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La Porcata Sacconi

Ne combinano più d'una al giorno ed è difficile tenere il ritmo. L'avvocato Stefano Palmisano, che insieme a Franz ho avuto l'onore di conoscere durante il nostro viaggio in Puglia, mi ha inviato questo promemoria sulla cosiddetta norma ''salva-manager'', in tema di ''sicurezza sul lavoro''.

Finalmente!
All'esito, evidentemente, di una serrata indagine conoscitiva sul drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, o ''morti bianche'' che dir si voglia, il Governo della Sicurezza, con mossa tanto acuta legislativamente quanto coraggiosa politicamente, ha individuato le cause ed i responsabili reali dello stesso fenomeno e ha approntato, di conseguenza, una griglia normativa e, in specie, sanzionatoria atta ad estirparlo una volta per tutte, a mezzo anzitutto di esemplari pene previste per i predetti principali colpevoli delle criminali condotte in questione.
Infatti, in sede di ''Schema ufficiale di decreto di modifica al D. Lvo 81\08? (c.d. ''correttivo'' del Testo unico sulla sicurezza), all'art. 10 bis si legge: ''Dopo l'art. 14 del decreto è aggiunto il seguente: ''Articolo 15 bis'' (Obbligo di impedimento) 1) Nei reati commessi mediante violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all?igiene sul lavoro il non impedire l'evento equivale a cagionarlo alle seguenti condizioni: ''. d) che l'evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli artt. 56, 57, 58, 59 e 60 del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate.''
E? evidente, pertanto, che per il governo i soggetti a cui ''l'evento'' va imputato in prima battuta sono quelli di cui agli artt. 56, 57, 58, 59 e 60; solo laddove ''l'evento non sia imputabile'' a costoro, vengono in rilievo i ''datori di lavoro ed i dirigenti'', ossia i soggetti di cui all'art. 55 T.U.
Se ne ricava, pianamente, che per gli autori di questa proposta di riforma, i responsabili principali di questo peculiare tipo di ''evento'' sono i soggetti di cui agli artt. 56, 57?.
E' d'uopo, pertanto, verificare chi siano questi ignobili figuri, colpevoli della più sistematica e inarrestabile mattanza che si registra in questa società, finalmente smascherati dalla perspicua opera investigativo – correttiva dell'Esecutivo della Sicurezza: nell'ordine, ''il preposto'' (art. 56), ''i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori'' (art. 57); ''il medico competente'' (art. 58), ma, soprattutto, ''i lavoratori'' (art. 59).
Quest'ultima, in particolare, si palesa come la più geniale delle intuizioni governative: coloro che, nella vulgata qualunquistica e\o ideologica, sono considerati come le vittime, ossia i lavoratori, sono in realtà i primi colpevoli. Praticamente i carnefici di se stessi.
D'altronde, è principio elementare in criminologia quello per cui non v'è vittima che non contribuisca in qualche modo al proprio processo di vittimizzazione.
Non è un caso, in tal senso, che il testo in questione porti la firma sostanziale di quel fine giurista che risponde al nome del ministro Maurizio Sacconi, quello per il quale questa norma, comunque, non sarebbe destinata, in alcun modo, ad incidere sul processo Thyssen, come avevano congetturato ''interpretazioni capziose e malevole'', poiché nel processo in questione ''c'è un solidissimo impianto accusatorio''. (Repubblica on line del 21 aprile)
Con tutto il rispetto che si deve ad una formazione penalistica di tale enciclopedica levatura, ci si permette umilmente di ricordare al preclaro giureconsulto che ci occupa che quando, durante un processo, si verifica una sostanziale depenalizzazione (come, per molti versi, potrebbe ben esser qualificata quella in esame) del reato per cui si procede, anche l'impianto accusatorio più solido è fatalmente destinato ad esser vanificato a monte (per non ricorrere a metafore più colorite), poiché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato.
E, purtroppo per la tenuta dello stesso bagaglio penalistico del Ministro, neanche risulta particolarmente risolutiva la sua ulteriore acuta intuizione difensiva della sua riforma, per la quale ''con il processo Thyssen questo testo non c'entra niente'' poiché ''in quel caso l'ipotesi è omidicio doloso.'' (ibidem).
Infatti, l'ipotesi è omicidio doloso, ossia la prospettazione accusatoria, quella formulata dal P.M., ma, alla stregua dei principi fondamentali del nostro ordinamento (vd. art. 521 c.p.p.), la Corte d'assise ben potrebbe derubricare quell'ipotesi in quella, ordinaria in questi casi, di omicidio colposo; ed, in tal caso, la peculiarissima causa di non punibilità istituita dall'art. 15 bis riprenderebbe pienamente il suo vigore, con probabili effetti processuali assolutamente memorabili.
Secondo il Ministro Sacconi, definirla ''norma salva manager'' è ''infamante'' e, a dimostrazione della sua sincerità, si è dichiarato pronto (anche perché spinto in tal direzione da una reazione non proprio entusiastica dei parenti delle vittime della Thyssen e di alcuni sindacati ancora non del tutto ingialliti, nonché dallo stesso Capo dello Stato) ''a riscrivere il testo''.
Non v'è ragione per non credere ai proponimenti del Ministro. Quella norma deve esser ''riscritta'', per così dire. In modo radicale.
Se non lo fosse, infatti, finirebbero per aver ragione proprio quelle ''interpretazioni capziose e malevole'', tra cui ci piace ricordare, per icasticità qualificativa e, al contempo, correttezza tecnico – giuridica, quella di Gianni Rinaldini, segretario della Fiom, che ha definito l'istituendo art. 15 bis ''un'altra porcata''.

Stefano Palmisano

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ALVARO URIBE VELEZ: PERSONA NON GRADITA!

Il noto criminale, presidente illegale ed illegittimo della Colombia, Álvaro Uribe Vélez, è in questi giorni in visita nel nostro Paese. Questo noto narcotrafficante, invece di essere trascinato davanti alla Corte Penale Internazionale, verrà ricevuto in udienza privata dal Papa al quale evidentemente non imbarazzano i crimini commessi dal suo governo paramilitare. Dal suo insediamento, nell'agosto 2002, sono oltre 560 i sindacalisti assassinati dal terrorismo di Stato e più di 1.200 i "falsos positivos": giovani ammazzati a sangue freddo, vestiti da guerriglieri e fatti passare per caduti in battaglia. Sono oltre 4 milioni gli sfollati all'interno del paese, la povertà ha raggiunto oltre il 70% dell'intera popolazione e le violazioni sistematiche dei diritti umani sono una pratica quotidiana. Questo è il governo colombiano: una cupola mafiosa narcoparamilitare, espressione di un'oligarchia ultrareazionaria e sanguinaria che utilizza il terrorismo di Stato, al fine di perpetuarsi al potere, come strumento per annientare metodicamente l'opposizione politica e sociale. Nonostante le forti opposizioni dei settori sindacali democratici statunitensi, la Colombia continua a rimanere la testa di ponte di Washington in un continente, quello latinoamericano, che ha dato una virata divergente dal modello neoliberista a stelle e strisce.

Dopo che l'ex console colombiano a Milano, ed ex direttore dell'intelligence Jorge Noguera, è stato richiamato in patria ed arrestato per paramilitarismo, e dopo che la Farnesina continua ad accettare le credenziali diplomatiche dell'attuale ambasciatore Sabas Pretelt de la Vega (ideatore della legge che ha concesso l'immunità agli squadroni della morte), ora sbarca il capo dei capi, don Alvaro Uribe. Sicuramente a scodinzolargli intorno ci sarà anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, la quale lo ha recentemente incontrato nella città simbolo del suo amico del cuore Pablo Escobar, Medellín. L'ambiguità di questi membri delle istituzioni nostrane nei confronti di tali soggetti è palese: promuovono e siglano accordi commerciali dipingendo una realtà che non esiste in cambio di contratti che porteranno profitti per milioni di euro, intrisi del sangue di centinaia di migliaia di vittime della guerra imposta, come mezzo di dominazione, al popolo colombiano.

Tutte le forze veramente democratiche devono far sentire la propria voce e la propria indignazione per la presenza in Italia di questo riconosciuto terrorista; non è tollerabile la presenza nel nostro Paese di questo mafioso e della sua cosca. La battaglia che sta portando avanti il popolo colombiano per la conquista di una Pace con Giustizia Sociale, è la lotta di classe che vede contrapposti in modo netto le vittime e i carnefici, gli oppressi e gli oppressori, e che ha la stessa connotazione antimperialista di tutti quei popoli fratelli che in Latino America stanno marciando verso la seconda e definitiva indipendenza!


