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SCONTRI A ROMA: SI ATTUA IL PIANO COSSIGA?
Maroni e le istruzioni dettagliate

Scontri a Roma: la testimonianza diretta di Curzio Maltese

Roma - Scontri in Piazza Navona parte 1

Roma - Scontri Piazza Navona parte 2

Ricordate le parole di Cossiga nell'intervista a 'La Nazione'? Dice che "le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti (gli studenti e i docenti, ndr) in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano". Bhe, evidentemente qualcuno ha dato retta a Cossiga.

Nel video qui potete ascoltare la testimonianza di Curzio Maltese, diretto testimone degli scontri a Piazza Navona a Roma, secondo cui "gli incidenti sono stati provocati ad arte" da parte di provocatori "ignorati dalla polizia", la quale "ha sistematicamente manganellato gli studenti senza armi e ignorato gli altri". Sempre secondo Maltese, "i violenti non erano ragazzi e si muovevano come un gruppo abituato a fare queste cose".



Anche questo sistema di agire ci ricorda le parole di Cossiga: "Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri." Insomma, stando a quanto dice Maltese, sicuramente i giornali e i telegiornali parleranno solo degli scontri, nonostante ci fossero migliaia di persone che manifestavano pacificamente. Un modo, quindi, di demonizzare le manifestazioni e far credere all'opinione pubblica che la Gelmini stia dalla parte della ragione. Un nuovo G8?

Fonte: http://ilblogdinicolo.splinder.com/
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29.10.12008

PIAZZA NAVONA: APPLICATA LA LEGGE COSSIGA?

DA LIBEROREPORTER

Un gruppo di provocatori ha accerchiato e colpito a colpi di spranghe gli studenti che manifestavano pacificamente contro la legge Gelmini sotto la sede del Senato a Roma. Il tutto sotto lo sguardo delle forze dell?ordine.

Un gruppo di provocatori, composto da giovani fra i 25 e i 30 anni, si è presentato stamattina intorno alle ore 11 a Piazza Navona con un camion pieno di spranghe e mazze da baseball e ha picchiato selvaggiamente alcuni studenti che manifestavano sotto la sede del Senato contro la legge Gelmini. Scandaloso è che durante l'aggressione le forze dell'ordine prima sono rimasti in disparte e, successivamente, hanno cominciato a manganellare nel mucchio gli studenti dimenticandosi completamente del gruppo di provocatori che al grido di ''DUCE, DUCE'' continuava nella sua azione violenta.
Un aggressione che ai più ha dato la sensazione di essere stata organizzata ad arte e pianificata nei minimi particolari.
Ciò che appare singolare e inquietante è che l'episodio in questione si sia verificato a pochi giorni dalle dichiarazioni rilasciate dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e sulla scorta delle quali Liberoreporter aveva pubblicato un servizio che di seguito vi riproponiamo.
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Le esternazioni eversive di Francesco Cossiga

"Infiltriamo tra gli studenti universitari agenti provocatori e mettiamo a ferro e fuoco le città. Poi facciamo intervenire le forze dell'ordine senza pietà e mandiamo studenti e docenti tutti in ospedale".

L?Italia è ancora un Paese democratico?

Nei giorni scorsi (per la precisione il 23 ottobre), l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha rilasciato al ''Quotidiano Nazionale'', network che raggruppa le storiche testate giornalistiche de La Nazione, Il Resto del Carlino e il Giorno, un inquietante intervista i cui contenuti eversivi, ignorati per non si sa bene quali ragioni dalla stragrande maggioranza dei mezzi di informazione nonché dagli esponenti politici di entrambi gli schieramenti, dovrebbero essere oggetto quantomeno di una particolare attenzione da parte della magistratura penale.
Le dichiarazioni del cosiddetto presidente ''emerito'', proprio in ragione degli importanti e delicatissimi incarichi dallo stesso rivestiti durante alcuni dei momenti più bui e drammatici della storia dell'Italia repubblicana, non possono infatti essere liquidate come le esternazioni farneticanti di un anziano signore.
Nell'intervista in questione il senatore a vita, sulla scorta delle ultime dichiarazioni di Berlusconi il quale aveva minacciato l'uso della forza pubblica contro gli studenti che avessero avuto l'intenzione di occupare scuole e università, suggerisce al ministro dell'Interno Roberto Maroni di fare quello che egli stesso aveva fatto quando, tra il 1976 e il 1978, aveva occupato la poltrona più alta del Viminale.
«In primo luogo – argomenta Cossiga – lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito?».
Mentre per quanto riguarda gli universitari, la ricetta da adottare dovrebbe essere un'altra.
«Lasciarli fare – puntualizza il presidente ''emerito'' – Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
A questo punto, il redattore fa notare a Cossiga che di fronte a una simile cura i partner europei avrebbero denunciato che in Italia era tornato il fascismo.
«Balle – replica con sicumera l'ex capo dello Stato – questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio. Non esagero, credo che davvero il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei – aggiunge ancora il senatore a vita con il piglio di chi la sa più lunga – che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale [?] Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Come si fa a non rimanere sgomenti di fronte alla gravità di tali affermazioni? Come si fa a non ipotizzare che le guerriglie urbane del 1977 possano essere state fomentate da agenti provocatori ''al soldo'' dell'allora ministro dell''Interno'' Come si fa a non ipotizzare che dietro il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro ci possano essere stati anche agenti dei servizi infiltratisi all'interno della cosiddetta colonna romana delle Brigate rosse?
E' vero o no che da una nota riservata, inviata appena undici giorni prima dell'assassinio dell'ex presidente della Dc dal comando generale dell'Arma dei carabinieri al comandante generale della Guardia di Finanza, si rileva che una fonte confidenziale attendibile avrebbe riferito ai militari dell'Arma che il brigatista rosso Prospero Gallinari si sarebbe incontrato a Roma il 15 novembre del 1977 con un pregiudicato al quale avrebbe proposto di partecipare ad un eclatante sequestro di persona a sfondo politico?
Come si fa a non ipotizzare che quanto è accaduto durante il G8 a Genova nel luglio del 2001 all'interno della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto si debba ai suggerimenti propugnati dall'ex presidente della Repubblica?
Di certo, il silenzio assordante che ha accompagnato le esternazioni di Cossiga non rappresenta un buon viatico per quello che ancora continua a definirsi un Paese democratico.
Toni Baldi

Fonte: http://www.liberoreporter.it

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TRAVAGLIO SU ISRAELE

Quello che segue è un interessante confronto privato intercorso tra Paolo Barnard e Marco Travaglio. Interessante perchè Barnard, pubblicandone il contenuto, ci ha dato la possibilità di conoscere ''più da vicino'' uno dei personaggi pubblici saliti ''spontaneamente'' alla ribalta come ''tribuno del popolo''. Ci accorgiamo così che tutti i leader dell'antipolitica a cui viene concesso ampio spazio mediatico, sono tutti al guinzaglio dei soliti padroni....CONTINUA

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Fuori Gianni Riotta dal servizio pubblico!

Al mondo c'è chi sta con la schiena dritta, e in genere non fa carriera. E c'è chi si piega con varie angolature possibili, e spesso fa carriera. C'è chi fa il proprio lavoro con correttezza e chi è disposto a qualunque bassezza. C'è chi ha le proprie idee ed è disposto a pagare il prezzo alla coerenza e chi invece va sempre dove tira il vento. C'è chi è onestamente di parte e chi è disonestamente neutrale.

Il simbolo del giornalista che fa carriera piegandosi in tutte le angolature possibili, che è disposto a qualunque bassezza, che va sempre dove tira il vento, ma si dichiara sempre (disonestamente) neutrale è il direttore del TG1 Gianni Riotta.


Troppo lunga è la lista delle bassezze di Gianni Riotta, l'uomo che in quota centrosinistra ha abolito il panino, salvo ripristinarlo non appena ha rivinto la destra, ma quella di ieri sera al TG più visto dagli italiani è simbolica per tutte.

Tutti lo sanno e nessuna persona onesta lo può negare: Berlusconi mercoledì sera in mondovisione ha affermato che manderà la polizia a sgomberare scuole e università occupate. Giovedì, per smentire se stesso, il capo del governo ha lanciato un volgarissimo attacco di comodo ai giornalisti, rei di aver inventato le parole del padrone del vapore.

Un giornalista onesto difenderebbe il proprio lavoro e infatti i TG seri (guardarsi SkyTg24 o il TG3, o Anno Zero come conferma) hanno rimandato in onda la conferenza stampa di Berlusconi, non per mettere alla berlina il primo ministro ma per un?elementare forma di difesa del proprio lavoro. Gianni Riotta no, il TG1 non si è sognato assolutamente di farlo, nonostante l?attacco di Berlusconi ledesse la sua dignità e quella della sua redazione.

A lui, che pure il giorno prima aveva aperto il TG con le minacce del primo ministro agli studenti, ovviamente non per denunciarne la gravità ma per supportarle, il giorno dopo andava bene piegarsi e dire: ?Sì, badrone, ho mentito, perdonami, non hai mai detto che mandavi la Polizia?, come un Gasparri o un Cicchitto qualsiasi, che però fanno un altro mestiere.

Se Emilio Fede direttore di un TG privato risponde solo per la propria credibilità, una macchietta, non altrettanto vale per Gianni Riotta, direttore del più importante TG del servizio pubblico. Gianni Riotta è molto peggio di una macchietta; è la metastasi del cancro della disinformazione al servizio del potere politico ed economico.

E? compatibile Gianni Riotta con il servizio pubblico? Ha senso un servizio pubblico se l?informazione la fa un servo come Riotta?

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ACQUA IN BOCCA - VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA
Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.

il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 [si tratta in realtà della legge 133/08. N.d.r.] del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.


Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L´acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre.
Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

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JOE BIDEN: '' VI GARANTISCO, ARRIVA UNA SUPERCRISI''

Certo che suona molto strano il discorso pronunciato lo scorso 19 ottobre a Seattle da Joe Biden, il candidato di Obama alla vicepresidenza USA. Biden profetizza con una certa enfatica disinvoltura che Barack Obama una volta in carica come presidente - dovrà subito ballare al ritmo di una crisi internazionale di enormi proporzioni. Lo ''garantisce'', addirittura. E aggiunge che «non passeranno sei mesi prima che il mondo metta alla prova Barack Obama come fece con John Kennedy». Ricordiamo che JFK dovette subito fronteggiare la crisi dei missili a Cuba, a un passo dal conflitto nucleare con l''URSS di Krushëv.


Biden tiene a sottolineare davanti al pubblico lì presente: «Ricordate quel che vi ho detto in piedi qui se non ricordate nessun altra cosa che ho detto. Badate, stiamo per avere una crisi internazionale, una crisi provocata, per mettere alla prova la stoffa di quest'uomo».
Una crisi «provocata». In inglese la parola usata da Biden è «generated». Un vocabolo che comunque rimanda a un?idea di produzione consapevole e sofisticata di un fatto.
Biden insiste: «segnatevi le mie parole, segnatevi le mie parole», mentre aggiunge che dovranno essere prese decisioni «dure» e «impopolari» in materia di politica estera. E per chi non avesse percepito ancora la gravità del tono, ricalca: «Io prometto che accadrà». Biden sottolinea: «da studioso di storia e avendo collaborato con sette presidenti, io vi garantisco che sta per succedere».
''Garantire'' è un altro concetto di grande peso e grandissime implicazioni, per il ben informato Biden. Se l'esordio della presidenza di George W. Bush fu segnato dagli eventi dell'11/9, cosa dunque è atteso - anzi, ''promesso'', ''garantito'' che accada nell'esordio della nuova Amministrazione?.....
continua

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Promemoria PD

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Cossiga: "Massacrare i manifestanti senza pietà!"

Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l'Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?
Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.
Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti...

Un consiglio ai ragazzi: portate alle manifestazioni una telecamera, riprendete sempre chi compie atti di violenza. Vedremo chi sono, da dove vengono, se sono dei "facinorosi", come dice lo psiconano, o "agenti provocatori pronti a tutto", come suggerisce Cossiga.

Sappiamo tutti che l'ex presidente della repubblica Francesco Cossiga è uno psicopatico per il quale le persone dabbene provano compassione. Purtroppo questo psicopatico è anche un assassino, responsabile della morte di un mio amico personale, Francesco Lorusso, nonché di una ragazza di nome Giorgiana Masi. Comunque il suo declino psichico e intellettuale mi induce a compatirlo, e lo lascio volentieri ai suoi pannoloni e ai suoi foschi deliri.
Quel che mi pare un po' più pericoloso e difficile da compatire, è il fatto che le sue dichiarazioni attirino l'attenzione della stampa, e che si esprimano pressappoco come lui altri personaggi, che non si limitano a giocare con il pannolone, ma convocano conferenze stampa per minacciare chiunque non la pensi come loro.

Bifo

In genere si dice che "i matti e i bambini sono gli unici a dire la verità".

Cossiga, appartenendo ovviamente alla prima categoria, ci spiega candidamente quali sono le tecniche utilizzate dal potere per reprimere e screditare il dissenso.
Implicitamente ci conferma quello che molti pensano sia accaduto anche al G8 di Genova.

E non dimentichiamo che lui è stato anche l'unica personalità di spicco a dire esplicitamente che l'11 settembre fu organizzato e condotto dalla CIA e dal Mossad.

Esempio di infiltrato (Genova, 20 luglio 2001, infiltrato di via Tolemaide)

Società imborghesita ed infascistita che diviene razzista, banche che falliscono, studenti che protestano e i prezzi che aumentano. 2008 - Italia. 1977-1978 - Iran. Fu cosi che iniziò la rivoluzione iraniana. Mi ricordo che i genitori parlavano sempre dell'aumento dei prezzi, mi ricordo che una grossa banca fallì e la gente scesé in piazza per riavere i soldi, ma i soldi erano spariti con la banca e lo stato non fece niente per loro, mi ricondo che il numero chiuso aveva fatto dell'università un sogno irragiungibile per i giovani(anche per me)e quindi, mi ricordo delle proteste degli studenti universitari al quale si aginse la protesta delle scuole superiori perché avevano riabilitato il ruolo del "coordinatore" ed il voto in condotta, si, proprio condotta, anche ai superiori e il voto fionale era del "coordinatore" che non era altro che un gerarca fascista in scuola ad indurre la disciplina nell' ambiente. Mi ricordo che le prime proteste erano episodiche, isolate e quasi subito sciolte e i manifestanti arrestati, e come dice Cossiga, rilasciati dopo essere pestati a sangue nelle caserme del Savak (il servizio segreto dello scia), ma mi ricordo che le proteste non fermarono, dopo ogni pestaggio, alle manifestazione partecipavano anche gli altri memebri della famiglia del pestato e mi ricordo bene che, ognuno di loro, con ogni fascia di età e con ogni propria esigenza, aveva da manifestare per qualcosa che non andava. Mi ricordo che i politici usavano il linguaggio che andava da Berlusconi a Cossiga, mi ricordo che vi erano discoteche a Tehran che ancora in Italia dovevano prendere piede, mi ricodo che la Tv iraniana era, praticamente, una Tv americana, mi ricordo che la droga girava come l'aria, mi ricordo le puttane e le case "chiuse", mi ricordo l'opposizione, già! l'opposizione, prima era un'pò come lo è ora in Italia: finta per la maggior parte dei cittadini perché ineffficace, poi diventò totale/totalitario. PS- affinché precipiti la situazione, dovrà precipitare ogni cosa e questo , 30 anni fa, è successo in Iran quando tutto è precipitato nell'arco di poco tempo, dopo che i pestaggi sono diventati spari e quando lo stato , anche sparando, non riuscì più a fermare l'ondata oceanica dei manifestanti. Provenendo da una famiglia di cui capo era un funzionario di medio livello del ministero del petrolio, e provenendo dall'Iran dello scià che era il 53° stato degli stati Uniti d'America(la mia regione dove sono nato era come la Florida), trovo molti paragoni tra l'Italia di oggi e l'Iran dell'1978, comunque sia, auguro a tutti gli italiani di trovare una via lontana dalla violenza per l'affermazione dei propri diritti.

