Le iniziative da noi organizzate in queste due settimane sono dedicate a Nicola Tommasoli e a tutti i giovani che consapevolmente o inconsapevolmente hanno perso la vita a causa della violenza fascista.
CONTRO I VECCHI E NUOVI FASCISMI
Anche quest'anno Schio sarà invasa dalle nuove e vecchie camice nere e dai nostalgici del regime fascista.
Ancora una volta la nostra città, medaglia d'argento alla Resistenza e artefice di una grande stagione resistenziale, sarà violentata da una tra le maggiori parate nazi-fasciste di tutta Italia. Come ogni anno, le forze antifasciste saranno stimolo culturale e reale alla volontà di impedire l'attuarsi di questo evento, per la difesa dei valori della Lotta Partigiana e della Costituzione e per la difesa dei principi generali dei diritti, di libertà e di solidarietà fra uomini e donne di tutto mondo.
L'escalation delle destre e il loro sedimento nella società sono stati favoriti da una assoluta incapacità da parte della volontà istituzionale, completamente slegatasi dal rapporto con il reale, di dare risposte concrete ed efficaci alle aspettative provenienti da più strati sociali, trasformando viceversa i bisogni delle genti in sterili e strumentali oggetti della battaglia politica di palazzo.
Le politiche securitarie, le politiche di assistenzialismo sociale, le politiche repressive, gestite nel vuoto culturale e di valori, vengono da un lato utilizzate come elementi di attrazione di consensi elettorali, ma principalmente sono usati come strumento finalizzato all'impostazione di nuovo modello societario basato sul controllo delle scelte e dei comportamenti, incanalando la conflittualità all'interno del tessuto sociale, evitando che intacchi i luoghi istituzionali della politica.
Il frutto evidente ed attuale di tale distorsione è l'instaurazione di un giudizio di colpevolezza a priori per il diverso, a prescindere da ogni ragione ed oggettività.
In questa prospettiva il barbone, il rom, l'immigrato, il tossicodipendente, l'omosessuale, il disoccupato, ogni pensare diverso e con essi mille altre figure e concetti, come l'interculturalità e il meticciato, vengono concepiti come ''pericolo'' anziché come valori fondanti di una società.
All'interno di questa trasformazione dei rapporti sociali si insinua il germe delle Destre che oggi si propone in modo aggressivo con slogan razzisti, manifestazioni xenofobe, aggressioni fasciste.
E' proprio questa matrice culturale ad aprire la strada alla legittimità della violenza contro ''gli ultimi della Terra'' e che produce l'odio che, non meno di due mesi fa, ha permesso l'assassinio un ragazzo innocente per le strade della vicinissima Verona.
A partire da tali considerazioni, riteniamo necessario agire sul piano culturale per creare e a Schio un clima di avversione popolare a questa parata di fascisti, gli stessi che partecipano alle aggressioni squadristiche e alle manifestazioni di violenza su tutto il territorio italiano.
Film: Nazirock 26 giugno
ore 20.30 - Cinema Teatro Pasubio
Conferenza sulle Politiche Securitarie 27 giugno
ore 20.30 - palazzo Toaldi Capra
Concerto Assalti Frontali 28 giugno
ore 21.00 - Skate park
Concerto Banda Bassotti 03 luglio
ore 20.30 - piazza Falcone Borsellino
Tutto questo, senza perdere Memoria, come percorso costituente di una comunità libera e aperta.
Schio, 23 giugno 2008
ANPI Malo, Comitato Beni Comuni Marano Vicentino, Coordinamento Liberazone, Spazio Autogestito Arcadia, Coordinamento Studentesco Schio, Gruppo Isolon, Ass. LaTerraDiNessuno, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Comitato Beni Comuni Altovicentino, Comitato Contro la Pedementana Val Dell'Agno, Coordinamento Studentesco Vicenza, Capannone Sociale Vicenza, Officina Ambiente Trento
VENERDI' 27 GIUGNO 2008
ore 20.30 presso PALAZZO TOALDI CAPRA SCHIO(Vi)
"SICUREZZA? TRA POLITICHE SECURITARIE E VIOLENZA DELLE NUOVE DESTRE"
Interverranno:
FRANCESCO BRANCACCIO, Rete per l'autoformazione Università La Sapienza , Roma
AVV. ROBERTO MALESANI, Coordinamento Migranti Verona
Come probabilmente sapete, gira in rete questa denuncia.
Non ho né tempo né voglia di controllarne l'esattezza: nella mia esperienza, testi di questo tipo contengono facilmente errori e semplificazioni estreme (cosa sarà mai la "somministrazione di reati pericolosi"?).
Mi interessano però due punti.
Punto primo, la differenza radicale tra mediatizzazione dello scontro tra destra e sinistra, e la pratica della destra e della sinistra quando sono al potere.
Pensiamo all'elettore di sinistra, che temeva che Berlusconi avrebbe messo in ogni clinica legioni di ciellini armati di alabarde, per impedire gli aborti. E adesso passano pure gli aborti clandestini.
O pensiamo all'elettore di destra, che sperava che Berlusconi avrebbe liberato il paese dai ladri - spacciatori - clandestini - pedofili pagati dai comunisti. Ed ecco che Berlusconi depenalizza (nella pratica) immigrati clandestini, pedopornografi, scippatori e magnaccia (non li sto mettendo tutti sullo stesso piano; ma l'elettore di destra in genere lo fa).
Per questo, ho evidenziato nel testo i reati più temuti dalla "destra", che la destra oggi assolve.
Punto secondo, la retorica di questo testo, tipica del nuovo populismo trasversale, se la prende con l'individuo Berlusconi, oppure con la "Casta". Che certo esiste, solo che ormai è diventata l'unico problema riconosciuto da tutti, mentre dietro incombe qualcosa di molto più terribile: la devastazione generale del capitalismo assoluto.
Come superare la legge vergogna dell'indulto?
Oggi si è espresso al Senato il voto della vergogna. La maggioranza ha votato compatta a favore della legge "blocca-processi", dando il suo contributo alla distruzione della giustizia in Italia, in piena sintonia con l'INDULTO.
Ecco l'elenco dei reati che resteranno impuniti da oggi in poi:
- aborto clandestino
- abuso d'ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l'espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina ("pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell'immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi" Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata ("tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa" Marco Travaglio)
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d'ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.
In vista della ormai "putroppo tradizionale" parata neofascista di Schio che quest'anno è prevista per domenica 6 luglio 2008 vi invitiamo a questo appuntamento.
26 giugno 2008 ore 20,30
presso il Cinema Teatro Pasubio di Schio
Proiezione del film NAZIROCK di Claudio Lazzari
alla serata sarà presente il regista.
NAZIROCK : IL FILM CHE I NEOFASCISTI NON VORREBBERO FAR VEDERE
Forza Nuova, a Roma, è riuscita a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango, che avrebbe dovuto programmare Nazirock dal 4 aprile. E a Milano quelli del Cinema Anteo.
Gli avvocati di Forza Nuova hanno minacciato azioni legali nei miei confronti e nei confronti dei gestori che avessero deciso di proiettare il film.
Ma i miei avvocati sono tranquilli: non esistono i presupposti per un'azione legale. Anzi, ritengono che dovrei essere io ad agire legalmente contro Forza Nuova, per il danno arrecato. L'anteprima romana, al Cinema Piccolo Apollo, è stata un successo (spettatori in piedi e, fuori, la coda di quelli che non sono riusciti a entrare). Se il primo week end al Politecnico Fandango fosse andato altrettanto bene, altre sale avrebbero chiesto di programmare Nazirock. Il danno c'è stato.
Si vuole impedire che il film raggiunga un pubblico più vasto di quello che frequenta le librerie. Si crea un clima d'intimidazione. Perfino l'Università di Bologna, il 9 aprile, dopo aver ricevuto la diffida di Forza Nuova, ha cancellato una proiezione organizzata da Giurisprudenza Democratica nell'Aula Grande di Palazzo Malvezzi . Gli studenti stavano già arrivando. La proiezione era stata organizzata e autorizzata per tempo. Le pagine locali dei quotidiani ne avevano ampiamente riferito. Ma, allultimo momento, il rettore magnifico ha posto il veto. Ragioni addotte dal preside di facoltà, Stefano Canestrari:''L'Università non deve prendere posizione contro un candidato in campagna elettorale''. Un argomento che, prima della diffida di Forza Nuova, nessun dirigente universitario aveva sollevato.
Un argomento pericoloso perchè, in ogni paese democratico, è prima delle elezioni , soprattutto prima, che le forze politiche e i candidati vengono sottoposti al vaglio dalla libera informazione. Dopo, è troppo tardi .
Adesso che le elezioni sono acqua passata, c'è da chiedersi: come mai gli italiani hanno scelto un centro destra sdoganatore di parte dell' estremismo che ostenta svastiche e saluti romani?
Altra domanda: esiste un legame tra questo sdoganamento e il crescendo della violenze di matrice nazifascista che le cronache stanno registrando?
Sono domande che mi pongo e porto in giro, da una città allaltra, dove mi chiamano le associazioni di cittadini più disparate, parte vitale della società italiana, per proiettare e discutere il film.
Il 13 maggio sono a Verona. In città, in un solo giorno, Nazirock viene proiettato tre volte.
Alle 15.00 nel Liceo Classico Maffei, dove hanno studiato Nicola Tommasoli, deceduto il 30 aprile a causa delle percosse, e Federico Perini, uno dei suoi cinque aggressori. Alle 10.00, nella Facoltà di Lettere e Filosofia. Alle 20.30 in una piazza del centro, il Cortile del Mercato Vecchio.
Le diffide e le intimidazioni non possono bruciare un film. Basta respingerle educatamente al mittente. Come ha fatto l'Università di Napoli - Istituto Universitario Orientale - che a differenza di quella di Bologna, dopo aver ricevuto la lettera dei legali di Forza Nuova, ha dato corso, in tutta tranquillità, alla proiezione di Nazirock.
Il disastro elettorale del 13/14 aprile, che ha spazzato via la sinistra e i comunisti dal Parlamento, è anche l'espressione di una profonda crisi del nostro Partito, dei suoi iscritti e militanti, di un radicamento sociale giunto ai minimi termini con circoli spesso presenti solo sulla carta. Di fronte a questa crisi sia sociale, che interna, non possiamo permetterci un congresso che eluda due punti fondamentali: le cause della sconfitta, le proposte per uscire dalla crisi; pena la definitiva esclusione della sinistra nel nostro paese e la consegna a un sistema bipolare. Tuttavia sia leggendo il documento Ferrero, sia quello Vendola, non solo si nota una sostanziale rimozione del "perchè" della sconfitta, ma addirittura siamo di fronte a proposte niente affatto alternative tra loro né, tantomeno, efficaci sul come uscirne. Viene indicata come causa dirimente la non permeabilità del Governo Prodi alle istanze dei ceti più deboli...continua
Un cavillo per salvare Rete 4. Un disegno di legge che imbriglia l'azione penale e uccide la cronaca giudiziaria. Un paio di emendamenti per liquidare il processo di Milano. La ricusazione tattica dell'ultimo giudice comunista. I militari in piazza per garantire l'ordine pubblico. E sullo sfondo il Lodo Schifani bis (il primo fu dichiarato incostituzionale) per esonerarsi della responsabilità penale in quanto alta carica. Come inizio, direi che non c'è male. E infatti la Sicilia risponde bene: otto province a zero. Per fortuna c'è un'opposizione intransigente. Sono sorpreso, ha detto Veltroni. se continua così, salta il dialogo sulle riforme.