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dom, 26 apr
G7: SCONTRI E FERITI
Anche a Washington i rappresentanti dei padroni sono stati accolti da
manifestazioni.

Più di una dozzina di vetri di banche infranti, scontri con la polizia e qualche ferito. Finora si tratta solo di episodi, ma la polizia di Washington rimane in stato di allerta, nel fine settimana in cui si svolgono le riunioni primaverili del Fondo
Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.

A farsi sentire è in particolar modo la protesta contro il capitalismo.

I cartelloni portati dai manifestanti lanciano infatti messaggi inequivocabili. «Capitalismo, non resuscitare», e anche «Date da mangiare ai poveri! Mangiate i ricchi!».

Il clima si è fatto più teso stamattina, quando sei persone sono state arrestate dopo aver infranto i vetri di alcune banche della città, in particolare - stando a quanto riporta il Washington Post - di una filiale di Wachovia Bank e di un'altra di Pnc
Bank.

Domani nuova manifestazione

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Vicenza, 25 aprile. "Noi rifiutiamo di condividere la memoria storica con i fascisti"

Approssimandosi la data del 25 Aprile, ci sembra doveroso innanzitutto esprimere la nostra solidarietà al prof. Alberto Galeotto, che è stato accusato - in una lettera firmata da 15 suoi colleghi, su 80, dell?ITC Fusinieri (v. GdV del 20/03/09) - di essere un cattivo maestro ("strumentale, propagandistico e diseducativo") perché ha "osato" rifiutarsi pubblicamente, anche di fronte ai suoi allievi, di "condividere la memoria storica" con chi rifiuta di riconoscere la natura resistenziale e antifascista della nostra Repubblica e dichiara pubblicamente e impunemente la sua continuità politica e culturale col regime fascista.
Regime nato per stroncare con la violenza e la repressione le lotte dei lavoratori; per un ventennio trascinò gli italiani in criminali avventure imperialiste (l'ultima fu la proditoria invasione della Jugoslavia a fianco dei nazisti, con la brutale annessione all'Italia di regioni abitate da circa 800.000 fra sloveni e croati); infine fu sconfitto, nel 1943. Ma i "fedelissimi" del "Duce" riciclato per ordine del "Führer", fondarono la "Repubblica Sociale Italiana": in pratica un insieme di milizie (più o meno) volontarie e di uffici amministrativi dedicati alla collaborazione attiva con gli occupanti per contrastare la guerriglia partigiana. Provocando così un altro anno e mezzo di odiosa e feroce guerra (in)civile.
Questo è il contesto in cui maturarono sia gli ordini di "epurazione" da parte di comandi militari e/o politici della resistenza, sia gli episodi spontanei ed esasperati di vendetta e "giustizia sommaria" che si possono raggruppare col nome di "resa dei conti", e che ci furono in tutta l?alta Italia. Per l?Istria si può discutere quanto sia pesata in certi casi l'identificazione "italiano=fascista", ma è del tutto fuori luogo il ritornello "solo perché italiani", ripetuto ossessivamente, guarda caso, dai nostalgici del fascismo.
Non si tratta di giustificare né di negare dunque, ma di non confondere la ricerca della verità, e la doverosa pietà per le vittime, con l'acritica e complice accettazione dei "resoconti" e delle "testimonianze" sensazionali che le agenzie di propaganda nazifasciste cominciarono a costruire e diffondere già in tempo di guerra allo scopo di demonizzare la lotta di resistenza (in particolare quella degli "slavocomunisti") e di giustificare i propri crimini ed efferatezze. Nel dopoguerra – come è ormai ampiamente dimostrato [si veda p. es. la relazione della commissione storico culturale italo slovena: I rapporti italo sloveni 1880-1956, o le approfondite ricerche nella collana "resistenza storica", ed. KappaVu] – le "leggende foibologiche" si ingigantirono e moltiplicarono, sia per sostenere le rivendicazioni di sovranità italiana sui territori contesi con la Jugoslavia (neo irredentismo), sia per convogliare consensi e aiuti alle organizzazioni dei profughi e degli esuli "giuliano dalmati" (serbatoio elettorale). Va da sé che, con l'avallo delle massime autorità dello Stato, quelle leggende divennero "verità inconfutabili". Per fare solo qualche esempio: i 20.000 infoibati della Venezia Giulia (dato reale: alcune centinaia), i 350.000 esodati italiani (ca. 200.000, di varia nazionalità), i 500 metri cubi (!!) di cadaveri ancora sepolti nel pozzo della miniera di Basovizza (quasi certamente nessuno: cfr. C. Cernigoi, Operazione FOIBE tra storia e mito, cap. V), le "testimonianze dei sopravvissuti" (tutte false, ma utili per ricostruire la storia del mito: cfr. Pol Vice, La foiba dei miracoli?), ecc. ecc..
Insomma, i fascisti non riuscirono ad annientare con le armi la resistenza e ad impedire la liberazione, ma si sono fatti passare per vittime (usando cinicamente i cadaveri altrui) e sono riusciti a inserirsi nei gangli della nuova Repubblica, a farsi sdoganare perché utili in funzione (ancora una volta) anticomunista, e oggi, tornati "democraticamente" al potere, possono permettersi di annullare impunemente le conquiste di quella lotta, e magari cambiare la Costituzione (con l'appoggio dell'ineffabile Presidente Napolitano) quanto serve a creare un regime abbastanza forte per far fronte al probabile acuirsi della lotta di classe col procedere della crisi? Ha proprio ragione il prof. Galeotto: bisogna terminare il lavoro cominciato dai partigiani! A questo scopo è un compito primario degli insegnanti aiutare i giovani a sviluppare e ad usare con efficacia le armi della critica.
A proposito, quelle "verità inconfutabili" sopra citate hanno una propugnatrice entusiasta nell'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan, opportunamente richiamata da Galeotto. Vorremmo sapere se il democratico prof. Oscar Campagnaro e gli altri firmatari della lettera di censura si riferiscono a lei quando scrivono: "la scuola deve rimanere il luogo dello sviluppo delle capacità critiche degli studenti, non lo strumento per orientarli politicamente".
Da parte nostra continueremo a combattere, per completare la liberazione dai crimini fascisti e dalle atrocità delle guerre imperialiste, anche contro la campagna di intossicazione delle coscienze organizzata ogni anno dai camerati dei "comitati 10 febbraio". Insieme con chi vuole davvero costruire una società giusta e solidale, dove concetti come "difesa", "sicurezza", "libertà" non continuino ad essere rovesciati nei loro contrari per mantenere privilegi e sfruttamento.

Paolo Consolaro (Pol Vice), Vicenza - Germano Raniero, Vicenza - Patrizia Cammarata, Vicenza - Franca Bassanese, Vicenza - Riccardo Bocchese, Vicenza - Grazia Bollin, Vicenza - Carlo Francesca, Vicenza - Paolo Manfredotti, Vicenza - Federico Martelletto, Vicenza - Gerardo Pigaiani, Vicenza - Claudia Rancati, Vicenza - Nereo Turati, Vicenza - Gino Vallesella, Vicenza - Raffaele Zenere, Vicenza - Ezio Lovato, Arzignano - Silvio Zanella, Bassano d. Grappa - Mario Barbieri, Brogliano - Fulvio Frigo, Cogollo del Cengio - Tiziano Mistrorigo, Creazzo - Giuseppe Ceola, Malo - Ermanno Cerati, Montecchio Maggiore - Roberto Fogagnoli, Schio - Fausto Panizzon, Schio - Andrea Martocchia, Bologna - Giancarlo Staffolani per il collettivo "B. Brecht" Veneto Orientale, S. Stino di Livenza (VE) - Giorgio Ellero, Trieste - Gilberto Vlaic, Trieste - Alessandro (Sandi) Volk per l?associazione "Promemoria", Trieste - Alessandra Kersevan, Udine – Sergio Zollo per il colletivo "Tuttinpiedi", Venezia Mestre.


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sab, 25 apr

25 APRILE Oggi i borghesi italiani festeggiano.

Gli operai che con gli scioperi del 1943 e la loro lotta armata contro i tedeschi furono gli artefici della lotta all'occupazione, furono costretti a giustificarsi.

Oggi i padroni italiani, che collaborarono con nazisti e fascisti, festeggiano il 25 Aprile.

Noi operai non ci giustificheremo piu' con nessuno

Volantino delle Brigate Garibaldi SAP

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AHMADINEJAD: ''LEGGETE IL LABIALE'''

Ancora una volta mi trovo a plaudire al Presidente iraniano Ahmadinejad e ad appoggiare completamente le sue parole. Nessuno meglio di lui avrebbe saputo portare alla luce i sentimenti discriminatori europei.

