano che la vicenda assumesse quel clamore sui giornali. Ma le associazioni che lottano contro il raddoppio delle linee di produzione ( WWf Forlì e Clan-Destino) hanno colto la palla al balzo ed ecco ora indagati i responsabili degli impianti di Hera, Claudio Draghi ed Enzo Mengozzi.
La vicenda...
è ora al confronto con i periti per l'incidente probatorio. I cittadini sono difesi da due medici oncologici. L'azienda è tranquilla, dicono alla Hera. I parametri sono rispettati. Sorge sempre il sospetto che sia la legge sbagliata che ha fissato questi parametri.
Perchè se si riuscirà a dimostrare il nesso causale di questi impianti, dovremo ridiscutere tutto. Per fortuna il bambino sta meglio. Ma il principio di precauzione, che per gli industriali italiani, appare una bestemmia. dovrebbe essere applicato proprio a partire dall'infanzia, la più esposta ai danni ambientali.
Questi strumenti usati per distruggere scorie e rifiuti sono costati all'Italia la condanna dell'Europa, per averli messi in piedi senza valutazione di impatto ambientale. Nella faciloneria tutta italiota, prima si costruisce e poi si vede.
Domenica e lunedi si vota. Ma quei partiti che hanno messo nel programma di governo l'incenerimento come strategia, anziché polemizzare sulle schede elettorali se siano sbagliate o meno, dovrebbero riflettere, se non abbiano invece sbagliato, immaginando un futuro pieno di camini.
Classifica partiti per numero di condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio(*):
- PDL 56
- PD 18
- UDC - Rosa Bianca 9
- Lega Nord 8
- Partito Socialista 3
- Sinistra Arcobaleno 3
- La Destra 2
- Aborto No Grazie 1
- Italia dei Valori 0
Bertinotti: nell'Arcobaleno comunismo solo una cultura
di Daniela Preziosi
su Il Manifesto del 09/04/2008
Repliche di Ferrero e Grassi al candidato premier. «Non ci sciogliamo». Prodi alla Stampa: «Sono caduto per colpa di chi ha minato il mio governo sin dall'inizio». La sinistra si ribella, alla fine il Professore smentisce. Intanto Fausto, a cinque giorni dal voto, provoca i suoi. Malumore nel Prc e nel Pdci
Il comunismo sarà «una tendenza culturale» all'interno della Sinistra arcobaleno. A cinque giorni dal voto, Fausto Bertinotti si inerpica su un viottolo strettissimo per i suoi, dentro e fuori il Prc. Ovvero la collocazione dei comunisti all'interno della sinistra arcobaleno e persino la sopravvivenza del suo partito. Lo fa nel corso di una videochat sul sito del quotidiano La Stampa, rispondendo alle domande dei lettori. Cosa intende per «tendenza culturale» il candidato premier? In realtà, se prese alla lettera, le sue parole sono persino ovvie: nell'arcobaleno, dice, «vivrà la tendenza comunista, quella ecologista, quella femminista; fintanto che non si costruiranno nuove tendenze. Ma ripeto, tendenze culturali e un solo soggetto politico, unitario e plurale». Però a Paolo Ferrero, ministro della solidarietà sociale e leader di una solida area interna, suonano diversamente. D'accordo sul «processo partecipato e democratico di costruzione di una sinistra arcobaleno unitaria e plurale» attraverso «una discussione larga e partecipata». Quanto al Prc «anche per questo terrà il suo congresso nei prossimi mesi». Ma l'affondo è alla fine. Ferrero cita un classico di Marx ed Engels per dire che per quanto lo riguarda «non so immaginare il comunismo come tendenza culturale; l'unico comunismo che conosco è 'il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente'».
Le parole di Ferrero provocano a loro volta stupore e irritazione negli ambienti della segreteria del Prc. In fondo il ragionamento di Bertinotti non è una novità, è persino un percorso politico partito almeno dieci anni. Ma il botta e risposta ha tutta l'aria di un posizionamento precongressuale. E infatti batte un colpo anche Claudio Grassi, leader della minoranza interna Essere comunisti, quella più scettica nei confronti del soggetto unitario a sinistra: «Che i comunisti diventino una tendenza culturale dentro la Sinistra arcobaleno è una delle tante idee che sta esprimendo Bertinotti in questa campagna elettorale. Peccato che non se ne sia mai discusso da nessuna parte, per lo meno in Rifondazione comunista», dice. «Anzi, abbiamo sempre sostenuto, tutti, che la costruzione del soggetto unitario e plurale a sinistra va di pari passo con il mantenimento e il rafforzamento di Rifondazione comunista. Questa resta la posizione della grande maggioranza degli iscritti di Rifondazione, che non hanno nessuna intenzione di sciogliersi in un contenitore genericamente di sinistra».
Ma non è finita. Le parole di Bertinotti ricevono l'accoglienza non cordialissima di Manuela Palermi, arcobaleno in quota comunisti italiani: «Quel che sarà la nuova formazione lo decideranno assieme, con pari dignità, senza improvvisazioni leaderistiche, i quattro partiti che ne fanno parte», dice. E quanto alla poca voglia di scioglimento, il suo partito notoriamente non è secondo a nessuno. «Il Pdci è il partito che rivendica, per oggi e per domani, la sua identità e la sua pratica comunista. Per questo considero praticabile una Confederazione all'interno della quale i quattro partiti mantengano la loro autonomia in una pratica unitaria».
Un dibattito difficile, tanto a ridosso del voto. Certo, subito dopo le elezioni c'è, e Bertinotti lo ripete da mesi, la costruzione di una forza unitaria della sinistra arcobaleno. «Con chi ci sta», dice, che è come mettere in conto qualche possibile defezione. La condizione però è la vittoria elettorale. Battendo innanzitutto il pressing sul «voto utile» con cui da giorni il Pd martella, in direzione dell'elettorato di sinistra. Ieri, il terzo attacco da parte del partitone in quattro giorni. Dopo Walter Veltroni («Bertinotti ha segato Prodi»), Dario Franceschini («Bertinotti come Nader, ha fatto vincere Bush»), questa volta a prendersela con il candidato della sinistra, nella veste di presidente della camera, è stato Romano Prodi. Che si è levato un sassolino dalla scarpa, dei tanti che ne ha da almeno dieci anni. Mastella «ha tradito», ha detto in un retroscena ancora della Stampa. Ma il vero colpevole della caduta dell'ultimo esecutivo è «chi ha minato continuamente l'azione del governo, di chi ha fatto certe dichiarazioni istituzionalmente opinabili...». Poi ha smentito. «Fonti non controllate. Non commento». Ma solo nel pomeriggio avanzato. Troppo tardi per essere credibile.
BERTINOTTI LIQUIDA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Le dichiarazioni di Bertinotti circa il futuro dell'Arcobaleno sono chiare e non lasciamo dubbi circa l'intenzione che ha una parte rilevante dell'attuale maggioranza di Rifondazione. L'idea è quella di costruire un partito superando definitivamente ogni resistenza tesa a conservare l'autonomia politica ed organizzativa del PRC. Ogni ipotesi di strutture federate o confederate viene esclusa e le singole identità politiche si riducono a tendenze culturali interne al partito unico. Questa impostazione liquidatoria segna la pietra tombale per la storia dei comunisti, oltre ad essere fallimentare nell'ipotesi di un più generale rilancio della sinistra italiana, ed è per questo che va respinta nel modo più fermo.
Roma, 8 aprile 2008
On.le Gianluigi Pegolo
Deputato PRC- dell'esecutivo nazionale dell'Ernesto
Egregio Presidente Bertinotti, se tiene ancora al nostro voto misuri le sue esternazioni (in effetti, forse è meglio che taccia). Come Sa ogni limite ha una pazienza. Lei, certamente, è stato di tendenza: noi non lo saremo mai.
Luca Fontana militante comunista, Segretario Circolo Che Guevara del PRC di Roma
Chavez denuncia il tentativo di sabotare i Giochi Olimpici di Pechino
Il presidente Hugo Chavez ha lanciato un appello a tutte le nazioni del mondo perché appoggino la Cina, dal momento che gli imperialisti stanno cercando di dividere il paese asiatico, istigando gravi azioni nel Tibet.
La sollecitazione del presidente è venuta nel corso della manifestazione di riaffermazione della sovranità petrolifera conquistata dal Venezuela nelle installazioni di Pdvsa in La Campina.
''Sapete cosa stanno facendo? In fondo stanno cercando di sabotare le Olimpiadi che si svolgeranno a Pechino, e dietro a ciò sta la mano dell'imperialismo, lo sappiamo e lo denunciamo. Chiediamo al mondo di appoggiare la Cina per neutralizzare questo piano che vuole sabotare le Olimpiadi di Pechino'', ha affermato il capo dello Stato.
E Vattimo firma l'appello contro i monaci tibetani ( leggi articolo )
Una montagna di cadaveri, queste le basi fondanti il nuovo stato fantoccio del Kosovo, riconosciuto dal governo Prodi.
In questi giorni è venuta alla luce, una delle pagine più oscure ed orribili dai tempi del Terzo Reich ad oggi: il rapimento e l'assassinio di oltre 300 prigionieri serbo kosovari, avvenuto nell'estate del 1999, subito dopo l'occupazione del Kosovo da parte della Nato, con la presenza nella provincia serba di decine di migliaia di soldati della Nato, della KFOR, di rappresentanti internazionali dei diritti umani, giornalisti, pacifisti, ecc. ecc?.evidentemente tutti molto distratti o troppo impegnati a raccogliere interviste e informazioni sulle presunte violenze e persecuzioni perpetrate dai serbi.
Senza alcune elementari nozioni storiche non si capirebbe il tema che affronto.