Sembrava tanto una brava persona, eh Walter?
Ma sale, o scende il barile di petrolio?di Giulietto Chiesa - 17/06/2008
Fonte: megachip
Egr. Dr. Chiesa,
mi permetto di segnalarle la seguente situazione:
Nel 2000 1 $ = 1.2 euro 1 barile di petrolio = 60$ e quindi 1 barile = 72 euro Oggi : 1 $ = 0.62 euro e 1 barile circa 115$. e quindi 1 barile = 71,3 euro (Oups !)
La domanda è:
Se in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000 Perchè la benzina è aumentata così enormemente?
La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo Stato che incassa le tasse, né per l'Enel che aumenta le bollette, ... ecc Mi sembra una bella presa in giro ...
Però la situazione non è cosi terribile pensate a quando il dollaro si riprenderà ! Non abbiamo finito di pagare .....
La saluto cordialmente
Andrea Chiari
Caro Andrea, ottimo il conto. La truffa è evidente. La commettono i petrolieri, lo Stato italiano, con tutti i governi, l'Enel che aumenta le bollette. Prima di tutto gli Stati Uniti, che svalutando il dollaro ci costringono tutti a pagare il loro mostruoso debito estero.Tutto ciò conferma che viviamo nel sistema della truffa mondiale. Questo
capitalismo è una truffa, tutto intero. Lei si lamenta del prezzo della benzina. E forse non sa che la Banca Centrale Europea ha messo in circolazione oltre 400 miliardi di euro per sostenere il dollaro andato in doppia crisi con i mutui facili con cui ha inquinato tutta la finanza mondiale. Altri denari nostri, anzi inventati dal nulla, carta su carta. Unica considerazione "tranquillizzante": il dollaro non si riprenderà più. Per farlo risalire bisognerebbe che gli americani consumassero il 30% in meno di quello che consumano oggi. E questa sarebbe un'altra catastrofe per l'economia mondiale. Al punto che non sembra opportuno augurarcela. La soluzione più semplice sarà dunque una guerra. E a
questo i deficienti-delinquenti che guidano il mondo stanno pensando.
Quando tra le categorie di questo blog decidemmo di inserire anche "Ordine Pubblico" non fu idea peregrina. Prima o poi doveva servire.
Ed ecco che mentre il Paese si scanna per le intercettazioni, o pensa agli Europei, o sta a guardare Bush che passeggia nei giardini Vaticani, con la massima nonchalance si decide di mandare l'esercito a pattugliare le strade. E nessuno fiata.
Eppure è una roba da Cile di Pinochet, per essere scontati, o al limite giustificata solo in luoghi e situazioni estremi (penso ai Vespri Siciliani, dopo le stragi di Capaci e via d'Amelio).
Ma oggi? Da cosa ci devono proteggere le Forze Armate?
Dai rumeni che scippano? Dal tossico che sgraffigna il TomTom? Dai bulli adolescenti? Dai guidatori ubriachi? Perché l'"emergenza sicurezza" in Italia è questa, mica altro, a meno di voler andare a stanare i mafiosi - cosa che non mi pare in programma.
Allora le opzioni sono due. O il governo deve mostrare all'elettore che mantiene le promesse, e fa un po' di gesti plateali per rassicurare la sora Rosina che il suo voto è ben speso, oppure i militari nelle città sono un'assicurazione contro eventi di altro tipo: proteste per la benzina, per i rincari o, Dio ci scampi, per le banche.
C'è chi minimizza:"Vabbè, ma sono solo 2500, quattro gatti". Ma adesso con una firma su un foglio possono diventare 4000, 5000, all'occorrenza. Chi li conta? E se ne possono dirottare in quantità su un'unica città, Milano, Roma, o... Genova. Cosa fatta capo ha.
Qualcuno ha ancora voglia di scendere in strada a lamentarsi?
13 giugno 2008, Marco Travaglio Tecnica di un colpo di mano
Ora che il cosiddetto ''caso intercettazioni'' si rivela per quello che è, cioè l'ennesimo ''caso Berlusconi'', forse persino l'opposizione potrebbe dire come stanno le cose: e cioè che la privacy, le fughe di notizie e le spese di giustizia non c'entrano nulla. C'entra il solito Berlusconi che tenta di far saltare i suoi processi. Duro ammetterlo dopo aver accreditato la leggenda del Cavaliere che ''ha risolto i suoi problemi'', dunque stavolta risolverà i nostri, anzi studia da Statista. Ma i fatti parlano da soli, anche per chi non li vuol vedere.
Tre settimane fa, l'on. avv. Ghedini infila nel decreto sicurezza un codicillo che sospende i processi per 1-2 anni (poi ridotti a qualche mese) con la scusa di consentire agl'imputati di scegliere se patteggiare o no. Maroni lo blocca, ma i berluscones annunciano che ci riprovano con un ddl. Intanto il Cainano spara sulle intercettazioni e annuncia che non si faranno più per i reati sotto i 10 anni: quelli per cui è imputato lui. Basta una norma transitoria retroattiva e il processo di Napoli per la corruzione di Saccà si svuota per abolizione delle prove. Ieri Repubblica rivela che l'on. avv. Ghedini prepara un lodo Maccanico-Schifani bis per rendere invulnerabili le alte cariche, ma soprattutto quella bassa: è incostituzionale, la Consulta l'ha già detto una volta, ma intanto ci riprovano, sospendono i processi per 1-2 anni (quelli di Milano per Mills e Mediaset sono prossimi alla sentenza), poi se arriva un'altra bocciatura si inventeranno qualcos'altro. Il cerchio si chiude.
E' così difficile chiamare le cose col loro nome? Se il dialogo con l'opposizione non s'interrompe nemmeno stavolta, è l'ennesima replica di un copione collaudato da 15 anni. Funziona così. Lui ha un problema: uno o più processi da bloccare. Comincia a strillare che non siamo più una democrazia, che dai sondaggi risulta che il 102% degli italiani sta con lui, insomma il problema non è suo ma nostro. E chi non è d'accordo è comunista. Il centrosinistra prova a balbettare che i problemi veri sono altri: morti sul lavoro, salari, monnezza, crimini dei colletti e dei camici bianchi. Ma lui spara a zero a reti unificate, minaccia di scassare tutto, invoca la piazza, mentre le sue tv e i suoi giornali sparano balle e cifre false: in Italia si processa solo Berlusconi, in tutto il mondo non si processerebbe mai Berlusconi, processare Berlusconi ci costa mille miliardi al minuto. Giornali ''indipendenti'' e politici ''riformisti'', per sembrare indipendenti e riformisti, sostengono che lui magari esagera un po', ''ma il problema esiste''. E poi non si può mica compromettere il ''dialogo sulle riforme'' (c'è sempre un ''dialogo sulle riforme'', chissà poi quali) col ''muro contro muro''.
Dal Colle, dal Vaticano e dal Csm piovono fervorini contro l'ennesima ''guerra tra politica e magistratura'' (che ovviamente non esiste, ma i processi a Berlusconi per reati comuni vengono sempre chiamati così) e moniti per una ''soluzione condivisa tra governo e opposizione'' che contemperi le sacrosante esigenze del premier con la Privacy, l'Indipendenza della Magistratura, la Libertà di Stampa. Il Riformatorio esce con una dozzina di editoriali dal titolo ''Moral suasion'', che nessuno legge e nessuno capisce, ma fanno fine e non impegnano. A questo punto salta su un pontiere di centrosinistra per avviare un bel negoziato bipartisan con Gianni Letta, che è berlusconiano ma è tanto buono, e poi - come diceva Saviane - somiglia tanto a sua sorella.
Una volta è Boato, un'altra Maccanico, stavolta c'è l'imbarazzo della scelta. Berlusconi strepita: ''Non tratto coi comunisti assassini lordi di sangue, voglio l'impiccagione dei giudici e il loro scioglimento nell'acido''. Però Letta comunica allo sherpa che lui esagera, ma si accontenta di molto meno: abrogare i suoi processi, una cosina da niente, povera creatura indifesa. Lo sherpa ulivista annuncia giulivo: ''Abbiamo vinto, i giudici non saranno impiccati né sciolti nell'acido. Se si consegnano con le mani alzate a Villa Certosa, avranno salva la vita''. E partorisce una ''bozza'' (o ''lodo'') che abolisce i processi a Berlusconi. ?''utto è bene quel che finisce bene'', titola Pigi Battista sul Corriere, mentre Ostellino, Panebianco e Galli della Loggia criticano l'eccessiva cedevolezza del Pdl al partito giustizialista. Il Cavaliere incassa complimenti trasversali per la moderazione dimostrata. I giudici dichiarano il non doversi procedere per intervenuta abrogazione dei processi. Lui dirama un video-monologo a reti unificate: ''La mia ennesima assoluzione dimostra che ero innocente anche stavolta, ma le toghe rosse complottavano contro di me senza prove. Voglio le scuse e la medaglia d'oro''. Dall'altra sponda, autoapplausi compiaciuti: ''Abbiamo fato bene a dialogare: il problema esisteva''.
Mentre i nostri dibattiti televisivi sono pieni di immondizia (ridere prego), si o no alle intercettazioni, delle gesta della nostra nazionale di calcio, oggi 12 giugno 2008 nel silenzio mediatico più assordante, in Irlanda si sta decidendo il nostro futuro.
La verde e magica Irlanda è l'unico paese, dei 27 che compongono l'Unione Europea, a ratificare o respingere il trattato di Lisbona tramite un referendum popolare. La cosa è determinante perché, mentre la ratifica parlamentare è scontata, avendo comprato tutti i governanti in gioco, il NO dell'Irlanda impedirebbe l'unanimità e quindi la ratifica del trattato.
Molti non sapranno nemmeno che cosa è il trattato di Lisbona, ma vi basti sapere che è la cosa più importante da quando nel giugno 1946 l'Italia decise se essere repubblica o monarchia.
Il trattato di Lisbona è la riedizione della vecchia costituzione europea naufragata con il NO espresso da Olanda e Francia nel 2005. Il trattato di Lisbona sarebbe la ratifica del passaggio dalla dittatura velata e mascherata da democrazia nella quale siamo immersi, alla dittatura vera e propria.
di Renato Sellitto Franco Romano su L'ERNESTO del 13/06/2008
Cosa stà accadendo in Italia, e nel mondo, mentre gli eredi di quello che fu il più grande partito comunista occidentale litigano tra chi vuole sciogliere il partito domani, chi lo vuole prima trasformare per poi scioglierlo dopodomani e chi invece lo vuole di nuovo forte ed egemonico nella sinistra italiana?
Accade che in Italia, ma anche nel mondo, si stia rafforzando un riassetto in senso antidemocratico della società. Non è corretto parlare di rigurgiti fascisti perché il fascismo non è stato altro che un'espressione temporale del potere del capitale sul lavoro. Ciò a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi è soltanto la naturale accelerazione che i gruppi di potere imprimono alla loro azione nel momento in cui vedono che nella società sono venuti a mancare i fondamenti sociali e culturali che storicamente ne hanno contrastato il passo. L'eliminazione dei comunisti dal parlamento, e della sinistra tout court, sono il punto di arrivo dell'opera di demolizione della cultura comunista e di sinistra operata dalla borghesia italiana e dai poteri forti.