Quello che abbiamo visto al Forum delle Nazioni Unite contro il razzismo è stato un esempio di razzismo islamofobico rozzo, collettivo e istituzionale in azione, uno spettacolo coordinato del rabbioso sciovinismo occidentale. Una banda di diplomatici europei che si sono comportati come un branco di pecore, esibendo la negazione totale del principio di libertà d'espressione e della cultura del dibattito.



In maniera eloquente e profonda, il Presidente Ahmadinejad ha detto l'assoluta verità e ha espresso alcuni fatti universalmente riconosciuti.
Israele è proprio uno Stato razzista!
Israele si definisce ''Stato ebraico''. Anche se gli ebrei non costituiscono un continuum razziale, la legislazione del loro Stato nazionale ha un orientamento razziale. Il sistema legale israeliano è discriminatorio nei confronti di coloro che non hanno la fortuna di essere ebrei. E come se non bastasse l'esercito israeliano si rivela omicida nei confronti degli abitanti indigeni del territorio.

Considerando che Israele è uno Stato d'apartheid a causa di questa discriminazione istituzionalizzata, ci si aspetterebbe che il Forum di Ginevra contro il razzismo serva principalmente a occuparsi di paesi come Israele. Ma la verità è tragica: nell'attuale stato degli affari mondiali Israele è la sola e unica nazione etnicamente orientata. E come abbiamo potuto vedere ieri, l'''Occidente'' ancora una volta non è riuscito a confrontarsi con l'invito all'azione più evidentemente umanista.

Inutile dire che anche la descrizione fatta da Ahmadinejad delle circostanze storiche che hanno portato alla tragica nascita di Israele era assolutamente corretta.
È stata proprio la sofferenza ebraica a portare alla creazione dello Stato ebraico. È vero anche che lo Stato ebraico venne fondato a scapito dei palestinesi, che di fatto sono le ultime vittime a soffrire dell'era nazista.

Il nodo del problema è molto semplice. I diplomatici europei hanno dimostrato ieri di non riuscire ad accettare la verità quando viene espressa da un musulmano. Dunque sarebbe corretto affermare che in primo luogo questo gregge di diplomatici europei non avrebbe dovuto partecipare a un ''forum contro il razzismo''. Il fatto che abbiano avuto una reazione intollerante dimostra che loro e i governi che hanno alle spalle sono la causa prima del razzismo di oggi, cioè l'islamofobia.

Quegli europei che non riescono ad accettare la verità quando esce dalla bocca di un musulmano, per non dire un capo di Stato musulmano, farebbero molto meglio a riunirsi in una conferenza che celebri la supremazia occidentale. Sono certo che Tel Aviv e Gerusalemme ospitano ogni anno varie conferenze di questo tipo.

Infine, se il governo britannico insiste a voler mandare dei delegati a questo genere di conferenze, farà meglio ad assicurarsi che le persone designate siano in grado di presentare argomentazioni eloquenti sostenibili dal punto di vista intellettuale. Peter Gooderham, l'ambasciatore del Regno Unito a Ginevra, evidentemente non è adatto a questo compito. L'ambasciatore ha dichiarato pubblicamente che ''Simili dichiarazioni antisemite non dovrebbero trovare posto in un forum delle Nazioni Unite contro il razzismo''.

L'ambasciatore Gooderham a questo punto dovrebbe spiegarci dove sta esattamente l'''antisemitismo''.

Il Presidente Ahmadinejad non ha fatto riferimento alla razza ebraica, né all'ebraismo. Non ha fatto riferimento al popolo ebraico, ma semmai alla sua sofferenza.

Ambasciatore Gooderham, nel caso fosse riuscito a perdere completamente il senso del discorso mentre era impegnato a comportarsi come una pecora in un gregge, il Presidente Ahmadinejad stava dicendo il vero riferendosi ad alcuni fatti universalmente accettati.

Si potrebbero evitare motivi di imbarazzo, in futuro, se ai diplomatici britannici venisse convenientemente insegnato a capire la complessità degli affari mondiali e delle ideologie sottese all'elaborazione di questi affari. Ci verrebber risparmiato lo spettacolo di questi strani diplomatici buffoni in grado di emettere solo suoni senza senso che non sono del tutto chiari neanche a loro.

Versione originale:

Gilad Atzmon
Fonte: http://palestinethinktank.com

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NON DISTURBATE IL MANOVRATORE!

Siete avvertiti: il messaggio che passa con la sanzione comminata a Santoro e Vauro dalla Commissione di Vigilanza della RAI è che non bisogna disturbare il noto manovratore. Una volta di più e mai come adesso, il servizio pubblico radiotelevisivo si arroga ipocritamente il diritto di interpretare emozioni e sentimenti della pubblica opinione e li prende a pretesto per giustificare una decisione che, invece, raccoglie certamente il plauso del nostro Presidente del Consiglio e del nostro Presidente della Camera. Quel che è accaduto è peggio dell'editto bulgaro, una condizione umiliante per chi vuole comunque fare, con tutti i limiti del caso, un giornalismo di denuncia e vicino alla controinformazione. La puntata ''riparatrice'', quindi allineata al potere ufficiale, è un'imposizione inaccettabile per chiunque si ponga come obiettivo costante quello di fare informazione. Tutto fa pensare ad un mero pretesto per sbarazzarsi di una voce scomoda e, comunque, diversa in seno alla RAI. E' la dimostrazione ulteriore che fare un certo genere di informazione non allineata con i dettati ufficiali non solo non è gradito ma non può essere accettato da chi vuole appiattire e monopolizzare l?informazione e i programmi di contenuto politico e sociale per consolidare la propria posizione.
Poco si può fare al di dentro delle istituzioni e la RAI è la più eminente delle istituzioni che si occupano della comunicazione. Della citata e incriminata vignetta di Vauro, sul suo presunto cattivo gusto non voglio esprimermi ma in quanto a cattivo gusto il vertice si è toccato quando una solerte annunciatrice del TG1 ha snocciolato i dati dello share dei servizi sul terremoto abruzzese in maniera quasi compiaciuta. Insomma, meno male che c'è stato il terremoto per poter apprezzare l'impagabile professionalità dei giornalisti della RAI ! E che professionalità!

HS
Fonte: www.comedonchisciotte.org

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onore al merito : Undicesimo: non perdonare

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"I politici se ne sono sempre fregati del popolo Abbruzzese, ma oggi c'erano. Perche'?Non erano loro quelli che dovevano far rispettare le leggi?"

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Altro che tragedia "naturale"!

Dopo ogni inondazione, frana, allagamento, chi governa si premura di spiegare che si tratta di fenomeni "naturali". Nel caso del terremoto aggiungono anche che l'evento è "imprevedibile". In altre parole, è colpa del destino e della natura; non resta che stringersi attorno al governo evitando polemiche che intralcerebbero gli aiuti. Questo ha spiegato Berlusconi, trovando l'immediata solidarietà di Franceschini e del Pd. In questo modo si sono subito auto-assolti: sia chi governava prima, sia chi governa oggi; insieme ai governi regionali e locali dell'Abruzzo di cui sono corresponsabili, in perfetta alternanza, centrodestra e centrosinistra. Tutti complici della criminale speculazione edilizia e della mancata prevenzione.

Inondazioni e frane che i politici chiamano "naturali" sono il prodotto della devastazione e cementificazione dell'ambiente operata dal capitalismo. Quanto ai terremoti, se certo sono fenomeni naturali, non è per nulla naturale che producano ogni volta centinaia di morti. Dal Friuli del 1976 alla Puglia del 2002, ogni volta scosse (anche quando non sono fortissime) provocano disastri e tragedie gigantesche. E in tante zone colpite nei decenni scorsi dal terremoto le popolazioni vivono ancora in abitazioni di fortuna, a distanza di anni (il terremoto dell'Irpinia fu nel lontano 1980!). Ciò su cui Berlusconi (e Franceschini) sorvolano è che gli studi sono in grado quanto meno di indicare le zone a rischio sismico. Ma non si fanno investimenti per mettere in sicurezza gli edifici vecchi e per costruire in sicurezza quelli nuovi. Basti dire che l'ospedale dell'Aquila, in gran parte crollato, era stato inaugurato nove anni fa. Secondo varie stime, nelle zone a rischio sismico gli edifici scolastici costruiti con criteri anti-sismici sono una piccola minoranza. Mentre si tagliano i fondi per l'edilizia pubblica e per la sicurezza, si avviano inutili opere faraoniche e il progettato "piano casa" di Berlusconi prevedeva di diminuire ulteriormente i vincoli di sicurezza (ora, per necessità di immagine, faranno qualche ritocco).