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Il Nano Mentitore

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Appello per la difesa ed il rilancio del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Scritto da Lavoratrici e Lavoratori a difesa del CCNL
martedì 21 ottobre 2008

Car* compagn*, stiamo per entrare nella fase calda della trattativa tra Confindustria e sindacati confederali e per ostacolare l'ennesimo "biscotto" ai danni dei lavoratori, con probabili accordi a perdere, continuiamo a chiedere il massimo sostegno a questa campagna per la difesa del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Basta la vostra firma, ma chiediamo anche la disponibilità a organizzare assemblee e riunioni anche con la prospettiva di costruire, ovunque possibile, comitati unitari per la difesa ed il rilancio del CCNL. Stiamo raccogliendo le adesioni sia individuali che sindacali per cui l'invito, oltre a firmare, è quello di far circolare il più possibile tale appello. Continuano ad arrivare le adesioni di delegati RSU, semplici lavoratori e studenti a questo appello che - come sapete - stiamo facendo circolare congiuntamente come Assemblea dei lavoratori autoconvocati insieme agli altri promotori: il collettivo de "il Pane e le Rose", la redazione veneta di "Primomaggio" - foglio di collegamento tra lavoratori e disoccupati, i delegati e le delegate del "Coordinamento nazionale delle RSU", i Cobas Sanità di Venezia ed il collettivo dei lavoratori/rici del call center Comdata di Torino.

LEGGI TUTTO IL COMUNICATO

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Walter Veltroni CHE SQUALLIDO! PDL - PD la stessa cosa!

Walter Veltroni ha sempre fretta. Non è facile rivolgergli una domanda. In questo è simile a D'Alema, l'eterno rivale. Ancor più difficile ottenere da lui una risposta. A meno che a interpellarlo siano Bruno Vespa o Gianni Riotta: per loro il segretario del Pd il tempo lo trova sempre. Ma non demordiamo, prima o poi riusciremo a intervistarlo, con pacatezza. Intanto si accumulano le curiosità insoddisfatte. L'altra sera Walter era atteso al teatro Carcano di Milano per un comizio. il segretario provinciale del Pd, Ezio Casati, appena ci ha visti, ci è venuto incontro e ci ha promesso: se fate i bravi gli chiedo di rilasciarvi un'intervista alla fine del suo intervento. Siamo stati bravi, anzi l'abbiamo applaudito a scena aperta, spellandoci le mani più dei militanti, mentre prometteva opposizione intransigente e criticava la dittatura del pensiero unico. Niente da fare: alla fine Casati si è dimenticato la promessa. Nel deflusso, Duccio ha comunque provato a interpellarlo sull'emendamento Salva-Geronzi (scoperto dalla giornalista Milena Gabanelli, nel silenzio dell'opposizione parlamentare) e sul voto del gruppo Pd al Senato, contrario alla richiesta di arresto del senatore Di Girolamo (eletto nelle liste Pdl in un collegio estero, secondo l'accusa previa falsa dichiarazione di residenza). Dopo aver farfugliato che loro a quell'emendamento erano contrari, Walter si è girato e se n'è andato a passi lunghi e ben distesi. Mentre scappava, Franz gli ha lanciato addosso una terza domanda, sul conflitto di interessi di Colaninno junior, giovane speranza del Pd. Silenzio del caro leader, agitazione delle guardie del corpo. Come di consueto, numerosi militanti ''democratici'' si sono scagliati contro di noi con insulti, invettive, minacce e qualche gomitata, visibilmente disturbati dalla nostra pretesa di rivolgere domande a un esponente politico, per nulla meravigliati che i loro amati leader se la diano a gambe ogni volta che un cittadino informato li interpelli senza riverenza. Il Nano è in una botte di ferro.

fonte pieroricca.org

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C'è Berlusconi, sequestrato cartello di protesta W LA LIBERTA' !

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Milano - 2mila in assemblea, poi blocco metropolitano, manganellate e città in tilt

2mila persone, forse di più in assemblea in occasione degli Stati Generali dell'Università Statale di Milano convocati contro il Dl Gelmini. Da tutte le sedi e facoltà della Statale, da Mediazione a Scienze Politiche e Festa del Perdono ma anche da Accademia di Brera, Bicocca, Bovisa-Politecnico. Collettivi universitari, ricercatori, dottorandi, assegnisti, personale non docente e docente precario e non strutturato. Insieme per discutere come continuare e fare crescere la mobilitazione e come declinare, a partire da ogni sede, il blocco della didattica. Poi corteo, in migliaia attraverso la metropoli fino al pomeriggio incrontrollabili in tutta la città che, per l?ennesimo giorno, va in tilt. Fin da prima degli Stati Generali, mini-cortei arrivano dalle diverse facoltà, da Scienze Politiche ad esempio anche oggi chiusa dopo il picchetto degli studenti...continua

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Condannato per razzismo il sindaco leghista Tosi

Con l'accusa di propaganda di idee razziste, la corte d'appello di Venezia ha condannato a due mesi di reclusione, pena sospesa, il sindaco di Verona Flavio Tosi per violazione della Legge Mancino.Tosi e' stato riconosciuto colpevo insieme ad altri cinque esponenti leghisti, per aver dato vita nell'estate 2001 ad una raccolta di firme per sgombrare un campo nomadi abusivo nel capoluogo scaligero. Tosi, all'epoca dei fatti consigliere regionale, era stato querelato da sette nomadi sinti e dall'Opera Nazionale Nomadi, assieme a Matteo Bragantini, Barbara Tosi (sorella di Flavio), Luca Coletto, Enrico Corsi e Maurizio Filippi.Gia' in primo grado, nel dicembre 2004 i sei leghisti erano stati condannati per discriminazione razziale a sei mesi. Il 30 gennaio del 2007 la Corte d'Appello di Venezia aveva ridotto le pene a due mesi, assolvendoli dall'accusa di odio razziale. Verdetto poi parzialmente annullato dalla Cassazione - con il mantenimento pero' dell'assoluzione per l'ipotesi di odio razziale - e rinviato a nuovo esame, sempre a Venezia. A carico degli esponenti leghisti anche un risarcimento danni di 2500 euro per ognuno dei sinti costituitisi parte civile e di cinquemila euro a favore dell'Opera nazionale nomade.

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GLI SPROLOQUI DI BOSSI

Il rappresentante dei bottegai Lombardi parla a vanvera.
E' convinto che "i proletari Lombardi" abbiano votato per lui e dichiara: «La
sinistra non ha più il proletariato interno per ripiego punti su quello «esterno»,
ovvero sugli immigrati, a cui vuole dare il voto».
Bossi rappresenta i bottegai della Lombardia, la sinistra borghese di Veltroni non ha
mai rappresentato gli operai.
Bossi teme la protesta degli studenti.
Bossi ha votato i finanziamenti per Catania e Roma voluti da Berlusconi.
Bossi e' convinto di essere Alberto da Giussano ma e' pagato da Roma.
Bossi non sa spiegare perche' malgrado il governo continui a dare soldi alle banche
non si viene fuori dalla crisi.
Bossi se frega degli operai che in Lombardia perdono il lavoro.
Bossi il federalista deve invocare gli interventi del governo di Roma Ladrona per
foraggiare i bottegai lombardi
Bossi e' un ministro del governo di Roma ladrona

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Clima - disastro imminente

Clima, l'Italia alza la voce con l'Ue Prestigiacomo: "Modifiche o no accordo"

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Lo skipper

''Berlusconi è un buffone, un grandissimo bugiardo, uno squadrista della tv. E' l'espressione del cinismo sovversivo antinazionale che è la vera faccia della destra in Italia. E' un pericolo anche per l'Europa. E' il capo di una banda che antepone i propri interessi a quelli dell'Italia''.
(Massimo D'Alema, 5 marzo 1995)

''Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese''.
(Massimo D'Alema, 28 ettembre 2008)

Mentre il ''capo della banda'' spadroneggia per l'Italia, Massimo D'Alema tesse la sua trama. Cura la fondazione ItalianiEuropei; vara Red, una corrente di partito con annessa televisioncina; lancia l'opa sul Pd, ovviamente senza dichiararla: furbetti docent. Non è escluso che, caduto Veltroni dopo le elezioni europee, il prossimo segretario del partito democratico sia lui, lo skipper bicameralista, il deputato di Gallipoli rotto a tutte le sconfitte e a tutti i compromessi, il commensale del noto imprenditore Francesco Cavallari, il confidente di Giovanni Consorte, l'improvvido negoziatore della scalata Unipol-Bnl con Caltagirone e Bonsignore. L'uomo che definiva Mediaset un ''patrimonio del Paese'' e che, anziché fare una legge sul conflitto di interessi, s'era messo in testa di riformare lo Stato con Previti, Dell'Utri e Berlusconi. Uno così, sconfitto più volte dal presunto avversario, che è anche il suo editore, e profondamente contaminato dalla cultura berlusconiana, in una democrazia seria sarebbe stato mandato a casa (possibilmente non affittata a equo canone da un ente pubblico, vedi Affittopoli) o trascorrerebbe il suo tempo a navigare su Ikarus, la sua rinomata barca a vela. Da noi è diverso. Lo skipper è vivo e lotta per il suo futuro di oligarca, come un Andreotti in sedicesimo. In fondo non ha nemmeno sessant'anni e i militanti sono sempre pronti ad applaudire. Per lui ''non sarebbe stupido'' nominare giudice costituzionale Gaetano Pecorella, autore di leggi su misura nonché imputato di favoreggiamento; e non c'è nulla di male nel fatto che l'a'utoimmune feudatario dei media, già piduista, si candidi alla massima carica dello Stato ''in un sistema presidenziale''.
L'alto giorno lo skipper era atteso a Milano per un convegno alla fondazione Cariplo. Con Duccio e Nicola l'abbiamo atteso all'ingresso, per rivolgergli qualche domanda. A cominciare da questa: ma è normale che un ex associato a una loggia eversiva si candidi al Quirinale? Domanda che suonerebbe retorica ovunque, tranne che in Italia. Lo skipper ha tirato dritto senza nemmeno voltare lo sguardo. Forse ha riconosciuto la voce, ero a due metri da lui. L'ultima volta aveva minacciato di querelarmi; questa volta mi ha ignorato. Gli ho ripetuto la domanda e i gendarmi mi hanno trascinato via. Poi lo skipper si è fermato a parlare con il solito capannello di cronisti. Da ventri metri, ad alta voce, gli ho ricordato alcuni fatti, dallo scandalo Unipol-Bnl al recente NO dei senatori ''democratici'' alla richiesta di arresto per il senatore Di Girolamo. La memoria dei fatti si è sovrapposta alle chiacchiere di giornata come una fastidiosa interferenza. Approfittando del trambusto, Duccio si è infilato nel capannello e gli ha chiesto ripetutamente dell'ipotesi di Berlusconi al Quirinale. ''Sono contrario'', si è lasciato sfuggire lo skipper, lasciando tutti di stucco. Nessuno si aspettava tanto ardore. Infatti ne è venuto fuori il titolo per il Corriere della Sera di ieri (pag. 15).

Fonte pieroricca.org

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"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le
scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o sipropone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A 'quelle' scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una
scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in
malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!"

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola Nazionale a Roma l'11 febbraio 1950!!!

è stato un giornalista, giurista, politico e docente universitario.

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Solidarietà agli operai della fabbrica Graziano in India
Le conseguenza della violenza industriale

Un manager di una famosa multinazionale italiana è stato ucciso? Si è trattato di un volgare assassinio a colpi di spranga, come si lamentano industriali e mass media? Perchè sono stati arrestati centinaia di operai?
Il Ministro del Lavoro indiano, Oscar Fernandes, in un primo momento, ha rilasciato dichiarazioni "sorprendenti". Ha menzionato fatti "innominabili".
Quali sono questi fatti? Che le società come Graziano abitualmente violano le leggi, incluso quelle sul salario minimo; che si perpetrano continuamente abusi sul contratto di lavoro, sugli orari di lavoro, sui diritti sindacali; che si calpestano le libertà e i diritti umani dei lavoratori sul posto di lavoro.
Ed ha aggiunto che il linciaggio del manager della Graziano dovrebbe servire come un 'monito' per gli industriali che scontentano a lungo gli operai.
Chiaramente, il Governo indiano, fedele servitore dei capitalisti, non poteva sopportare tale verità. Ed il Ministro è stato costretto a chiedere scusa.
Ciò non toglie che lo "sgradevole incidente" avvenuto nella fabbrica Graziano segna un'esplosione della rabbia repressa e del risentimento dei lavoratori di fronte allo sfruttamento sistematico ed alla soppressione della democrazia in fabbrica.
La versione ufficiale del "linciaggio" richiede un'investigazione seria da parte di un'agenzia imparziale. Negli interrogatori rappresentanti sindacali e operai hanno testimoniato il fatto che Graziano aveva licenziato illegalmente lavoratori regolari, hanno illustrato le condizioni di lavoro bestiali.
La fabbrica Graziano impiega 1200 lavoratori, di cui solo 500 regolari.
Da mesi l'azienda licenziava gli operai regolari per rimpiazzarli con gli "irregolari". Il salario degli operai è di 150 dollari al mese per i lavoratori regolari, gli irregolari prendono 100 dollari. La giornata di lavoro è di 12 ore. Gli operai subiscono regolarmente abusi e punizioni di ogni tipo da parte dei cani da guardia del padrone.
Nove mesi di proteste pacifiche sono stati ignorati; i tentativi dei lavoratori di registrare la loro unione sindacale sono stati negati per tre volte; gli attivisti sono stati licenziati.
Riguardo lo svolgimento dei fatti si deve segnalare che la polizia era deliberatamente assente su richiesta della direzione della Graziano, che, a quanto pare, aveva organizzato agenti provocatori per bastonare una delegazione di lavoratori entrata in fabbrica con il pretesto di colloqui.
Quando un operaio è corso ai cancelli (che erano stati chiusi) avvisando di quanto stava succedendo, gli operai riuniti all'esterno sono entrati in fabbrica. Negli scontri molti lavoratori hanno subito danni, finendo in ospedale colpiti da provocatori privati e dalla polizia giunta in seguito.
La storia di Graziano non è un caso isolato. Le imprese nelle nuove aree industriali come Noida, Gurgaon, Pantnagar sono note per le loro violazioni di leggi e diritti, per la repressione dei lavoratori e la violenza dei loro dirigenti.
La stessa regione è nota anche per le proteste di contadini, soddisfatte con pallottole e bastoni. Lavoratori e contadini poveri vedono i profitti aziendali volare in alto, mentre pagano spesso con la vita lo sfruttamento del loro lavoro, retribuito con paghe da fame.
Vedono capitalisti e latifondisti violare le leggi, vedono la loro impunità e la connivenza dello Stato.
Le loro proteste sono schiacciate spietatamente, mentre i violatori della legge si ingrassano a forza di sussidi.
C'è qualcuno allora che può meravigliarsi per quanto successo alla fabbrica Graziano?
Ci meraviglieremmo se non vedessimo crescere la solidarietà e la resistenza intorno alle lotte dei lavoratori e contadini in questa regione.
E' importante che giunga agli operai indiani della fabbrica Graziano la solidarietà degli operai e dei sindacalisti combattivi italiani.

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La storia non è finita, la crisi del capitalismo neanche...avanti compagni!!

MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA
Karl Marx – Friedrich Engels
Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi.
Dov'è il partito di opposizione che non sia stato bollato di comunismo dai suoi avversari al governo, dove il partito di opposizione che non abbia ritorto l'infamante accusa di comunismo sia contro gli esponenti più progressisti dell'opposizione che contro i suoi avversari reazionari?
Di qui due conseguenze.
Il comunismo viene ormai riconosciuto da tutte le potenze europee come una potenza.
È gran tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze, e oppongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito.
A questo scopo si sono radunati a Londra comunisti delle più diverse nazionalità e hanno redatto il seguente manifesto, che viene pubblicato in lingua inglese, francese, tedesca, italiana, fiamminga e danese.

Continua...

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Sedici soldati statunitensi si suicidano in Iraq

PressTV 13/10/08

Fonti della sicurezza irachena riferiscono del suicido di 16 soldati statunitensi apartenenti a un'unità della divisione aerotrasportata, il fatto è avvenuto in una base militare in Iraq.
Secondo quanto reso noto il 6 ottobre da Fars News Agency, fonti della sicurezza irachena hanno riferito che 21 soldati statunitensi hanno tentato il suicidio in una ex base aerea dell'aviazione irachena. Quei soldati sarebbero stati ricoverati in ospedale ma ne sarebbero sopravvissuti solo cinque, sebbene in gravi condizioni. I soldati Avrebbero usato dei narcotici.
Ali al-Baghdadi, un alto ufficiale iracheno, ha dichiarato che le cause di questi suicidi collettivi sono sconosciute, ma che i soldati coinvolti appartenevano ad una unità che era responsabile del massacro di varie famiglie irachene (per lo più composte da donne e bambini) al nord di Baghdad. I suicidi sono avvenuti nel dormitorio, dopo cena. "I corpi dei soldati erano così deformati che sembravano mummie di 5.000 anni fa', ha dichiarato un testimone.

Secondo la stima degli alti comandi iracheni, dall'invasione dell'Iraq nel 2003 si sono suicidati circa seicento soldati statunitensi, compresi ufficiali d'alto rango.

La metà dei tentati suicidi hanno avuto successo.

Notizia originale: www.presstv.ir
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L'Avana. 14 Ottobre 2008

Le riflessioni del Compagno Fidel

Il fantasma della Casa Bianca

Tre giorni fa, venerdì 10 ottobre, il mondo ha tremato per l'impatto della crisi finanziaria di Wall Street.
Si è perso il conto dei milioni di dollari in biglietti di carta che la riserva federale ha iniettato alle finanze mondiali per far sì che le banche continuino a funzionare e i risparmiatori non perdano il loro denaro.
Continua...

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Report - 12 Ott 2008 - Il cas(in)o Alitalia 8/8-Conclusioni

Tratto dai commenti del blog sul video di Report....

..."Colaninno sei un porco schifoso ... spero tu e la tua famiglia crepiate fra enormi sofferenze e in povertà.
BUFFONE TRUFFATORE ... gli Italiani onesti si vergognano di gentaglia come te e quel lurido schifoso del nano pagliaccio !!! "

"Milena Gabanelli: MITICA !Questo si che è vero giornalismo !! Continua così.. "

"Report è uno dei pochi programmi per cui varrebbe la pena di cui pagare i lcanone.Collanino fa ridere i polli. "

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Manifestazione 11 Ottobre 2008-L'Opposizione siamo noi

Orgoglio comunista" (parte 1)

Orgoglio comunista" (parte 2)

"Orgoglio comunista" (parte 3)

( foto davanti al palco con i compagni che alzano lo striscione della federazione )

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PER CHI VIENE A ROMA 11/10 RITROVO ALLA STAZIONE AUTOBUS SCHIO ORE 5,10

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Moni Ovadia

Per tutti coloro che volessero iscriversi per la manifestazione di Roma il giorno 11 ottobre 2008 con partenza da schio.

Il recapito telefonico per l'iscrizione e' 0445 525398 oppure contattate via e-mail all'indirizzo red.robin@tele2.it.Per maggiori info sulla manifestazione....

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PANTOMIMA SUL PALCO, FUGA DALLE QUINTE: INTERVISTA A MARCO SABA

E' un tiro alla fune fra il buffo e il patetico la pantomima dei governanti che dicono di farsi scudo della crisi finanziaria in atto.
Brunetta sferra ''fondi bancari'' inesistenti, Tvemonti cavalca ''l'Italia al vipàvo dalla cvisi'' Alessandro Profumo di Unidiscredit che ha perso il 20% del suo valore in 36 ore dice al tg1 dello sguattero Gianni Ricotta che le ''banche sono solide'' Berlusconi col saluto romano ''difende i risparmi degli italiani'' in modo più farlocco del peggior Duce sulla via di piazzale Loreto.

Le bugie colossali che vengono perpetrate in queste ore da giornali e televisioni che amplificano i connotati sorridenti di questi garanti del nulla, pronti a fuggire chissà dove pur di scampare a possibili rivolte e saccheggi, non sono altro che quotidiani attentati a una sorta di ''non procurato allarme'' che invece sarebbe opportuno diffondere con serenità.


Siccome non esistono fondi di riserva bancari e siccome l'Italia sta per essere travolta, come il resto del mondo, dalla crisi dei mutui e dei numeri gonfiati, De Benedetti è uno di quelli che è già salito sulla scialuppa di salvataggio trasferendosi a St. Moritz.
Se ci abita da 11 anni dov'è la notizia, se non fra le righe, in cui si legge che De Benedetti ha attraversato in fretta e furia la Val Poschiavo perché ''l'Italia è un Paese cancellato che non conta più nulla'' (!!). Messaggio implitico a quelli della casta ricca come la sua che si uniranno molto presto. Tutti pronti a salire sulle scialuppe che traghettino lontano dal vortice di questa nostra Argentina mediterranea ormai a picco.

....Appello per la manifestazione dell'11 Ottobre

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE DI VICENZA

26 settembre 2008

La federazione di Vicenza del PRC organizza nr. 3 pulman per la manifestazione nazionale a Roma di sabato 11 ottobre 2008.

I pulmann partiranno da Bassano del Grappa, da Schio e da Recoaro. Effettueranno soste a Vicenza, Valdagno, Arzignano e Montecchio Maggiore.

Costo di partecipazione euro 20,00 ( lavoratori ) euro 15,00 ( per studenti e disoccupati )

Orari indicativi di partenza ( quelli definitivi vi saranno comunicati nei prossimi giorni ) :
Da Bassano, Schio e Recoaro alle ore 6,00, da Vicenza e Montecchio Maggiore alle ore 6,30. Rientro previsto attorno alle ore 24,30 circa.

Per informazioni e/ adesioni inviare una mail a
red.robin@tele2.it oppure telefonare al 0445 525398 ( Roberto )

Chiediamo a tutti coloro che intendono partecipare alla manifestazione di prenotare quanto prima.

grazie

Appello per la manifestazione dell'11 Ottobre

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi
come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.

Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone.

E' una risposta che non può tardare ed è l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.


Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :

1.
riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;


2.
imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli ''omicidi bianchi'' è necessario intensificare i controlli e imporre l?applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;


3.
respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università e alla ricerca, alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo è costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;


4.


rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;


5.
sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;


6.

sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni, prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti
rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.


7.
contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.

Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L'attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com'è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e
singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.


Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è
contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.






Adesioni al 9 settembre

Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi,

Maurizio Acerbo, Andrea Agostini, Mario Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Andrea

Alzetta, Fabio Amato, Bianca Dacomo Annoni, Ciro Argentino, Giorgio Arlorio,

Giuseppe Albanese, Stefano G. Azzarà , Andrea Bagni, Rossana Ballino, Paola

Baraffi, Imma Barbarossa, Gianni Belloni, Alessandro Biasoli , Bianca Mara,

Carlo Baldini, Maria Luisa Boccia, Gabriele Bollini, Elio Bonfanti , Carlo

Borriello , Mara Bianca, Benedetta Buccellato, Alberto Burgio, Sergio Bellucci,

Gabriele Bollini, Nerina Benuzzi, Maddalena Berrino, Fausto Bertinotti, Stefano

Bianchi, Marina Bosco, Giacinto Botti, Augustin Breda, Antonio Bruno, Gloria

Buffo, Oriella Busetto, Bianca Bracci Torsi, Paolo Cacciari, Daniele Calli,

Maria Campese, Giovanna Capelli, Mauro Cannoni, Antonio Castronovi, Francesca

Cavarocchi, Maria Grazia Campus,Sergio Caserta, Wilma Casavecchia, Cesare

Chiazza, Elena Canali, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Guido

Cappelloni, Bruno Ceccarelli, Stefano Ciccone ,Aurelio Crippa, Mario Cena,

Luigi Cerini, Gianpiero Ciambotti, Paolo Ciofi, Anna Cotone, Eros Cruccolini,

Claudio Cugusi, Rosa Maria Cutrufelli, Sandro Curzi, Flavio Cogo, Luisella De

Filippi, Elettra Deiana, Nunzio D'Erme, Dante De Angelis, Loredana De Checchi,

Paolo De Nardis , Piero Di Siena, Antonella Del Conte, Walter De Cesaris, Elena

Del Grosso, Jose Luis Del Roio, Gemma De Rosa, Valeria Di Blasio, Pippo Di

Marca , Mauro Di Marco, Dalma Domeneghini, Ferruccio Danini, Eugenio Donise,

Erminia Emprin, Roberta Fantozzi , Pietro Folena, Riccardo Ferraro , Ciccio

Ferrara, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Mercedes Frias , Francesco

Francescaglia, Davide Franceschini, Francesca Foti , Matteo Gaddi , Stefano

Galieni, Don Gallo, Clara Gallini , Rocco Giacomino, Matteo Gerardo, Alfonso

Gianni, Dino Greco, Fosco Giannini, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Sergio

Giovagnoli, Claudio Grassi, Cristina Grandi, Heidi Giuliani, Chiara Giunti,

Alfiero Grandi, Giuseppe Gonnella, Celeste Grossi, Rita Guglielmetti, Paolo

Halacia, Margherita Hack, Giuseppe Joannas, Igor Kocijancic, Pietro Ingrao,

Donata Ingrilli , Beniamino Lami , Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Gigi Livio,

Salvatore Lihygm, Mirko Lombardi, Roberto Latella, Umberto Lauren, Piero

Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Lia Losa , Salvatore Lihard , Dora

Maffezzoli, Ramon Mantovani, Laura Marchetti, Gerardo Marletto, Graziella

Mascia, Roberto Mastroianni, Corrado Mauceri, Filippo Miraglia, Sergio Mirimao,

Citto Maselli, Giorgio Mele, Paolo Menichetti, Lidia Menapace, Gennaro Migliore

, Gianni Minà, Siliano Mollitti, Mario Monicelli, Valerio Monteventi, Giorgio

Molin, Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Andrea Montagni , Sandro Morelli,

Roberto Musacchio , Gianni Naggi, Amalia Navoni , Fabrizio Nizi , Simone

Oggionni, Andrea Occhipinti, Franco Ottaviano , Manuela Palermi , Mario Palermo

, Gianni Palumbo, Simona Panzino, Luigi Pegolo, Elisabetta Piccolotti , Silvana

Pisa, Francesco Piobbichi, Marina Pivetta, Giuseppe Prestipino, Giovanni

Prezioso, Ciro Pesacane, Renata Puleo , Carla Ravaioli, Luigi Regolo, Fausto

Razzi , Simona Ricotti, Tiziano Rinaldini , Giorgio Riolo , Anna Maria

Riviello, Mino Ronzitti, Rossano Rossi, Giovanni Russo Spena , Francesco

Saccomano, Mario Sai , Don Roberto Sardelli, Antonia Sani, Pino Sgobio ,

Ersilia Salvato, Pasquale Scimeca , Arturo Scotto , Luigi Servo, Anita Sonego,

Claudia Sacconi, Raffaele Salinari, Consiglia Salvino, Davide Scagliante, Paola

Scarnati, Aldo Semeraro, Patrizia Sentinelli,Antonio Sgrò, Graziella Silipo,

Massimiliano Smeriglio, Niko Somma, Gabriella Stramaccioni, Maria Luisa

Severi, Bruno Steri, Gigi Sullo, Luigi Tamburino , Federico Tommasello,

Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Stefano Tassinari, Aldo Tortorella , Sergio

Tosini, Luca Trevisan, Mauro Valiani, Mauro Vannoni , Fulvio Vassallo

Paleologo, Benedetto Vertecchi, Nichi Vendola, Jacopo Venier, Pasquale Voza,

Sergio Zampini, Renato Zanoli, Maurizio Zipponi, Angelo Zola, Katia Zanotti

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Censura e disinformazione: dal 2005 cos'è cambiato?

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Usa . Hanno usato una bomba nucleare in Iraq. La denuncia di un veterano raccolta da Rainews24

Un veterano americano che ha partecipato a ''Desert Storm'' , accusa l'Amministrazione americana di aver utilizzato una piccola bomba nucleare a penetrazione di 5 chilotoni di potenza nella zona tra la città irachena di Basra ed il confine con l'Iran. Per controllare queste dichiarazioni Rainews24 ha cercato di verificare se durante la prima guerra del Golfo era stato registrato un evento sismico pari a 5 chilotoni. Consultando l''archivio ''on line'' del ''Sismological International Center'' ha trovato che proprio nella zona descritta dal veterano, era stato registrato un evento sismico di potenza corrispondente a 5 chilotoni, l' ultimo giorno del conflitto. Anche se non è una prova dirimente e definitiva - potrebbe infatti anche trattarsi di una coincidenza - la redazione ha deciso di trasmettere questa intervista perché la situazione sanitaria a Basra ha raggiunto livelli di pericolosità davvero critici : i decessi annuali per tumore, secondo il responsabile del reparto oncologico dell' ospedale di Basra , Dott Jawad Al Ali , sono aumentati da 32 nel 1989 (prima della guerra del Golfo) a più di 600 nel 2002. Il Dipartimento della Difesa statunitense chiamato ad esprimersi sulle accuse del veterano ha dichiarato che durante ''Desert Storm'' sono state utilizzate solo armi convenzionali. L' Inchiesta è stata proiettata oggi in anteprima durante una conferenza stampa in cui l'autore ha risposto alle domande dei colleghi e del pubblico .


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CRACK BANCARIO, CRACK SOCIALE - INTERVISTA A MARCO SABA

Io ti presto 100, tu per sdebitarti mi dovrai restituire 105. E' il meccanismo della creazione del debito l'origine della fortuna del capialismo, padre di un sistema ormai al collasso.
Le banche americane intrise di false scritture contabili che falliscono e che si fondono preannunciano scenari dagli esiti imprevedibili. La Federal Reserve sta seriamente pensando di lasciar cadere le banconote sulle città dagli elicotteri. Tutte le borse del mondo, a parte quelle cinesi e russe, chiudono con ribassi da brivido. Negli ultimi 2 giorni nelle borse europee sono andati in fumo 250 miliardi di euro. Secondo le stime della Bce ci rimangono 1000 euro a testa. Significa che, calcolando la media dei depositi liquidi nelle banche in rapporto ai clienti, ogni correntista che ritira tutto il contante dal proprio conto corrente ne lascerà altri 50 senza soldi.

Con un'inflazione reale che in Italia sta sfiorando il 20% tutto dipenderà da come si comporta la gente. Secondo le ultime stime della Fao e' salito a 923 milioni il numero delle persone affamate nel mondo, col peggior balzo in avanti della storia tra il 2005 e il 2007, quando l'aumento aveva riguardato ''solo'' 75 milioni di persone. Sono sempre di più gli italiani in fila alla Caritas per un pasto caldo. L'aumento dei prezzi dei beni al consumo non si arresta. Pane, pasta ed energia elettrica stanno diventando primizie per pochi.