Manifestanti del comitato «No Expo» che contestano la speculazione edilizia hanno cercato pacificamente di consegnare dei mattoni d'oro al Sindaco Moratti.
Poliziotti in tenuta antisommossa hanno caricato i ragazzi. A chi risponde la Polizia? Ai cittadini o alle società immobiliari che hanno devastato le città italiane? Picchiare dei ragazzi inermi con i manganelli e, come si può vedere dalla foto, trattare una ragazzina come un pericoloso delinquente.
Non è per questo che paghiamo la Polizia di Stato. Maroni Zanna Bianca colpisce a Milano. La Lega di duro ora ha solo il manganello.
Vorremmo conoscere il pensiero, la sensibilità, la pietà cristiana, lo spirito e la lettera che hanno guidato il vescovo di Viterbo, mons. Lorenzo Chiarinelli, a negare il matrimonio religioso ad una coppia in quanto lui è paraplegico e dunque, forse, incapace di avere dei rapporti sessuali.
I protagonisti sono due fidanzati venticinquenni viterbesi. Due mesi fa il ragazzo è rimasto vittima di un grave incidente stradale che gli ha causato la perdita dell'uso delle gambe. La coppia ha contattato il parroco manifestando comunque la voglia di sposarsi, tuttavia il sacerdote si è rivolto al vescovo che ha negato il sacramento appellandosi al diritto canonico secondo il quale un matrimonio ha finalità copulative e generative: se non è consumato è da considerarsi nullo. Perché allora celebrarlo?
I fidanzati non si sono dati per vinti e ieri si sono sposati civilmente al Cto di Roma, dove il ragazzo è ancora degente.
La ragazza avrebbe dovuto ripudiare il fidanzato disabile? La Chiesa non accetta un matrimonio bianco? Non contempla la possibilità di una adozione? D'ora in avanti non potranno sposarsi religiosamente le coppie che non vogliono figli? O annulleremo automaticamente i matrimoni senza figli? Non comprendiamo il succo della parabola.
Roma . Lunedi SIT IN sotto l'ambasciata USA in via Veneto per la libertà dei cinque cubani detenuti negli USA
Le associazioni che saranno in piazza alla manifestazione anti- Bush di Mercoledì 11 Giugno 2008, caratterizzandolo con una forte richiesta di libertà per i 5 cubani detenuti negli USA e in appoggio ai processi di costruzione del Socialismo nel XXI° secolo in America Latina ; hanno promosso un Sit-in di protesta (autorizzato dalla Questura di Roma) di fronte all?Ambasciata USA Lunedì 9 Giugno 2008 alle ore 17,30
Russia . Il neo-presidente attacca gli Stati Uniti: "Sono la causa della crisi globale"
Il presidente russo Dmitri Medvedev ha aperto ufficialmente il Forum economico di San Pietroburgo, arrivato alla dodicesima edizione, con un discorso contro i protezionismi da parte degli stati e una stoccata al ruolo eccessivo degli Stati Uniti nell'economia globale. "Nel mondo si manifestano sempre più evidentemente le conseguenze del conflitto fra globalizzazione e protezionismo. Alcuni paesi vogliono proteggere la propria sovranità economica, ottenendo il massimo vantaggio per i propri cittadini, senza dividere i vantaggi coi vicini. L'egoismo economico è in crescita". Quanto agli Usa, "il loro ruolo formale nel sistema economico mondiale non corrisponde alle loro reali possibilità, e questo é una delle cause della crisi globale corrente. Per quanto sia grande il mercato americano e per quando sia sicuro il sistema finanziario, non sono in grado di sostituire i mercati finanziari e commercial globali". "Nel mondo si manifestano sempre più evidentemente le conseguenze del conflitto fra globalizzazione e protezionismo" ha proseguito Medvedev.
Europa. Manifestazioni anche a Londra, Berlino e a Parigi contro la visita di Bush
Il viaggio del presidente USA in vari paesi europei sarà accompagnato da manifestazioni di protesta in tutte le capitali in cui è prevista la visita di Bush.
A Londra la "Stop the War Coalition" ha già annunciato un corteo di protesta. Contestazioni e cortei sono previsti anche a Berlino e Parigi. L'agenda del tour europeo del presidente Usa prevede tappe in Italia e Vaticano (11 giugno), Germania, Francia e Gran Bretagna.
Siamo in una fase storica contrassegnata da un dato con cui e' impossibile non fare i conti: la realta' soccombe di fronte alla prepotente percezione della realta' (indotta dai media) da parte della maggioranza dei cittadini. Cio' che conta non sono i fatti ma l'immaginazione degli stessi, la loro elaborazione e generalizzazione, il modo in cui vengono comunicati. Un esempio: il pacchetto sicurezza appena varato dal nuovo governo. Ce lo stiamo ripetendo fino alla noia: i dati ufficiali, quelli per intenderci del ministero dell'Interno, ci dicono che l'Italia negli ultimi 15 anni non e' mai stato un paese cosi' sicuro.
Tutti i reati, ad eccezione di uno, sono in calo, un calo addirittura vistoso se ci riferiamo al delitto piu' grave in assoluto: l'omicidio. Nel 2006, ultimo anno per il quale disponiamo di dati definitivi, gli omicidi sono stati 621, 393 in meno rispetto al 1995, addirittura 1.280 in meno rispetto al 1991. Come dire che in 15 anni appena gli omicidi in Italia si sono ridotti ad un terzo. Emblematico il caso Napoli, citta' che i telegiornali di casa nostra continuano a dipingere come la piu' insicura d'Italia: il tasso di omicidi ogni 100 mila abitanti e' passato dal 9,1 del 1990 al 3,3 del 2006.
La stessa tendenza la si riscontra nella tipologia del reato di omicidio: negli ultimi 15 anni quelli della criminalita' organizzata sono passati da 709 su 1901 a 121 su 621. Quelli conseguenti a furto o rapina: da 120 a 53. Gli unici in aumento sono quelli passionali o commessi in ambito familiare: da 97 a 192. Come dire che nel 2006 un delitto su tre e' stato commesso in ambito familiare e quindi, se proprio dobbiamo cercare il ?luogo della paura?, possiamo trovarlo all'interno di quello che per paradosso dovrebbe essere il ?luogo piu' sicuro?: le nostre pareti domestiche. Rispetto a questi dati, evidenti nella loro chiarezza, da dove nasce il senso di insicurezza e di paura che sembra attraversare l'intera penisola? Per trovare un aggancio della percezione della paura con la realta' bisogna allora frugare piu' a fondo nelle cifre, specie in quelle relative. Un dato emerge: l'incidenza degli stranieri che commettono reati sul nostro patrio suolo e' decisamente piu' alto della stessa incidenza di stranieri in Italia.
Nel 1988 gli stranieri in Italia rappresentavano lo 0,8% della popolazione, gli arrestati erano il 6%. Nel 2006 il divario e' aumentato dal 5% al 33%: come dire che se gli stranieri in Italia sono uno ogni 20 italiani, quelli che finiscono in galera sono uno ogni tre italiani. Un dato confermato da quello sulla presenza nelle carceri italiane, che sono stracolme di stranieri. Altri due dati completano il quadro: i reati per cui gli stranieri vanno in carcere sono nell'ordine: borseggio, rapina e furto in abitazione, rapina in strada, ossia quei reati che, pur non essendo gravissimi, destano rabbia individuale e insicurezza sociale. Reati commessi soprattutto da cittadini Rom e spesso impropriamente catalogati e quindi confusi come cittadini romeni. Attenzione: gli stranieri regolari hanno indici di criminalita' identici agli italiani.
A delinquere sono soprattutto gli irregolari, i cosiddetti clandestini che - stando alle nuove norme - diventerebbero criminali d'ora in avanti anche senza commettere reati, ma semplicemente appena entrati in Italia. Ma il dato piu' sorprendente e' un altro. Chi sono gli immigrati clandestini? Quelli che sbarcano in Sicilia? Quelli che varcano illegalmente le nostre frontiere? No. I dati del ministero dell'Interno ci dicono che il 64% di clandestini sono i cosiddetti ovestayers, ossia gli immigrati entrati legalmente in Italia con tanto di visto e rimasti oltre la scadenza del visto stesso. Quindi ne' sans papiers, ne' persone da stipate nei lager dei CPT fino a 18 mesi in attesa di identificazione, ma persone gia' schedate nelle ambasciate e ai posti di frontiera. Se andiamo al fondo del problema sicurezza, stante il calo generalizzato dei reati, stante l'aumento dei piccoli e medi reati commessi soprattutto dai Rom, stante la presenza dei Rom in Italia stimata in appena 170 mila unita' (la Spagna ne ha 800mila), di cui la meta' cittadini italiani, resta una domanda. E' mai possibile che il settimo Paese piu' industrializzato del mondo sia in preda al panico per cosi' poco? Cio' che spaventa tanto le persone, specie le piu' deboli, e' davvero legato alla criminalita' o a qualcosa di diverso che per semplificare chiameremo ''familiarita' dei luoghi?'' Il prato davanti a casa che ora e' una baraccopoli, l'uscita dalla stazioncina che ora e' frequentato da spacciatori e prostitute, il giardinetto di quartiere diventato infrequentabile? Ma tutto questo non e' solo un normalissimo problema di ordine pubblico che risolve con interventi strutturali di accoglienza e una maggior presenza sul territorio di polizia, carabinieri, vigili urbani?
La risposta allora non sta nelle ronde padane per ora (cosi' dicono) munite solo di cellulare (a che serve? A chiamare la polizia? Perche' la polizia non c'e'?) e nei pacchetti sicurezza bipartizan che si dimostrano sempre armi spuntate contro la realta' e quindi solo esercizi di parata che lasciano intatti e irrisolti i problemi. Ricordate la povera signora Reggiani brutalmente assassinata a Roma da uno straniero lungo un vialetto sterrato e non illuminato alla fermata di un trenino? Bene. un anno dopo quel vialetto e' ancora sterrato e non illuminato. Il comune (Veltroni o Alemanno e' lo stesso) non ha mai pensato di asfaltare e illuminare una stradina. Forse qualcuno si aspetta un nuovo caso Reggiani per poi poter gridare ''al lupo, al lupo'' tra gli applausi di chi da' fuoco ai campi nomadi? Il sospetto e' piu' che fondato.
Carlo Rubbia. I reattori nucleari ? Insicuri e già vecchi
I reattori nucleari di terza generazione, cioe' l'ultimissimo modello di centrali che potrebbero tornare a essere costruite anche in Italia, sono in realta' basati su una tecnologia gia' vecchia, e presentano
ancora notevoli problemi di sicurezza. In un'intervista a 'Repubblica', il Nobel per la Fisica Carlo Rubbia sottolinea tutti i dubbi nati dopo l'incidente in Slovenia, per fortuna senza conseguenze.
Un problema che "non e' stato particolarmente grave, ma si e' trattato dell'ennesimo campanello d'allarme. Siamo di fronte - attacca Rubbia - a una tecnologia che e' gia' vecchia e sta diventando obsoleta". E
nei reattori di terza generazione "i miglioramenti sono marginali, non vanno a intaccare il cuore del problema".
Che e' la sicurezza, ma non solo: "I punti critici riguardano le scorie, l'approvvigionamento dell'uranio, l'efficienza delle macchine". Tutti fattori che appesantiscono una tecnologia "che risale agli anni sessanta, ai tempi dei primi sottomarini nucleari.