Ma poi pensiamo agli ultimi eventi che il frullatore mediatico ci ha schizzato addosso come fango nelle ultime settimane: il G20 che regala 1000 miliardi di dollari all'Fmi, la faccia da travet veltroniano di Franceschini, le faccine di Brunetta il signore dei tornelli, la Cgil che sbraita contro la crisi dopo aver sottoscritto le leggi della precarietà, lo sconcio spettacolo di un Obama che socializza i disastri delle banche salvandole coi soldi pubblici, partiti-pannolini inventati a maggior gloria deipadron Silvio e, ciliegina sulla torta, il tanto osannato piano casa del governo. La solita vecchia storia del cemento che rimette in moto l'economia, come fu negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso per il boom economico. Case da ampliare con famiglie che da benestanti non possono più permettersi neppure la spesa al supermercato: questa sarebbe la ricetta per ripartire? E poi, ora e sempre, grandi opere come l'alta velocità, salutata da destra e sinistra come imprescindibile necessità dello Sviluppo. E il ponte sullo Stretto di Messina, dove lo mettiamo? Anche quello, un imperativo categorico. Anche se la Sicilia ha linee ferroviarie risalenti al primo Novecento. L'assetto idrogeologico della penisola è un colabrodo chè al primo alluvione fa stragi e inonda intere città?

Chi se ne frega, l'importante è costruire. Quando vediamo crollare come castelli di sabbia edifici di recente fattura che dovrebbero reggere all'urto di sismi come quello abruzzese, e stiamo parlando di ospedali nuovi di zecca appaltati di solito agli amici degli amici, non possiamo non chiederci se una responsabilità esista, e se non debba essere addebitata alla voracità di quattrini di politici appaltanti e costruttori appaltatori, con tutto il relativo codazzo di sprechi sulla pelle della gente. E non possiamo non risponderci che sì, questa marmaglia di profittatori la coscienza sporca ce l'ha. E ce l'hanno tutti gli italiani che corrono come pecore dietro ai pifferai magici della "fiducia" nel sistema, che straparlano di magnifiche sorti e progressive quando invece, prima o poi, la Natura si riprende il suo buon diritto a fare piazza pulita delle illusioni umane. I morti abruzzersi parlano: di un'Italia corrotta che come l'intero mondo "democratico" e "moderno" distrugge sè stessa in nome del profitto estratto dal sangue. Tutto in nome dei profitti delle imprese, della rendita speculativa. I terremoti sono eventi naturali: ma innaturale è il sistema attuale che, mettendo il profitto di pochi al di sopra della vita, è il vero responsabile di questi massacri.

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Sciacalli rumeni, sciacalli mediatici e sciacalli politici

sab, 11 apr

Lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'Aquila per i funerali di alcune delle vittime del sisma, aveva detto che erano «stati arrestati due donne e due uomini romeni che hanno tentato un furto e sono stati trovati in possesso di
oggetti derivati da un altro furto».

Tutti assolti, come aveva chiesto il pm, i quattro presunti sciacalli di nazionalità romena al processo per direttissima. Avevano tentato di recuperare i beni di uno di loro.

I veri sciacalli sono sotto i riflettori delle televisioni. Hanno tratto profitto dalla miseria della popolazione prima del terremoto. Oggi speculano sul dolore. Promettono e fingono di piangere, ma sono loro i veri responsabili della tragedia.

La magistratura non processera' mai i veri sciacalli

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Sisma, "Sotto le macerie inquilini in nero"

Secondo il parere di un funzionario della protezione Civile italiana, ripreso da una telecamera nascosta, al momento è impossibile ipotizzare quanti migranti vivessero nel centro storico. "Almeno il 90 percento di quelle case erano affittate in nero", dichiara il funzionario nel video postato sul sito ByoBlu e rilanciato in pochi minuti da YouTube e altri network online. Il funzionario, del quale non si precisa il nome, si spinge ad affermare che le vittime potrebbero essere in totale quasi quattrocento.

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TERREMOTATI: VACANZE AL MARE E WEEK-END IN CAMPEGGIO
Pubblicato il sab, 11 apr
il sole 24 ore

Berlusconi e quella frase sul week-end in campeggio
di Elysa Fazzino
9 aprile 2009

E' polemica sui siti dei media stranieri per la frase di Silvio Berlusconi sul
«week-end in campeggio» dei terremotati. La storia è sulle homepage della stampa
estera fin da ieri e continua a fare discutere. In un'intervista alla televisione
tedesca N-Tv, il presidente del Consiglio, riferendosi agli sfollati, ha detto:
«Hanno tutto quello di cui hanno bisogno. Hanno medicine, hanno pasti caldi?
Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero consideralo come un fine
settimana in campeggio». Il premier si è poi difeso dicendo che cercava solo di
infondere ottimismo. Ma ormai era fatta.

Immediate le critiche sui principali siti tedeschi. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung
l'ha messa in apertura della sua homepage. Lo Spiegel online ha titolato: «Berlusconi
paragona i letti provvisori a un campeggio nel fine settimana». La tv pubblica Zdf
scrive sul suo sito: «Berlusconi schernisce le vittime del terremoto». Titolo analogo
sul sito del Bild: «Berlusconi deride le vittime del terremoto».

Il Times di Londra parla di «grave gaffe» e ci scrive un editoriale: «Toccato dalla
grossolanità». «La carriera politica di Silvio Berlusconi è una cronistoria di
commenti insensibili», si legge sul Times. «Definire insensibile il suo consiglio
rischia di accordargli lo status di verità. Invece è un esempio della buffoneria
ricorrente» nel suo mandato. Il quotidiano britannico ricorda l'exploit di Berlusconi
al G20, quando ha infastidito la Regina alzando la voce, la frase su Barack Obama
«abbronzato» e altre gaffe ancora. Commenti del genere – scrive - non solo
«avviliscono metà della popolazione», ma imbarazzano i compatrioti di Berlusconi e
rimpiccioliscono la sua carica».

Un altro titolo punta sull'invito rivolto agli sfollati di andare al mare, consiglio
trasmesso nei reportage delle tv italiane. «Ha detto a una sfollata di mettersi la
crema solare», raccontano i cronisti britannici. «Berlusconi ha insistito che non
c'era niente di inopportuno nelle sue frasi», si legge ancora sul Times. Ma alcune
persone nelle tende erano «costernate». I cronisti citano, tra gli altri sfollati,
Vincenzo Breglia: «Se Berlusconi pensa che siamo in vacanza in campeggio, lo invito a
fare cambio. Lui può venire qui a dormire e io faccio il primo ministro. Voglio
vedere quanto gli piace passare la notte al gelo e senza acqua calda».

Il Guardian mette nel titolo sulla homepage che Berlusconi «minimizza lo shock». La
frase è venuta fuori nel giorno in cui il bilancio delle vittime era salito a 272, fa
notare il quotidiano. Il Telegraph osserva: «L'assicurazione di Berlusconi che gli
sfollati hanno tutto quello di cui hanno bisogno è in netto contrasto con
l'esperienza di molti sopravvissuti». Molti – continua - non riescono neppure a
trovare posto nei campi perché non ci sono abbastanza tende. Il Telegraph ripropone a
parte le dieci maggiori gaffe del Cavaliere.

Lo spagnolo Abc pubblica sul sito una critica durissima: «Il primo ministro italiano
ha la rara abilità di convertire in oscenità alcuni dei suoi commenti? », scrive Abc,
definendo le dichiarazioni sul campeggio «offensive» per le vittime del terremoto,
trasformate dal Cavaliere in «improvvisati escursionisti». «Non è la prima volta, né
sarà l'ultima, che l'oratoria di Berlusconi degenera in un'arma di distruzione»,
conclude il commento, deplorando un primo ministro «incapace di controllare i suoi
impulsi e di tenere la bocca chiusa».

El Mundo, che era stato tra i primi a mettere la storia sulla homepage, oggi titola:
«Berlusconi coltiva tra le rovine la sua immagine di statista», sottolinea che il
premier è «onnipresente sul terreno», «consola le vittime» e «coltiva la sua immagine
di uomo di stato nello stile provocatorio che è il marchio della casa». El Mundo
racconta la polemica sul campeggio e l'esortazione ad andare al mare e osserva che
neppure queste polemiche sembrano intaccare la popolarità del primo ministro. Il
quotidiano spagnolo cita il politologo Marc Lazar: «Berlusconi vuole darsi una
levatura di uomo di Stato e incarnare l'unità nazionale? pensa alla sua prossima
tappa come presidente della Repubblica».