In Europa avevano sentito parlare della Cina. Marco Polo, nell'autunno del 1298, raccontò cose meravigliose del singolare paese che chiamò Catay. Colombo, navigatore intelligente ed audace, era al corrente delle conoscenze che possedevano greci sulla rotondità della Terra. Le sue stesse osservazioni lo facevano coincidere con quelle teorie. Ideò il piano di arrivare nel Lontano Oriente navigando dall'Europa verso occidente. Calcolò con eccessivo entusiasmo la distanza, molto più grande. Senza immaginarlo, tra l'Oceano Atlantico ed il Pacifico, questo continente gli attraversò la sua rotta. Magellano effettuerà il viaggio da lui concepito, anche se morirà prima d'arrivare in Europa. Con il valore delle specie raccolte fu pagata la spedizione incominciata con molte imbarcazioni, di cui ritornò una sola, preambolo dei futuri colossali guadagni.
Qui di seguito il testo dell'appello proposto da Tiziano Loreti, Segretario provinciale, e da Alessandro Bernardi, Responsabile movimenti della Federazione bolognese del Partito della Rifondazione Comunista.
Si tratta di una iniziativa molto utile al fine della battaglia congressuale, che si prefigge il dichiarato scopo di costituire una rete aperta per iniziare a discutere dei contenuti e dei modi con i quali affrontare il congresso.
Il sito (provvisorio) al quale fare riferimento è:
www.sxm.splinder.com/
La email alla quale far giungere le adesioni è:
ottobresempre@hotmail.it
Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili
di Cinzia Romani - 10/04/2008
Un libro denuncia: hanno più di 700mila delegati, sei volte tanto i carabinieri. Tremila sedi per la sola organizzazione di Epifani. In Italia il record europeo: 5 scioperi al giorno
Roma - Una casta all'ombra dei suoi consolidati privilegi s'aggira per l'Italia, aprendo e chiudendo trattative sulla pelle ormai lisa dei lavoratori, oltre che dei contribuenti.
Oggi dalle 15 una delegaziione della CUB, dei comitati contro la base Dal Molin e la militarizzazione della città, della rete Lilliput, del M.I.R. e della rete Disarmiamoli! ha occupato per un'ora l'area di un cantiere in via Aldo Moro, a ridosso di Camp Ederle, dove la ditta Thiene Costruzioni sta allungando la pista automobilistica d'ingresso alla base. I manifestanti hanno esposto due striscioni con le scritte "LA GUERRA E' CONTRO I LAVORATORI" e "VICENZA CITTA' D'ARTE E DI PACE". I motivi dell'azione di protesta unitaria sono stati spiegati in una conferenza stampa stampa.
Come al solito, anche qui l'allargamento della base (circa 200 m. x 10, portando la recinzione fino al ciglio della strada, con relativi cartelli "zona militare") è avvenuto senza alcuna autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale: sembra che il terreno sia stato concesso dal governo D'Alema agli Usa nel 1999, in base a uno dei tanti accordi bilaterali "segreti" per motivi di "difesa nazionale".
Questo si aggiunge ad altri progetti già in fase di attuazione o previsti, oltre nell'area del famoso aeroporto Dal Molin, anche all'interno della stessa caserma Ederle, nel villaggio residenziale americano di Vicenza est, nella base "Pluto" di Longare e altrove, per una spesa complessiva di oltre 800 milioni di euro (a cui si devono aggiungere quelle per le infrastrutture esterne e i servizi a carico dei contribuenti italiani). Vicenza sta diventando un'enorme caserma e deposito di armamenti, sulla testa dei cittadini tenuti all'oscuro di tutto.
Chi ci guadagna è la lobby militare-industriale protagonista dell'economia di guerra (imperialista) dii cui fanno parte, oltre alle grandi compagnie nazionali (ENI, FINMECCANICA, FIAT AVIO ecc.), anche le cosiddette cooperative rosse (CMC di Ravenna, CCC di Bologna) che si sono aggiudicate l'appalto della base Dal Molin (per 245 mil. di euro), e a livello locale i vari "ras" vicentini come Maltauro, Zonin, Calearo (ex vicepresidente di Confindustria ora candidato col PD) ecc.
Chi ci rimette invece, oltre alle vittime dei bombardamenti, delle occupazioni e delle "guerre civili" indotte nei Paesi di nuova colonizzazione (con le scuse della "lotta al terrorismo", del "peacekeeping" e della "espportazione della democrazia"), sono i lavoratori e i ceti deboli che vedono restringersi sempre più i salari, la sicurezza, i servizi sociali e le condizioni di vivibilità anche nei nostri territori.
Per questo c'è bisogno della massima unità e mobilitazione dei movimenti di base per la difesa dei beni comuni e contro la guerra, senza lasciarci ingannare dalle sirene della "competitività" e delle deleghe opportunistiche.
CUB vicenza
25 Aprile giornata dell'indignazione Verona, corteo dei migranti e degli antirazzisti
A Verona, un sindaco razzista ha marciato qualche mese fa alla testa di un corteo di naziskin. E' uno dei campioni del controllo sociale e dell'ossessione securitaria. Ha emanato regole per impedire l'accesso dei migranti alle case popolari, ha fatto installare nei parchi panchine sulle quali è impossibile sdraiarsi, ha fatto eseguire con la forza sgomberi e sfratti di famiglie di cittadini stranieri, usa la polizia municipale per perseguitare e per minacciare i migranti nelle loro attività economiche presentandosi di persona nei call centers e nelle macellerie islamiche.
La nostra città, i nostri territori, non sono questi. Questa è la politica della rappresentanza. Il teatro dell?assurdo al quale si incatena chi pensa di organizzare e gestire un facile consenso.
Noi stiamo con i migranti. Noi siamo per la gioia e non per l'odio. Noi siamo il comune dell'insorgenza e la città che viene.
Libertà di movimento, libertà senza confini
Corteo dalla stazione P.ta Nuova concentramento ore 15
Adesioni a questi appelli a verona25aprile@globalproject.info ( per maggiori Info )
Martedì 8 aprile 2008 10:51 Roma - Sgombero violento della tendopoli allestita in P.zza Venezia
Domenica 6 aprile 350 nuclei in emergenza abitativa hanno occupato un palazzo a Via Carlo Ludovico Bragaglia. L'occupazione del cantiere di questo nuovo complesso residenziale aveva l'obiettivo di denunciare le centinaia di migliaia di case lasciate vuote nella città di Roma e che non vengono messe a disposizione delle tante persone che ne avrebbero bisogno e l'apertura di un tavolo di trattativa affinché il 15% delle nuove abitazioni private costruite a Roma sia destinato all'emergenza abitativa.
"Dopo 24 ore di occupazione", ci spiega Emiliano Viccaro di Horus Occupato, "abbiamo deciso di portare la questione del diritto alla casa dentro la città: a Piazza Venezia, di fronte al Campidoglio.
"Abbiamo allestito una tendopoli composta da centinaia di persone e abbiamo chiesto di avere un incontro con il Prefetto per aprire un confronto sul problema abitativo in città".
Il Viminale, sorpassando la Prefettura, alle 7.00 di questa mattina ha deciso di sgomberare violentemente la tendopoli. Alcune persone sono rimaste ferite, fra cui una donna di 23 anni al quarto mese di gravidanza, e 9 attivisti sono in stato di fermo.
La corrispondenza da Roma che ci riassume i fatti con Emiliano Viccaro, Horus occupato.
Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la ''Eolo'' (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.
Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Dallo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Di solito, in periodi di campagna elettorale, salvo rar(issim)e eccezioni le città vengono invase da immagini orribili, in genere di mummie antichissime, troje truccate e qualche neoleccaculo portato alla ribalta da interessi di partito. La solita roba, condita da slogan buttati lì un po' alla broken in the ass e da fotoritocchi miracolosi che restituiscono l'aria sbarazzina e la pelle del quindicenne a vecchi grinzosi puzzolenti di canfora.Per fortuna c'è sempre qualche voce fuori dal coro.Quest'anno il CAPOLAVORO va indiscutibilmente alla Lega Nord, con un colpo di genio che ci ha costretto all'inchino.
La Lega se ne fotte degli abbellimenti e il fotoritocco! Roba da finocchi! Per la campagna elettorale basta un'immagine scaricata da internet, chi se ne frega se sgrana e viene stampata a cazzo, l'importante è il contenuto!Che infatti, merita tutta la nostra meraviglia, in questa perla fotografata a Milano da Paguri 1: sovrastante un capo pellerossa, la scritta ''LORO HANNO SUBITO L'IMMIGRAZIONE, ORA VIVONO NELLE RISERVE! PENSACI''. Disponibile anche nella versione fotografata a Livorno da Paguri Alfa: ''CREDI DI ESSERE FORTE COME GLI INDIANI E SOPRAVVIVERE NELLE RISERVE?'' che, detto tra noi, non vuol dire un cazzo!
Applausi a scena aperta.
Poco importa se invece di immigrazione, nel caso dei pellerossa, così come delle civiltà precolombiane si deve parlare di INVASIONE E STERMINIO SISTEMATICO.
Poco importano gli esempi di immigrazione che hanno arricchito sotto tutti i punti di vista uno stato, primo fra tutti proprio gli USA.
Poco importa, alla fin fine, che quelli che la Lega definisce ''immigrati'' sono gli stessi che hanno appoggiato per 5 anni nelle peggio nefandezze, e che continuano a farlo.
Poco importa se gli unici indiani veramente apprezzati dai leghisti, sono i Cherokee.
L'importante è la fantasia.
Per questo vi chiediamo di unirvi a noi e a vari Capi Indiani Leghisti, dai nomi esotici quali Maiale Pazzo, Dentista Seduto e Senatur Invalido, per gridare in faccia all'immigrato: UOMO NEGRO NON AVRAI IL MIO SCALPO!!!
P.S. Sì, lo sappiamo, avevamo promesso che ci saremmo occupati dei vari manifesti elettorali senza accanirci in modo particolare con nessuno, però via, come si fa!