Dalle masse povere e poverissime dipenderà l'equilibrio e l'eventuale degenerazione sociale, che potrebbe tramutarsi in guerra civile col saccheggio di negozi e centri commerciali.
La disinformazione e le idiozie di Tremonti che dipinge un'Italia forte che non sarà investita dal crack che si è innescato negli Usa, sono la morfina che calma con un cerottino l'emorragia dell'elefante.

La conclusione di questo sistema fittizio creato sull'illusione che per anni ha avvantaggiato gli speculatori a danno delle economie locali è ormai iniziata.
Per il ricambio del sistema, che molto probabilmente costerà carestie e vite umane, è solo questione di tempo.
Qualche informazione utile in più la potete trovare sul sito degli studi monetari di cui fa parte da anni Marco Saba, la persona interpellata nell' INTERVISTA VIDEO, già ospite a ''L'Espresso'' per illustrare i buoni di solidarietà Scec.
Per il resto, sempre che non avanzi il peggio, si salvi chi può.

Daniele Martinelli
Fonte: www.danielemartinelli.it
Link: http://www.danielemartinelli.it/2008/09/18/crack-bancario-crack-sociale/

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Viva i compagni piloti dell´Alitalia?
«Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo»

Ernesto Che Guevara

Eccoci qui a fare tutti il tifo per i compagni piloti dell´Alitalia, l´unica vera opposizione, l´aristocrazia del proletariato, la punta di lancia della rivoluzione che verrà. Perfino Gabriele Polo, con ammirevole spirito da crocerossina, oramai scrive sul Manifesto un editoriale in loro difesa un giorno sì e un giorno no.

di Gennaro Carotenuto

Ma un comandante Alitalia non guadagna 175.000 Euro l´anno? E´ più o meno quello che guadagnano dieci insegnanti fatti fuori da Mariastella Gelmini e una cinquantina di immigrati fatti fuori dalla Camorra senza né pianto né stridore di denti.

Siamo tutti lì a preoccuparci perché Colaninno gli salvi un giorno di ferie in più e loro da privilegggiati dde destra quali sono continuano a fare la pipì fuori del vasino: "e mica siamo colf", "e guardate che se ci stressate poi cascano gli aerei". Poi si scusano, ma la cultura è quella che è...

Ma dove s´è vista mai una categoria che può rinunciare al 30% dello stipendio senza colpo ferire? A chi scrive, non so a voi, se gli tagliano il 30% dello stipendio poi nel giro di un mese gli tagliano pure la luce. Silvio Berlusconi disse che noi saremmo coglioni? E invece la verità è che i coglioni sono loro. In aprile l´hanno religiosamente votato tutti dal primo all´ultimo. Lui l´aveva giurato: "non un solo privilegiato perderà un benefit" e guarda con che moneta li ripaga! Gli dà perfino dei comunisti e di vero c´è che i comunisti sono preoccupatissimi in loro difesa.

Ma crocerossina non è solo Gabriele Polo. E´ proprio la sinistra (aggettivazione libera) che trepida sempre di sensibilità e parafrasa e ribattezza "Ernesto Che Alitalia": «Siate sempre capaci di sentire dal più profondo della vostra tivù qualunque ingiustizia commessa contro qualunque privilegiato sia in grado di farlo sapere al mondo». Com´è possibile che si sia diventati così stupidi da preoccuparci di più dei piloti dell´Alitalia che di 150.000 posti persi nella scuola? Chissà perchè succede. Forse perché i problemi di chi sta peggio sono così inestricabili nell´attuale modello di sviluppo che, come in una rivista patinata, preferiamo preoccuparci dei piccoli drammi di chi ha avuto fortuna nella vita.

Ricorda di quando gli inglesi nel 1992 preferirono John Major a Neil Kinnock. Nonostante la grande maggioranza di loro stesse molto peggio che all´inizio dell´era Thatcher, ma alcuni stavano infinitamente meglio, l´illusione di poter agganciare l´ultimo biglietto della lotteria neoliberale risultò più attraente di rimetter su un po´ di stato sociale. Sarà per quello che volterianamente siamo tutti convinti che «non importa se guadagni dieci volte più di me, te ne fotti di chi lavora nei call center e pure degli operai di Alitalia e hai votato sempre per Forza Italia, ma io che sono di sinistra comunque darò la vita perché tu possa mantenere i tuoi privilegi».

E allora aiuto, poveri compagni piloti! Pensa se un qualsiasi governo se la prendesse davvero con le caste, con tutte le caste e castine incrostate nel pubblico come nel privato. Insorgeremmo! Ci vorrebbe Bava Beccaris! Pensa se facessero una battaglia vera e tagliassero del 30% i compensi dei militari all´estero, dei diplomatici, degli uscieri della Camera... staremmo tutti lì a compitare: "diritti acquisiti", "diritti acquisiti". Pensa se davvero volessero abolire le province con quelle migliaia e migliaia di consiglieri inutili che dovrebbero cercarsi un lavoro vero: "lo spirito di servizio", "la politica", "il governo del territorio". Sarà che in fondo speriamo sempre nell´ultimo strapuntino...

Pensa se un Evo Morales italiano dimezzasse lo stipendio suo e di tutti i deputati: "demagogico", "demagogico", "populista", "populista". Pensa se abolissero quei mangiapane a tradimento dei notai... Non ci si può mettere un impiegato del comune come si fa in mezzo mondo? No, assolutamente no. Può essere pericoloso toccare anche il più spudorato degli sprechi e il più scandaloso dei privilegi! "Si sa come si comincia e non si sa come si va a finire". E allora: Viva i compagni notai! Viva i compagni piloti! Nel dubbio preferiremo sempre essere lì a difendere qualsiasi privilegio, qualsiasi privilegiato... l´ingiustizia... ce l´abbiamo nel sangue...

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Una Bolzaneto rom a Bussolengo [Vr]
Gianluca Carmosino

Si erano fermati fuori del paese, vicino Verona, solo per mangiare. Sono stati picchiati, sequestrati e torturati dai carabinieri per ore. La loro testimonianza

Venerdì 5 settembre 2008, ore 12. Tre famiglie parcheggiano le roulotte nel piazzale Vittorio Veneto, a Bussolengo [Verona]. Le famiglie sono formate da Angelo e Sonia Campos con i loro cinque figli [quattro minorenni], dal figlio maggiorenne della coppia con la moglie e altri due minori, infine dal cognato Christian Hudorovich con la sua compagna e i loro tre bambini. Tra le roulotte parcheggiate c'è già quella di Denis Rossetto, un loro amico. Sono tutti cittadini italiani di origine rom.
(Continua...)

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Ecco la scuola Tremonti - Gelmini ( continua )

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Sandro Pertini - l'idea di socialismo

Il suo traguardo finale è il Quirinale. La tessera P2 1816 Berlusconi Silvio non attende altro che Napolitano sloggi. Non gli par vero di insediarsi al posto che fu di Einaudi e Pertini.
Se il presidente in carica completerà il mandato, come dobbiamo augurarci, sarà il nuovo Parlamento a eleggere il suo successore. Ma è opportuno creare fin d'ora un movimento di opinione che esprima un netto dissenso rispetto a questa ipotesi. Un personaggio con quella biografia non può diventare presidente della Repubblica. La metà abbondante d'Italia che non l'ha mai votato (gli elettori dell'opposizione più gli astenuti) ha il diritto-dovere di dirlo d alta voce.

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I segreti del fallimento Lehman Brothers: alleanze e inimicizie spurie tra finanza, petrolio e ambiente sulla presunta apocalisse del capitalismo

Facciamo due conti in tasca al fallimento della Lehman Brothers. La grande finanza ha preso una scoppola pesantissima un anno fa quando è scoppiata la bolla dei mutui facili, roba da decine di miliardi di dollari. Roba da muoia Sansone con tutti i filistei. Ma la grande finanza è un gigante. Con i piedi d''argilla''

Lehman Brothers o Merrill Lynch o altre banche d'affari, verso le quali gli adoratori del dio liberismo come Oscar Giannino o Luigi Zingales (per citare solo gli italiani) pregavano cinque volte al giorno come fossero la Mecca, pensavano di poterla fare franca in tre modi:
( Continua... )

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50 Kg di Merda davanti casa di Silvio Berlusconi

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Bolivia: presa la prefettura di Pando, arrestato il Prefetto, mandante della strage. Le prime testimonianze del massacro

Secondo Radio Erbol, appena ripresa dall'ANSA, a quattro giorni dalla proclamazione dello Stato d'assedio nel dipartimento di Pando, nel Nord della Bolivia, un contingente pesantemente armato dell'esercito boliviano ha preso il controllo del centro della città di Cobija, capoluogo del dipartimento. Il prefetto Leopoldo Fernández (nella foto) è stato arrestato.

Ecco le prime testimonianze del massacro (FONTE PULSAR). Una contadina racconta: ''Noi eravamo disarmati. Ci hanno lanciato, bombe, lanciarazzi, dinamite, ci hanno sparato con armi automatiche, mitragliatrici''.

Uno dei sopravvissuti ha raccontato una scena che ricorda i massacri nazisti o quelli del Guatemala: ''A una signora con un bambino di cinque anni in braccio l'hanno trascinata per i capelli e quando lei chiedeva di non ucciderla le hanno sparato un colpo in testa. Il bambino ha cominciato a piangere e allora hanno sparato anche a lui''.
Continua...

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Videogiochi . Golpe USA per rovesciare Chavez. L'America latina si mobilita online contro un videogioco

Eccoli, i mercenari pagati da Washington per destituire il governo venezuelano e prendere possesso delle risorse petrolifere del Paese. Non è una pagina di cronaca internazionale di questi giorni, né uno studio dell' intelligence. La trama di un attesissimo videogioco, 'Mercenaries 2 World in Flame' (realizzato in tre anni di lavoro dal team dei Pandemic Studios di Los Angeles) vede il giocatore a a capo di un gruppo di mercenari in Venezuela. Con l'obiettivo di dare la caccia e destituire il 'crudele dittatore' e riconquistare il controllo delle risorse petrolifere, restituendole alle grandi compagnie americane.

Già all'annuncio della creazione del videogioco da parte dei Pandemic Studios, scoppiarono le polemiche tra l'amministrazione di Washington e importanti politici venezuelani. Alcuni membri del parlamento, come Ismael Garcia, e dell'Assemblea Nazionale, come Gabriela Ramirez, hanno parlato di "una mossa propagandistica da parte degli Usa per preparare un intervento militare in Venezuela". Ora il gioco esce in coincidenza con la nuova crisi diplomatica tra Chavez e Usa, che ha portato ad accuse gravissime e all'espulsione dei rispettivi diplomatici. Il risultato? In tutto il Centro America stanno nascendo iniziative volte a bloccare 'Mercenaries 2' e anche le associazioni umanitarie statunitensi hanno lanciato un appello per boicottare quello che già viene definito il "videogioco-anti Chavez".

Sotto accusa, oltre ai contenuti, anche l'estremo realismo del gioco, raggiunto tramite le più moderne tecniche e i software più avanzati. Nel videogioco è possibile distruggere interi palazzi e quartieri, far esplodere autocisterne e rendere inservibili pozzi petroliferi, per strapparli al controllo delle forze nazionali del Venezuela, e, addirittura, creare un vero e proprio campo di addestramento per mercenari, dove pianificare l'invasione. Il tutto è stato realizzato sotto le precise direttive e con la continua consulenza di esperti militari e mercenari americani che hanno preso parte alle missioni negli scenari più caldi del pianeta.
(Fonte: RaiNews24)

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Un americano a Roma

fonte www.pieroricca.org/

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Abdul, 19 anni ragazzo, italiano e di colore ucciso a sprangate a Milano

Nella notte tra sabato e domenica è stato ucciso a sprangate Abdul, un ragazzo di 19 anni: i suoi assassini lo accusano di aver rubato un pacchetto di biscotti.

Una brutale, violenta aggressione al grido di "sporchi negri vi ammazziamo", maturata nel clima d'intolleranza che si respira nelle nostre città, invase da campagne xenofobe e razziste, che generano e fomentano la follia securitaria.

Mentre continua la costruzione mediatica e politica di capri espiatori, le nostre città diventano sempre più terreno di azioni squadriste, di sperimentazioni di politiche xenofobe, fatte di espulsioni, discriminazione e costruzione di immaginari lontani dalla realtà.

Solo pochi giorni fa, alcune decine di neofascisti hanno inaugurato una sede, a suon di saluti romani, costringendo fotografi e giornalisti a cancellare le immagini di una impresentabile e nostalgica rappresentazione, con la complicità e la connivenza della Questura di Milano.

L'ignoranza, l'uso della paura, la stigmatizzazione del diverso e del migrante sono strumenti utili al potere che riunisce neo-fascisti, camice-verdisti e moderati, soprattutto in una città da anni amministrata da giunte autoritarie, lobby cielline e leghisti.

Nel tentativo di nascondere, e nell'incapacità di gestire una crisi politica ed economica, molti preferiscono aizzare populismi e razzismo. L'ignoranza, l'uso della paura, la stigmatizzazione del diverso e del migrante sono sempre utili al potere.

Per esempio alle camice-verdi, che parlano di autonomia dei territori, ma sono troppo spesso contigue alle camicie nere, soltanto intolleranti, xenofobe e tristemente identitarie.

Oppure ai moderati di ogni sorta che per governare e controllare utilizzano la paura e costruiscono nemici pubblici, come avviene nella nostra città governata da anni da giunte autoritarie e dalla lobby ciellina.

Abdul è l'ennesima vittima dell'anti-poltica della paura, dei sindaci sceriffi e della tolleranza zero tanto sostenuta dal ministro Maroni, della travolgente lotta per la legalità e di una guerra condotta a bassa intensità all'interno dei confini e delle metropoli.

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11 Settembre, Zerofilm fa il pieno in Russia con 30 milioni di spettatori - 13/09/08

Tra i trenta e i trentacinque milioni di spettatori. E' questa la cifra tonda raggiunta dalla proiezione del docufilm "Zero, inchiesta sull'11 settembre" mandata in onda su 1TV, la rete ammiraglia del servizio pubblico radiotelevisivo russo che ha dedicato alla serata tutto il prime time del 12 settembre. Esattamente dalle 21:15 ben oltre la mezzanotte.

Un grandissimo successo per il film realizzato dal parlamentare europeo indipendente Giulietto Chiesa, soprattutto alla luce del grave ostracismo riscontrato in fase distributiva sul piano nazionale. Il documentario, al quale hanno preso parte attori e pensatori del calibro di Dario Fò e Moni Ovadia, è stato accompagnato da uno straordinario dibattito televisivo, caratterizzato dalla presenza di numerosi esperti di fama internazionale.

Sotto la conduzione del noto giornalista Alexander Gordon, si è discusso animatamente delle ormai note ombre emerse nella ricostruzione ufficiale degli attentati dell'11 settembre 2001 effettuata dal governo degli Stati Uniti d'America. Due fazioni contrapposte hanno espresso dubbi e considerazioni sull'eventualità che l'attacco avesse o meno regie e complicità interne. Il Gen.Leonid Ivashov, capo di stato maggiore dell'esercito russo ai tempi dell'attentato, ha suggerito l'ipotesi di una nutrita collaborazione di "gruppi di servizi" divise in squadre operative. Il giornalista francese Thierry Messain, autore tra gli altri de "L'incredibile menzogna" e "Pentagate", ha usato toni forti: "Gli stessi personaggi che hanno portato la guerra in Medio Oriente - ha raccontato il reporter costretto da minacce di morte all'esilio in Siria dopo il cambio alla presidenza francese - sono esattamente coloro che hanno organizzato l'11 settembre". Al dibattito ha partecipato naturalmente anche Giulietto Chiesa che, oltre a spiegare le ragioni della sua inchiesta, ha ringraziato tutti coloro che hanno finanziato dal basso la produzione del film garantendone la realizzazione.