Lo stupore emerge anche dai servizi sui siti della stampa francese. Le Figaro titola:
«Per Berlusconi i sinistrati sono "come in campeggio"» e si chiede se i sopravvissuti
al terremoto apprezzeranno il paragone. Vari titoli si trovano anche sul sito del
Nouvel Observateur: «Nel cuore della catastrofe, Berlusconi vede il lato buono delle
cose»: così comincia una notizia dell'Ap, pubblicata dal sito del Nouvel Obs e da
molti altri siti. Della polemica parla nella sua corrispondenza dall'Aquila anche il
New York Times. «E' stato criticato?», scrive Rachel Donadio. «Ha poi spiegato che
cercava di mantenere un tono ottimistico e molti residenti hanno elogiato la rapida
risposta del governo alla crisi».
9 aprile 2009
fonte :http://www.operaicontro.it/index.php?id=4e809fa1be
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Pino Maniaci abusivo?

Caro Piero,
chi ti scrive è l'improvvisato (e abusivo) cameraman che era dietro la telecamera di Pino Maniaci, che ti ha intervistato durante la presentazione del tuo libro, qualche mese fa a Palermo. Recentemente Pino Maniaci è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione giornalistica. Nel piccolo del mio blog l'ho intervistato.Ti sarei molto grato se anche tu potessi dare un pò di voce a questa situazione così grottesca. L?impressione che hanno avuto in tanti è stata quella di un colpo sparato col silenziatore della delegittimazione.
Mi hanno colpito le sue parole, come sempre colorite di sicilianità: ''Per fare antimafia non c'è bisogno di tesserino, ma di una cartiddata di attributi''.

Con stima
Egidio Morici
www.500firme.it

fonte www.pieroricca.org

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G20 a Londra, morte manifestante: video accusa

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Ian Tomlinson, l'uomo 47enne morto per infarto durante una manifestazione di protesta a Londra in occasione del vertice del G20, sarebbe stato spinto a terra da alcuni alcuni poliziotti, secondo le immagini riprese da una telecamera di un turista americano. Tomlinson, che lavorava in un'edicola, non stava manifestando, ma era semplicemente di ritorno a casa e cercava di superare il cordone degli agenti: la Commissione Indipendente che vigila sull'operato della polizia ha aperto un'inchiesta per accertare se gli agenti abbiano avuto una parte di responsabilità in quanto accaduto.

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Pagliaccio Italiano!

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Compagni turchi e tedeschi in azione a Strasburgo !

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Gran Bretagna . L'uomo morto durante le manifestazioni contro il G 20 era stato pestato dalla polizia

Secondo alcuni testimoni, l'uomo di 47 anni morto mercoledì sera durante le manifestazioni anti-G20 a Londra, era stato "aggredito" dalla polizia poco prima di rimanere vittima di un infarto. Gli inquirenti stanno vagliando una serie di testimonianze, scrive oggi il domenicale britannico The Observer, in base alle quali Ian Tomlinson è stato vittima delle violenze della polizia prima di collassare davanti alla Banca d'Inghilterra. Tre persone presenti, in particolare, riferiscono di un'aggressione violenta nei confronti dell'uomo che, di ritorno dal lavoro, stava cercando di farsi largo in mezzo alla folla dei manifestanti. "Mi ricordo bene di Ian Tomlinson. E' stato spinto alle spalle da un poliziotto in tenuta antisommossa con elmetto e scudo per due o tre minuti, e poi è crollato a terra", racconta Anna Nranthwaite, una fotografa. Un altro testimone, Amriri Howe, sostiene di aver visto un poliziotto colpire l'uomo alla testa con un manganello. Howe avrebbe scattato una serie di fotografie nelle quali si vede la vittima mentre viene soccorsa dai presenti. Un'altra testimone ancora, che non ha voluto essere nominata, racconta di aver visto Tomlinson spinto con violenza da dietro dagli agenti e poi sbattere la testa per terra. Al momento la polizia conferma soltanto che Ian Tomlinson, sposato, "ha subìto un infarto mentre tornava a casa dal lavoro" a margine delle manifestazioni antiG20 di Londra.

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Cina, la futura grande potenza economica

di Fidel Castro Ruz
In questi giorni molti dispacci parlano del potenziale economico della Cina.

Ieri, 28 marzo, la principale agenzia di notizie nordamericana ha riconosciuto che "Cina è l'unica economia importante che continua a crescere con forza nel mondo...

"Nel suo secondo rimprovero alla leadership statunitense in una settimana - continua il dispaccio, non molto gentile alla fine del paragrafo -, il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, ha assicurato che la rapida risposta della Cina alla fase di contrazione economica internazionale - includendo un pacchetto di stimolo pari a 586.000 miliardi di dollari - ha dimostrato la superiorità del suo sistema politico, autoritario e con un partito unico."

L'agenzia AP ha subito pubblicato le parole testuali del governatore della banca centrale cinese:

"I fatti sono evidenti e dimostrano che nei confronti di altre economie importanti, il governo cinese ha adottato le misure politiche giuste, fermi ed efficaci, dimostrando il vantaggio del suo sistema" prese da alcune dichiarazioni di Zhou che, secondo afferma l'agenzia, sono state pubblicate sul sito d'Internet della Banca Popolare della Cina.

"A solo due settimane del vertice del Gruppo dei 20 paesi che hanno le economie le più importanti, (G20) - aggiunge il dispaccio - che si terrà a Londra il 2 aprile, Zhou ha esortato agli altri governi che parteciperanno che concedano ai loro ministri di Finanze e banche centrali tutta l'autorità affinché possano 'agire audacemente ed efficacemente, senza bisogno di passare attraverso un processo lungo o perfino doloroso di approvazione.'

La "Cina ha precisato molto bene la sua aspirazione: vuole un dollaro statunitense stabile e ha anche difeso la creazione di un'altra moneta mondiale parallela. Beijing si oppone al protezionismo - prosegue la suddetta agenzia - e sta esigendo di essere più ascoltata sul modo in cui si regolano e si ricuperano i sistemi finanziari, e nel frattempo si astiene di fare qualsiasi promessa sui nuovi piani di ricupero o di stimolo sul suo territorio.

Nella parte finale del suo dispaccio, esprime:

". il primo ministro cinese Wen Jiabao ha sollecitato a Washington che l'unione nordamericana continui ad essere 'una nazione credibile.'

"In altre parole, Beijing vuole che Washington eviti di stimolare l'inflazione con una spesa eccessiva del governo in pacchetti di salvataggio e di stimolo."

Da quanto si può apprezzare, la Repubblica Popolare Cina avrà un?enorme influenza alla riunione di Londra dal punto di vista economico di fronte alla crisi mondiale. Quello non era mai successo in precedenza, quando il potere degli Stati Uniti regnava totalmente in quel campo.

D'altra parte, nel nostro emisfero è divertente vedere come si agitano le viscere dell'impero, pieno di problemi e di contraddizioni insuperabili con i popoli dell'America latina, ai quali pretende dominare eternamente.

Chi leggerà le dichiarazioni del pio cattolico Joe Biden a Viña del Mar, che scarta l'eliminazione del blocco economico a Cuba, sospirando per una transizione interna che sarebbe francamente controrivoluzionaria nel nostro paese, si meraviglieranno. I suoi lamenti lacrimevoli fanno pena, soprattutto perché non c'è un solo governo latinoamericano né caribico che non veda in quella misura antidiluviana un ostacolo del passato. Qual è l'etica chi sussiste nella politica degli Stati Uniti? Quanto rimane di cristiano nel pensiero politico del Vicepresidente Biden?

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mar, 31 mar
OPERAI CATERPILLAR SEQUESTRANO 4 DIRIGENTI

Martedì 31 marzo. Gli operai della Caterpillar di Grenoble, gruppo americano produttore di macchine per costruzioni, che ha annunciato 733 licenziamenti su un totale di 2500 lavoratori a Grenoble, 22.000 tagli in tutto il mondo, hanno
sequestrato quattro dirigenti dell'azienda nei locali della direzione. Oltre al direttore dell'ufficio di Grenoble, Nicolas Polutnick, sono tenuti in ostaggio il direttore del personale, il responsabile delle risorse umane e il responsabile dei
prodotti europei. «Li tratteniamo nell'ufficio del direttore e discutiamo con loro per sbloccare i negoziati» ha detto un rappresentante sindacale, «non li lasceremo andar via». È solo l'ultimo episodio in Francia nelle ultime settimane di sequestri di dirigenti di aziende in crisi: gli operai della Sony e della 3M hanno dimostrato che la lotta paga.