«Mi hanno messo in bocca i cavalli». La vera storia dei depistaggi che hanno contrassegnato l'ultimo anno di rivolgimenti giudiziari sull'affaire G8 - culminati con la richiesta di processo per l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro - s'incardina qui, la tessera-chiave è una frase in dialetto sardo captata nella sala intercettazioni del tribunale. E c'è voluto un carabiniere di Cagliari, per decrittarla correttamente e dare forma a un mosaico che oggi Il Secolo XIX è in grado di ricomporre dal principio alla fine, rivelando scenari (a dir poco) inquietanti.
Gli stessi magistrati che hanno depositato giovedì scorso l'istanza per De Gennaro nell'ufficio dei gip ricordano con chiarezza, nel documento, l'origine delle varie inchieste e focalizzano una serie di zone d'ombra della polizia, rischiarando le quali si sono prodotti effetti devastanti: indagando sulla collaborazione sospetta (e pagata) tra alcuni agenti in servizio a Genova e un faccendiere, i magistrati scoprono come sono state fatte sparire le molotov del G8; a quel punto...
controllano altri telefoni e arrivano ai tentativi di «istigazione alla falsa testimonianza» messi in atto secondo l'accusa dallo stesso De Gennaro sull'ex questore di Genova Colucci. «Un percorso unico - si rimarca a palazzo di giustizia - che s'è frammentato dal punto di vista procedurale in più rivoli solo perché si sono configurati reati diversi».
Michela Vittoria Brambilla è candidata alle elezioni. O meglio: nominata a un posto sicuro in Parlamento da un anziano gagà che l'ammira. Duccio e gli altri amici di Qui Lecco Libera ne hanno ingenuamente dedotto che questa condizione comportasse il dovere di confrontarsi con i cittadini-elettori. Non è così. Chi non applaude è un provocatore e non merita l'accesso a ''pubblici'' dibattiti. Il film è già visto. La Morticia Adams rossa sorride, promette e fugge. I fedeli battono le mani. I galoppini inveiscono e minacciano. La polizia fa da palo. E' ancora politica questa? Ecco i video.
Vorrei chiedere, a nome del popolo italiano, 300.000 euro al giorno, a partire dal primo gennaio 2006 al Partito Radicale. E' la multa che pagheremo per non aver applicato la sentenza europea per l'attribuzione delle frequenze di Rete4 a Europa 7 nell'ultimo Consiglio dei ministri. Il ministro Emma Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha infatti dichiarato che la sentenza "non aveva carattere di urgenza".
In campagna elettorale è facile diventare dei bugiardi e cercare di nascondere agli elettori i guai provocati dalle proprie scelte; è il caso di Claudio Cicero, uno dei maggiori responsabili del si alla nuova base militare statunitense, che per due anni ha trattato segretamente la realizzazione dell?installazione a stelle e strisce.
Noi lo diciamo da sempre che le condizioni poste dal consiglio comunale non sarebbero state rispettate; del resto quelle erano parole scritte per salvare la faccia a chi ha svenduto Vicenza. Cicero se ne accorge ad una settimana dal voto; dopo aver ingannato i vicentini organizzando alle loro spalle lo sbarco degli statunitensi al Dal Molin, ora ci riprova dicendo di voler difendere un aeroporto che lui stesso ha sacrificato.
Cicero è tra coloro che hanno preferito i profitti di pochi al futuro di Vicenza. Inutile che ora provi a girarci attorno: Cicero è responsabile a 360 gradi della chiusura dell?aeroporto civile e della militarizzazione della città.
1) Che cos'è successo realmente? 2) Qual'era l'obiettivo di questa ribellione? 3) Bugie mediatiche: per quale fine? 4) Il movimento tibetano è spontaneo e indipendente? 5) La Cina è condannata da tutta la comunità internazionale?
Il quotidiano Mercury News di San José, California, ha rivelato che durante gli anni del confllitto in Nicaragua agenti della CIA, per finanziare i Contras, avrebbero venduto negli USA almeno cento tonnellate di cocaina.
L'operazione sarebbe stata concertata a tavolino da un agente CIA e alcuni capi dei Contras.
Mercoledì 2 aprile si è tenuta a Firenze la riunione del Gruppo operativo nazionale dell'Appello nato a Firenze, ''UN CONGRESSO PER RILANCIARE I MOVIMENTI E L'AUTONOMIA DEL PRC''.
Il Gruppo operativo ha deciso di lanciare un appello a tutto il Partito su cui raccogliere le firme in tutto il Paese, a partire dal giorno dopo le elezioni (scadenza rispetto alla quale il Partito è impegnato), per convocare subito il Congresso, per dare finalmente la parola agli iscritti/e, per salvare e rilanciare il Prc e il processo della Rifondazione Comunista.
Il Gruppo operativo ha deciso, inoltre, di convocare dopo le elezioni, entro la prima metà di maggio, un'assemblea nazionale aperta a tutti gli iscritti e le iscritte e a tutte le aree del Partito che non condividono il superamento del Prc e la sua cultura governista sviluppatasi negli ultimi anni, al fine di proporre una mozione congressuale alternativa unitaria.
Il Gruppo operativo ha elaborato un primo contributo al dibattito (che alleghiamo), in continuità con l'appello iniziale del movimento, che sarà aggiornato alla luce del risultato elettorale e della nuova situazione politica che si determinerà. A questo scopo il Gruppo operativo si riunirà subito dopo le elezioni.
Il Gruppo operativo, infine, ha deciso di invitare permanentemente alle proprie riunioni i due compagni nominati all'organizzazione, Marco Checchi e Alba Paolini.
Firenze, 2 aprile 2008.
Il Gruppo operativo nazionale dell'Appello ''UN CONGRESSO PER RILANCIARE I MOVIMENTI E L'AUTONOMIA DEL PRC''.
VIETATO DIFENDERE LA 194
INGIUSTIFICABILE CARICA DELLA POLIZIA A BOLOGNA
A Bologna duemila persone hanno contestato il direttore del "Foglio" la polizia carica la folla, in prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni, venute a manifestare con in mano un assorbente. E proprio a loro sono andate le manganellate, che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina.
Giordano a Vicenza: Sinistra sempre contro la base Usa
«Con Hullweck e Calearo l'americanizzazione è iniziata»
Dal Molin Tomaso fu un pilota militare acrobatico, vicentino, inabissatosi a soli 28 anni nel Lago di Garda. Era il 1930. Inevitabile che l'Aeroclub della sua città portasse il suo nome. Meno prevedibile che quel nome settant'anni e passa dopo rappresenti il più forte conflitto della cittadina berica. Sull'area immensa dell'aeroporto Dal Molin, gli Usa vorrebbero costruire una nuova base militare per riunificare la 173ma brigata aviotrasportata, quella in azione nei teatri della guerra globale, ora sparsa tra la Germania e la base Ederle di Vicenza Est a 6-7 chilometri di distanza (mentre i capolavori palladiani che fanno di Vicenza un gioiello dell'Unesco sono ad appena un chilometro e mezzo in linea d'aria). Chi vuole addolcire ulteriormente la pillola - il suo nome è Costa, commissario ad hoc del governo Prodi, già sindaco di Venezia, ministro del primo centrosinistra e grande sponsor di grandi opere - va dicendo in giro che la progettata tangenziale Nord che collegherebbe i due siti militari sarebbe una "compensazione" per la città. Invece, proprio come la nuova base, andrebbe a insidiare la seconda falda acquifera del Veneto e si srotolerebbe in un territorio già bello che martoriato. Vicenza è la più inquinata città della Regione, terza in Italia per polveri sottili. Davvero ha bisogno di simili regali?
Avevamo interpellato Alessandro Profumo tempo fa. L'amministratore di Unicredit-Capitalia aveva negato il coinvolgimento della sua banca nei servizi di trasferimento da sostegno del commercio internazionale di armamenti. Nell'ultimo REPORT della Presidenza del Consiglio tuttavia Unicredit-Capitalia svetta come la principale ''Banca Armata''. QUI trovate la classifica. Se lo incrociate prima voi, cari amici, chiedetegli un chiarimento.
vi invitiamo alla presentazione in anteprima nazionale dell'ultimo libro si Stefano Tassinari : IL VENTO CONTRO ( un romanzo su Pietro Tresso, detto Blasco ) che si svolgerà sabato 29 marzo 2008 alle ore 17,00 presso il circolo operaio "IL BRUCO" di Magrè - Schio - vi.
All'incontro parteciparanno : L'autore Stefano Tassinari ed Ezio Simini( storico comunista sclendense ) che ci parlerà della vita di Blasco
In allegato la locandina
vi aspettiamo
Lettera del presidente cinese Hu Jintao a Richard Gere, Beppe Grillo, Nancy Pelosi e altri.
Ritengo di grande importanza che i leader che influenzano l'opinione pubblica, come voi siete, conoscano la verità sul Tibet.
L'antica città di Lhasa è ricoperta da decorazioni di gala con bandiere rosse al vento nella piazza Potala e il fiume Yarlung Zambo gorgoglia deliziosamente. Noi membri della delegazione del Governo Centrale, insieme ai quadri e alla gente di tutti i gruppi etnici tibetani, stiamo tenendo questa grande celebrazione per rimarcare il 57 anniversario della pacifica liberazione del Tibet con gioia e esultanza.
Leggo di una nuova battaglia tra giganti, e mi viene da sperare che, come accadde ai dinosauri, prima o poi anche questi finiranno per sparire. Per il momento si azzuffano con gran rumore di denti. Nella Rete. Microsoft contro Google. Io e noi siamo parte, inconsapevole, di loro: li usiamo, ci usano. Sto scrivendo su un programma del primo e, se ho bisogno di un'informazione veloce, vado sul secondo. Sono sicuramente nel database del primo e del secondo. E anche di quello della prossima vittima dell'uno o dell'altro. Infatti Microsoft e Google si stanno combattendo sulle spoglie di Yahoo, per conquistarsele.