Giorni comunque di grande intensità per il gruppo Zero e per lo stesso giornalista piemontese. L'omonimo libro inchiesta "Zero, perchè la versione ufficiale è un falso" tradotto in russo dalla casa editrice Tribuna è stata prima consegnata personalmente al presidente Medvedev nel teatro Oktrabre di Mosca e successivamente a Vladimir Putin a Valdai nel corso di un convegno di geopolitica internazionale.

Il Cremlino ha tenuto a precisare che lo spazio dedicato all'accurata discussione degli attentati dell'11 settembre non corrisponde ad alcuna presa di posizione ufficiale. Quello che è certo è che i venti della guerra fredda, dopo il conflitto in Ossezia del Sud avallato tacitamente dagli Usa, hanno risvegliato senza troppe remore l'orso russo dal letargo.

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L'autunno della sinistra. Errare è umano, ma perseverare è diabolico!
di Marco Santopadre

L'autunno è ancora lontano e ad arroventare il clima ci stanno pensando le alte temperature più che le annunciate e mai convocate mobilitazioni della sinistra ex arcobaleno. Ma in compenso su giornali e siti internet ad impazzare è la polemica proprio sull'autunno caldo: la data della discordia sembra essere quella dell'11 ottobre. Nel mese di ottobre infatti alcune forze politiche della ex sinistra radicale vorrebbero giocare la carta dell'adunata identitaria e folcloristica, per contendere il campo a quella annunciata ormai 4 mesi fa dal Partito Democratico che si terrà il 25 di ottobre. Se le correnti vendoliane del Prc sconfitte sul filo di lana nel congresso estivo del partito che fu di Bertinotti sembrano aver scelto di aderire direttamente al grande happening ''democratico'' del 25, non è ancora chiaro chi ci sarà all'appuntamento dell'11. Convocato parecchie settimane fa da Marco Ferrando in nome dell'unità delle sinistra di opposizione contro le nefandezze del Governo Berlusconi, fino a pochi giorni fa sembrava scontata la partecipazione sia della maggioranza ferreriana del PRC che del Partito di Diliberto. Un'adesione pesante che avrebbe trasformato l'appuntamento in una grande festa colorata di rosso per mettere finalmente la testa fuori dal bunker e rinfrancare militanti e simpatizzanti dopo la batosta elettorale dello scorso 14 aprile. Diciamo sembrava perché qualche giorno fa una nota dello stesso Ferrero ci teneva a precisare che il suo partito non aveva convocato nessun appuntamento di piazza alla quale poi far aderire altre forze della sinistra. A gettarsi nella mischia ci ha pensato nel frattempo quell'Antonio Di Pietro che già prima dell'estate aveva organizzato il No Cav Day a Piazza Navona quando le ex sinistre arcobaleno ancora si stavano leccando le ferite rintanati nelle loro sedi a preparare i congressi.

A questo punto non è chiaro se la manifestazione ci sarà o no, chi la promuoverà e chi vi parteciperà. Soprattutto non è chiaro quali saranno i suoi contenuti. Fatto sta che da questa vicenda emerge una curiosa quando inopportuna coazione a ripetere da parte di una sinistra che stenta a comprendere le cause e le conseguenze del terremoto del 13 e 14 aprile scorso. A settori sociali e politici che continuano a chiedere risposte chiare e coerenti ai loro bisogni le direzioni dei partiti sembrano rispondere riproponendo la trita ritualità della manifestazione autunnale. Nessuna progettualità politica, nessuna mobilitazione concreta e incisiva, nessuna proposta di alleanza nella società che permetta di risalire la china dopo la caduta nel baratro. Solo una sfilata, e chi s'è visto s'è visto. Poco importa che il 17 ottobre, neanche una settimana dopo, tutto il sindacalismo di base abbia indetto una importante giornata di sciopero generale ben prima che dal cilindro di qualche partito uscisse il coniglietto della scampagnata autunnale.

E' la realtà dei fatti ad indicare come la mancanza di autonomia e di indipendenza politica e culturale da parte dei partiti della sinistra non possa che condannarli a subire ancora la situazione piuttosto che a esserne protagonisti, ad essere oggetti piuttosto che soggetti della dinamica politica del nostro paese.

Di fronte alla pesantissima crisi sociale che attraversa il paese, ad una crisi politica della sinistra talmente devastante da agevolare in molti contesti sociali l'affermazione di un'egemonia reazionaria e apertamente fascista, i partiti della sinistra cosa propongono ai propri militanti disorientati e avviliti?

Le bandiere rosse, ci è sembrato di capire, non bastano più. Il 20 ottobre dell'anno scorso furono in centinaia di migliaia a scendere in piazza a Roma in nome dell'orgoglio ''comunista''. Ma poi tornarono a casa, mentre i loro dirigenti e i loro rappresentanti in parlamento votavano leggi tra le più antipopolari della storia recente dell?Italia. Errare è umano, ma perseverare è diabolico!

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Roberto Castelli

Durante il G8 di Genova, ministro della Giustizia in carica, andò in visita a Bolzaneto. E verificò di persona che tutto si svolgeva nalla più assoluta normalità. Le torture e gli abusi denunciati da centinaia di vittime e accertati dalle indagini per lui sono un ''teorema''.

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YANKEES DE MIERDA GO HOME

Non vorrei esibire lo stesso tipo di indecente eccitazione che mostrano sovente i giornalisti professionisti quando eventi drammatici interessano il loro settore di pertinenza - con strofinio di mani e luccichio di occhi quando l'agenzia informa di un migliaio di morti in una collisione di piroscafi - ma devo invitare chi ha finora rivolto una doverosa attenzione ai venti di guerra del Caucaso, a dirottarne un filo in America Latina, per il ritmo incalzante con cui gli avvenimenti stanno producendosi in Venezuela e Bolivia.

Il fiotto di notizie su una situazione di tensione che riguarda direttamente gli Stati Uniti - e non uno stato fantoccio come la Georgia - sfida per il momento la capacità di elaborazione, e dunque andrò rapidamente per punti .

* A seguito di un attentato, martedì, a una pipeline in Bolivia, nel quadro degli atti delinquenziali di sabotaggio di un'opposizione che non ha digerito la pesante sconfitta al referendum revocatorio del 10 agosto, che ha consacrato l'enorme popolarità di Evo Morales, questi ha dichiarato persona non grata Phil Goldberg, l'ambasciatore USA a La Paz, nonché uno degli artifici diplomatici della dissoluzione della ex Yugoslavia - spedito in Bolivia per soffiare sulle ceneri ardenti di un separatismo riguardante la zona della cosiddetta Mezzaluna.

* Contemporaneamente, in Venezuela, durante un programma televisivo, La Hojilla, è stato reso noto: a) che è stato sventato un colpo di stato maturato in ambienti delle forze armate, che prevedeva il bombardamento aereo della sede del presidente a Palazzo Miraflores; b) che in questa occasione o in futuro gli Stati Uniti avebbero direttamente preso parte alle operazioni per uccidere Chavez con appoggio aereo tramite velivoli recanti insegne contraffatte venezuelane; c) che un consistente numero di Venezuelani è associato alle patrie galere per l'accusa che aver preso parte al tentativo di uccidere il presidente.

* Gli Stati Uniti hanno risposto al decreto di espulsione del loro ambasciatore a La Paz espellendo a loro volta l'ambasciatore boliviano a Washington. Ciò costituisce una mossa di prammatica degli USA che, indipendentemente dalle ragioni della crisi diplomatica, cercano di attenuare il danno di immagine attraverso un criterio di reciprocità. Chavez conosce molto bene questo costume degli USA, e doveva aver già fatto i suoi conti al momento in cui Evo Morales ufficializzava la sua decisione contro Goldberg. Infatti, quando si è saputo che il Dipartimento di Stato espelleva l'ambasciatore boliviano, Caracas ha annunciato che, in segno di solidarietà con la Bolivia, si dava un termine di 72 ore all'ambasciatore USA in Venezuela perché lasciasse il paese. L'annuncio è stato reiterato durante una massiccia manifestazione di protesta contro il tentato golpe, nella quale il presidente ha detto: ''Ya basta de tanta mierda de ustedes, yanquis de mierda'', frase trasparente a qualunque parlante di lingua romanza.

* Inazio Lula da Silva, il presidente del Brasile - colosso politico ed economico del Sud America -, che negli ultimi giorni aveva fatto sapere che le manovre della IV Flotta USA riguardano un'aerea interessata da riserve petrolifere al largo del Brasile, è subito intervenuto nella crisi, chiarendo che il suo governo non riconoscerà nessun governo boliviano che nascesse dall'abbattimento illegale di Evo Morales.

* Chavez ha avvertito che in caso di golpe e assassinio di Evo Morales, un eventuale movimento armato boliviano che nascesse in reazione a ciò potrebbe contare sull'attivo appoggio del governo venezuelano. Il Venezuela vuole la pace "ma non siamo disposti a morire come Bolivar, a Santa Maria, o Allende, alla Moneda... Se l'oligarchia o il lacché diretti, finanziati e armati dall'impero abbattono uno qualsiasi dei nostri governi, avremo luce verde per iniziare qualunque tipo di operazione che restituisca il potere al popolo in questi paesi fratelli".

DI GIANLUCA BIFOLCHI

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Assediadi dagli uragani
di Fidel Castro Ruz

Non c'eravamo ancora ripresi dalle forti emozioni e dai danni materiali provocati dall'uragano Gustav nell'Isola della Gioventù e nella provincia di Pinar del Río, con venti di forza straordinaria, quando sono incominciate a giungere notizie sulle inondazioni marine da parte di Hanna e, peggio di ogni altra, che l'uragano Ike, di grande intensità, girando verso sudovest per via della pressione di un anticlone a nord della sua traiettoria, avrebbe colpito in lungo ed in largo, per circa mille chilometri, il territorio nazionale.

Ossia questo significa che il paese intero sarà stato colpito da tre uragani, ed in alcuni punti, due volte.

Che fine faranno i caschi di banane, la frutta o le verdure di un orto intensivo? Le coltivazioni di fagioli o di cereali? I campi di riso o di canna da zucchero? I centri d'allevamento avicoli, di suini o di produzione casearia? In questo momento l'intera nazione è alle prese con quello che in guerra si chiama "stato d'allarme".

I problemi che ho esposto nella riflessione in cui Gustav veniva definito una bomba nucleare ora si sono moltiplicati.

I principi che devono guidare la nostra condotta continuano ad essere gli stessi, ma richiedono sforzi incomparabilmente maggiori.

La Difesa Civile non ha perso un solo minuto. Tutti coloro che hanno responsabilità nel Partito e nel Governo si sono dati da fare in ogni centro.

I quadri devono esigere disciplina, contenere le emozioni ed esercitare autorità. La televisione, la radio e la stampa assumono una grande responsabilità nell'esercizio dei loro compiti informativi.

Il mondo intero ha osservato con ammirazione la condotta del nostro popolo di fronte alla devastazione di Gustav.

Mentre i nemici si sfregavano cinicamente le mani, gli amici, come di può vedere, sono molti e ben decisi a cooperare con il nostro popolo. I semi della solidarietà piantati lunghi anni danno i loro frutti in ogni luogo.

Aerei russi e di altre nazioni paesi sono giunti con rapidità da migliaia di chilometri di distanza, con prodotti che non si valutano per il loro volume o per il loro valore, ma per il loro significato. Donazioni di piccoli Stati come Timor Leste, messaggi di paesi più poderosi, paesi amici come la Russia, il Vietnam, la Cina ed altri, hanno espresso la loro totale disponibilità di cooperazione nei programmi d'investimento che dobbiamo immediatamente intraprendere per ristabilire la produzione e svilupparla.

La fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela e il presidente Hugo Chávez hanno adottato misure che costituiscono il più generoso gesto di solidarietà che la nostra Patria abbia mai ricevuto.

Penso che il nostro paese, per quanto duri siano i colpi ricevuti e che riceverà, garantisca condizioni di salvezza della vita dei cubani e che le famiglie cubane riceveranno aiuti materiali ed alimentari per il tempo necessario, finché, il più rapidamente possibile, si recupererà la produzione alimentare. Gli aiuti saranno differenziati nei vari municipi, valutando l'importanza dei danni e il tempo necessario per la ripresa.

Ora siamo assediati dagli uragani.

Adesso più che mai s'impongono la razionalità e la lotta contro lo spreco, il parassitismo e l'accomodamento.

Si deve agire con assoluta onestà, senza demagogia, né concessione alcuna al parassitismo e all'opportunismo. I militanti rivoluzionari devono essere esemplari. Devono infondere e ricevere fiducia. Devono dedicare tutto al popolo, anche la vita. se fosse necessario.


Fidel Castro Ruz - 7 Settembre 2008

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Colaninno? Nessun imbarazzo!

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Cospirazione: Evo Morales espelle l'Ambasciatore degli Stati Uniti

Nell'anniversario dell'11 settembre il presidente boliviano Evo Morales espelle l'ambasciatore statunitense. Nel 1973 in Cile, come oggi in Bolivia, l'Ambasciata statunitense è il motore dell'eversione e del golpismo. Ma l'indio ribelle non abbassa più la testa.

''Non abbiamo paura di nessuno ''ha dichiarato Evo nel Palazzo del Governo a La Paz- non abbiamo paura neanche dell'impero. Denuncio che l'ambasciatore statunitense Philip Goldberg (nella foto con il presidente) è responsabile di cospirare contro la democrazia e per dividere la Bolivia e pertanto lo dichiaro persona non grata!.

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Così ho avvelenato Napoli

Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari

Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all'anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito.Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l'acqua e l'aria della Campania. (Continua..)

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Roma. Immotivato irresponsabile atteggiamento delle forze dell'ordine al termine del sit in all'ambasciata Usa per la liberazione dei cinque agenti dell'antiterrorismo cubano

Si è tenuto ieri a Roma di fronte all'Ambasciata USA un grande sit in di lotta per chiedere la liberazione immediata dei cinque patrioti cubani; a questa importante manifestazione nazionale, che ha aperto in Italia la mobilitazione nell'ambito del mese di campagna internazionale, hanno partecipato oltre 300 compagni in rappresentanza dei comitati e associazioni organizzatrici, dei movimenti sociali, dei sindacati di base, di collettivi studenteschi, di intellettuali, artisti, e di alcune forze politiche (Prc, PdCI, Rete dei Comunisti ecc.).
Come in altre occasioni si è trattato di un momento importante di lotta pacifica e di massa che si è svolta in un clima di assoluta calma e nel pieno rispetto delle regole democratiche.
Dobbiamo denunciare che al termine della manifestazione, quando in piazza erano rimasti pochi compagni, le forze dell'ordine hanno iniziato ad assumere un atteggiamento irresponsabile, provocatorio e intimidatorio, e tentando di identificare immotivatamente alcuni compagni che avevano partecipato al sit in. Dopo questa prima fase di provocazioni, allorché i compagni alla spicciolata lasciavano il luogo del sit in, alcuni di loro sono stati fermati ed identificati.

Denunciamo agli organi di stampa, ai cittadini, ai lavoratori, ai sindacati e ai partiti democratici questo atteggiamento di grave intimidazione da parte delle forze dell'ordine, che mette in discussione gli stessi principi della libertà democratica a manifestare pacificamente le proprie opinioni.