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BERLUSCONI, PRODOTTO DI CEFIS E GELLI

Nella foto: "La morte di Enrico Mattei"

Forza Italia è la P2 evoluta. E' il partito del golpe bianco che ha vinto il consenso politico dell'Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione.
Forza Italia è il partito dopato dalle ''bombe'' che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Berlusconi ha eseguito il sogno di Eugenio Cefis, numero uno di Eni e Montedison degli anni '60 nell'era post Mattei, secondo il Sismi il fondatore della Loggia P2, il primo a capire che per godere incontrastati del consenso nazionale non era necessario spargere sangue come fece fare per il suo predecessore Enrico Mattei nel 1962. Non era necessario andare a segno col ''Piano Solo'' progettato dai Carabinieri nel 1964. Non era necessario attuare il ''golpe borghese'' come si tentò di fare con la regia di Licio Gelli nell'inverno del 1970.
Bastava, appunto, conquistare ''democraticamente'' il controllo dei giornali.

Eugenio Cefis non riuscì a mettere le mani sul Corriere della sera di Piero Ottone, il ''sinistroide'' che dava spazio in prima pagina agli editoriali del ''frocio comunista'' Pierpaolo Pasolini. Pestato a morte da un commando composto dai fratelli Franco e Giuseppe Borsellino, fascisti militanti della sezione Msi del Tiburtino, come ha rivelato nel settembre scorso l'ex giovinetto marchettaro Pino Pelosi, l'unico ad aver pagato col carcere il violento omicidio di Pasolini, che con tutta probabilità, a 17 anni, magro e smilzo com'era, potrebbe non aver mai commesso. Pelosi sembra sia rimasto in galera dopo aver ceduto alle minacce che gli sarebbero state rivolte dai veri assassini del giornalista. I nomi dei fratelli Borsellino, Pelosi, li ha fatti soltanto ora che sono morti entrambi di aids, ma nel plotone di esecuzione potrebbe anche esserci stato Giuseppe Mastini, detto Jhonny lo Zingaro, (vivente) in una trappola premeditata. (Ansa) Omicidio che risale al 1975, periodo in cui Pasolini stava completando ''Petrolio'' che faceva luce sul ruolo di Eugenio Cefis, personaggio chiave per capire a che punto era già arrivata la degenerazione della politica italiana. Periodo in cui il Corriere era già diretto dal piduista Franco Di Bella (tessera 1887) e che accettò passivamente il teorema della brutta storia tra froci.

Pasolini fu il primo a collegare l'attentato all'aereo di Enrico Mattei, alla strage di piazza Fontana, e ad altre stragi misteriose dell'Italia degli anni di piombo. Con la complicità silenziosa dei Giulio Andreotti e degli Amintore Fanfani, Pasolini era un personaggio scomodo come il giornalista Mauro De Mauro, rapito a Palermo 5 anni prima, nel 1970 e mai più ritrovato. Stava scrivendo i dettagli dei movimenti degli ultimi 2 giorni di vita siciliani di Enrico Mattei, da consegnare al regista Francesco Rosi, che stava preparando un film sulla vicenda. Enrico Mattei, decollato il 27 ottobre 1962 col suo aereo privato dall'aeroporto di Catania, morì assieme al suo pilota e a un giornalista americano nell'aereo che esplose in volo e andò a schiantarsi in fiamme sui prati di Bascapè, a pochi chilometri dalla pista di atterraggio di Linate.

Attentato dietro il quale si nasconderebbe Eugenio Cefis, ex compagno di partigianeria dello stesso Mattei che volle al suo fianco alla guida di Eni. Lo stesso Cefis che, da numero 2 di Eni, fu licenziato in tronco da Mattei 9 mesi prima del disastro, dopo averlo colto in flagrante a sbirciare documenti aziendali riservati nel suo ufficio. Enrico Mattei era potente, era l'uomo del petrolio che stava indirizzando la politica del suo mercato col nord Africa e col Medioriente, in totale contrasto con l'alleata America tanto cara alla Democrazia cristiana. Che vedeva minacciato il suo dominio nell'Italia vaticana da un ricco industriale, poco docile ai ricatti e per nulla americanista.

Le inchieste sulla fine di Mattei sono finite tutte in nulla. Un rapporto della Guardia di Finanza citata dal pm di Pavia Vincenzo Calia, dice che una delle società accomodanti della Edilnord centri residenziali di Umberto Previti (papà del corruttore di giudici Cesare) già Edilnord Sas di Silvio Berlusconi & c. con sede a Lugano, si chiama Cefinvest. Eugenio Cefis, intanto, ha guidato l'Eni prima, e la Montedison poi. L'azienda che ha cavalcato le mire federaliste della Lega Lombarda di Gianfranco Miglio, caro amico di Cefis.

Da Cefis a Gelli, fino al Berlusconi odierno: espressione liftata della degenerazione istituzionale e democratica che ha raggiunto l'Italia. Le decine di milardi in tangenti versate sui conti svizzeri di Bottino Craxi, di cui i figli deputati godono ancora oggi la rendita, sono servite a creare le televisioni del consenso Fininvest, assieme al controllo della Rai.
L'ultima nomina alla sua guida di Paolo Garimberti ''gradita a Berlusconi'' che non crea né scandalo né rivolte fra gli italiani, è la dimostrazione che il Piano di rinascita piduista è andato a segno senza divise e senza armi. Assieme alle bugie che testate allineate come ''Il Giornale'' e il Corriere stesso continuano a sfornare quotidianamente. Ernesto Galli ''della Loggia'' oggi, in prima pagina, in merito al discorso di Berlusconi al suo congresso romano scrive che ''Craxi, non a caso, è solo un amico personale del presidente del Consiglio che in pratica ha il solo merito di averlo anticipato nello sdoganamento della destra..'' Galli della Loggia lo invito a un vaffanculo.

Intanto, alla luce di ciò che hanno scritto Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza in ''Profondo nero'' edito da Chiarelettere, la criminologa Simona Ruffini e l'avvocato Stefano Maccioni hanno presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, una istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Pierpaolo Pasolini. Richiesta che giunge al termine di una loro inchiesta che combacia con le conclusioni del libro, in cui si ipotizza una connessione tra l'omicidio di Pasolini, Mauro De Mauro ed Enrico Mattei.
Gli accertamenti tecnici scientifici che si possono fare oggi, permetterebbero di far luce su tanti aspetti mai chiariti dell'omicidio di Pasolini. A cominciare dalle macchie di sangue (secche) rimaste sulla sua camicia, custodita ancora oggi al museo di criminologia di Firenze.

Non capisco cosa si sia atteso finora ma capisco che ora Berlusconi predica pieni poteri per arrivare al Quirinale. Non capisco che tipo di libertà e di liberalismo abbia raccontato da quel palco della fiera di Roma Silvio tessera Loggia P2 1816, ma capisco che il golpe bianco, per ora, è andato a segno ed è ormai rodato. L'Italia è tutta da rifare. Forza Italia!

Daniele Martinelli
http://www.danielemartinelli.it/

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IL BOICOTTAGGIO CONTRO ISRAELE FUNZIONA!

Dall'inizio del 2009 il 21% degli esportatori israeliani è stato direttamente colpito dal movimento di boicottaggio. Così riferisce oggi (29 Marzo) The Marker, un giornale economico in ebraico.

Questa cifra si basa su un sondaggio fatto tra 90 esportatori israeliani in campi quali l'high tech, i metalli, i materiali da costruzione, la chimica, il settore tessile e quello alimentare. Il sondaggio è stato condotto a Gennaio e Febbraio 2009 dall'Unione degli Industriali Israeliani.

La AIC sta lavorando per ricevere una copia del sondaggio e lo tradurrà e distribuirà le parti importanti di esso a servizio del movimento globale di boicottaggio.

Titolo originale: "Economic Boycott of Israel Works: 21% of Israeli Exporters Affected"

Fonte: http://www.alternativenews.org

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LO SAPEVATE CHE NEGLI USA CI SONO PIU' DI 800 CAMPI DI CONCENTRAMENTO?

Questa non è fantascienza. Negli Stati Uniti sono stati costruiti più di 800 campi di concentramento tutti pienamente operativi e pronti a ricevere i detenuti. Seguendo lo stesso percorso adottato da Hitler, i vari governi degli Stati Uniti grazie all'inestimabile aiuto dei clan delle corporations, hanno costruito più di 800 campi di detenzione (alcuni dei quali equipaggiati con speciali installazioni per possibili cremazioni) in tutto il territorio degli Stati Uniti, e fuori da esso. Questo è quello che la società multinazionale incaricata della costruzione, la Halliburton, pubblica sulla sua pagina web insieme al dato dei profitti derivanti dall'incarico. Le installazioni sono provviste di ferrovia, strade che portano da e per i centri di detenzione, alcuni sono collegati ad aeroporti. Come Auschwitz, alcuni campi sono provvisti di edifici ermetici e forni. La maggior parte dei campi hanno una capacità di accoglienza di 20.000 detenuti. Attualmente, il più grande è quello nelle vicinanze della cittá di Fairbanks, Alaska. Questa installazione chiamata di ?salute mentale?, può ospitare migliaia di persone.