Se vi dicessi che c'è in Europa un Paese dove non esiste la disoccupazione, non esiste il lavoro precario, non esiste il problema dei pendolari, non esiste l'inflazione, dove le tasse sono al 10%, dove ognuno possiede una casa e quanto basta per vivere e quindi non ci sono poveri, mi prendereste per matto. E avreste ragione. Perchè questo è il Paese che non c'è. Ma è esistito. E' esistito un mondo fatto così. E si chiama Medioevo Europeo.
Pasqua di sangue contro i diritti umani in Colombia
E' suonata l'ora della rappresaglia contro le organizzazioni in difesa dei diritti umani in Colombia. Il sei di marzo si era tenuta la più grande manifestazione della storia della Colombia contro il Terrorismo di Stato.
Ad oggi quattro dirigenti sindacali sono già stati assassinati, due dirigenti per i diritti umani sono stati sequestrati e almeno 40 degli organizzatori della manifestazione del 6 di marzo sono stati minacciati di morte. Centinaia di altri hanno preso misure di sicurezza, alcuni stanno lasciando il paese di fronte a una ondata di violenza paramilitare solamente all?inizio che per le organizzazioni colombiane in difesa dei diritti umani ha un preciso mandante: "la responsabilità degli omicidi è di José Obdulio Gaviria, consigliere diretto del presidente Álvaro Uribe".
Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard e la contestazione alle Olimpiadi
Riuscite a pensare a qualcuno di più ipocrita del capo di Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard, il più spregiudicato pseudo difensore dei diritti umani disponibile sulla piazza (a pagamento)?
Ieri era ad Olimpia ad orchestrare la (giusta) contestazione contro la Cina e a farsi pubblicità in mondovisione con la trovata (efficace invero) delle manette al posto dei cerchi olimpici.Purtroppo, contro la Cina che tortura, gonfia il petto proprio l'impresentabile Robert Ménard, capo dei capi da sempre di RSF, sinistro personaggio che difende apertamente la tortura stessa, quando a dare il tormento a individui ammanettati sono quelli che gli pagano lo stipendio.
Come la CIA, oppure il NED, National Endowment for Democracy, agenzia nota per occuparsi di "cambi di regime" in favore degli interessi degli Stati Uniti e che a quel fine finanzia lautamente RSF come, di fronte a circostanziate denunce, lo stesso Ménard dovette ammettere.
Ménard (e Reporter Senza Frontiere) è un vero speculatore dei diritti umani. Appena poche settimane fa l'UNESCO si vide costretta ad emettere un duro comunicato contro RSF perché questa si era presa il patrocinio di questa stessa istituzione semplicemente senza chiederlo. Che l'UNESCO debba emettere un comunicato in grave dissenso con una grande ONG che organizza un evento pomposamente intitolato "Giornata mondiale per la libertà di espressione in Internet" la dice lunga. E nel 2003 la stessa RSF fu sospesa per un anno dall'ONU dopo una serie di episodi violenti che avevano coinvolto membri di questa organizzazione.
Nemica degli organismi internazionali (non vi ricorda la retorica di George Bush alla vigilia dell'invasione dell'Iraq) RSF appoggia tutte le cause, ma solo quelle, che fanno comodo al governo degli Stati Uniti. Ed è ben triste che la difesa della libertà di espressione (senz'altro violata in Cina) sia al servizio di interessi di parte e serva a lugubri personaggi come Ménard.
Colombia. Conferma la collaborazione degli USA nell'incursione militare in Ecuador
Per la prima volta, il governo colombiano ha ammesso ieri di aver beneficiato dell'aiuto degli Stati Uniti nell'operazione militare del 1° marzo contro un accampamento delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) in territorio ecuadoriano. Lo riferiscono fonti giornalistiche locali e internazionali, citando esponenti del ministero della Difesa che comunque limitano il sostegno alla ''fornitura di informazioni''. Secondo il rapporto realizzato dai periti dell'aviazione ecuadoriana, però, il coinvolgimento americano sarebbe andrebbe oltre. Il loro rapporto evidenzia che almeno ''10 bombe ad alta tecnologia 'Gbu Paveway II da 500 libbre'' come quelle usate dagli americani nella prima guerra del Golfo nel 1991 sono state utilizzate nell'attacco e non sono normalmente trasportabili con velivoli in dotazione alla Colombia. Il ministro colombiano della Difesa ha poi confermato oggi che nel corso dell'attacco è stato ucciso almeno un cittadino ecuadoriano, aggiungendo che era un collaboratore delle Farc, noto con il nome di ''Lucho''. Il governo di Quito aveva accusato nei giorni scorsi il governo colombiano dell?uccisione di Franklin Aisalia Molina, un meccanico di 38 anni di Quito, scomparso misteriosamente il 21 febbraio nella zona dell'attacco.
L'Anniversario del Colpo di stato in Argentina rappresenta un giorno in più nella lotta per La Memoria, la Verità e la Giustizia Sociale
UN GENOCIDIO IMPUNITO
Proprio in questa data dobbiamo segnalare ciò che spesso si dimentica: i perché, un'intera generazione di argentini, che rappresentava una speranza per l'intero paese, fu perseguitata e massacrata. L'uccisione di 30.000 persone, gettate in fosse comuni o nei mari, non avvenne per la semplice pazzia sanguinaria dei militari argentini. Gli ufficiali argentini e latinoamericani sono stati addestrati nelle scuole militari degli Stati Uniti ad utilizzare i carri armati, il sequestro, la tortura e la scomparsa di persone (Desaparecidos) contro i movimenti popolari, per disarticolarli e annientarli.
CARACAS, Venezuela: Il ministro venezuelano del petrolio ha detto martedì che la compagnia petrolifera venezuelana, di proprietà dello Stato, inizierà a chiedere pagamenti in euro-- una misura volta a proteggere i guadagni dall'indebolimento del dollaro Usa.
Rafael Ramirez ha detto che l'iniziativa della Petroleos de Venezuela SA, o PDVSA, di chiedere euro piuttosto che dollari ''sta avanzando'' ma non è ancora completata.
''La questione degli euro per i nuovi contratti sarà gestita in modo graduale'', ha detto Ramirez in una conferenza stampa. ''Sono stati intrapresi solo i primi passi. Non è stata ancora stabilita una politica precisa''.
Ha detto che alcuni nuovi contratti richiederanno il pagamento in euro.
La PDVSA ha deciso di chiedere il pagamento in euro come mezzo per proteggere l'azienda dalla caduta di valore del dollaro.
L'euro ha raggiunto lunedì il record assoluto di $ 1,59 Usa ma è leggermente sceso martedì a $ 1,56 dopo che la Federal Reserve ha tagliato i suoi tassi di interesse di riferimento.
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IL TIBET E' DIVENTATO IL FRONTE DI UNA NUOVA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE ?
OPPURE LI' STA ACCADENDO QUALCOSA ALTRO ?
I media di notizie USA sono riempiti con storie su avvenimenti che si svolgono in Tibet. Comunque, ogni rapporto di notizie, pare includere una nota che molto di quanto riferiscono non possa essere confermato. Le fonti dei rapporti sono vaghe e sconosciute. Se la procedura del passato è un indicatore, è probabile che le loro fonti primarie siano il Dipartimento di Stato USA e la CIA.
Mercoledì 26 Marzo 2008-03-21 Consiglio Comunale di Marano Vicentino ore 19.30.
Uno dei punti che discuteranno è ampliamento della 1°linea dell´inceneritore Ca´Capretta e la petizione fatta da cittadini Maranesi e dai vari Comitati che allego.
E´ significativo fare una presenza con cartelloni -striscioni - materiale informativo capaci di fare pesare la scelta scellerata di ampliare CA' CAPRETTA. Gran parte del mondo scientifico"libero" giudica
lo smaltimento di rifiuti con l´incenerimento uno dei modi più nocivi ed antieconomici che esistano.
Solo a Schio e Marano sono già state raccolte migliaia di firme di cittadini per la petizione e 15 medici hanno sottoscritto.Abbiamo mandato dei CD informativi a tutti gli amministratori dei Comuni che aderiscono al consorzio AVA. Perché: ampliare l´inceneritore se già adesso brucia il doppio dei rifiuti prodotti dai 38 Comuni Altovicentino si vuole bruciare tutti i rifiuti del Vicentino?
Chiediamo che la raccolta differenziata arrivi all´80% e venga applicata a tutti i comuni( attualmente Asiago 9% Schio 58%) Vogliamo che i sindaci procedano ALLE ANALISI MEDICHE E EPIDEMIOLOGICHE COMPLETE COMMISSIONATE AD UN ENTE SUPER PARTES !!!! Assemblee con esperti sul tema inceneritori sui danni alla salute e all´ambiente. L´ampliamento si può fermare se ci assumiamo in prima persona la lotta, la gente non sa quanto è potente la forza quando è unita . Mercoledì davanti al Comune di Marano ore 19.00
per far sentire la voce dei cittadini
Facciamo informazione dell´iniziativa a più gente possibile
I comunisti tra passato e futuro Un contributo al dibattito per i prossimi mesi
Facciamo circolare un articolo che sarà pubblicato sul numero della rivista "Essere Comunisti" in uscita in questi giorni.
Nelle ultime settimane abbiamo colto, dentro e fuori i partiti che compongono la cosiddetta "Sinistra Arcobaleno" una discussione, a tratti vivace, sul futuro possibile di una opzione comunista nel nostro paese.
In USA stanno nascendo strane tendopoli: sono le famiglie che hanno perso la casa perché non possono pagare il mutuo. Tendopoli alla periferia di Los Angeles. Tendopoli alla periferia di Ontario, California. Qui, gli attendati sono 400 e più. Chiese e volontari locali portano cibo e coperte. Gli attendati fanno di tutto per tener pulito, portare via la spazzatura, cercare acqua per lavare sé e la biancheria.