Ma veramente - si chiede il Nobel - vogliamo tenerla in vita fino al 2050, quando avra' quasi un secolo di vita alle spalle?". Per guardare avanti, secondo Rubbia, bisognerebbe invece "investire sulla ricerca, puntare sulla quarta generazione".
Piu' efficienti, per i quali "basta una tonnellata l'anno di torio", e dove "la sicurezza fa un salto a
tutti i livelli, anche a quello delle scorie. Si passa da una radioattivita' che dura milioni di anni a un problema che si misura nell'arco dei secoli".
Per fronteggiare "scenari segnati da un livello di inquinamento agghiacciante" occorre insomma
"scommettere sulla scienza. Non possiamo accontentarci di soluzioni vecchie e pericolose, dobbiamo investire risorse ne intelligenza nella costruzione di un sistema energetico che sia al tempo stesso efficiente e sicuro".
Il governo minimizza gli allarmi sul ritorno al nucleare.
Intervistata dal Giornale, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo dice che l'incidente alla centrale slovena e' stato strumentalizzato e punta il dito contro "chi ha giocato davvero sporco per condizionare la scelta del governo a favore della ricerca sull'energia nucleare" e ribadisce: "Il governo non ha tentennamenti".
"Valorizzeremo al massimo la ricerca anche nelle energie rinnovabili - spiega - ma, seppure spinte al massimo, queste non riusciranno a coprire piu' del 10% del fabbisogno energetico".
Stefania Prestigiacomo e' convinta che "la soluzione albanese (l'Albania si è offerta di realizzare sul suo territorio le centrali che servono all'Italia - non possa risolvere i problemi" e che l'Italia "deve assumersi le proprie responsabilita"'. La politica del 'non nel mio giardino', dice, "non e' piu' giustificabile".
Il compagno Grassi, coordinatore nazionale dell'area Essere Comunisti, per la prima volta parla esplicitamente dell'Ernesto e delle prospettive dei comunisti, in un intervento di qualche giorno fa alla riunione della sua area del Lazio, pubblicato integralmente sul Sito Essere Comunisti (chi volesse leggerlo integralmente può accedere al sito www.esserecomunisti.it).
Non avremmo voluto, ma ci tocca rispondere, tentando di evitare come la peste la logica solita in voga nei piccoli gruppi a sinistra di considerare i nemici principali quelli più vicini, per ragioni di concorrenza e per sottrarre piccole quote di consensi.
Il compagno Grassi, nel suo intervento, dice tante cose condivisibili e comuni alle nostre posizioni, dalla critica al congresso di Venezia alla critica al governo Prodi e all'atteggiamento subalterno del gruppo dirigente del Prc (anche se si guarda bene da criticare il ministro del Prc in quel governo, ma questo lo capiamo), dalla critica alla Sinistra Arcobaleno alla gestione autoritaria del gruppo dirigente bertinottiano. Quindi con il 90% e più del suo intervento sono d'accordo. Dov'è che non sono d'accordo ed anzi ritengo che il compagno Grassi commetta un grave errore ? Su due punti in particolare.
AMERICA LATINA: LA GUERRA SPORCA ALLA DEMOCRAZIA
DI JOHN PILGER
The New Statesman
Sottotono rispetto al clamore suscitato dalla strombazzata conquista dell'Iraq e dalla campagna contro l'Iran, la superpotenza mondiale ha già cominciato una guerra trascurata dai grandi mezzi di comunicazione, contro un altro continente: l'America latina.
Mediante la concessione di deleghe, Washington mira a restaurare al potere politico un gruppo privilegiato, la sedicente classe media, ad assolvere lo psicotico regime colombiano e i suoi mafiosi dalle loro responsabilità sulle stragi e sul commercio di droga, e di porre fine alle speranze suscitate tra la maggioranza povera dell'America latina dai governi riformisti di Venezuela, Ecuador e Bolivia. In Colombia, il campo di battaglia principale, la natura classista della guerra e' distorta dai guerriglieri delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, conosciute come FARC, il cui proprio ricorso ai sequestri e al commercio di droga ha fornito una scusa con cui delegittimare quelli che nell'epopea ribelle dell'America latina si sono distinti per essersi opposti al regime proto-fascista di George W Bush.
Dai Rosemberg a Mumia Abu Amal: ovvero, quando la democrazia americana è affidata alla cure del boia
di Sergio Ricaldone su L'ERNESTO del 31/05/2008
E' passato più di mezzo secolo, ma quel tragico giorno di 55 anni fa rimane indelebile nella memoria di quanti l'hanno vissuto.
19 giugno 1953, prigione di Sing Sing (New York). Sono da poco passate le 20.00, quando Julius Rosemberg, prima, e sua moglie Ethel, subito dopo, vengono uccisi da una scarica elettrica da 2000 volts c.c. a ''nome del popolo americano''. Straziante l'agonia di Ethel: occorsero 20 interminabili minuti e tre micidiali scariche prima che il suo cuore si fermasse.
Difficile dimenticare quelle lunga giornata trascorsa nella vana attesa che la mano del boia fosse fermata. La tragica vendetta degli apparati di potere contro i Rosemberg doveva essere consumata ed avere un grande impatto simbolico: la Casa Bianca, e i centri del potere politico erano pronti a fermare con ogni mezzo il dilagare del comunismo nel mondo. A Milano erano le due di notte quando a Sing Sing furono chiusi i circuiti della sedia elettrica. Come in molte altre città europee, eravamo migliaia a presidiare ancora le vie del centro cingendo d'assedio il consolato USA. Giovani, donne, vecchi e bambini attendevano da ore nella vana speranza di un gesto di clemenza. Poi, un gelido cupo silenzio, seguito da molte lacrime e carico di collera, pose fine a quella drammatica notte.
Giovedì 29 maggio 2008 17:44 Sapienza, 1.000 studenti contro i nuovi fascismi
E' stata forte, oggi, la risposta degli studenti a chi tenta di normalizzare e pacificare il conflitto all'interno dell'università La Sapienza. In più di 1.000, infatti, hanno preso parte al presidio di questa mattina di fronte alla facoltà di lettere. Dalle 8.30 della mattina si sono susseguiti gli interventi di condanna verso l'aggressione neofascista di due giorni fa.
Dunque, Caselli è un assassino, Biagi si è cacciato da solo, Berlusconi e Andreotti sono persone oneste, voi siete ladri di immagine e Vittorio Sgarbi è condannato ingiustamente come Socrate e Gesù?
I ragazzi di QUi Bologna Libera sono andati a salutare Vittorio Sgarbi.
''Che il centrosinistra voglia favorire Europa 7 a scapito di Rete 4 non ci sono dubbi. E anzi ci sono motivi che non dico ma tutti sanno''.
''Ma il mio invito al Parlamento è un altro: piantatela, perché la gente non capisce e si aspetta dal Parlamento ben altre discussioni. Il Paese ha problemi davvero grandi e che, subito dopo l'insediamento, il governo debba subire l'assalto dei cani pastore abbruzzesi dà il voltastomaco''.
''Questa faccenda è ridicola perché il digitale terrestre è per sua natura aperto a tutti. C'è spazio per tutti. E sono fiducioso che la cosa si risolverà perché per fortuna nel centrosinistra ci sono anche persone serie come Veltroni, che credo apprezzi la cultura del fare e del dialogo di questo governo, o D'Alema, che ha sempre riconosciuto che Mediaset è un bene inalienabile del Paese''.
''Al massimo bisognerà che qualcuno regali una tv a Di Pietro. Sennò il pastore abbruzzese continuerà a volerci azzannare i polpacci tutti i giorni''.
La riunificazione dei comunisti: un processo auspicabile
di Leonardo Masella
su Liberazione del 29/05/2008
L'autocritica che Ferrero fa sul Congresso di Venezia nell'intervista a Liberazione del 16 maggio («l'errore fondamentale fu aver sbagliato l'analisi dei rapporti di forza») è apprezzabile ma insufficiente. Non si è trattato di un "errore", tutti sapevano che non vi erano i rapporti di forza. L'obiettivo vero dell'ingresso nel governo non era quello di cambiare la società ma la natura del partito, spegnendo l'antagonismo storico del Prc al capitalismo per portarlo all'avvicinamento e poi alla fusione con quelle componenti di sinistra, socialdemocratiche e ingraiane dei Ds (da Folena, a Tortorella, a Mussi, a Occhetto) con le quali il Prc aveva rotto dopo lo scioglimento del Pci. Il rifiuto di uscire dal governo anche di fronte a provvedimenti odiosi non si spiega se non con il rifiuto di rompere quel progetto, che infatti ora è perseguito ancora, costi ciò che costi, dall'area di Vendola.
Arrestato un dirigente della Gioventù Comunista della Repubblica Ceca
Incredibile l'accusa: ''teneva una bandiera della sua organizzazione''
Dichiarazione della Gioventù Comunista di Grecia
22/05/2008
Basta tenere una bandiera dei giovani comunisti, per essere arrestati nella Repubblica Ceca! Prosegue così la repressione delle autorità di Praga contro l'Unione della Gioventù Comunista (KSM), messa definitivamente fuori legge nel marzo scorso. E prosegue la campagna di solidarietà. Anche attraverso la firma dell'appello internazionale in http://4ksm.kke.gr. Nelle ultime settimane decine di firme dall'Italia si sono aggiunte alle oltre 11.000 già raccolte in tutto il mondo (e in passato anche nel nostro paese). Un grazie ai compagni e amici che lo hanno fatto e a quelli che ancora si aggiungeranno al lungo elenco. Con l'augurio di ottenere un livello di solidarietà analogo a quello che si sta sviluppando per iniziativa dei giovani comunisti in Grecia.
di circolo prc dell'alenia di casoria su L'ERNESTO del 27/05/2008
Chiacchiere, distintivi e manganello sono gli argomenti con cui si sta caratterizzando questo governo di centro-destra. Tra l'altro, cosa ci si poteva aspettare da un governo di siffatta specie se non quello di favorire, in tutti i modi, i propri referenti politici e grandi elettori come: Confindustria, Banche e Finanza ed altri faccendieri simili. Che mal si conciliano con gli interessi dei lavoratori e dei cittadini in genere ed è strano che tanti, di essi, si siano lasciati incantare dalle sirene della propaganda di questa becera destra italiana che faceva leva sulla questione della sicurezza per carpire consensi. In questo modo si sono riposti gli interessi dei lavoratori in cambio di qualche pagliacciata strombazzata a reti unificate contro l'immigrazione clandestina, madre di tutti i mali che asfissiano l'Italia, istituendo il reato di clandestinità (escluse però le badanti per non dispiacere alla madre di qualche ministra) dimenticando che il vero male di questo Paese sono i poteri criminali organizzati quali: mafia, camorra e 'ndrangheta, ancora più forti e radicati di prima.
In molti hanno scritto dell'Almirante antisemita e dell'Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, ''nulla fermerà il dialogo con il PDL'') per mandarlo giù.
Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria.
Come sta la Chiesa cattolica? In quanto a potere temporale è più forte che mai. Nel rapporto con la società sembra in affanno.
Domenica 18 maggio Papa Ratzinger era in visita a Genova e siamo andati a curiosare, con sguardo laico ma non anticlericale. Abbiamo interpellato i partecipanti e, in un clima di devoto consenso, non sono mancati i dubbi e le perplessità. Divisa in due parti, ecco una sintesi video della giornata.
Si è da poco conlusa la visita di avvocati e alcuni esponenti politici all'interno del centro.
Non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino in C.so Brunelleschi.
Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori in muratura, più ''civile'' e più ''sicuro'' - nelle intenzioni della Prefettura - era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina.
Doveva essere un periodo di rodaggio.
Sessanta persone trattenute, che diventeranno 130 a lavori ultimati.
Sabato mattina alle 8.00, in quella che i detentuti definiscono ''Zona rossa'', cella numero ''2'' è stato trovato morto Hassan Nejl, trattenuto da dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal questore di Padova. "Era nel suo letto con la schiuma alla bocca - raccontano - abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L'hanno trattato come un cane".
Su questo Gianluca Vitale, avvocato, al termine della visita nel CPT.
[ audio 01 ]
Abbiamo raggiunto questa mattina Dario del ''Cso Gabrio'' di Torino dove ieri pomeriggio si è svolta una assemblea pubblica assieme ai cittadini migranti del quartiere.
La cronaca di quanto successo ed alcune riflessioni sul nuovo Cpt.
[ audio 02 ]
Italia. I poteri forti. Oggi pieghiamo la resistenza a Chiaiano e domani in Val di Susa e a Vicenza
«Se vogliamo fare i lavori della Tav, della base di Vicenza Dal Molin, il nucleare, il Ponte sullo Stretto, la discarica di Chiaiano diventa decisiva». Questa è «la posta in gioco» e «la credibilità di Silvio Berlusconi e del suo governo», scrive oggi il quotidiano della Fiat, La Stampa citando quello che nei giorni scorsi «hanno sussurrato i nuovi ministri del Popolo delle libertà».
Roma. Gli studenti occupano la Presidenza di Lettere contro una incursione dei fascisti alla Sapienza
"Prosegue l'occupazione della Presidenza della Facoltà di Lettere, iniziata questa mattina a mezzogiorno. Il Preside della Facoltà Pescosolido ha infatti confermato l'autorizzazione al convegno di Forza Nuova sulle foibe di giovedì 29 maggio, rifiutandosi di ritirarla e rimandando la questione al Rettore. Gli oltre cento studenti presenti, determinati ad ottenere la revoca, hanno quindi deciso di rimanere ad oltranza nell'ufficio, fino a quando non si avrà la notizia della cancellazione dell'iniziativa. "Se necessario - hanno dichiarato alcuni di loro - rimarremo qui anche stanotte. Nella Facoltà dove proprio dai fascisti nel 1966 è stato ucciso Paolo Rossi l'antifascismo non è valore secondario; impediremo con ogni mezzo lo svolgimento del convegno di una organizzazione neofascista che diffonde odio e idee xenofobe. Alcuni
risultati di questa propaganda li possiamo vedere tutti, da anni e negli ultimi giorni: gli assassinii di Renato Biagetti e Nicola Tommasoli, i pestaggi e le aggressioni come l'ultima avvenuta al Pigneto appena due giorni fa. Non arretreremo di un passo - concludono - e pretendiamo dal Preside la cancelazione dell'iniziativa." Restano confermati il presidio e il blocco della Facoltà organizzato dagli studenti per giovedì 29 mattina alle 9.00 per bloccare la conferenza."
Studenti e studentesse antifasciste di Lettere
Cosa diavolo prende a questi ragazzi, da massacrare madri e donne anziane come fossero pericolosi terroristi? Come è possibile? Gli danno qualche droga, per renderli a tal punto insensibili?
Secondo me, invece, è una collaudata strategia da attuare con precisione scientifica. Vediamo come funziona (ormai possiamo farcene un'idea abbastanza plausibile, dati i precedenti):
-C'è una ribellione popolare che coinvolge un'intera zona, cittadini qualsiasi, famiglie, amministratori pubblici. Spesso c'è un presidio permanente mantenuto da queste persone.
-Passo 1: si attacca inaspettatamente il Presidio. Lo scopo è unicamente quello di terrorizzare i presenti, gente qualsiasi e non ultrà avvezzi ai moti di piazza. Per terrorizzarli ben bene, si attaccano i più indifesi: donne, anziani, (**) giovanissimi. Si consente che le immagini relative siano diffuse dai media.
-Risultato: l'attività di ribellione e il presidio si ridimensionano. I padri di famiglia non consentono più che mogli e madri partecipino ai presidi, le stesse donne temono per sé stesse e i loro figli. A questo punto, a presidi e manifestazioni partecipano solo giovani uomini. Intanto, le immagini diffuse hanno fatto sì che nel luogo arrivino politici di professione e attivisti di altre "zone calde", confluiti per portare solidarietà e aiuto.
-Passo 2: a questo punto, la fregatura è servita. Ai prossimi scontri, i giovani uomini rimasti reagiranno. Gli attivisti parteciperanno. E sarà facilissimo trasformare quella che era una protesta popolare di cittadini in un presidio di rivoltosi, blac bloc, autonomi e pseudo terroristi. Le vecchiette non ci sono più, verranno diffuse le immagini dei ragazzi col volto coperto. Qualche molotov piazzata alla bisogna, qualche amico infiltrato, aiuteranno.
-Risultato: fine dell'appoggio popolare alla protesta. Arresti tra "gli autonomi". I media, che pochi giorni prima mostravano le manganellate, ora parlano di "infiltrazioni estremiste". I sindaci ci cascano e "si dissociano dai violenti", il fronte popolare si spezza tra le polemiche.
La strategia ha funzionato. E quindi no, non è sadismo.
Dal corteo di Chiaiano l'appello ad una mobilitazione nazionale per domenica 1 giugno, a Napoli
"Così ho visto i poliziotti scatenati picchiare donne e persone anziane"
Ecco il racconto di una docente di Storia testimone oculare degli scontri dell'altra sera davanti alla discarica di Chiaiano Sabato 24 maggio 2008
"Ho avuto la netta sensazaione che tutto fosse preordinato. Una carica non motivata La gente aveva le braccia alte, quelli strappavano gli orologi per farle abbassare"
NAPOLI - Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".
Ecco il racconto della professoeressa Di Guida
"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".
"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".
"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".
Elisa Di Guida
(docente di Storia e Filosofia - Napoli)
Giovedì 22 maggio 2008 Rettifica programma incontro 24 maggio
Causa lutto in famiglia Ali Rashid - diplomatico palestinese e membro dell'OLP - non sarà presente all'incontro di sabato. I Giovani Comunisti di Schio gli comunicano tutta la loro solidarietà umana più sincera.
Al suo posto sarà presente Maurizio Musolino - giornalista de "La Rinascita" e membro del Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila.
ore 16,30 : proiezione del documentario "LIBANO E PALESTINA: DUE POPOLI IN LOTTA CONTRO L'IMPERIALISMO "
a cura del Collettivo L'Altralombardia-Su la testa
subito dopo : approfondimento con Maurizio Musolino - giornalista de "La Rinascita" e membro del Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila
ore 20,00 : cena etnica a cura dell'associazione "Il Mosaico"
COSTO EURO 15 A PERSONA
X INFO E PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA inviare una mail a prcschio@libero.it
SABATO 24 MAGGIO presso il circolo operaio "Il Bruco" di Magrè i Giovani Comunisti di Rifondazione di Schio propongono un incontro dal titolo "Resistenza, lavori in corso" per affrontare il tema della resistenza palestinese e le cause della sofferenza di un popolo che sembra ormai essere stato abbandonato dai più del pianeta. La giornata si aprirà alle ore 16 con la proiezione del documentario "LIBANO E PALESTINA: DUE POPOLI IN LOTTA CONTRO L'IMPERIALISMO " a cura del Collettivo L'Altralombardia-Su la testa. Successivamente sarà approfondita la questione tramite un'intervista rivolta al diplomatico palestinese e dirigente dell´Olp Ali Rashid. In serata, a partire dalle ore 20, cena etnica a cura dell'associazione "Il Mosaico". L'obbiettivo dell'evento è quello di riaccendere il dibattito sulla situazione palestinese in un momento in cui politici e media si piegano supinamente agli interessi israeliani e statunitensi nella regione mediorientale, rifiutando ogni tentativo di criminalizzare la resistenza e bollarla come terrorismo, sostenendo la lotta di un popolo per i propri diritti e la propria dignità
Duri scontri nei pressi delle cave della paventata discarica a Chiaiano. Lancio di pietre da parte dei manifestanti contro la polizia, e cariche degli agenti in assetto antisommossa per forzare il blocco stradale. Cresce di minuto in minuto la tensione sul fronte della protesta contro l'apertura della discarica.
Sono stati lanciati alcuni lacrimogeni, mentre il fronte dei manifestanti è stato spinto dalle forze dell'ordine all'indietro, nel tentativo di forzare il blocco. Ci sarebbero alcuni contusi. Un autobus è stato dato alle fiamme ma il rogo è stato spento subito da un poliziotto. I manifestanti parlano di più persone ferite, e riferiscono che alcuni dei partecipanti al blocco stradale sarebbero stati condotti in camioncini e auto delle forze dell'ordine.
Sono dieci i siti, indicati nel decreto legge, in cui potranno essere realizzate discariche. Non ci sarebbe Parapoti, in provincia di Salerno, sulla cui chiusura definitiva si era impegnato lo stesso Napolitano. E non vi sarebbero, ma conferme ufficiali non ce ne sono, neanche quei siti che hanno già dato il loro contributo negli ultimi anni, come Difesa Grande ad Ariano Irpino e Taverna del Re a Giugliano.
Chiaiano. Sette fermati tra i dimostranti. Nove i feriti tra agenti e manifestanti. Pestato anche un giornalista del TG 3 Fonti della questura riferiscono che sette dimostranti sono stati fermati per essere condotti in questura. La loro posizione verrà poi valutata per decidere se arrestarli oppure rilasciarli. Per ora il bilancio è di un carabiniere ferito e quattro poliziotti contusi. E quattro sono anche i dimostranti rimasti feriti. "Un agente mi ha prima bastonato e poi ha prelevato la mia telecamera". E' quanto ha raccontato ai colleghi giornalisti l'inviato del Tg3 Romolo Sticchi, che sta seguendo gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Chiaiano.
vi inviamo le locandine delle prossime iniziative in programma.
VENERDI' 23 MAGGIO 2008 ore 20,30 ai Chiostri di Santa Corona a Vicenza
COMUNISTE E COMUNISTI : COMINCIAMO DA NOI
Parteciperanno : Mariano Trevisan, Manlio Dinucci, Walter Lorenzi, Giovanni Baron, Gianluigi Pegolo e Oliviero Diliberto.
Vi aspettiamo numerosi.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO "P.TRESSO" SCHIO
Pacchetto sicurezza - Un dispositivo ottocentesco nato strutturalmente in crisi
Intervista al Prof. Sandro Chignola Università di Padova
Un primo commento non può esimersi dal valutare questo perseguire in maniera lucida e maniacale l'idea di una differenziazione del soggetto di diritto, cosa assolutamente aberrante dal punto di vista della logica costituzionale, con l'idea per esempio di istituire un commissario ai ROM che già differenzia e circoscrive un intero popolo. Da questo punto di vista possiamo valutare i dispositivi messi in campo con il ''pacchetto sicurezza''
Italia. Il governo militarizza la gestione dei rifiuti. Carcere per chi manifesta contro le discariche
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per affrontare l'emergenza rifiuti in Campania e ha dato via libera alla nomina del capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'emergenza rifiuti. Il Cdm ha individuato anche le discariche che dovranno essere aperte, i nomi per ora restano segreti. I siti, le aree e gli impianti connessi all'attività di gestione dei rifiuti vengono dichiarati aree di interesse strategico nazionale, presidiate dalle forze armate per garantire l'assoluta protezione dei siti.