Perchè queste disposizioni entrino in vigore serve solo un decreto presidenziale e l'elenco dei nomi firmato dal Procuratore Generale degli Stati Uniti. Il Programma REX 84 [vedi anche qui N.d.r.] venne promulgato ipotizzando un esodo massiccio di persone al confine tra USA e Messico; questi stranieri illegali verrebbero isolati ed inviati ai centri di detenzione FEMA. REX 84 prevede che le basi militari, in caso di bisogno, possano essere convertite in prigioni. Due sotto-programmi - ''Operation Cable Splicer'' e ''Garden Plot'' – riguardano, il primo, il rimpiazzo delle autoritá statali civili con il governo federale e, il secondo, il controllo della popolazione. La FEMA dirigerà le operazioni.

I campi di detenzione dispongono di installazioni ferroviarie, strade, aeroporti o si trovano vicino ad aeroporti. Qualcuno di essi può arrivare a contenere fino a 20.000 persone. Il più grande si trova vicino a Fairbanks, Alaska. Si tratta di un?imponente struttura sanitaria psichiatrica che pùo contenere fino a 2 milioni di persone.

Bisogna segnalare che tutto ebbe origine circa 30 anni fa!. Doveva servire ad affrontare stati ''d'emergenza'' provocati da catastrofi naturali o guerre; tutto ciò che si richiede per l'attivazione di uno stato marziale è la firma presidenziale. Questo decreto autorizza il governo, fra le altre cose, a:

controllare tutti i mezzi di trasporto, autostrade, porti lacustri, fluviali e di mare, incluse imbarcazioni e veicoli;
censurare i mezzi di comunicazione:
controllare le fonti e distribuzione di energia;
espropriare la produzione e la distribuzione di alimenti, incluse le fattorie familiari;
mobilitare la popolazione civile per organizzare brigate di lavoro;
assumere il controllo di centri di salute, educativi e per il benessere sociale;
instaurare un sistema di identificazione nazionale;
espropriare veicoli aerei, inclusi quelli stranieri, e controllare tutte le operazioni aeroportuali;
possibilità di ordinare l'abbondono di aree e la riubicazione di comunità;

Una volta che la FEMA (l'Agenzia Federale che gestisce le emergenze) abbia posto in marcia il piano di emergenza, il congresso non avrà tutela né controllo sugli ordini dell'Esecutivo per un periodo di sei mesi.

I campi di detenzione.

Non si conosce l'ubicazione di tutti i campi. Tra quelli che si conoscono possiamo menzionare la riattivazione del campo di detenzione dei cittadini giapponesi e dei loro discendenti; un altro vicino a Salem, Oregon e la costruzione di nuove installazioni nella località di Umatilla. E naturalmente, caserme, basi e reggimenti sparsi per il territorio nazionale statunitense.

Sono stati individuati possibili luoghi dove potrebbero esserci installazioni che indicano la possibile presenza di campi di detenzione: ospedali psichiatrici, aeroporti regionali, aree verdi protette, vecchi campi militari chiusi, aree tossiche, complessi industriali abbandonati, etc.

Si ipotizza che basi e stabilimenti militari canadesi verrebbero usati con questo proposito, perfino alcuni oltre il Circolo Polare Artico.

Oltremare esiste, e funziona come campo di concentramento, la base della marina a Guantánamo e potrebbe venire utilizzata la prigione federale di Guayanabo, in Portorico.

La domanda è: chi sarà a mettere in moto questo piano? Una catastrofe naturale, o una causata dall'attività dell'uomo? Un attacco terroristico? Un terremoto? Il collasso finanziario? Quale che sia la causa, una volta che si scatena, entrerà in vigore la lagge marziale e il paese starà in mano della FEMA. Si avranno restrizioni delle libertà personali dei cittadini e non sapremo chi è che verrà ''considerato'' pericoloso. Coloro che hanno armi da fuoco in casa? Quelli che fanno molte domande? Quelli che vorranno sapere ciò che realmente accade? Coloro che credono nella libertà d?espressione? Quelli che vogliono esprimersi nel modo che ritengono giusto?

Descrizioni delle immagini:

[Molti campi già sono forniti di personale di vigilanza anche se non ci sono detenuti.]

[Treni blindati per il trasporto dei detenuti]

Link interessanti: ''La FEMA e il Dipartimento di Sicurezza Nazionale preparano fosse comuni e legge marziale vicino Chicago?''; Elenco e mappa dei campi FEMA.

Titolo originale: "¿Sabía usted que en EE.UU hay más de 800 campos de concentración?"

Fonte: http://www.insurgente.org/
Link
25.03.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da LILIANA BENASSI

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Il pescatore

Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.

Si complimenta con il pescatore x la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo

Pescatore: 'Non ho impiegato molto tempo'

Turista: 'Ma allora, perchè non è stato di più, per pescare di più?'

Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno x soddisfare le esigenze della sua famiglia.

Turista: 'Ma come impiega il resto del suo tempo?'

Pescatore: 'Dormo fino a tardi, pesco un po', gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme , suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.'

Turista: 'La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darLe utili suggerimenti su come migliorare.
Prima di tutto Lei dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più.

Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche! Potrà permettersi un'intera flotta!! Quindi invece di vendere il pesce all'uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una Sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York!! Da lì potrà dirigere un'enorme impresa!

Pescatore: 'ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?'

Turista: '20, 25 anni forse'

Pescatore: '....e dopo?'

Turista: ' Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!!!!!!!!!!!

Pescatore:'...miliardi?.......e poi?'

Turista: 'Eppoi finalmente potrà ritirarsi dagli affari, e concedersi di vivere.....in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po' di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo e giocando in allegria!'

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Confalonieri VS Report su vicenda Rete4 - Europa7

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Schio, 26 marzo 2009

Oggetto : comunicato stampa - deciso il candidato a Sindaco

Nell'assemblea tenutasi al palazzo Toaldi Capra di Schio nella serata di ieri sera Rifondazione Comunista ha presentato una sua prima bozza di programma ( vedi allegato ) ed il candidato a Sindaco che tenterà di raggiungere i voti necessari per tornare in Consiglio Comunale di Schio.

Il simbolo sarà quello che verrà votato al prossimo comitato politico Nazionale del PRC che si svolgerà sabato e domenica prossimi. Rifondazione di Schio, come succederà per le elezioni Europee , presenterà una lista unitaria con i Comunisti Italiani.

Il candidato a Sindaco sarà Roberto Fogagnoli, classe 1954, insegnante già candidato alle scorse elezioni provinciali dove per pochi voti non fu eletto.

Nel giro di una decina di giorni verrà presentata ufficialmente la lista composta in prevalenza da giovani che in questi anni hanno lavorato e sono cresciuti nel PRC di Schio.

Al primo turno non vi saranno sicuramente alleanze con altri partiti ( i Verdi non si sono fatti sentire e nemmeno le altre liste che correranno con lo schieramento di centro-sinistra) Al secondo turno, se vi sarà disponibilità di discutere sui programmi, decideremo sul da farsi.

Obbiettivo : superare la soglia del 4% e tornare in Consiglio Comunale. Primo eventuale impegno del neo consigliere : presentare una serie di proposte al fine di contrastare la preoccupante crisi economica che sta investendo anche la nostra città. In pratica promuoveremo l'istituzione di un cospicuo fondo per gli aiuti alle famiglie, ed ai lavoratori in difficoltà.


Gianmarco Anzolin
coordinatore campagna elettorale PRC SCHIO 2009

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APPUNTAMENTO SCHIO 25 MARZO 2009 ORE 20,30 PALAZZO TOALDI CAPRA SCHIO

Per il ritorno di una voce di sinistra in consiglio comunale a Schio

ASSEMBLEA PUBBLICA

In vista delle prossime elezioni amministrative di Schio il Partito della Rifondazione Comunista invita tutti i cittadini, le associazioni ed i Partiti che ritengono importante il ritorno di una voce di sinistra nel Consiglio Comunale a partecipare a questa occasione di dibattito e di confronto per la costruzione di un programma di Sinistra per la nostra città.