Ma le autorità hanno minacciato: coloro che non risultano residenti ad Ontario, saranno rimandati in bus ai loro luoghi di domicilio. Come Patty Barnes, che dopo la morte del marito...
non è più stata in grado di pagare l'affitto ( continua articolo )
Marcello Dell'Utri non ricorda chi fu Giuseppe Fava, il giornalista catanese che pagò con la vita il suo impegno antimafia. ''Chi è, un suo amico''?, mi ha detto ieri, quando con gli amici di Qui Milano Libera siamo andati a interpellarlo al Palazzo della Permanente di Milano. Tema: le sue relazioni con mafiosi e la credibilità delle istituzioni.
DOCUMENTO RIVELA L'AGENDA SEGRETA DIETRO L' "INDIPENDENZA" DEL KOSOVO
Come la NATO ha infranto la legge internazionale in uno sforzo volto a eguagliare ''la maggiore espansione territoriale di Roma''
Per tutti coloro che stanno cercando ancora di andare a fondo della dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, guidata dagli Usa e completamente al di fuori degli accordi Onu, e della volontà dell'America di destabilizzare non solo le relazioni con la Russia, ma l'intero ordine internazionale, nessun documento fornisce una spiegazione più chiara o più convincente della corrispondenza che riportiamo di seguito.
Chi è, in verità, il Dalai Lama? Perché tanta parte della sinistra italiana tende ad accettarne la ''santificazione'' e non vederne l'essenza reazionaria? ( leggi articolo )
su L'ERNESTO 6/2003 del 01/11/2003 di Domenico Losurdo
"Mi ammazzo perché insieme al lavoro ho perso la dignità". L'"ottava vittima" della Thyssen,[ Luigi Roca] 39 anni, non ha mai lavorato nella fabbrica della morte. Ma la sua azienda, la Berco di Busano Canavese, faceva parte del gruppo tedesco. E il suo contratto, interinale, non è stato rinnovato perché la Thyssen adesso ha 150 persone "da collocare", come si dice terribilmente in questi casi. Come se le persone fossero i pezzi di un incastro. Però Luigi era diventato il pezzo stagliato: di troppo, e già troppo vecchio. Trentanove anni, un'età da matusalemme se cerchi il posto fisso. Ma ci aveva creduto. Dopo quattro anni di rimbalzi, un mese, due mesi in fabbrica e poi a casa, era arrivato un impiego giusto, più solido. "Durerà" .
Le foto scattate da David Silverman il 14 luglio mostrano dei soldati israeliani mentre caricano nei loro carri armati proiettili perforanti con penetratore all'Uranio Impoverito (Un'immagine è apparsa online sul sito del Guardian ma è poi stata rimossa. Il servizio fotografico comunque disponibile su GettyImages).
La storia siamo noi. Questo era scritto sullo striscione che apriva l'imponente manifestazione del 17 novembre scorso a Genova. Quella di Bolzaneto è un'altra storia, una storia già finita. Anche se la sua conclusione formale si colloca nel 2009, con la prescrizione di tutti i reati grazie ai termini di modifica previsti dalla legge "ex Cirielli".
POTETE ADERIRE ALL'APPELLO PER UNA INFORMAZIONE LIBERA SCRIVENDO A: organizzazionemegachip@gmail.com
CANALE ZERO Appello per una informazione libera
Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.
Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr'attaccare.
Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un'informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.
Sepolcri. Capannoni industriali, cantieri edili, macchine agricole, autocisterne trasformati in tetre bare che imprigionano a migliaia lavoratori inermi, come nel fuoco dell'incendio della Thyssen Krupp di Torino, come nel gas mortale della cisterna di Molfetta.
Ma per il capitalismo le vite sfruttate, le vite spezzate non sono altro che costi. Il NO della Confindustria alle sanzioni per i datori di lavoro che non investono in sicurezza, contenute nei decreti che si vorrebbero approvare a legislatura finita e che nulla cambiano in sostanza per la sicurezza dei lavoratori, ha comunque il sapore del disprezzo e la logica del calcolo del profitto. I lavoratori, infatti, non sono che numeri del profitto in vita: costi nella produzione, numeri in esubero, numeri in mobilità, numeri da ridurre coi licenziamenti. E numeri restano, anche quando sono morti sul lavoro...
Allora ricapitoliamo: Mussolini, Ciarrapico, Romagnoli e Fiore in lista con lo psiconano .....
Quindi:14:49 Emanuele di Savoia: "Vicino al centrodestra"
Ho votato centrodestra e se dovessi essere eletto sarei loro vicino sia che vinca, sia che perda" dice Emanuele Filiberto di Savoia, candidato per l'estero alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Europa.
Siamo tornati al 1943.
CACCIAMOLI TUTTI I FASCISTI ED I MONARCHICI A CALCIONI NEL CULO. COMPRESO LO PSICONANO CHE VORREBBE TONARE AI FASTI DEL PASSATO. BASTA, BASTA, BASTA.
ATTENTI ALL'iRA DEI GIUSTI.
R.R.
l'appello lanciato ieri dalla nostra redazione, sta suscitando molto interesse nelle varie formazioni della Sinistra, ma anche molte polemiche, come quella, COSA FANNO I COMUNISTI CON I RADICALI E LIBERALI? Teniamo a precisare che La Voce della Sinistra s'impegna solo nell'inviare tramite internet e non, le notizie che ci inviate, mandiamo appelli e quant'altro voi desiderate far conoscere, non c'entriamo niente sulle posizioni, che prendono le varie forze politiche, ci limitiamo solo ad inviare le email.
I Circoli Antonio Gramsci sono già impegnati in un progetto politico, quello della costruzione del Partito dei Comunisti Marxisti - Leninisti e Gramsciani, sotto il simbolo che potete vedere qui, anzi invitiamo tutti a partecipare alla costituzione di un vero Partito dei Comunisti
NUOVO FORMAT TV
DA QUESTO MOMENTO IL SITO DI MEGACHIP SI METTE A DISPOSIZIONE DI TUTTI COLORO CHE VORRANNO ADERIRE ALL'APPELLO PER UNA INFORMAZIONE LIBERA
POTETE FARLO SCRIVENDO A: organizzazionemegachip@gmail.com
CANALE ZERO Appello per una informazione libera
Ecco un primo video, dedicato al pesante maltrattamento denunciato da una cassiera dell?Esselunga di Milano. L?introduzione e le interviste sono di Franz Baraggino.
I diritti di una cassiera valgono meno dei quattrini che deposita in cassa. Meno della fretta dei clienti, quelli che hanno sempre ragione. Valgono così poco che se ti scappa, per farla devi aspettare di finire il turno. Talmente poco da essere considerati indifendibili. E se li difendi, uno zelante collega potrebbe cercare di dissuaderti in nome della politica aziendale.
Addio a Raul Reyes, il diplomatico che lottava con le armi e con l'ironia
Il compagno, il comandante, Raul Reyes è morto. Il governo colombiano del mafioso Uribe ha così consumato la propria rappresaglia per la recente liberazione unilaterale da parte delle FARC di quattro prigionieri di guerra. Ed ha così confermato di essere un grave fattore di instabilità in America Latina, per conto del governo statunitense, come dimostra l'attuale crisi diplomatica fra Colombia Ecuador e Venezuela. Ma non sta a me sviluppare altre considerazioni politiche.
Nonostante trent'anni e numerosi processi dell'agguato di Via Fani, ancora oggi, non si è riusciti a ricostruire con esattezza le modalità dell'attacco, né quante persone vi parteciparono.
DI SOLAGE MANFREDI
Paolo Franceschetti
( leggi articolo )
Non volevo parlare dell'attacco armato ieri a Gerusalemme in cui otto civili israeliani sono stati abbattuti dal fuoco di un palestinese, ma dato che la stampa italiana si sta commuovendo per questo singolo fatto di sangue più di quanto abbia fatto per il prolungato massacro della Striscia di Gaza di una settimana fa, urge qualche contrappeso di decenza.
Il caso di Michele Fabiani, il giovane anarchico di Spoleto messo al gabbio il 24 ottobre 2007 in seguito all'operazione ''brushwood'', mi colpisce particolarmente, non solo perchè non sapevo di questo arresto, ma perchè ho conosciuto Michele via email e, per quello che ne so, non farebbe del male a una mosca, anche se si dichiara anarchico ''rivoluzionario''.
Giuseppe Lumia escluso dalle liste del PD - 5-3-08
Apprendiamo con sgomento dall'agenzia Ansa dell'esclusione dell'onorevole Beppe Lumia dalle candidature del Pd in Sicilia. Un chiaro segnale che indica quale direzione ha intenzione di intraprendere il Partito Democratico nei confronti della lotta alla mafia, un segnale inequivocabile che dimostra quanto siano di facciata le dichiarazioni di voglia di etica e di pulizia del leader del partito Walter Veltroni.
Non concedere la deroga a Lumia, uno dei pochi politici che davvero ha fatto della lotta alla mafia un caposaldo della sua azione politica e sociale in Sicilia fino al punto di rischiare la propria vita (Provenzano in persona lo condannò a morte, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonino Giuffré) e concederla invece a Enzo Bianco che certo non si è distinto per simili meriti e ancora di più includere nelle liste Vladimiro Crisafulli, filmato mentre parlava con il capo mandamento di Enna, il mafioso Bevilacqua, rivela quanto la politica clientelare sia ancora radicata e imperante. Dimostra quanto la politica di Veltroni sia sempre più affine a quella di Berlusconi, dimostra ancora una volta che la Sicilia non verrà premiata per il suo recente slancio di rinnovamento e riscatto. Una sorta di pulizia etnica degli onesti.
IL GHETTO DI VARSAVIA E GAZA: PARALLELI INQUIETANTI
La scorsa settimana ho visto la foto di un padre che teneva il suo bambino di sei mesi. Il volto del padre era privo di espressione; il bambino nelle sue braccia era morto. Il nome del bambino era Mohammed Al-Borai; assieme a diversi altri era stato ucciso nello scoppio di un proiettile sparato indiscriminatamente da un cannone israeliano nelle aree densamente popolate di Gaza.