I promotori del sit in:

Associazione La Villetta
Nuèstra America
CdR Roma
Comitato ''Fabio Di Celmo''

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Carica polizia - NoDalMolin Vicenza 6-9-08

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Vicenza. Sabato corteo No Dal Molin. Il referendum si farà lo stesso

Il prossimo sabato 13 settembre i No Dal Molin hanno organizzato una manifestazione che raggiungerà la zona dell'aeroporto e che ha come obiettivo quello di verificare che «nessun lavoro sia iniziato nel segreto». Il Comune, infatti, ha chiesto una moratoria sull'apertura del cantiere: in sostanza, si chiede agli americani di non posare nessuna pietra fino a che la popolazione non si sarà democraticamente espressa sull'allargamento della base. Dunque, fino al 5 ottobre, data fissata per quel referendum che Berlusconi reputa «gravemente inopportuno».Secondo i No Dal Molin, la violenza di sabato «va letta come conseguenza diretta della lettera che Silvio Berlusconi ha inviato al sindaco Variati», e gli risponderanno con la manifestazione del 13. Il sindaco Variati, invece, ha preso carta e penna. Per noi, ha scritto il primo cittadino di Vicenza, la consultazione popolare «è opportuna, legittima e giusta». «Abbiamo sempre spiegato, anche al governo ' replica Variati ' che la consultazione non è su materia sottratta al potere dell'ente locale. Ai cittadini, cioè, non chiediamo di esprimersi su scelte di politica estera o di difesa, e neppure su ''base sì, base no''. I vicentini dovranno dire se vogliono o meno che il Comune avvii la procedura per chiedere la cessione di un'area delicatissima dal punto di vista ambientale, da destinarsi a usi collettivi. Questo ' conclude ' è nelle nostre facoltà: e credo che, se a chiederlo saranno in molti, avrà peso».

SABATO 13 SETTEMBRE, GRANDE MANIFESTAZIONE PER LA DEMOCRAZIA
RITROVO ORE 15.00 P.ZA MATTEOTTI

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Vicenza . Berlusconi chiede al sindaco di bloccare il referendum contro la nuova base USA

Il premier Silvio Berlusconi entra a gamba tesa sulla vicenda Dal Molin e ha invitato il sindaco di Vicenza, Achille Variati, a rinunciare al referendum indetto per il 5 ottobre sulla realizzazione della nuova base americana. «La consultazione popolare da lei indetta si manifesta ancora più gravemente inopportuna». Così scrive Berlusconi al sindaco. Mentre nella città veneta non si placano le polemiche dopo gli scontri di sabato tra i comitati No Dal Molin e la polizia. A palazzo Trissino, sede del comune di Vicenza, la lettera del Cavaliere è giunta il 5 settembre, un giorno prima degli scontri tra manifestanti e polizia che hanno portato alla denuncia di sei attivisti del comitato del No. «L'area - sottolinea Berlusconi a Variati - è stata consegnata agli Usa. La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura».

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Il problema risolto

Afragola è un paese di sessantamila abitanti in provincia di Napoli.
Da Afragola ci scrive Antonio. Stufo di sentire che il problema rifiuti è stato risolto e di vedere Berlusconi bearsi alle spalle di chi il problema lo vive davvero, qualche giorno fa ha ripreso i rifiuti che ancora incorniciano le strade del suo comune. Ce n'è abbastanza da riempire il parco di villa Certosa.

Ecco il video.
Afragola è un paese di sessantamila abitanti in provincia di Napoli. Da Afragola ci scrive Antonio. Stufo di sentire che il problema rifiuti è stato risolto e di vedere Berlusconi bearsi alle spalle di chi il problema lo vive davvero, qualche giorno fa ha ripreso i rifiuti che ancora incorniciano le strade del suo comune. Ce nè abbastanza da riempire il parco di villa Certosa.

Ecco il video.

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«C'è bisogno di tutta Rifondazione Di Pietro e il Pd non sono opposizione»

Davide Varì

Partiamo da quel che sta vivendo il Paese: Confindustria è decisamente all'attacco e l'opposizione parlamentare sembra, per così dire, poco incline alla "lotta"...
Io credo che stiamo arrivando ad un passaggio molto importante e nello stesso tempo molto poco visibile al livello di massa. Il primo punto critico è di certo rappresentato dal tentativo di riforma della contrattazione. Il rischio evidente è la cancellazione della contrattazione collettiva, dei contratti nazionali. Un disegno che Confindustria, temo, stia perseguendo con successo. C'è una pressione evidente sulla Cgil per firmare un accordo che supererebbe a destra quello del 23 luglio '93. Con l'aggravante che siamo di fronte ad una grave compressione dei salari. Per questo dico che siamo alla vigilia di un passaggio importante. Se la Cgil firmasse quell'accordo, oltre a stabilizzare il governo Berlusconi, deluderebbe molti lavoratori. E' una vicenda del tutto simile a quella relativa all'articolo 18. Con la differenza che, allora, la Cgil fece argine e mobilitò i lavoratori.

E sulla proposta di federalismo fiscale?
Sono convinto che esiste una grande simmetria tra la distruzione della contrattazione collettiva e la riforma federalista che ha in mente questo governo. Il federalismo leghista e berlusconiano rappresenta, su un piano istituzionale, quello che la riforma della contrattazione rappresenta sul piano lavorativo. Se con il federalismo si va verso una divisione tra regioni ricche e regioni povere - a danno di quest'ultime, ovviamente - dall'altro, il contratto che ha in mente Confindustria, non è altro che il tentativo di isolare il lavoratore. Insomma, stessa strategia e stesso obiettivo: creare guerre tra poveri. Per questo spero davvero che la Cgil non firmi un accordo di questo tipo.

Neanche il Pd sembra molto incline alle barricate...
Temo che non si possa sperare in nessuno che non sia Rifondazione. Da un lato abbiamo un Pd molto incline al dialogo piuttosto che all'opposizione di questo governo. Né sul federalismo fiscale né sulla questione del contratto collettivo mi sembra infatti di aver visto un Pd battagliero...

E Di Pietro? Qualcuno di Rifondazione è già sceso in piazza con lui. E cambiato qualcosa?
Non credo che Di Pietro rappresenti un argine credibile sui temi sociali. Il dramma è proprio questo: da un lato c'è l'opposizione dialogante del Pd e dall'altro quella meramente antiberlusconiana di Di Pietro.

Forse c'è bisogno di sinistra...
Certo, la vera scommessa per noi, ma soprattutto per questo Paese, è quella di riuscire a ricostruire una opposizione di sinistra. C'è bisogno di qualcuno che faccia argine sulle questioni del mondo del lavoro, sulle grandi questioni sociali e sulle battaglie che si articolano nei territori. Le opposizioni presenti nel Paese in questo momento non sono poi così distanti dalla cultura confindustriale. Dunque, l'urgenza è quella di ricostruire una opposizione sociale credibile e radicata nei territori. Un punto di riferimento politico per i conflitti che si articoleranno nei prossimi mesi: Alitalia, scuola e così via...

E quale sarà il ruolo di Rifondazione in questo contesto?
Un primo passaggio lo faremo il 14 settembre prossimo. Una assemblea che ha l'obiettivo di dare un segno importante a tutto il partito, una ripartenza dell'iniziativa politica di Rifondazione. Il nostro obiettivo è quello di ricostruire un'opposizione credibile. Per questo spero che da questa assemblea nasca una manifestazione unitaria di sinistra contro il governo e contro Confindustria. Una manifestazione che sia in grado di tenere insieme la questione democratica e quella sociale. Insomma, il 14 rappresenta il primo passo di un partito che vuole segnare la riapertura e la ridislocazione nel quadro politico generale. Stiamo lavorando unitariamente alle forze sociali e politiche per ricostruire un'opposizione.

E qual è la novità rispetto al progetto di Sinistra Arcobaleno? Anche in quel caso si trattava di costruire una sinistra unitaria...
Ho sempre pensato, e Genova l'ha dimostrato, che la costituzione di una sinistra va cercata a partire dal basso. E questa unità dei movimento dal basso va perseguita con forza. Solo facendo questo passaggio è possibile riconsiderare una riapertura della prospettiva politica. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con l'abolizione delle identità politiche dei diversi soggetti.

Parli di unità ma, di fatto, la stessa Rifondazione appare ancora divisa in due. Nel tuo ruolo di segretario hai intenzione di cercare un'unità interna al partito?
Io penso che lungo la strada della costruzione di un'opposizione unitaria, Rifondazione sia fondamentale. Tutta Rifondazione. Parlavamo di Genova, di un'esperienza che rappresenta un filo rosso che unisce tutto il partito. Ecco io spero che tutta Rifondazione, e non solo una parte, possa condividere questo cammino, possa ricostruire un percorso in cui tutto il partito si riconosca e partecipi attivamente. Nel frattempo io proporrò di nuovo una gestione unitaria, unitaria fino ai livelli più alti del partito. Vediamo dove si riuscirà ad arrivare. Spero il più in alto possibile...

Un'ultima considerazione, è d'obbligo, sul futuro di Liberazione...
Condivido le preoccupazioni della redazione. E' inutile nascondere la gravità della situazione. ll primo problema è capire il quadro economico in cui ci muoviamo. Per le informazioni che ho temo che si tratti di una situazione molto pesante sul piano finanziario ed economico. Che, per di più, rischia di essere aggravata dai tagli all'editoria minacciati dal governo. Sabato eleggeremo gli organismi del partito ed una delle questioni più urgenti è rappresentata proprio dal giornale.


Liberazione 07/09/2008

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Roma. Contestato Cheney a Trastevere. Oggi manifestazione a Piazza S. Marco

Appena arrivato a Roma da Cernobbio, dove ha partecipato al workshop Ambrosetti, il vicepresidente degli Usa Dick Cheney si è recato a Trastevere. Accompagnato dalla moglie Lynne e dai suoi assistenti, Cheney ha pranzato da 'Sabatini' a piazza Santa Maria in Trastevere, nel cuore di Roma. Già dalla mattina presto, tutte le stradine che portano alla piazza erano state sgomberate anche con carri attrezzi dalle auto mentre nella zona erano stati dispiegati decine tra poliziotti e carabinieri. All'uscita dal ristorante Cheney è stato accolto da fischi e buu. Ad attenderlo decine di curiosi, "Obama, viva Obama", ha gridato un uomo, cui un poliziotto ha intimato di stare zitto, mentre la piazza ha fischiato il 'falco' dell'amministrazione Bush. Oggi pomeriggio alle 17.00 a Roma è prevista una manifestazione a Piazza S. Marco convocata dagli cittadini statunitensi per la pace e la giustizia che sostengono la richiesta di impeachment di Cheney.

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Viterbo . Una nuova aggressione fascista

Aggressione dei naziskin contro un ragazzo di sinistra a Viterbo. E' accaduto al Sagrario, durante i festeggiamenti di Santa Rosa. Una decina di teste rasate, con le braccia tatuate, hanno circondato un giovane e lo hanno colpito a bottigliate ferendolo al capo. Identificate una decina di persone. La Digos ha identificato decine di ragazzi, la maggior parte sono i soliti, quelli che fanno capo a gruppi di estrema destra e agli ultrà della Viterbese. Il raid al Sagrario e' analogo ad un altro compiuto la sera di mercoledi' scorso nel quartiere medievale di San Pellegrino, dove decine di persone si erano barricate in una pizzeria.

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Usa. L'amministrazione Bush non rimuoverà il blocco contro Cuba

Gli Stati Uniti non sono pronti a rimuovere l'embargo su Cuba: lo ha detto il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice in visita in Marocco. 'Non penso che nel contesto attuale sia saggio togliere l'embargo', ha detto. Ieri L'Avana aveva chiesto a Washington di rimuovere le restrizioni che impediscono alle societa' Usa di aprire linee di credito e aiutare la popolazione cubana colpita dall'uragano Gustav. Washington ha offerto nei giorni scorsi aiuti per 100mila dollari da gestire tramite una organizzazione non ufficiale ma legata al governo USA.

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06-09-08 Caricare le manifestazioni pacifiche? A Vicenza si può!

Finisce con 5 fermi e una trentina di feriti la manifestazione pacifica organizzata e dichiarata per oggi. Finisce con 5 fermi e una trentina di feriti la manifestazione pacifica organizzata e dichiarata per oggi. Evidentemente in Italia non è possibile manifestare, nemmeno pacificamente.
Una manifestazione pubblica, dichiarata e stampata sui giornali. Alla luce del sole, dichiarati gli intenti e quello che si sarebbe andato a fare. Costruire una torretta per monitorare la situazione dei lavori all'interno dell'aeroporto. Su luogo privato per cui avevamo il beneplacito del proprietario, e la richiesta di autorizzazione per occupazione suolo pubblico.
Questo probabilmente non è bastato per dissuadere le forze dell'ordine (del disordine?) dal caricare, trascinare, manganellare, prendere a calci questa manifestazione pacifica di vicentini. Donne, vecchi, ragazzi. Indiscriminatamente maltrattati, con pretesti ridicoli. "Quella torretta è troppo alta". Già duecento metri prima del punto concordato per la posa della torretta il corteo era stato improvvisamente bloccato. Un blocco imotivato e futile, aggirato dai cittadini passando per il fosso laterale. Poi la costruzione. Finché l'ordine è arrivato. I cittadini si siedono e difendono la costruenda torretta con un sit-in. A nulla valgono i discorsi per cercare di essere ragionevoli.
La prima carica ha fatto vari feriti e cinque fermi. Nella seconda alcune ragazze sono state prese a calci, altri ricevevano colpi di scudo, qualcuno è stato trascinato per i capelli. Gli occhi sfigurati di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza e gli insulti: "Ti uccido! Sporco pacifista! Ti spacco la testa". Il corteo quindi si rifugia nel giardino di una casa adiacente, ospitati dagli abitanti solidali.

video 1

video 2

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Usa. Altri 250 manifestanti arrestati alla convention dei repubblicani. In tre giorni sono saliti a 670

Sono state arrestate circa 250 persone che ieri hanno manifestato contro la guerra prima dell'inizio del discorso di John McCain alla convention del partito repubblicano a Saint Paul, in Minnesota. I fermati facevano parte di un gruppo di circa 1000 persone che aveva organizzato la manifestazione dandovi anche un titolo: "Niente pace ai guerrafondai", e che avevano intenzione di marciare fino al centro della città dove era in corso la convention. Durante il corteo venivano scanditi slogan pacifisti e contro McCain, come "Chi è un terrorista? McCain è un terrorista". Dopo alcune interruzioni della marcia e qualche tafferuglio tra i manifestanti e le forze dell'ordine, la polizia ha ordinato loro di scogliere il corteo, ma il gruppo di persone ha tentato di raggiungere l'autostrada. Dopo circa due ore di tentativi, gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni prima di arrestare i manifestanti rimasti. I 250 si aggiungono ai 420 arresti effettuati all'inizio della settimana della convention: tra questi anche alcuni giornalisti.

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Terremoto politico a Berlino: la Linke sorpassa la Spd

Tutti i sondaggi vedono avanti la sinistra radicale di Oskar Lafontaine

Terremoto nella sinistra a Berlino. La Linke, ovvero la sinistra radicale di Oskar Lafontaine, scavalca nella capitale il partito socialdemocratico. Il nuovo choc per i dirigenti della Spd arriva dal sondaggio dell'Istituto Forsa pubblicato ieri dal quotidiano Berliner Zeitung , dal quale emerge che se si votasse domenica per la Cancelleria la Linke otterrebbe nella capitale il 20 per cento, mentre il partito socialdemocratico crollerebbe dal 23 per cento di luglio all'attuale 19 per cento. Primo partito cittadino rimarrebbe la Cdu di Angela Merkel con il 27 per cento, mentre il partito socialdemocratico rischia di venire sorpassato anche dai Verdi, che nella capitale sono arrivati al 17 per cento, con i liberali all'11 per cento. È la prima volta che in Germania la Spd scende sotto la soglia psicologica (ma dannatamente concreta) del 20 per cento, su cui da settimane è inchiodata a livello nazionale. Nella parte orientale della città il partito di Lafontaine è addirittura al primo posto con il 35 per cento, seguito da quello socialdemocratico con il 25 per cento e dalla Cdu con il 13 per cento. All'est i Verdi sono al 10 per cento con i liberali all'8 per cento. La città-stato di Berlino è guidata da una giunta rosso-rossa formata da Spd e Linke e la stessa configurazione potrebbe ripetersi nell'Assia, dove Lafontaine ha già assicurato l'appoggio esterno del suo partito ad un governo rosso-verde guidato dalla socialdemocratica Andrea Ypsilanti. Una eventualità del genere è vista come il fumo negli occhi dalla direzione nazionale della Spd, poichè rischia di allontanare ancora di più nelle prossime elezioni per la Cancelleria del 27 settembre 2009 l'elettorato moderato, convinto che all'indomani del voto la Spd potrebbe allearsi con i Verdi e Lafontaine per governare il Paese e imprimergli una decisa sterzata a sinistra. Intanto nella giornata di ieri 60 personalità e intellettuali di primo piano e molti esponenti del mondo sindacale invitano con un appello la direzione della Spd a compiere una virata politica a sinistra e ad annullare la legge sul pensionamento a 67 anni. Era stato infatti l'ex vicecancelliere e ministro del Lavoro socialdemocratico Franz Muentefering ad elaborare ed a far varare il progetto di legge sull'allungamento dell'età pensionabile.