"Non saranno accettate azioni di parte di minoranze che possono bloccare aeroporti, ferrovie, discariche: in questi casi lo Stato deve intervenire usando la sua forza", ha detto Berlusconi. Chiunque si renderà promotore di disordine contro la realizzazione di discariche in Campania rischia fino a 5 anni di carcere. Lo ha annunciato il premier sottolineando che invece chi acceda o impedisca la realizzazione delle discariche rischia da tre mesi a un anno di carcere.
Rifiuti. A Taverna del re mandano a dire: "Non ci fermano per decreto"
''Se questo governo ha deciso che chi protesta deve essere trasformato in delinquente da tenere in cella ne prendiamo atto. Se verranno assunte decisioni sbagliate noi pero' non ci fermeremo, anche a costo di farci arrestare''. Carla Ruggiero, dell'associazione ''Napoli Vive, io la difendo'', e' stata tra i protagonisti della dura protesta condotta per
mesi per chiedere la chiusura del sito di stoccaggio delle ecoballe in localita' 'Taverna del Re'; sito che ha ingoiato circa due milioni di balle nauseabonde di spazzatura. ''Nel corso della nostra protesta - dice ancora Ruggiero - non c'e' mai stato l'uomo contro l'uomo. Noi stessi abbiamo isolato qualche facinorosi ma non si puo' ridurre al
silenzio, per decreto, chi legittimamente protesta''. ''Vorrei solo ricordare che grazie alle proteste di tanta gente pacifica - conclude - sono state riviste tante scelte che si ritenevano giuste e che poi si sono rivelate sbagliate''
Repressione e violenze fasciste contro i giovani comunisti della Repubblica Ceca
Gli sviluppi dopo la messa al bando del KSM
16/05/2008
Facciamo sentire la nostra solidarietà ai giovani comunisti della Repubblica Ceca, vittime, oltre che della repressione statale e della violenza fascista, anche dell'indifferenza di tanta parte dei governi, dei parlamenti e dell'opinione pubblica dell'Unione Europea, firmando l'appello internazionale in http://4ksm.kke.gr
Il PC del Venezuela condanna la nuova aggressione contro Chavez
L'impero utilizza come agente il governo colombiano
L'ufficio politico del Partito Comunista del Venezuela ha condannato il nuovo attacco che l'imperialismo ha sferrato contro il Presidente Hugo Chavez Frias e il processo rivoluzionario bolivariano. Così si è espresso in una conferenza stampa il segretario generale del partito, Oscar Figueras.
Il dirigente ha affermato che questa nuova ''offensiva mediatica'' ha come agente il governo colombiano che strumentalizza presunti computer trovati al leader assassinato delle FARC-EP, Raul Reyes, ''recuperati dopo l'azione militare e l'assassinio del quadro dirigente delle Forze Armate di Colombia FARC-EP, commesso dall'esercito colombiano con il sostegno del governo nordamericano'', ha dichiarato Figueras.
In questa occasione, l'Ufficio Politico del Partito Comunista si unisce ai settori nazionali e internazionali che condannano la nuova aggressione imperialista, e rivolge un appello al movimento comunista mondiale perché stia all'erta nei confronti dell?imperialismo che, in America Latina, sta cercando di arrestare, con qualsiasi mezzo, i processi democratici e progressisti in corso nella maggioranza dei paesi.
''Questo è un nuovo episodio della battaglia per la liberazione dei nostri popoli. Noi siamo però convinti che il processo rivoluzionario continentale alla fine otterrà la vittoria''.
La chiamavano Lucania Felix. Ma c'è ben poco di cui essere felici nella Basilicata che Carlo Vulpio, giornalista del Corriere, racconta nel libro ''Roba Nostra'' (ilSaggiatore).
Superato il metodo della tangente, le nuove galline dalle uova d'oro sono i finanziamenti pubblici, meglio se europei. Nascono delle società, viene presentato un progetto che rilancerà l'economia locale, si promettono nuovi posti di lavoro. Si incassano i fondi, si arricchiscono i soliti noti, e se qualcuno si lamenta o addirittura indaga, viene minacciato, delegittimato, allontanato. E' questa, a grandi linee, la storia di Luigi de Magistris. Centinaia di milioni di euro che una sorta di nuova massoneria, un'associazione a delinquere composta da politici, imprenditori, ma anche da magistrati e rappresentanti delle forze dell'ordine, fa sparire a scapito di uno sviluppo che non arriverà mai.
La trama è fittissima, la copertura quasi totale. Quando le indagini dei carabinieri coinvolgono alcuni magistrati, la procura manda la polizia a sequestrare le carte. A Policoro c'è mancato davvero poco che non si aprisse il fuoco, tra polizia e carabinieri. Se un giornalista fa il suo mestiere, lo pedineranno, lo intercetteranno e lo perquisiranno accusandolo di ''associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa''.
Quando politici, imprenditori e magistrati hanno comuni interessi economici, quando diventano soci, la cosa pubblica non può che diventare la loro terra di Bengodi.
Di fronte all'avidità di certi personaggi, pronti ad indossare qualunque casacca, le ideologie, il bipolarismo, le strategie di partito non hanno più senso. Bisogna ripartire dalla distinzione tra buoni e cattivi, tra comportamenti giusti e comportamenti deprecabili. Il resto è sovrastruttura, trastullo per anime belle.
Da leggere!
P.S. QUI trovate la presentazione del libro al salone di Torino. Con l'autore intervengono, tra gli altri, Antonio Ingroia e Clementina Forleo
Per non sbagliarsi, questa volta il grande impunito di avvocati personali in parlamento se n'è portati tre: Ghedini, Pecorella e Piero Longo. Che cosa escogiteranno per salvare lui e il suo braccio destro siciliano dai processi rimasti aperti? Lo sapremo nelle prossime settimane. Terminata l'emergenza, potranno completare l'opera con tranquillità, a cominciare da una legge contro le intercettazioni telefoniche. Parte da qui Peter Gomez per commentare l'attuale fase politica. L'ha intervistato a fine aprile Franz Baraggino. Tra i temi affrontati: le responsabilità del centrosinistra in materia di giustizia e nella selezione dei candidati, la necessità di una nuova legge elettorale che restituisca un minimo di diritto di scelta ai cittadini, la gestione affaristico-clientelare del potere in Sicilia, il discutibile curriculum di alcuni esponenti politici come Salvatore Cintola, dell'Udc.
Bush. A Roma l'11 giugno. Annunciata manifestazione
Mercoledi 11 giugno il presidente degli Stati Uniti George Bush sarà a Roma per incontrare il nuovo premier Berlusconi - suo fedelissimo alleato - e il Pontefice. Le organizzazioni del movimento No War - coalizzatesi nel Patto permanente contro la guerra - hanno già annunciato che saranno in piazza per riaffermare che per loro Bush è "un ospite non gradito". I No War danno indicazioni per un corteo ed hanno già richiesto alla Questura di Roma Piazza della Repubblica (Il percorso dettagliato sarà concordato nei prossimi giorni) e invitano tutti coloro che non potranno partecipare alla manifestazione dell'11 giugno a Roma essendo giorno lavorativo, di organizzare contenporaneamente manifestazioni sotto le sedi dei consolati e delle basi militari USA nelle varie città italiane.
Per sabato 24 maggio il Patto contro la guerra ha convocato un incontro nazionale a Roma in cui si analizzeranno gli "scenari della guerra globale e ruolo dell'Italia". In quella sede si discuterà anche dei preparativi della manifestazione contro la visita di Bush a Roma. Il 2 giugno è prevista invece una manifestazione a Napoli per lo smantellamento delle basi militari USA/NATO nel nostro paese.
PROGRAMMA DI LOTTA ALLE PANDEMIE NEGLI USA: LASCIATE MORIRE I VECCHI, I MALATI E I POVERI
DI LARRY CHIN
Mondialisation
Il Department of Homeland Security [in italiano: Dipartimento di Sicurezza Interna] creato da Bush-Cheney, di concerto con i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) [ndt: Centri di prevenzione e di controllo sulle malattie] e con il Department of Health and Human Services (HHS) [ndt: Dipartimento della Salute e dei Servizi Sociali] ha fissato le direttive da attuare in caso di ''pandemia'' o di crisi nazionale, stabilendo che i vecchi, i malati, i feriti gravi e i poveri debbano vedersi rifiutato ogni trattamento medico salva-vita.
Potete consultare tutti i dettagli in questo reportage [in inglese] dell'agenzia «Associated Press » pubblicato dal San Francisco Chronicle:
http://www.sfgate.com/cgi-bin/article
Le procedure proposte, destinate a servire da programma generale per gli ospedali da un capo all'altro degli Stati Uniti, raccomandano principalmente che le persone giudicate ''ad alto rischio di morte'' e che abbiano una ''scarsa possibilità di sopravvivenza'' non possano usufruire dei servizi e delle ''risorse limitate'', indicate dai responsabili designati.
In maniera più precisa, coloro che non avranno diritto ad alcun aiuto saranno:
- le persone con più di 85 anni;
- le persone che riportano traumi gravi, inclusi i feriti da incidente o da arma da fuoco;
- gli ustionati gravi;
- le persone con problemi mentali (il morbo di Alzheimer);
e infine
- le persone che soffrono di malattie croniche polmonari o cardiache, o di diabete.
In altre parole, le persone più svantaggiate saranno abbandonate alla loro sorte.
Da parecchi anni ad oggi, siamo stati testimoni dello svisceramento e della militarizzazione degli Stati Uniti nonché del ricorso sistematico al controllo totale sulla popolazione: la creazione del « Department of Homeland Security », l'annientamento dei diritti e delle libertà civili, le elezioni orchestrate, lo spionaggio dei cittadini nel loro Paese insieme alle riduzioni e al razionamento sempre più aggressivo dei servizi per il sociale e per la salute.
Mentre il mondo affonda sempre più profondamente nella crisi (che sia creata ad arte o naturale), passando per l'interminabile guerra mondiale, per gli stravolgimenti economici fino alle penurie energetiche e alimentari, questo nuovo programma è un ulteriore prova che i poteri in gioco stanno preparando (e/o pianificando) una riduzione della popolazione.
Non è nient'altro che l'eugenetica, ossia una « pulizia degli inadatti » che Hitler e i suoi seguaci sognavano e che è oggi patrocinata dall'amministrazione Bush-Cheney e docilmente realizzata da legioni di subalterni, ai quali in pochi si oppongono.
Dall'appello di Firenze alla mozione dei 100 Circoli
RIFONDARE UN PARTITO COMUNISTA PER RILANCIARE LA SINISTRA, L'OPPOSIZIONE E IL CONFLITTO SOCIALE
Siamo iscritte e iscritti del Prc che hanno sostenuto mozioni diverse al precedente congresso di Venezia. Mettendo in atto un processo democratico e partecipato ci siamo uniti attraverso l'appello dello scorso autunno ''Un congresso per rilanciare i movimenti e l'autonomia del Prc'', promosso da 100 circoli, che ha raccolto migliaia di firme in tutta Italia di segretari di circolo, di federazione, dirigenti e militanti di base.