Vi erano altre foto, una di un gruppo di ragazzini che tenevano fiori che stavano attorno al corpo tempestato di colpi e macchiato di sangue del bambino
M.O.: LEGA ARABA, AZIONI ISRAELE A GAZA SONO CRIMINI CONTRO UMANITÀ
La Lega Araba ha condannato oggi le ultime operazioni militari israeliane a Gaza, sostenendo che andrebbero definite crimini contro l'umanità. In un comunicato rilasciato al termine della sessione straordinaria odierna, il Consiglio dell'organizzazione ha denunciato le azioni di Israele e l'uccisione di civili palestinesi. Il Consiglio della Lega Araba ha anche sottolineato che le Nazioni Unite non si sono assunte le loro responsabilità di fronte alle continue aggressioni di Israele e alle sofferenze inflitte ai palestinesi nella Striscia. Alla riunione presso il quartier generale al Cairo hanno preso parte 17 ministri degli Esteri arabi
M.O.: HAMAS, DOCUMENTI SU FALLITO GOLPE USA DIMOSTRANO CHE CI SIAMO SOLO DIFESI
05/03/2008
«Le rivelazioni sul fallito golpe americano contro Hamas dimostrano che due anni fa a Gaza ci siamo solo difesi»: cosi dal sito internet di Hamas il portavoce Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, commenta le rivelazioni apparse nei giorni scorsi in un'inchiesta del mensile americano 'Vanity Fair'. «C'era una piano americano che aveva come obiettivo quello di scatenare la guerra civile tra i palestinesi - spiega - questo dimostra come il nostro movimento nel luglio del 2006 si è solo difeso e non ha attuato un colpo di stato. Il reportage del magazine americano si avvicina molto alla verità perché si basa su documenti che corrispondono alle dichiarazioni rilasciate dai dirigenti di al-Fatah. Inoltre lo stesso Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, non lo ha smentito». Prima dell'uscita di questo reportage, il presidente dell'Anp, Abu Mazen, giustificava il suo rifiuto di dialogare con Hamas sostenendo di non poter riconoscere un movimento che ha attuato un golpe a Gaza e che quindi deve essere considerato illegale
Weltroni di candidare il "sopravvissuto" al rogo della Tyssen come deputato e' , e questo e' evidente, una strumentalizzazione oscena della morte di altre persone. A parte il fatto che quella persona NON e' sopravvissuta al rogo perche' non e' mai stato investito dal rogo stesso, ne' e' mai stato in pericolo,
ci sarebbe da notare che quel signore e' un sindacalista.Non voglio fare la solita voce maliziosa facendo notare come i sindacalisti lavorino alle gru e i tesserati vicini al fuoco, pero' il dato di fatto e' che quel signore e' stato chiamato dai colleghi ed e' accorso quando ormai non c'era nulla da fare per i coinvolti: erano morti ma non lo sapevano ancora.Non e' un sopravvissuto al rogo, al massimo e' uno dei soccorritori. Anche se , suppongo, le ricostruzioni dei giornali lo avvicineranno sempre di piu' al fuoco mano a mano che passa il tempo, vuoi vedere che i colleghi sono morti di infarto per la paura di vederlo bruciare con la sua gru'In realta' la cosa che volevo dire ("sopravvissuto" o meno) e' che quel signore e' un sindacalista.Per la precisione era IL sindacalista degli uccisi.Parliamo cioe' di quella persona che avrebbe dovuto fare il diavolo a quattro per chiudere l'impianto in quanto insicuro. Che avrebbe dovuto impedire ai colleghi di metterci piede, dal momento che per sua stessa ammissione era nota la deficenza dei sistemi di sicurezza.Sarebbe stato bello poter fare delle domande a questo personaggio che oggi si spaccia per l'eroe ,per il sopravvissuto.Sarebbe stato bello chiedergli perche' il sindacato abbia permesso, ben sapendo cosa stava succedendo, che si lavorasse dentro una fonderia mentre, PAROLE DEL SINDACALISTA, sul pavimento si pattinava nell'olio. Che mi risulti, sui luihi di lavoro di liquidi scivolosi e/o combustibili al suolo non ce ne dovrebbero essere: se anche non prendessero fuoco, beccarsi un muletto da trasporto nei denti perche' esso pattina sull'olio non e' proprio bello. C'e' gente che ci muore, schiacciata da gru e muletti.Ma queste domande nessuno potra' farle.Perche' e' calato il velo del potere sulla vicenda. I giornalisti che avvicineranno quel signore non potranno piu' fare domande scortesi, concorderanno prima i temi dell'intervista e le relative domande.Da oggi quello che lavorava su una gru fuori dal capannone , che e' stato avvisato dai colleghi perche' non si era accorto di nulla lavorando lontano dall'accaduto e' ufficialmente il "sopravvissuto" all'incidente.Come lo sono io, o come lo siete voi: siete vivi dopo l'incidente. Che l'incidente non ci abbia materialmente coinvolti sembra essere un particolare secondario, almeno quando si parla di questo "eroe".Arrivato su di lui il carisma del potere, lui e' il rappresentante di tutti quelli che hanno avuto un destino diverso dal suo, ma non solo: esce trionfale da una zona grigia di responsabilita' che appariva in ogni modo fuor che chiara Egli diventa un eroe nonostante la pusillanime scelta del sindacato di barattare la sicurezza con sei mesi di precario lavoro. Egli diventa un eroe nonostante la pusillanime scelta del sindacato di ridurre il proprio ruolo alla proclamazione di scioperi con relativo "tavolo di trattativa" romano, con tanto di vassoio di brioches al centro.
Ce lo vedete, un Bruno Vespa che si rivolge a lui chiedendo "perche' lasciavate i lavoratori al lavoro in un ambiente simile? Perche' tolleravate un pavimento "dove si pattinava nell'olio"?Figuriamoci: una volta investito dal potere, quel signore ricevera' da Vespa solo domande ossequienti sul prezioso ruolo del sindacato nel proteggere la vita di quelle persone. Si dice che gli operai vadano in paradiso: a quanto sembra, oggi gli operai ci mandano il loro delegato.
Un tempo si diceva che i lavoratori avevano vinto quando avevano chiesto il pane, poi hanno chiesto anche le rose, e le hanno ricevute: peccato che in cambio gli abbiano tolto il pane. Oggi si aggiunge anche la beffa: le rose se le tiene il sindacato.Tutte.Complimenti, Walter, adesso nessuno potra' fare delle domande di sinistra a questo signore, tutti gli faranno solo delle domande "riformiste": l'hai detto tu, del resto, che non siete un partito di sinistra.
Li avete pagati voi insieme a tutti gli italiani. E l'anno che verrà saranno di più. La sera, prima di chiudere gli occhi e di dormire, pensate agli interessi del VOSTRO debito pubblico. Mettete da parte dieci euro nel bicchiere sopra il comodino.
Lo Stato, prima di investire nelle strutture sociali o nella sicurezza, ha dovuto pagare lo scorso anno 70 miliardi di euro. Lo Stato siamo noi, gli interessi li abbiamo pagati attraverso le tasse. Per ogni euro dato al fisco, una parte è stata usata per gli interessi. E' come se doveste pagare, con il vostro stipendio, uno strozzino prima del mutuo della casa, dell'asilo, della spesa e delle bollette del gas e dalla luce. La differenza tra lo Stato e lo strozzino è che lo Stato vi ha indebitato senza chiedervi il permesso. Lo strozzino vi ha almeno prestato i soldi. Se però comprate un po' di debito pubblico attraverso le nuove emissioni di titoli di Stato potreste anche andare a pari. Le tasse pagate per gli interessi del debito pubblico si trasformeranno in interessi da titoli di Stato.
Il debito è arrivato a 1.629,7 miliardi di euro (nel settembre 2005 era di 1.542,4 miliardi di euro). Ogni anno aumenta grazie ai nuovi interessi da pagare e al deficit di bilancio (la differenza tra entrate e uscite dello Stato). E' un treno impazzito che va fermato con il contenimento dei costi dello Stato. Taglio della burocrazia, delle Province, accorpamento dei Comuni, degli investimenti senza fondo e senza futuro come la TAV in Val di Susa (15 miliardi di euro) o del Ponte di Messina (4/5 miliardi di euro), degli enti inutili, eccetera, eccetera.
I governi non devono poter creare buchi di bilancio, le uscite devono essere uguali (o minori) alle entrate. Se sono superiori la differenza la mette il presidente del Consiglio.
Le giovani generazioni sono le vittime del debito pubblico. Meno soldi per la ricerca, per la scuola, per l'innovazione significano meno opportunità di lavoro. E' la società dei bamboccioni, quella venuta dopo la società dei magnaccioni.
Per tranquillizzare gli italiani, il debito pubblico è sempre confrontato con il PIL. Oggi il rapporto debito/PIL è 105. Se il PIL, quindi il prodotto interno lordo italiano in un anno, aumenta, la catastrofe si allontana. Ma il PIL rallenta, si ferma, e nel 2008 potrebbe diminuire. E nel rapporto debito/PIL siamo penultimi in Europa su 27 Paesi, seguiti solo dall'Ungheria.