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03/09/08 Colpo di mano sulla scuola: per decreto il maestro unico

di Laura Eduati
Il maestro unico? Doveva rimanere per il momento «un indirizzo politico» del governo da concretizzare nei prossimi tempi, ed eccolo invece comparire lunedì nella Gazzetta Ufficiale all'interno del decreto legge Gelmini, accanto al ripristino del voto in condotta, l'educazione civica e il voto numerico per tutte le materie. Una sorpresa amara che suscita lo sdegno dei sindacati, e non solo.
Soltanto giovedì scorso la ministra della Pubblica Istruzione, dopo l'approvazione del decreto legge sulla scuola da parte del Consiglio dei ministri, aveva promesso di «dettagliare in altre sedi» la reintroduzione del maestro unico e il blocco quinquennale dei libri di testo, punti che poi sono stati introdotti successivamente al riparo da occhi indiscreti.
E così, a partire dall'anno scolastico 2009/2010, i bambini delle elementari troveranno un solo insegnante, un cambiamento che riguarderà soltanto gli alunni della prima classe.
L'orario scolastico scenderà da trenta a ventiquattro ore comprese le due ore di religione che restano invariate. Il testo di legge non fa chiarezza sul destino del tempo pieno, usufruito specialmente dalle mamme che lavorano. Sembra ormai assodato che il ritorno al maestro unico non nasca da una esigenza pedagogica bensì dal bisogno dei tagli alla spesa pubblica imposto da Tremonti. Secondo il governo verranno cancellate circa 42mila cattedre, i calcoli del Cesp toccano le 83mila unità.
Il caos provocato dalla notizia inattesa ha costretto la ministra Gelmini a puntualizzare che il rientro dell'insegnante unico sarà graduale e che per il momento, appunto, riguarderà soltanto la prima classe delle elementari. Precisazione che forze attenua la preoccupazione degli insegnanti di ruolo, non certo dei precari che saranno i primi a perdere il posto o comunque il sogno di una stabilizzazione.
Con la perdita del modello a più maestri e con la riduzione dell'orario scolastico, la scuola elementare italiana potrebbe perdere gli insegnamenti specifici come l'inglese e l'aiuto degli insegnanti di sostegno. Inoltre scompare la compresenza e cioè le ore di lezione tenute contemporaneamente da più insegnanti. Ciò che realmente imbestialisce la categoria degli insegnanti è che una riforma così profonda avvenga per decreto, senza la normale discussione parlamentare e il confronto con le parti sociali.
«Si tratta di cambiamenti che non considerano affatto il notevole aumento degli alunni per classe, la presenza massiccia di studenti stranieri e l'incremento di allievi disabili» denuncia il sindacato Gilda, preoccupato che il taglio degli insegnanti vada a formare classi più numerose a scapito dell'apprendimento. I bambini delle elementari rimarranno a scuola soltanto 24 ore, ma il contratto degli insegnanti del primo ciclo ne prevede 22. Secondo il testo di legge, le due ore mancanti verranno pagate come straordinari ai maestri che decideranno di farsene carico.
Ma il punto, per il segretario generale della Cgil scuola Enrico Panini, è un altro: questo progressivo impoverimento di orario e maestri riuscirà a «distruggere la quinta scuola per qualità al mondo», un attacco senza precedenti al «diritto dei bambini» di avere una istruzione - finora - d'eccellenza. Un balzo all'indietro che, dopo il recupero del grembiule e del voto in condotta, fa temere il peggio.
Gelmini controbatte, numeri alla mano. E spiega che l'introduzione dei tre insegnanti alle elementari non corrispondeva a esigenze pedagogiche ma è servito unicamente a «fare aumentare il numero degli insegnanti». Cosa che, alla ministra, pare «illogica» in quanto il numero degli alunni è diminuito per il calo delle nascite, dimenticando il massiccio afflusso di nuovi studenti stranieri, nati in Italia o all'estero. La Pubblica Istruzione, continua la ministra, spende il 97% del proprio bilancio in stipendi: «Vorrei avere meno insegnanti ma meglio pagati». Purtroppo nel decreto legge non c'è traccia di aumenti di stipendio.
I Cobas della scuola aderiscono alla campagna contro il maestro unico organizzata dal Cesp, firme da inviare direttamente al ministero della Pubblica Istruzione per fermare una riforma che mira a «mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato e delle scuole private».
L'autunno caldo della scuola è cominciato.

Liberazione

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Buffone, the italian premier

Caro Piero,
pare proprio che il termine ''Buffone'' sia stato ormai accolto anche nella lingua inglese come sinonimo di ''Berlusconi''.

L'innovazione linguistica, già consolidata da tempo nella lingua italiana, è stata consacrata oltremanica da un recente articolo del Guardian dedicato alla vicenda Alitalia, nel quale David Gow, ''European business editor'' del quotidiano britannico, si riferisce al nostro primo ministro chiamandolo prima ''Silvio Buffone'', poi semplicemente ''Buffone''.

QUI trovi l'articolo.

Congratulazioni!
fontehttp://www.pieroricca.org/

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Pregate per la salute di John McCain

E' Sarah Palin, candidata alla vice presidente degli Stati Uniti, che ha tutto ma proprio tutto per essere, se mai lo sarà, la donna dell'Apocalisse. Il massimo dell'esperienza politica è stata fare il sindaco di un paese grande come Filottrano, 9.000 abitanti.

La donna che viene dal freddo, governa l'Alaska, è nata per essere adorata dalla destra fondamentalista protestante, paladina della pena di morte, del possesso di armi, dell'antiabortismo militante e del ''destino manifesto'' degli Stati Uniti popolo eletto da dio a dominare il mondo.


Domani Palin potrebbe essere il presidente degli Stati Uniti d'America, come Theodore Roosevelt, Harry Truman, Lyndon Johnson e Gerald Ford, tutti presidenti che nel XX secolo sono diventati tali senza essere eletti ma per morte o impedimento del titolare. Non è un'ipotesi remota visto che John McCain è un gioviale vecchietto di 72 anni (è nato un mese esatto prima di Silvio Berlusconi) dalla salute non eccellente. L'abbiamo sfangata con Dan Quayle, l'impresentabile che fu vicepresidente di George Bush padre e perfino (quasi) con Dick Cheney, l'uomo dell'Halliburton messo a guardia di Bush figlio, ma non sempre può andar bene.

La scelta di Palin è di un cinisco stratosferico e ammiccherebbe (ma non è troppo semplicista) alle donne che sognavano Hillary Clinton presidente ma tant'è: immagine spendibile in tivù per le casalinghe disperate e destra dura e pura, dio, patria e soprattutto famiglia (solo quella tradizionale, manco a dirlo). Se mai dovesse diventare presidente, oggi o anche tra quattro o otto anni, una così sarebbe il comandante in capo, governerebbe con l'Antico Testamento alla mano, e con quello controllerebbe i codici nucleari. Pregate per la salute di John McCain.

fonte http://www.gennarocarotenuto.it

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Roberto Calderoli

Roberto Calderoli detto Pota, autore della riforma elettorale detta Porcata, nonché riformatore della Costituzione detta Carta da cesso, l'altra sera era a Bergamo per la festicciola locale della Lega. Dopo aver tenuto un discorso alto e nobile sulla neo-virilità linguistica del suo condottiero Umberto Bossi, Pota è stato avvicinato dal nostro amico Duccio, che ha provato a interpellarlo su questioni ben più prosaiche, come il suo rapporto con la banca popolare di Giampiero Fiorani, faro di tutta la Padania. Dopo aver lentamente messo a fuoco la domanda, l'abbronzatissimo Pota non ha saputo rispondere niente di meglio che: se spegni la telecamera ti rispondo, a telecamera accesa tu non sei un normale cittadino. Insomma, l'avevamo sottovalutato. Anche Pota ha capito che dire una scempiaggine davanti a una telecamerina è meno innocuo che dirla a tu per tu. E che i ''cittadini normali'' alle feste della lega trincano grappini e ridono per le barzellette sconce, mica riprendono la dichiarazione di un ministro. Sveglio, il ragazzo. Peccato che certe domande sui telegiornali e nei talk show dove il Pota è di casa non le facciano mai. Ecco il siparietto, ritualmente chiuso dalle simpatiche schermaglie con i militanti verdi e los amigos della digos.

fonte http://www.pieroricca.org/

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- NON andare allo stadio dei circenses pallonari
- NON seguire i circensens pallonari in tv
- NON leggere i giornali sportivi o le pagine pallonare dei quotidiani
- NON seguire le news pallonare su Internet
- NON partecipare alle conversazioni pallonare al bar
- NON frequentare persone che conversano di circenses pallonari
- Se si è frequentatori di un bar di guardoni pallonari, cambiare bar
- Se si è genitori, educare i propri figli al disprezzo verso i circenses pallonari

Astinenza totale: questo è il rimedio. All'inizio magari è dura. Ma poi si sta meglio. Coraggio, dite addio alla scimmia pallonara che è in voi! Uccidetela senza pietà!
detto questo......

Lunedì 1 settembre 2008 Come bestie.
Report sulla trasferta dei tifosi napoletani a Roma, la verità che i media non raccontano

Pubblichiamo un report sulla tasferta dei tifosi napoletani a Roma nella prima giornata di Campionato. I media main stream ci raccontano di atti di teppismo da parte degli ultras del Napoli, arrivando addirittura ad inventarsi di sana pianta rapine, aggressioni e minacce a cittadini inermi. Ma la realtà e' ben diversa. Oltre 3000 persone munite di biglietto della partita e biglietto del treno, sono state trattate come bestie in una giornata di follia. Minacce continue, arresti arbitrari, cariche senza alcun motivo, migliaia di persone ammassati in autobus e treni. Tutto questo grazie alla rigidità di Trenitalia ed alla stupidità dei Questori (quello di Napoli e quello di Roma), assolutamente incapaci di gestire un evento sportivo di grandi dimensioni come quello di Roma - Napoli.
continua...

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Si parlerà del femminicidio di Sofia Varela?

Sofia Varela è una ragazza dell'Ecuador ammazzata ieri a Fano a martellate con ogni probabilità dal suo compagno, un odontoiatra italiano di 42 anni, Raffaele Caposiena, al momento piantonato in ospedale dopo un tentativo di suicidio.

La violenza è stata tale che l'assassino le ha completamente sfondato la scatola cranica. Se ne parlerà? Mi sbaglierò ma a giudicare dai primi GR del mattino la vita di Sofia non vale neanche una breve.

http://www.gennarocarotenuto.it

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La minaccia del terrorismo è un pretesto per limitare le libertà

Intervista a Balthasar Glattli
di Silvia Cattori *

La Confederazione Svizzera, al pari di altri Paesi europei, non ha mai subito alcun attentato di matrice islamica. Eppure tutti si allineano alle direttive degli Stati Uniti ed enfatizzano una presunta minaccia terroristica per entrare in guerra e autorizzare i servizi segreti a sorvegliare più intensamente e in maniera sistematica i propri cittadini. Balthasar Glättli, 36 anni, parlamentare di Zurigo, racconta in quest?intervista come ha scoperto di essere sorvegliato e schedato dai servizi segreti e invita ogni concittadino a verificare di non esserlo.
continua...

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St. Paul, parte la convention repubblicana : I pacifisti protestano contro Bush, arresti

PROTESTE E 80 ARRESTI - Intanto, si apprende che circa 80 persone sono state arrestate durante la manifestazione di protesta contro la convention repubblicana. La polizia è ricorsa ai lacrimogeni per frenare un gruppo di attivisti che aveva lasciato prima del previsto il corteo e si era avvicinato all'area "rossa" e blindata intorno al Xcel Energy Center, l'arena che ospita la convention repubblicana. E' nato anche un confronto verbale con esponenti repubblicani. Il corteo contro la guerra in Iraq, contro l'amministrazione Bush e contro il candidato repubblicano John McCain ha raccolto circa 10 mila persone. Si tratta di uno dei maggiori eventi anti-convention previsti in questi giorni: i manifestanti protestano contro la guerra in Iraq e contro l'amministrazione Bush, ma, l'assenza del presidente americano e del suo vice Dick Cheney unita al ridimensionamento del primo giorno dei lavori della convention hanno ridotto anche la portata delle proteste. Il livello delle proteste, infatti, è assai minore della precedente convention repubblicana, quella del 2004, che si tenne al Madison Square Garden e richiamò nelle strade di Manhattan contro Bush decine di migliaia di manifestanti, coordinati dal regista Michael Moore.

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Georgia. Ammette: usate bombe a grappolo in Ossezia

Oggi per la prima volta responsabili georgiani hanno ammesso su pressioni di Human Rights Watch il ricorso a bombe a grappolo in Ossezia del sud nel conflitto con la Russia. La Georgia ha utilizzato questo tipo di ordigni, che rilascia al momento dell'esplosione schegge, viti o aculei, nel tunnel di Roki che collega Russia e Ossezia del sud. Almeno 14 civili, secondo HRW, sono morti sotto bombe a grappolo e decine sono rimasti feriti in più villaggi osseti.

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Beretta:Morti sul lavoro, in Italia il 50% in itinere ................FALSO!!!

Maurizio Beretta è un ex giornalista di regime. Maurizio continua a disinformare per conto di Confindustria nel suo nuovo ruolo di direttore generale. I morti sul lavoro trasformati in una guerra di numeri. Un taglio di 374 morti sul lavoro, un confronto falsato con gli altri Stati europei, trasformare i morti in cantiere in incidenti stradali. Un link scomparso dal sito dell'Inail. E il gioco è fatto. Il morto non c'è più e l'Italia è all'avanguardia per la sicurezza sul lavoro. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Marco Bazzoni risponde a Beretta punto per punto. Menzogna per menzogna.