LE MULTINAZIONALI GUADAGNANO MILIARDI GRAZIE ALLA CRESCENTE CRISI ALIMENTARE
Gli speculatori sono accusati di far alzare i prezzi dei cibi fondamentali mentre 100 milioni di persone affrontano una grave carenza di cibo
The Independent on Sunday può rivelare che i giganti del business agricolo stanno ricavando guadagni e profitti sempre crescenti dalla crisi alimentare mondiale che sta portando milioni di persone verso la morte per fame. E la speculazione sta aiutando a portare i prezzi degli alimenti base fuori dalla portata degli affamati.
La cultura di massa del nostro tempo, quella reale di chi non legge né giornali né libri (2 italiani su 3), è il risultato dello sversamento nei cervelli di valori non teorici, ma assorbiti dalla realtà, attraverso lo sport, la musica, la moda, la TELEVISIONE, fenomeni che vengono gestiti da cervelli raffinatissimi e sostenuti da imperi finanziari che hanno degli scopi precisi, teorizzati e applicati dalla ideologia piduista.
per una Verona libera dall'odio, da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo e dall'ignoranza
PULMANN N° 1 :
IN PARTENZA DA BASSANO alle ore 13,00
FERMA AL CASELLO DI VICENZA OVEST ( ZONA FIERA ) alle ore 13,30 circa
E AL CASELLO DI MONTECCHIO MAGGIORE alle ore 14,00 circa
PULMANN N° 2
IN PARTENZA DA SCHIO alle ore 13,30 ( piazzale delle corriere - p.zza Divisione Acqui )
FERMA A VALDAGNO STAZIONE DELLE CORRIERE alle 13,45 circa
COSTO VIAGGIO EURO 10,00 a persona
X INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI DEGLI ULTIMI POSTI DISPONIBILI TELEFONARE AL 347/0158028
viste le numerose richieste per partecipare alla manifestazione Antifascista prevista per sabato 24 maggio 2008 a Verona, la Federazione di Vicenza del PRC ha organizzato un secondo PULMANN.
Ad oggi sono disponibili ancora 20 posti.
Il costo di partecipazione è di Euro 10 a persona.
I due pulmann fermeranno a Bassano del Grappa, Schio, Valdagno, Vicenza e Montecchio.
Se intendete prenotare fatelo subito inviando una mail a : prcschio@libero.it
oppure telefonando al 347/0158028.
Per motivi organizzativi ci dovrete indicare nome, cognome, numero telefonico e il luogo dove volete salire.
grazie per l'attenzione
Anzolin Gianmarco
Responsabile Organizzazione PRC
Federazione di Vicenza
innanzitutto vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno sottoscritto l´appello e che stanno promuovendo ed organizzando iniziative di presentazione su tutto il territorio nazionale. Non era affatto scontato. Ed anche il fatto che i temi posti da questo appello stiano attraversando il dibattito dei partiti della sinistra (a partire proprio da Rifondazione Comunista e dal Pdci), ci dice che l´obiettivo è stato colto. Il fatto poi che tantissime adesioni sono di giovanissimi o compagne e compagni non iscritte a nessun partito, ci dice di quanto forte sia oggi il bisogno di una "casa comune dei comunisti", anche a fronte della necessità di costruire una forte opposizione alle politiche antisociali che il governo Berlusconi si appresta a fare.
Tante sono le e-mail giunte alla nostra casella di posta e tanti i suggerimenti, i commenti e gli interventi postati sul nostro blog. Ora si tratta di dare corpo ad una organizzazione e presenza strutturata sul territorio. Sarebbe utile pertanto, come tante/i di voi hanno infatti suggerito, creare dei comitati di sostegno dell´appello Comunisti Uniti, su tutto il territorio, a partire dal livello regionale ed organizzare quindi presentazioni, conferenze stampa, assemblee ed iniziative.
Nei prossimi giorni verranno create mailing list regionali dei sottoscrittori dell´appello, dove sarà quindi possibile conoscersi e tenersi in contatto (invitiamo quindi anche tutte/i coloro che non hanno sottoscritto, ma che scrivono sul blog ad iscriversi).
Saranno organizzate assemblee di presentazione dell´appello (vi informeremo di volta in volta), che saranno una utile occasione per costituire i comitati di sostegno all´Appello.
Affinché però tutto questo possa realizzarsi, è necessario che arrivino nuove adesioni all´appello, affinché continui a crescere numericamente e qualitativamente. Perché ciò sia possibile, è necessario che ciascuno di voi raccolga, entro il 30 maggio, almeno 10 firme. È un impegno minimo ma denso di significato. Questo appello, affinché sia conosciuto, ha bisogno di essere popolarizzato, fatto conoscere. È un lavoro paziente ma necessario. Inviate l´appello a tutti i vostri contatti ed amici, chiedetegli di sottoscriverlo, fatelo girare nelle vostre mailing list o inviatelo a casa dei compagni che conoscete. Questa importantissima iniziativa ha bisogno del contributo di tutte/i: cominciamo da noi!
Normalizzare il berlusconismo: questa è la linea. Che cosa vuol dire? In pratica accettare che l'Italia abbia un padrone. Che sa anche essere tollerante e perfino generoso con chi non gli manca di rispetto. A dettarla sono le guardie bianche di Berlusconi, ovvero gli editorialisti del Corriere della Sera. Panebianco, Battista, Galli Della Loggia.. Essendo anime servili, questi sedicenti liberali non vedono lo scandalo. E dunque plaudono a un Paese finalmente pacificato, esortano a farla finita con il ''giustizialismo'', incoraggiano l'opposizione a deporre l'ascia dell'antiberlusconismo, predicano la via del dialogo e delle riforme, in nome dei superiori interessi del Paese. Da sempre abituati a negoziare sui principi e prima di tutto tesi a sopravvivere, i ''riformisti'' del pd non hanno certo bisogno di consigli. Rappresentano già l'opposizione ideale, che il nano s'è plasmato in quindici anni di duro lavoro. Fuori dal parlamento la cosiddetta sinistra radicale, l'opposizione intransigente a Berlusconi è ridotta alla voce di Antonio Di Pietro più qualche cane sciolto. Non fa piacere ammetterlo, ma è così. Lo dimostra il suo intervento di ieri alla Camera, interrotto dai fischi e dagli strepiti dei paladini della libertà. Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l'assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa. Sarà molto dura risalire la china.
Ampliamento dell'inceneritore:
UNA SCELTA IRRESPONSABILE
Perché la termodistruzione dei rifiuti, in particolare in unìarea già satura di elementi nocivi quale la nostra, reca con sé inevitabilmente rischi per la salute della popolazione e per l'ambiente; e pertanto lìincenerimento dei rifiuti solidi urbani, in considerazione del principio ììprecauzionaleìì o ììcautelativoìì presente nelle leggi nazionali ed europee, va limitato e smantellato in tempi brevi.
Perché i costi dellìincenerimento sono enormi: in termini di : 1.costi per la costruzione e la gestione degli impianti, che lavorano in perdita e si sostengono grazie ai CIP6 o certificati verdi che paghiamo noi in bolletta Enel; 2. utilizzo di materie prime ed energia per la produzione di materiali che con lìincenerimento vengono distrutti, anziché riusati e riciclati; 3. di costi umani e per la salute.
Perché il termovalorizzatore non esiste: un inceneritore è solo un impianto il cui scopo è smaltire i rifiuti bruciandoli in modo da ridurne il volume; il recupero energetico, che si traduce in produzione di energia elettrica e termica (teleriscaldamento), è imposto dallìUE per recuperare almeno in parte lìenergia persa nella combustione dei rifiuti, che è comunque di gran lunga superiore.
Perché lìinceneritore di Cà Capretta attualmente brucia una quantità di rifiuti doppia rispetto a quanto prodotto dai 38 comuni che fanno parte della società Ava s.r.l ; gli altri rifiuti trattati arrivano da altri bacini e una buona parte sono rifiuti ospedalieri (molto pericolosi) provenienti un poì da tutto il Veneto. Una volta raddoppiata la linea 1, (da 36 a 72 tonnellate al giorno) occorre chiederci dove andremo a prendere ancora rifiuti da bruciare: vogliamo diventare la pattumiera dellìintera provincia?
Perché le alternative esistono. In tutto il mondo sta prendendo piede il trattamento meccanico biologico (TMB) perché è il miglior sistema di smaltimento dei rifiuti. Oggi i rifiuti possono essere trattati con metodi alternativi, che evitano i principali pericoli per la salute dellìincenerimento, e sono di gran lunga più economici in termini reali.
Lunedì 19 maggio, dalle 18.00 in poi Il Consiglio Comunale di Schio deciderà sullìapprovazione del Piano Industriale A.V.A, che prevede il raddoppio della linea 1 dellìinceneritore di Cà Capretta.
INVITIAMO TUTTI I CITTADINI E LE CITTADINE A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE
Martedì 20 maggio, ore 20.30, piazzetta Garibaldi
Incontro con il Prof. Gianni TAMINO, biologo, docente dell' Università di Padova, per parlare della QUESTIONE RIFIUTI: quali rischi? quali soluzioni? quali scelte migliori per il futuro?
NESSUN KG DI RIFIUTI IN PIU? DEVE ESSERE BRUCIATO A CA' CAPRETTA!
assembleadeicittadini.org
''IL CASO SERGIO'' La ricostruzione di un movimento scissionista nel cuore delle Brigate ''Garemi''
Nella prima decade dell'agosto del 1944 ''Sergio'', il comandante della Brigata ''Garemi'', veniva sostituito nelle sue funzioni da Nello Boscagli ''Alberto'' che fino a quel momento era stato il suo Commissario Politico.
Questa sostituzione, che Trivellato definì ''manovra di palazzo'', provocò serie ripercussioni all?interno della Brigata, nel frattempo divenuta Gruppo di Brigate. Queste ripercussioni svelarono retroscena inquietanti che contrapposero le Brigate Garibaldine alle Brigate Autonome, con gli inglesi della Missione ''Freccia'' in una posizione se non decisamente bifida, certamente non chiarissima.
Ugo De Grandis ha sviscerato, documenti alla mano, questa intricata e perico-losa vicenda che mise seriamente a repentaglio l'esistenza della ''Garemi'' come formazione partigiana Garibaldina.
L'autore
UGO DE GRANDIS
e
GIUSEPPE PUPILLO Venerdì 9 maggio 2008, alle ore 20.30,
presso il Palazzo ''Toaldi-Capra'' - via Pasubio, Schio Coordinerà la serata il Prefatore EZIO MARIA SIMINI
Dalle dichiarazioni di Fini, l'inaffidabilità democratica della destra
Siamo appena alle prime battute del nuovo governo Berlusconi e già cominciano le prime dichiarazioni inquietanti di esponenti del centro destra.
Oltrepassando i limiti del proprio ruolo istituzionale Fini si è lasciato andare a dichiarazioni inaudite sul pestaggio a morte subito dal giovane di Verona ad opera di un gruppo di neonazisti.
Anziché condannare categoricamente quel episodio, segnalando il permanere di fenomeni di delinquenza che si annidano nell'estremismo di destra, il neo presidente della camera non ha trovato nulla di meglio che fare un parallelo del tutto assurdo con le manifestazione di protesta di Torino, per l'invito di Israele alla fiera del libro.
Quasi che una manifestazione di protesta fosse paragonabile con l'assassinio di un giovane.
Non sappiamo perché Fini l'abbia fatto. Forse per riconfermare la sua piena adesione alla politica dello stato di Israele.
Quel che è certo è che la cultura democratica non si è ancora afferamata nelle file della destra, neppure fra i suoi esponenti di spicco e ciò costituisce un pericolo per le istituzioni del nostro paese.