La spesa pubblica è la risorsa principale della politica italiana: spendono anche i soldi che non hanno per lobby, voti e clientele . Indebitano noi e, soprattutto, i nostri figli.
e adesso guardatevi questo : Berlusconi e il debito pubblico ( video )
Appello dei Circoli Antonio Gramsci "Ridiamo voce alla Sinistra"
Carissimi Compagni/e
I Circoli Antonio Gramsci, uno delle tante organizzazioni della Sinistra, non favorevoli nel cancellare il Simbolo storico della Falce e Martello, oggi si appella alla vostra sensibilità, di uomini della sinistra. Parte da oggi la nostra corsa nel costituire Circoli in tutta Italia, Circoli che si riconoscono nella Sinistra e che non intendono cancellare il simbolo storico, che rappresenta le lotte di classe, il mondo operaio e i cosiddetti POVERI. Intendiamo espanderci ancora di più, sempre di più a macchia d'olio, con un nome, che da sempre si riconosce nei valori del Comunismo, quello di ANTONIO GRAMSCI. Un grande della storia "PIER PAOLO PASOLINI" diceva "Lo sapevi? che impegnarsi non significa credere, ma credere che significa impegnarsi, dare tutto se stesso, affinché quello che ami non venga cancellato, perchè e succedesse, i danni sarebbero irreparabili" dall'altra parte ANTONIO GRAMSCI che diceva "darei la vita per il comunismo, darei la vita per la gente e per il mio ideale, anche se il mio ideale non lo farebbe mai" ecco, alle due persone citate che ci appelliamo adesso, affinché dimostriamo che Gramsci in un certo senso non aveva ragione, affinché dimostriamo al Caro Pasolini che anche la sinistra sarà capace d'impegnarsi in un vero progetto politico. Il gesto di Rifondazione e Comunisti Italiani, oltre ad essere non giustificato e privo di ogni base e futuro, mette alle strette noi uomini di Sinistra, mette alle strette tutti, noi abbiamo capito che tutto questo non va bene, perciò ci dissociamo da qualsiasi forma alternativa alla Falce e Martello e chiediamo alle Compagne e Compagni di seguirci.
Campagna di Sensibilizzazione verso i nostri Amministratori Locali. Oltre 600 CD in consegna!
Stiamo consegnato oltre 600 CD a tutti i Consiglieri e Sindaci dei 38 Comuni dell'Alto Vicentino da cui è partecipata la società che ha la proprietà e la gestione dell'inceneritore di Schio (Alto Vicentino Ambiente S.r.l.: A.V.A.).
Ora i nostri Amministratori possono essere più informati sul tema Inceneritori e Salute e potranno decidere meglio.
Aspettiamo da ognuno di loro una presa di posizione personale e diretta sul tema Inceneritori e saremo felici di ospitarla e pubblicarla nel Sito per farla conoscere a tutti.
Magari così riusciremo ad essere meno preoccupati...
Di seguito quello che è stato spedito:
lunedì 03/03/2008 - ore 20.45: SCHIO - TEATRO PASUBIO Via Maraschin 77
INCENERITORE ALTO VICENTINO: VOGLIAMO CONOSCERE LA VERITA´ DAI MEDICI!
Incontro con la Dr.ssa
PATRIZIA GENTILINI
Oncologa, Associazione Medici per l'Ambiente
organizzatore: Comitato genitori preoccupati
Comitato vigilanza e controllo
Beni comuni Alto Vicentino
Meetup Alto Vicentino
Meetup Dueville http://www.inceneritorealtovicentino.org
Nuovo Ordine Mondiale ( Microchip Sottocutaneo ) ( video )
Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei
(Apocalisse 13:16-18)
29 studenti di una scuola del New Jersey hanno deciso di protestare contro la eccessiva brevità della pausa pranzo.Si sono presentati alle casse della mensa pagando con monete da un centesimo ( i pasti costano agli studenti 2$ ) 29 x200 = 5800 monetine da contare, cosa che ha mandato in tilt casse e cassiere.
La reazione delle autorità, scolastiche e non, è stata serissima, all'altezza di un paese impegnato a stroncare ogni germe di terrorismo, (che come ognuno ben sa è nato con le proteste e le facezie del 68) anche quelli microscopici che si annidano in scherzi e proteste che occhi meno esperti potrebbero sottovalutare. 2 giorni di carcere per meditare sui benefici della democrazia e sulla serietà di quelli che la difendono.
fonte (http://wcbstv.com/watercooler/pennies.readington.township.2.666113.html)
Usa, record della galera
Primato mondiale: «dentro» un americano su cento
Gli Stati uniti d'America hanno demolito un altro primato mondiale: uno studio del Pew Center ha scoperto che la popolazione carceraria americana è la più consistente del mondo. Oltre l'1% della popolazione adulta nell'anno in corso ha passato del tempo dietro le sbarre.
Gli Usa non hanno detronizzato nessuno, il primato era già loro, ma le cifre hanno raggiunto il massimo di tutti i tempi. Quest'anno sono stati arrestati 2,3 milioni di cittadini americani, molto di più che in altri paesi con grandi popolazioni carcerarie come Cina (1,5 milioni di carcerati), Russia (890mila) o Iran. La percentuale degli Stati uniti è di 750 carcerati ogni 100mila abitanti: in Sudafrica è di 341, in Iran di 222, in Cina «solo» 119. Monumentale anche l'entità della spesa carceraria, che aumenta a un ritmo sei volte maggiore della spesa per l'istruzione secondaria, per un totale di 55 miliardi di dollari l'anno.
Secondo il Pew Center, l'aumento dei carcerati non rispecchia un aumento dei crimini ma solo un inasprimento generalizzato delle pene. Alcuni stati come Texas e Kansas hanno cercato di spopolare le galere sostituendo le pene carcerarie con sanzioni diverse (obbligo di firma, lavoro per la comunità eccetera).
Scorporando i dati emergono altre sorprese. Tra i maschi tra i 24 e i 30 anni uno su trenta è in galera, ma tra i maschi neri della stessa età è dentro uno su nove. E' in carcere una donna bianca ogni 355, ma una donna nera ogni 100.
Un' immagine presa sull'"autostrada della morte" (cliccare per ingrandire). Su di essa il fotografo Kenneth Jarecke ha scritto: "Se non fotografo questo, persone come mia madre penseranno che la guerra è quello che hanno visto in TV"
Madrid - Bloccata parata nazista: scontri e arresti
Lunedì 25 febbraio 2008
A quattro mesi dalla morte del giovanissimo Carlos ucciso a coltellate da un militare fascista all'ingresso della metropolitana Legazpi, continuano a Madrid le provocazioni da parte di gruppi e partiti neonazisti.
Ieri, venerdi 29 febbraio, nella storica Plaza de Tirso de Molina , è stato autorizzato un comizio elettorale del partito neonazista "Nacion y Revolucion".
Plaza de Tirso de Molina è storicamente una piazza antifascista ed è socialmente immersa in un melting pot di migranti e culture metropolitane; l'autorizzazione del comizio di "Nacion y Revolucion" non è stata accettata dalle realtà sociali e democratiche di Madrid che hanno risposto all'appello di mobilitazione della coordinadora antifascista.
Circa un migliaio tra gruppi antifa, migranti e gente comune si sono concentrati ieri nelle vie intorno a Plaza de Tirso de Molina per bloccare la parata dei nazisti.
Rapido e violento l'intervento della polizia antidisturbios che per disperdere la manifestazione antifascista ha fatto uso di lacrimogeni e pallottole di gomma. [ video ]
Numerosi i feriti tra cui un giovane ha perso un occhio a causa di un proiettile di gomma sparato in faccia dalla polizia.
9 arresti tra cui 2 minorenni.
Corteo anti-americano in Russia
Giovani in marcia verso ambasciata Usa
Alta tensione in Russia dopo le elezioni presidenziali che hanno sancito la vittoria di Dmitry Medvedev. Centinaia di giovani sostenitori della politica di Vladimir Putin e del neo-presidente sono scesi in piazza, dirigendosi verso l'Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca per protestare contro la politica estera americana.
Ho passato una lunga, orribile giornata, facendo foto e scrivendo dal terreno a Gaza City e a Gaza settentrionale. Ho incontrato due bambini che sono sopravvissuti al bombardamento mentre giocavano a calcio a Jabalyia: come probabilmente sapete gli altri quattro piccoli sono stati uccisi. Uno dei due bambini che ho visto non aveva più carne sulle sue gambe, avevano ustioni per tutto il corpo a causa del lancio di granate da parte dei carri armati. Questa è stata una delle cose più terribili che ho visto sinora, eppure ho visto molto di più.
Ho chiesto a un ragazzo di riferirmi i dettagli di ciò che è successo giovedì pomeriggio. Il ragazzino di nove anni piangeva mentre mi diceva di aver visto la testa decapitata di suo cugino lanciata lontano dal suo corpo, dalle sue braccia e dalle sue gambe, lontano da dove stavano giocando a calcio. Sua madre ha aggiunto che non c'era elettricità quando suo figlio è stato ricoverato in ospedale.
Piangeva mentre raccontava la storia, e le sue lacrime gli facevano più male del suo dolore psicologico, dal momento che ha ustioni sugli occhi. Sua madre gli ha scoperto la gamba ferita dove ho potuto vedere soltanto ossa senza la carne sopra. Non sono riuscito a capire come potesse rimanere cosciente, ma era uno stato di coscienza pieno di angoscia e dolore. Sentii nel mio cuore e nella mia testa questo dolore.
Parlando alla madre di questo bambino ella mi disse che aveva dovuto evacuare i suoi figli dal momento che l'area in cui i suoi bambini stavano giocando non era più sicura. I ragazzi hanno dai sei ai 14 anni. I 2 che sono sopravvissuti hanno detto che stavano tutti giocando a calcio di fronte alla porta della loro casa a Jabalyia quando il missile israeliano li ha colpiti.
Sono alla fine tornato a casa poche ore fa dopo aver aspettato per molto tempo per trovare un mezzo di trasporto. Ma quando alla fine sono riuscito tornare a Rafah sono crollato per un riposo di un'ora. Il mio sonno è stato spezzato: mi sono svegliato terrorizzato da quello che seppi poi essere il bombardamento da parte degli F-16. Sono corso dal mio letto per tutta la nostra casa buia e non vedendo nessuno della mia famiglia all'interno, sono corso scalzo per strada. Molte persone erano per strada, i giovani uomini correvano. Non capii, non sapevo cosa stessi facendo, a parte correre senza sapere dove ero diretto. Molta gente aveva chiuso le finestre e abbassato le persiane visto che al momento c'è un freddo gelido.