"Egregio direttore Generale di Confindustria Maurizio Beretta,
leggendo la notizia di ieri dell'agenzia Asca "INCIDENTI LAVORO: BERETTA, 500 MORTI L'ANNO. MENO DI FRANCIA E GERMANIA", e guardando il video dell'intervista su YouTube "Beretta:Morti sul lavoro, in Italia il 50% in itinere",
vorrei dirLe, come ho detto a suo tempo (sempre tramite lettera) al Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che non è assolutamente vero che il 50% degli infortuni mortali sul lavoro sono in "itinere", cioè nel tratto casa/lavoro- lavoro/casa, ma sono molti meno.
Al seguente link era stata pubblicata la tabella con i dati degli ultimi 10 anni sugli infortuni sul lavoro, quindi compresi quelli in itinere (mortali e non):
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670419722/Andamento_storico.pdf
Però adesso, "stranamente", non è più possibile aprire tale tabella. Sarà un caso?!
Cmq, no problem, io mi ero già ricopiato, a suo tempo, i dati sugli infortuni mortali in itinere:
- anno 1997 (1392, in itinere 104, con una percentuale del 7,5%),
- anno 1998 (1442, in itinere 104, con una percentuale del 7,2 %),
- anno 1999 (1393, in itinere 102, con una percentuale del 7,3 %),
- anno 2000 (1401, in itinere 53, con una percentuale del 3,8%),
- anno 2001 (1546, in itinere 296, con una percentuale del 19,1 %),
- anno 2002 (1478, in itinere 396, con una percentuale del 26,8 %),
- anno 2003 (1445, in itinere 358, con una percentuale del 24,8 %),
- anno 2004 (1328, in itinere 305, con una percentuale del 23 %),
- anno 2005 (1280, in itinere 279, con una percentuale del 21,8 %),
- anno 2006 (1341, in itinere 266, con una percentuale del 19,8%).
Mentre per quanto riguarda i dati per l'anno 2007, gli infortuni mortali sono stati 1210 (dati provvisori quelli in itinere 296, quindi con una percentuale del 24,5%.
Quindi ben lontani dal dato fornito da lei del 50 %.
Inoltre, mi suona nuova la cosa, che le imprese investano 12 miliardi di euro in sicurezza sul lavoro, proprio non la sapevo.
Ritornando agli infortuni mortali in itinere, secondo me è giusto che vengano considerati infortuni mortali sul lavoro, perchè un lavoratore non va a divertirsi, ma va al lavoro o torna dal lavoro.
Sembra quasi che la maggior parte della colpa degli infortuni mortali sul lavoro sia da imputare alle strade e non alle imprese, ma le cose non stanno proprio così caro direttore Beretta.
Inoltre, morire in un cantiere stradale, quello non è un morto sul lavoro?! Infine, come fa a dire 500 morti sul lavoro all'anno, meno che in Francia e Germania?
Basta aprire il rapporto annuale Inail per l'anno 2007. Andare a pagina 12, e leggere cosa c'è scritto nella tabella "Infortuni mortali avvenuti negli anni 2006-2007 per gestione e tipologia di accadimento: nell'anno 2007, c'è scritto; infortuni mortali in occasione di lavoro = 874, e non 500!
Nell'attesa di una sua risposta, La saluto."Marco Bazzoni - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Email: bazzoni_m@tin.it

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Marco Travaglio - Alitalia: una commedia italiana

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Italia. Due operai delle ferrovie muoiono travolti da un treno

Due operai delle Ferrovie sono morti in un incidente sul lavoro avvenuto sulla tratta Catania-Palermo, nei pressi della stazione di Motta Sant'Anastasia. Secondo i primi rilievi le due vittime, Giuseppe Virgillito, di 35 anni, e Fortunato Calabrese, di 55, indossavano le cuffie antirumore e non avrebbero sentito i fischi del treno regionale in arrivo che li ha travolti. Sull'episodio indaga la polizia ferroviaria del compartimento di Catania. Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Paternò. «Oggi due morti evitabili nelle ferrovie, infatti era sufficiente che la squadra fosse composta, oltre che dai due operai che indossavano le cuffie antirumore, da altri due che presiedessero ai lavori, così come previsto dalla normativa vigente». Lo dichiara Dino Tibaldi, responsabile Lavoro del Pdci, secondo cui «non si tratta di un incidente, di una tragica fatalità ma la morte di Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese ha un colpevole. Colpevole è il padrone del vapore, cioè l'ad delle Ferrovie, che portando avanti una politica del massimo risparmio taglia in primo luogo sulla sicurezza: manutenzione, controlli, squadre di lavoro ridotte». Per l'esponente del Pdci, «la dirigenza delle Fs dovrebbe affrontare questi problemi invece di accanirsi nel perseguitare e licenziare lavoratori ed Rls».

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Iran. Secondo un quotidiano olandese è imminente l'attacco Usa all'Iran

Gli Stati Uniti avrebbero in programma un attacco militare all'Iran nelle prossime settimane. A rivelarlo il quotidiano olandese 'Telegraaf', secondo cui i servizi segreti olandesi avrebbero sospeso le operazioni mirate a infiltrarsi e sabotare l'industria delle armi iraniana proprio in vista dell'imminente operazione americana. Fonti 'autorevoli' hanno riferito al 'De Telegraaf' che l'operazione Usa sarà condotta nelle "prossime settimane".

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Per Renato Biagetti, dopo l'aggressione fascista a tre militanti

Tre giovani militanti di sinistra sono stati aggrediti e picchiati ieri notte a Roma da dieci giovani estremisti di destra, mentre ritornavano da un concerto in ricordo di Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate due anni fa da due estremisti di destra, a Focene. I tre giovani sono stati colpiti con armi da taglio e catene, e uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia.
Su Renato Biagetti sembra essersi steso il silenzio, come al solito in casi consimili. E' per questo motivo che invitiamo tutti i lettori a scaricare e leggere l'accuratissimo memorandum Renato Biagetti, il dossier sulla sua morte, a cura dei compagni e delle compagne di Renato. Ulteriori informazioni su veritaperrenato.noblogs.org.

Scarica Renato Biagetti, il dossier sulla sua morte [92k]

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31.08.08
La madre di Renato «Ho rivissuto la notte in cui hanno ucciso Renato Basta violenza fascista» ·
Stefania Zuccai madre di Renato Biagetti

«Ho rivissuto la notte in cui hanno ucciso Renato Basta violenza fascista»

La madre di Renato Biagetti, la signora Stefania, è sconvolta per quanto è accaduto venerdì notte a Roma, ai margini della festa-incontro organizzata nel bel parco prospicente la basilica di san Paolo fuori le mura, per ricordare suo figlio ucciso due anni fa nel corso di una vigliacca aggressione ispirata dal clima fascistoide che si respira da tempo. Nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta ai giudici della corte d?appello che dovranno giudicare gli assassini di suo figlio. Non chiedeva vendetta, non chiedeva carcere, non chiedeva pene più dure. La signora Stefania non ha proprio il profilo culturale che contraddistingue il vittimismo attuale. La signora Stefania chiedeva solo verità, che non si mettessero sullo stesso piano aggrediti e aggressori, che non si confondesse la cultura di vita, di gioia e di speranza di suo figlio, colpevole soltanto di aver scelto una calda sera di fine estate per andare a ballare in una spiaggia del litorale, con il risentimento torvo, l?animo buio di due balordi che per sentirsi uomini avevano bisogno di una lama, protesi d?acciaio di personalità inconsistenti. Ieri è subito corsa in ospedale per accertarsi delle condizioni di salute del ragazzo aggredito a coltellate da un manipolo di sgherri neri appostati nel buio della notte, nell?ora in cui restano aperti solo i tombini, in attesa di colpire qualcuno dei partecipanti che isolato defluiva lentamente verso casa. Ha parlato con lui e ci racconta del suo stato di salute, del muscolo della coscia squarciato da una coltellata. Una ferita di 15 centimetri.

Cosa hai pensato quando hai saputo dell?aggressione?
Che si è trattato di una rivendicazione chiara dell?omicidio di mio figlio. Chi ha colpito venerdì notte alla fine di una serata pacifica in sua memoria l?ha fatto con piena premeditazione. Una premeditazione politica che chiarisce una volta per tutte cosa è successo quella notte di due anni fa. Forse ora c?è ancora qualcuno che ha il coraggio di venirci a raccontare che si trattò di una rissa da strada? Queste persone hanno atteso pazientemente l?occasione per colpire indisturbati, senza correre rischi in un giorno particolare. Più esplicito di così!

Cosa ti ha raccontato F.?
Volevo sentire da lui cosa aveva provato quando si è trovato di fronte gli aggressori armati di lame. Volevo capire cosa aveva provato mio figlio nei suoi ultimi attimi di vita. Come è accaduto a Renato anche lui ha visto in faccia chi l?- ha accoltellato. Dopo il primo colpo si è girato e gli ha detto ?ti rendi conto di cosa stai facendo??. Quello imperterrito ha continuato a colpirlo con il coltello finché non è caduto a terra. Avevo voluto una festa e non una manifestazione politica perché volevo ricordare la gioia di vivere di Renato, il suo sorriso. Una serata pacifica a cui partecipasse tanta gente, dove non si coltivasse odio e voglia di vendetta. E quelli stavano lì nascosti, a spiarci, a infiltrarsi, carichi di odio, pronti a colpire.

Al governo della città ora c?è Gianni Alemanno, uno che ha conosciuto il fascismo da marciapiede e sa bene quali logiche ispirano queste azioni squadristiche. Hai qualcosa da dirgli?
Il sindaco Alemanno ha vinto le elezioni con un programma in cui prometteva sicurezza. Ma di quale sicurezza parlava? Ormai sono centinaia le aggressioni di sapore fascista, quelle ispirate dal razzismo, dal sessismo, dall?intolleranza che hanno cambiato il volto di questa città. I giovani di sinistra, o che questi accoltellatori pensano siano tali solo perché hanno un certo tipo di abbigliamento o frequentano certi luoghi, subiscono continue aggressioni. Mio figlio è morto ucciso selvaggemente. Noi madri vogliamo sapere cosa pensa il sindaco di questi episodi, cosa pensa di questi ragazzi che vanno in giro con delle lame per aggredire chi esce da un concerto pacifico. Quanto sangue dovrà ancora scorrere?
P

Liberazione

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30.08.08
Aggressione con le lame a Roma nel giorno per Renato ·

A margine della iniziativa in ricordo per Renato Biagetti
L'infamità veste di nero, del nero dei fascisti, questo ormai è lapalissiano.

La serata di ieri al Parco Schuster è stata bella, emozionante e partecipata, con centinaia di persone passate a ricordare Renato Biagetti e la sua storia.
La serata poi è proseguita lì vicino a Pirateria, a qualche centinaio di metri sulla via ostiense.
Stanotte verso le 4.30/5 4 compagni che tornavano all'altezza del parco per recuperare l'auto, sono stati aggrediti coltelli alla mano da un gruppetto di una decina di fascisti.
Un ragazzo ha ricevuto 3 coltellate su una coscia e ha dovuto ricorrere ad alcuni punti di sutura. "I giovani leoni" sono successivamente fuggiti, mostrando così tutta la loro squallida infamia.
Ancora coltelli, ancora fascisti, la storia di Renato non ha insegnato niente a nessuno.
Solidarietà ai ragazzi.
Antifascismo attivo.

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Dal sito PMLI

Al 7° Congresso Rifondazione si spacca in due
I trotzkisti di "sinistra" battono i trotzkisti di destra
Gli uni e gli altri si muovono all'interno del sistema capitalistico. Né Ferrero né Vendola denuncia il carattere neofascista del governo berlusconi e propone il socialismo

leggi articolo

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REUTERS, HOLLYWOOD

La policy di Dada non mi consentirebbe di pubblicare fotografie truculente come quelle che seguono. Quando lo faccio comunque, sfidando le regole, mi arriva di solito una mail molto cortese in cui mi si spiega che le mie foto sono state rimosse per violazione delle norme della community. Spero che in questo caso Dada faccia un'eccezione. Anche perché, come sto per spiegare, è probabile che queste foto siano truculente solo all'apparenza. Si tratta invece, con 99 probabilità su 100, di una penosa messinscena, di uno dei tanti falsi propagandistici fabbricati dalla Reuters e poi spacciati per ''informazione'' sulla cartaccia da cesso che siamo soliti chiamare ''quotidiani''.

Stando alla Reuters, le foto sarebbero state scattate nella città georgiana di Gori e testimonierebbero le atrocità commesse dai russi contro la popolazione civile. Sorvoliamo sul fatto che alle atrocità (autentiche) commesse da americani ed europei in Iraq e Afghanistan non sempre viene dato lo stesso risalto e andiamo ad esaminare le foto nel dettaglio.
Le foto e le analisi che qui ripropongo sono tratte dal sito byzantinesacredart.com .

Foto 1: a questa foto la Reuters ha accompagnato una didascalia che recita: ''Il cadavere di una donna viene rimosso dai soldati georgiani nella città di Gori''.
Faccio notare, innanzitutto, che nella foto il ''cadavere'' sta stringendo il braccio all'infermiera. Vi prego di notare anche altri quattro elementi, che ritroveremo nelle foto successive: 1) il cumulo di macerie sullo sfondo, indicato dal rettangolo rosso; 2) il pezzo di lamiera indicato con il numero 1; 3) il tizio in jeans neri sulla destra che osserva la scena; 4) l'altro ''cadavere'' con la camicia a quadri, sdraiato a faccia in giù.

Foto 2: qui vedete lo stesso tizio che era in piedi nella foto 1. Si è cambiato i jeans (che ora sono blu e sembrano perfettamente puliti) e si è tolto la camicia. Stringe il ''cadavere'' con la camicia a quadri visto nella foto 1. Solo che adesso il ''cadavere'' è girato sulla schiena e l'ambiente circostante è completamente diverso. Notare che il giovane deceduto non mostra traccia visibile di ferite né di danni all'abbigliamento in nessuna delle due foto, eccettuata un'escoriazione al polso che sa di falso lontano un chilometro. In entrambe le foto i vestiti non sembrano neppure impolverati, nonostante il corpo sia stato lasciato nella polvere e poi trasportato da un luogo all'altro. Le scarpe sono candide come la neve. Non so se qualcuno ha mai visto le foto dei cadaveri prodotti dai bombardamenti israeliani sul Libano nel 2006. Spero per voi di no, ma posso garantire che si tratta di cadaveri leggermente più malconci e meno puliti di questo. Forse è questo che intendeva Kaladze, il noto pallonaro georgiano del Milan, quando ha detto che in Georgia i russi stanno facendo ''pulizia etnica?''

Foto 3: qui il set è lo stesso della foto 1. Notare il cumulo di macerie sullo sfondo e la lamiera piegata, indicata col numero 1. La recita, però, è diversa: il tale di prima, con un nuovo e impeccabile abbigliamento e i capelli perfettamente pettinati, è seduto in mezzo alle macerie a imprecare contro il fotografo. Perché questo tipo viene a sfogare il suo dolore in tanti luoghi diversi? E perché ogni volta sente il bisogno di cambiarsi d'abito? Glielo ha ordinato il regista?

Foto 4: la didascalia della Reuters dice: ''Due georgiani accanto al cadavere del figlio nella città di Gori''. Anche in questo caso, idem come sopra: il corpo presenta solo qualche graffio alla schiena. Alla Reuters hanno idea di come sia fatto il cadavere di una vittima dei bombardamenti? E sì che in questi anni, tra Iraq e Afghanistan, dovrebbero averne visti parecchi. O stavano guardando dall'altra parte? Ma non è finita qui. Osserviamo la foto 5.



Foto 5: qui il ''cadavere'' è stato spostato di qualche metro rispetto alla foto precedente (notare la distanza dal marciapiede e dall'apertura dello scolo fognario). Incredibilmente, dopo essere stato spostato, è stato rimesso esattamente nella stessa posizione della foto 4. Perché mai due genitori dovrebbero spostare il corpo del figlio tra le macerie per poi rimetterlo nella stessa posizione? Forse per migliorare l'illuminazione, che nella foto 4 lasciava un po' a desiderare? Inchiniamoci in un doveroso chapeau al professionismo degli ineccepibili fotografi della Reuters.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/post/1206995460/REUTERS%2C+HOLLYWOOD#more
30.08.2008

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Le Croci Di Malta (parte 1)

Le Croci Di Malta (parte 2)

Le Croci Di Malta (parte 3)

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Sign for Campagna di Solidarietà a Dante De Angelis.

La devastazione della scuola continua
PER INSERIRE VOSTRI ARTICOLI SUL SITO L'INDIRIZZO : CIRCOLORC@LIBERO.IT
Nucleare? No Grazie VIDEO
Dall'inizio dell'anno ad ora,
per lavoro, ci sono:

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LE BASI USA IN ITALIA
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per capire il grande inganno
SPECIALE PEDEMONTANA
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