UN COSIDDETTO ONOREVOLE
di Germano Monti (Forum Palestina)
Dopo aver letto le dichiarazioni del cosiddetto Onorevole Gianfranco Fini, c'è da chiedersi se siano state rilasciate in piena facoltà di intendere e di volere, o se siano state dettate da un particolare stato di allucinazione. Nel secondo caso, poco male, anche se non è bello che la terza carica dello Stato entri in stato di ebbrezza nelle case di milioni di cittadini; nel primo caso, invece, bisogna preoccuparsi, e molto, perché sarebbe la dimostrazione che sotto la cipria democratica ribolle un'anima squadrista, la stessa dei criminali che hanno pestato a morte Nicola Tommasoli. Poco importa se gli assassini abbiano agito in nome di qualche ''riferimento ideologico'' o per pura bestialità; questo, saranno le inchieste a stabilirlo (speriamo). Quello che conta è che la terza carica dello Stato ritiene che un gesto simbolico e una protesta democratica, se rivolti contro lo Stato di Israele, siano molto più gravi di un omicidio.
Dato che non si tratta dell'opinione di un ubriacone da osteria, ma di quella del Presidente della Camera dei Deputati, siamo obbligati a prenderla sul serio ed a chiederci se non si tratti di una sorta di ''via libera'' a chi, magari, vorrebbe trasformare la manifestazione di Torino contro l'invito, quale ''ospite d'onore'', ad uno Stato che ha violato e viola sistematicamente ogni norma del diritto internazionale ed umanitario, in una riedizione della macelleria messicana di Genova 2001.
Di fronte ad un simile scenario, la cosa peggiore da fare sarebbe quella di lasciarsi intimidire: al contrario, è importante che a Torino, sabato 10 maggio, scendano in piazza gli amici del popolo palestinese, della pace e della giustizia, quelli che pensano che una vita sia quella di un ragazzo veronese o quella di uno shebab palestinese valgono infinitamente di più di un pezzo di stoffa, e che il diritto di manifestare anche contro lo Stato di Israele non è nella disponibilità del cosiddetto Onorevole Gianfranco Fini. Il diritto di manifestare e di esprimere liberamente le proprie opinioni questo Paese se lo è conquistato con lunghe e dure battaglie , anche sanguinose, contro gli antenati politici del cosiddetto Onorevole Fini: portiamo questa consapevolezza nella piazza di Torino.
Il 2 aprile u.s. http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990.
Lentini, Carlentini, Francofonte. Un triangolo di pochi ettari al confine tra le province di Catania e Siracusa nel quale da oltre venti anni si registra un numero abnorme di patologie, soprattutto di leucemie. Un rebus che nessuno e' ancora riuscito a risolvere ma che porta ad un incidente del 1984, quando un aereo proveniente dalla base Usa di Sigonella...
1 maggio a Torino: l'opposizione sociale contesta Bertinotti e lancia la manifestazione del 10 maggio!
Un corteo diverso dal solito quello del primo maggio torinese, ma come tutti gli anni riflette il clima politico e sociale del momento, divenendone specchio esemplificativo della realtà. Facce depresse, partecipazione minore, scoramento post elettorale. Non per tutti però, dopo i partiti come sempre prendeva vita lo spezzone sociale, composto dai centri sociali, dagli studenti e dalle studentesse, dal sindacalismo di base, dalle associazioni di solidarietà internazionale. "Fuori dai partiti, fuori dalle istituzioni, dentro le lotte" erano le parole d'ordine con cui è stato indetto il primo maggio dell'opposizione sociale, e per tenerne fede la manifestazione si è subito imposta nei confronti dei partiti oramai extraparlamentari, contestando al passaggio l'ex presidente della camera Fausto Bertinotti, distintosi non solo per l'alto valore e fedeltà nei confronti dello stato e delle istituzioni (sulla pelle di tutti), e nemmeno solo per i danni che ha procurato il suo operato alla sinistra frammentandola definitivamente, ma anche per la sua posizione dichiarata sul salone del libro, dicendo che vi parteciperà proprio perché Israele sarà ospite d'onore, contestando il boicottaggio e chi lo pratica.
La contestazione è arrivata all'improvviso tentando di raggiungere l'ex presidente con alcune foto delle ultime vittime palestinesi per mano israeliana, ed ha incontrato un insolito connubio a tentare di respingerla: un cordone di 5 stipendiati di Rifondazione, Pd e Digos.
Il corteo è proseguito portando con se le motivazioni della contestazione e le ragioni del boicottaggio del salone del Libro, entrando nel merito della solidarietà al popolo Palestinese e del perchè schierarsi contro Israele. Riscuotendo successo al suo passaggio il corteo è terminato in piazza San Carlo bruciando delle bandiere Israeliane e Americane, lanciando il corteo nazionale del 10 Maggio
1° maggio ad Amburgo. Scontri alla manifestazione antinazista
Violenti scontri sono scoppiati ad Amburgo a margine di una manifestazione del Primo Maggio: mentre circa 10mila dimostranti antinazisti sfilavano contro un corteo organizzato dal partito di estrema destra tedesco Ndp, formato da un migliaio di militanti, militanti della sinistra si sono scontarti con gli agenti di polizia. In poco tempo è scoppiata una vera guerriglia urbana: i mezzi della polizia sono stati danneggiati e dati alle fiamme. Si tratta - secondo la polizia - dei peggiori disordini avvenuti il Primo Maggio nella città tedesca. La polizia è stata bersaglio del lancio di bottiglie e pietre. Gli agenti hanno replicato con gli idranti e ci sono stati numerosi arresti tra i dimostranti e alcuni feriti tra le forze dell'ordine. Sono stati incendiati anche numerosi cassonetti delle immondizie e auto nel quartiere di Barmberk. Secondo alcuni testimoni, i contro-dimostranti sono stati nel frattempo accerchiati dalla polizia. Ci sono stati inoltre scontri tra sostenitori di destra e sinistra. I bus degli estremisti di destra, provenienti da tutta la Germania, sono stati praticamente demoliti. Persone con il volto coperto hanno costruito barricate con calcinacci e cartelli stradali che hanno poi incendiato. A bruciare anche un intero deposito di copertoni.
NECROLOGIO DI UN BIMBO CHE E' ANCORA NELLA MIA PANCIA
LETTERA AL PRESIDENTE NAPOLITANO
FONTE: LA REPUBBLICA
Egregio Presidente,
sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent'anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l'aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un'emozione bruciante, una felicità incontenibile. L'idea di aver concepito un figlio con l'uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare.
Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza.
La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti "lavoretti" che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese.
Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Quest'ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione.
Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d'amore. Scelsi la seconda strada. Scelsi l'amore! Scelsi l'amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c'è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!!
Ora però è diverso...!
Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d' ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui... Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente???
Si, questa è la vita!!! Qui non c'è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: "Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!".
Mi risparmi la retorica, perché è l'ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un'altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell'assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché "se c'è l'amore c'è tutto", io chiedo a queste persone: "Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???"
Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l'anima per sempre!!!
Ma c'è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE', per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?????????
Italia. La metà delle famiglie vive con meno di 15.000 euro all'anno
Oltre un italiano su due vive con meno di 15.000 euro l'anno: lo dicono le dichiarazioni Irpef rese disponibili in questi giorni. Su 40.74 mln di contribuenti oltre 22 mln (il 54,07%) dichiara 1.200-1.300 euro al mese. Risulta, inoltre, che sono poco piu' di 300.000 i 'Paperoni' del fisco, quelli che guadagnano piu' di 100.000 euro l'anno. Lo 0,l4% dei contribuenti (58.650) vive, poi, con oltre 200.000 euro annui. Il reddito medio degli italiani si attesta, invece, a 17.297 euro l'anno.
Ieri subito dopo il netto risultato vittorioso alle elezioni comunali di Roma alcuni sostenitori di Alemanno si sono riversati sulla scalinata del Campidoglio per festeggiare e hanno appeso uno striscione che racchiudeva in poche frasi il disastro compiuto da Veltroni.
Lo striscione infatti recitava: "Walter santo subito. Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi, con le elezioni politiche ha fatto uscire i comunisti dal Parlamento, candidando Rutelli ha fatto vincere la destra a Roma".
In effetti...
pur semplificando all'estremo ciò che è avvenuto negli ultimi 6 mesi, in quelle frasi è sintetizzata la sconfitta epocale del centrosinistra, della sinistra ''radicale'', ma soprattutto la sconfitta della strategia politica di Veltroni.
Infatti a quanto scritto sullo striscione va assolutamente aggiunto il fatto indiscutibile che Veltroni è riuscito nell'epica impresa di resuscitare un Berlusconi che a fine novembre, dopo la fallita spallata al governo Prodi e la fondazione sul predellino di un'auto del Popolo della Libertà, era ben avviato sul viale del proprio tramonto politico spinto dagli insulti che Fini e Casini gli rivolgevano parlando di ''comiche finali'', di ''ectoplasma'' in riferimento alla Casa della Libertà che in quel preciso momento praticamente non esisteva più.
E invece Veltroni, decidendo allora di aprire un canale privilegiato di dialogo con Berlusconi lo ha rimesso sul piedistallo riaffermando così quella leadership del Cavaliere che appunto gli era stata negata dai suoi alleati Fini e Casini, in quel momento considerati ormai ex alleati.
Ma Veltroni è andato oltre. Ancor prima della caduta di Prodi aveva deciso che il PD sarebbe andato da solo alle prossime elezioni, distruggendo quindi l'Unione che era ancora al governo del Paese. Era chiaro che a lui interessava solo consolidare al più presto la forza elettorale del PD facendo il vuoto alla sua sinistra e pescando voti al centro e per ottenere questo obiettivo gli serviva arrivare ad elezioni attraverso una rapida caduta di Prodi e un governo successivo di larghe intese con Forza Italia e UDC per riformare la legge elettorale, i regolamenti parlamentari e ridurre il numero dei parlamentari.
Ma questo piano si basava solo sulle false promesse che Veltroni aveva ricevuto da Berlusconi in caso di caduta del governo Prodi.
E infatti, appena caduto Prodi, il trio Fini-Berlusconi-Bossi si è immediatamente ricompattato e ha voluto assolutamente andare ad elezioni nel più breve tempo possibile lasciando Veltroni nella melma fino al collo, costretto ad imbarcarsi in un'avventura elettorale troppo ravvicinata nei tempi e a quel punto obbligatoriamente solitaria.
Quindi la strategia politica di Veltroni, perdendo così le sue fondamenta, ha provocato un effetto domino disastroso e fallimentare sotto tutti i punti di vista perché di certo c'è ben poco da rallegrarsi per quell'inutile 33% raggranellato dal PD alle elezioni; per non parlare poi della raffazzonata candidatura di Rutelli decisa ovviamente in quattro e quattr'otto anche contro la volontà dello stesso Rutelli che ha dovuto subirla.
In sintesi, Veltroni ha contribuito alla caduta di Prodi ( che infatti ha deciso non solo di non candidarsi più per il Parlamento ma se n'è andato anche dal PD sbattendo la porta ), si è fatto abbindolare dal bluff di Berlusconi che lo ha infinocchiato alla perfezione e ha perso pesantemente le elezioni politiche nazionali e quelle comunali di Roma.
Basta questo o è necessario qualcos'altro perché Veltroni si compri un biglietto di sola andata per l?Africa e cominci lì una nuova vita con un'impegnativa attività di volontariato?