Sono stato contento di non essermi ferito con i vetri rotti e le macerie sulle strade. Sono tornato a casa per scrivere questa lettera sul mio portatile. Ma ho deciso che tornare a dormire non è una buona idea, non importa quanto io sia esausto. Se devo morire (e non lo desidero) voglio essere sveglio per sapere che sto morendo e per colpa di chi. Non addormentato.
Titolo originale: " A LETTER FROM GAZA"
Fonte: http://rafah.virtualactivism.net
A seguire: elenco delle vittime, foto e video del genocidio compiuto da Israele in queste ore nel ghetto di Gaza. ATTENZIONE! QUESTO ARTICOLO CONTIENE IMMAGINI MOLTO CRUDE
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l'occidente né l'oriente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezza e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, lo chiamano pace. (Tacito)
Le drammatiche notizie che giungono da Gaza sono l'ulteriore conferma della decisione dello Stato di Israele di annientare ogni anelito di autonomia e di espressione indipendente del popolo palestinese. Il carattere di crimini di guerra come dichiarato dall'inviato dell'ONU John Dugard assunta da Israele contro i palestinesi, non può essere più minimamente tollerato né accettato da nessuno se non come atto di complicità. La storia del Medio Oriente ruota essenzialmente attorno a tale dato ineludibile. Ma la cronaca di questi ultimi giorni ci mostra palesemente una novità con cui è ora di iniziare a fare i politicamente i conti.
Nel mondo arabo-islamico i regimi corrotti ed asserviti all'imperialismo sono totalmente silenti - stavolta non abbiamo udito neanche i flebili ed ipocriti appelli alla cosiddetta comunità internazionale anzi in questi paesi si perseguitano i movimenti di solidarietà con la Palestina facendo a gara, tra loro, nel mostrarsi i più subalterni possibile o agli USA o all'Unione Europea.
In Europa, tra cui in Italia, la capitolazione politica della ''sinistra'' punta ad annullare ogni voce di critica verso il sionismo e lo Stato d'Israele, equiparando la legittima resistenza di questo popolo all'abusata categoria del terrorismo.
Il mantenimento in vigore dell'accordo militare tra l'Italia ed Israele, il mantenimento dell'embargo contro i palestinesi di Gaza, il silenzio nei confronti dei crimini di guerra israeliani, sono passaggi concreti di una azione politica, economica e culturale che tende all'instaurazione di rapporti privilegiati ed al rafforzamento dei comuni interessi con il regime di Tel Aviv.
Del resto dove sono le roboanti dichiarazioni di quei leader della ''sinistra'' a favore dell'equidistanza tra aggressori ed aggrediti. In queste ore non registriamo neanche le rituali lacrime di coccodrillo all'indomani di ogni strage sionista. Tutte le priorità sono concentrate sul teatrino elettorale con le conseguenti rimostranze sulle candidature.
La Rete dei Comunisti, nel raccogliere l'urlo proveniente da Gaza, invita ad una mobilitazione, in ogni città, la più ampia e diffusa possibile.
Facciamo arrivare la nostra solidarietà al popolo palestinese, ostacoliamo gli interessi neo/colonialistici degli USA, dell'Unione Europea e dell'Italia.
Rafforziamo ed estendiamo la campagna di boicottaggio della Fiera del Libro di Torino dedicata vergognosamente ad Israele ad ogni interesse dell'economia di guerra israeliana.
1 marzo 2008
Le prodezze dello Stato invitato alla Fiera del Libro
Incominciamo dal tonfo suicida del ''manifesto''. Contorsionisti al limite del prodigioso, quelli del ''manifesto'', guidati da un Valentino Parlato tanto più arrogante, quanto più intellettualmente vacilla, si sono fatti Delta Force della risposta ebraico-israeliana al sacrosanto boicottaggio dell'ormai intoccabile Fiera del Libro torinese. Questa aveva invitato Israele lo Stato! Non i letterati nel 60° della fondazione. Stato saprofita innestato come il virus dell'Aids nel corpo del popolo titolare di quella terra. Stato teocratico e razzista, parassita e bulimico che, da allora, si è nutrito, gonfiato, espanso, a forza di crimini contro l'umanità che, per durata e connivenze internazionali, non ha paragoni nella storia. Un dato recente sul carattere democratico di quel regime militare.. Dal 2001 questo regime ha concesso ai palestinesi, in costante espansione demografica (meno male!), 91 autorizzazioni a costruire case, nello stesso tempo 18.472 ai coloni ebrei arrivati da ogni dove. E' il corollario del genocidio. Stato che celebra il suo invito al salone del libro con l'ennesimo macello di donne e bambini in una Gaza assediata come neanche Riccardo Cuor di Leone (che decapitò tutti i cittadini musulmani di Acri), con un pogrom stragista a Nablus, con l?invito del ministro Zeev Boim a Tsahal di liquidare tutti i dirigenti eletti! della Resistenza palestinese, con la benedizione impartita dal ministro-pirata Gideon Ezra all'ennesimo assassinio mirato del Mossad, quello del comandante di Hezbollah Imad Mughniyeh a Damasco. Stato responsabile di ininterrotte guerre d'aggressione, ultimamente condotte con armi proibite usate sui civili. E se la guerra d'aggressione, senza neanche parlare di ergastoli extragiudiziali di massa accompagnati da tortura legittimata, è, per Norimberga, il crimine massimo contro l''umanità'', quello è giuridicamente uno Stato criminale. Stato che é stato capace di ammazzare in sette anni 5000 cittadini di un paese occupato, dei quali la maggioranza civili, per un quarto bambini e che, dall'inizio dell'Intifada, ha fatto morire ai suoi spietati 550 check point ben 98 persone, di cui 17 bambini, Stato composto da cittadini ebrei, di prima classe, tutti buoni, pacifici, immuni da pulsioni razziste, che da sessant'anni eleggono governi di criminali di guerra. Con la scusa delle bombe-carta palestinesi Kassam, Israele nel gennaio 2008 ha ucciso 96 palestinesi, 10 erano bambini, 10 erano donne. Dal 1. al 16 febbraio 2008 l'esercito ''più etico'' del mondo, Tsahal, ha rapito 300 palestinesi nei territori occupati, dei quali 32 minori tra 14 e 18 anni, rinchiusi in centri di detenzione in aggiunta agli 11mila incarcerati senza processo, contro la Quarta Convenzione di Ginevra.
fonte www.comedonchiscotte.org
di Francesca Pillasu Il Manifesto del 01/03/2008
Il Presidente della Campania sarà processato insieme ad altri 27 imputati. L'accusa: «Irregolarità nella gestione del ciclo dell'immondizia»
Il governatore Antonio Bassolino è nullatenente. Non possiede una casa, un quadro di Palladino, una statuetta di Koons, un ghirigoro di Kounellis, Serra o di qualsiasi artista contemporaneo che ha attraversato Napoli solo grazie alla passione del governatore. A quanto pare non ha nemmeno una automobile. Chissà forse
Sabato 01/03/2008 ore 16.00: SCHIO Sala Superiore TOALDI CAPRA Via Pasubio, 54
AL LAVORO, NON ALLA GUERRA per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro Incontro con CIRO ARGENTINO RSU THYSSENKRUPP (Torino)
La tragedia della ThyssenKrupp ha scosso i lavoratori di tutto il paese e ha squarciato, almeno per un "attimo", il velo di un´informazione troppo spesso intenta a parlare di cronaca nera o di politica con la "p" minuscola. Anche in questo, come in altri, rari, casi si è detto "ora basta". Ma la strage non finirà. Dopo quelli della ThyssenKrupp, altri lavoratori sono morti in Italia, ogni giorno. E dopo questi altri ne moriranno. Di queste morti noi conosciamo il colpevole. E questo colpevole è il profitto capitalistico, che non esita a mettere a repentaglio la sicurezza, la salute e infine la vita stessa dei lavoratori e delle lavoratrici.
Contro la quotidiana strage che si compie sui luoghi di lavoro le lacrime, la commozione, la solidarietà non bastano.
Quello che serve è che i lavoratori tornino ad essere protagonisti della propria vita e impongano con la lotta l´applicazione di regole che senza la loro forza e determinazione non verranno mai applicate.
Parlare direttamente con i lavoratori ThyssenKrupp sarà un´occasione importante per le lavoratrici e i lavoratori del nostro territorio; sarà un momento in cui testimonieremo, anche con la nostra semplice presenza, la nostra solidarietà nei confronti dei morti, dei feriti e dei tantissimi che ogni giorno rischiano la propria vita nei posti di lavoro, come se fossero in guerra.
Note:
PROMUOVONO:
PRIMOMAGGIO (foglio per il collegamento tra lavoratori, precari, disoccupati),
lavoratori e delegati RSU/RLS di Stefani (Thiene), Forgital (Velo d´Astico),
Officine Grandi Riparazioni Trenitalia S.P.A. (Vicenza), AIM (Vicenza), R.T.M.
(Altavilla Vicentina), Fincantieri (Marghera - Venezia), Acciaierie Valbruna (Vicenza)
organizzatore:
Redazione PM del Veneto
Lunedì 3 Marzo al cinema Pasubio Via Maraschin 77 ore 20.45 ci sarà la Do.ssa Gentilini, Oncologa,sul problema Inceneritore.E' di massima importanza riuscire a diffondere questa scadenza, se riempiamo il cinema daremo una immagine, di forza e di cooperazione fra i vari gruppi sul territorio
L'intervento di Franco Giordano (26 /2/08) mi sollecita a scrivere perché la rimozione della questione della GUERRA è sconcertante. Nel suo, come in altri interventi della sinistra arcobaleno -in questa baraonda mistificante che chiamano campagna elettorale- spariscono le responsabilità di chi al governo in questi due anni ha mandato i soldati italiani a uccidere e morire in tutti i teatri di guerra, a cominciare dall'Afghanistan.