Durante la serata presenteremo le nostre idee e la nostra proposta per il candidato a Sindaco di Schio.

portiamo a conoscenza dei cittadini di Schio l'appello redatto dal PRC in vista delle elezioni amministrative

APPELLO PER IL RITORNO DI UNA VOCE DI SINISTRA NEL CONSIGLIO COMUNALE DI SCHIO

Premessa ( la crisi economica e mondiale )

L?attuale crisi economica mondiale dovrebbe spingere qualsiasi amministrazione locale a ridefinire fino all'ultimo centesimo ogni capitolo di spesa del proprio bilancio. Il carattere di straordinaria gravità di questa crisi dovrebbe spingere i comuni ad attivarsi, per quanto nelle loro possibilità, per avviare una serie di progetti finalizzati all'aiuto delle centinaia di famiglie che attualmente vivono in condizioni di seria difficoltà. Si moltiplicano ogni giorno le aziende che chiedono la cassa integrazione o che chiudono i battenti. Se non si adotteranno quanto prima vasti provvedimenti, il rischio che la crisi da economica diventi di natura sociale è elevatissimo.

Rifondazione Comunista ritiene che l'Amministrazione Comunale di Schio debba sospendere immediatamente qualsiasi opera finanziata ( che non sia strettamente necessaria ) ed indirizzare le proprie disponibilità finanziarie per interventi di sostegno alla parte della popolazione che è più colpita dalla crisi.

Per il ritorno di una voce di sinistra nel Consiglio Comunale di Schio

In vista delle prossime elezioni comunali di Schio il Partito della Rifondazione Comunista chiede a tutti coloro che ritengono importante il ritorno di una voce di sinistra all'interno del Consiglio Comunale di aderire a questo appello e di partecipare attivamente alla costruzione di un programma di alternativa per la nostra città. La maggioranza che ha governato Schio, sull'onda dei consensi ( a dire il vero sempre più esigui) ottenuti in anni di amministrazione, ha perso l?abitudine di coinvolgere democraticamente i cittadini su decisioni di importanza strategica. Sono stati spesi milioni di euro per rivoluzionare la viabilità, a volte con risultati alquanto discutibili, senza tenere in adeguata considerazione l'opinione dei cittadini residenti nelle zone interessate.

Sull'ospedale unico riteniamo che la difesa del De Lellis da parte dell'Amministrazione Comunale sia stata blanda e di facciata. Si è rinunciato a qualsiasi tipo di mobilitazione di massa che a nostro avviso avrebbe potuto mettere seriamente un freno a questo sciagurato e dispendioso progetto. Si è dato il via libera al raddoppio dell'inceneritore, nonostante un vastissimo numero di cittadini si fosse mobilitato per evitare che Schio diventasse la pattumiera della provincia di Vicenza e nonostante fossero stati presentati progetti alternativi all'incenerimento.

Altre opere discutibili, come ad esempio la strada parco, sono in fase di costruzione mentre, all'opposto, l'ormai antico progetto ''Campus'' non ha ancora visto la luce ed il piazzale sterrato antistante il Liceo Classico continua ad essere utilizzato come parcheggio per numerosi TIR. Si vendono case ed immobili di proprietà comunale per finanziare opere fini a se stesse. Si è continuato a cementificare il territorio con la costruzione di decine di capannoni, incuranti dei segnali sempre più marcati di una crisi economica che puntualmente è giunta e che potrebbe trasformare la nostra zona industriale in un'impressionante cimitero di cemento.

Siamo profondamente contrari a qualsiasi processo di privatizzazione di servizi di importanza strategica per la popolazione quali l'acqua ed il gas. Riteniamo che le proprietà di Pasubio Servizi e di Alto Vicentino Servizi debbano restare in mano ai Comuni. Di fronte agli attacchi strumentali dei fascisti e dei leghisti sono stati interrotti i rapporti con una realtà come il Centro Sociale Arcadia ( che è uno dei pochissimi luoghi di ritrovo giovanile fuori dal circuito del libero mercato ) e si è rinunciato a sostenere operazioni culturali dirette al segmento giovane della popolazione scledense.

Gli interventi per l'accoglienza e per l'integrazione dei migranti, che ormai sono una realtà economica e culturale significativa, continuano ad essere solo di facciata. Sono pressoché vicini allo zero i contributi economici che il Comune stanzia alle associazioni che sono in prima linea ad occuparsi della questione. Riteniamo che, senza una reale svolta democratica e di partecipazione alle scelte importanti, questa città rischi davvero di finire in mano ad una destra che scalpita per espugnare quello che rimane dell'ex roccaforte del ''centro-sinistra''.

I dirigenti del PD locale e Dalla Via non hanno fino ad oggi ritenuto il caso di incontrare il nostro Partito che in città è una realtà ben radicata e presente. Sempre il PD di Schio ha deciso, tramite una riunione di segreteria, di sfrattare il PRC dalla sede che fino a giugno era stata condivisa con gli Ex Diesse ( una sede acquisita molto tempo addietro con il sudore e con gli sforzi economici dei compagni del PCI ).Al confronto con la vera sinistra scledense si è continuato a preferire il rapporto con forze politiche centriste, senza insediamento territoriale e perciò non in grado di interferire con la gestione autoreferenziale che ha caratterizzato l'amministrazione Dalla Via. Rifondazione Comunista non vuole in nessun modo favorire la vittoria delle elezioni comunali delle forze di centro-destra. Nel caso cadesse la pregiudiziale ideologica dell'Amministrazione nei nostri confronti, saremmo disposti sin da subito ad un confronto sui programmi.

In ogni caso il PRC di Schio si presenterà alle prossime elezioni comunali con una propria lista e, sapendo che molti sono i problemi da affrontare , invita tutti i cittadini e tutte le associazioni che operano sul territorio a partecipare alla costruzione di un programma di alternativa e di sinistra per la città.


Per informazioni inviare una mail a : prcschio@libero.it
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo ''P.Tresso'' SCHIO - www.rifondazioneschio.com

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Operazioni Psicologiche contro il Venezuela
Washington e la sua Guerra contro la Rivoluzione Bolivariana
di Eva Golinger *


Un documento segreto del Centro Nazionale di Intelligence dell?Esercito degli USA (U.S. Army National Ground Intelligence Center), parzialmente declassificato di recente, per una sollecitazione della Legge di Accesso alla Informazione (FOIA secondo la sigla in inglese) negli USA, conferma che la maggiore squadra di operazioni psicologiche del Pentagono sta impiegando i suoi sforzi contro il Venezuela.

Leggi articolo

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Italia . Il Ministro Brunetta provoca. I movimenti degli studenti e i sindacati di base rispondono: "Noi non abbiamo paura"


Renato Brunetta, il ministro con l'elmetto non ha intenzione di fare marcia indietro sulle dichiarazioni rilasciate ieri, tant' che a Sky Tg24 ribadisce la sua posizione: "Mi son sbagliato, gli studenti dell'onda non hanno neanche la dignità dei guerriglieri. I guerriglieri sono una cosa seria". Brunetta, : "Questi sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni violente, che non rappresentano nessuno, che fanno perdere tempo alla polizia e che non si sono presentati alle elezioni. Se Fioroni o il Partito Democratico li difende ce ne facciamo una ragione, prendiamo atto del fatto che il Pd difende questi quattro ragazzotti. Io preferivo il vecchio partito comunista italiano". "Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando ci definì 300 criminali: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza". Così il coordinamento dei collettivi dell'università La Sapienza di Roma commenta le parole del ministro della P.A. sugli scontri di ieri all'ateneo. "Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l'università pubblica".
"Siamo studenti pacifici, ma siamo preoccupati perchè queste dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si inseriscono nel quadro di svolta autoritaria del governo: il protocollo della Prefettura - continua il coordinamento - limita la possibilità di manifestare e quindi di palesare il dissenso, poi ci sono attacchi al lavoro e il pacchetto sicurezza che è una 'legge razziale'. Tutto rientra in una svolta politica autoritaria del governo che serve a limitare gli effetti che la crisi economica può provocare".
"Noi non abbiamo paura, continueremo a scendere in piazza a partire dal prossimo 28 marzo per il G14 sulla crisi finanziaria: parteciperemo come studenti insieme ai sindacati di base. La Prefettura non ha autorizzato il corteo da piazza Esedra a piazza Navona, ma noi lo svolgeremo lo stesso così", concludono. Il governo "si trincera" dietro il rispetto del Protocollo sui cortei fortemente voluto dal Comune e dal Sindaco di Roma Alemanno, protocollo che Rifondazione non ha firmato. Il segretario del PRC Ferrero invita tutte le organizzazioni politiche, sociali e sindacali che lo hanno sottoscritto a ritirare la loro firma, "visto che quel Protocollo è la foglia di fico di chi vuole impedire a chiunque di manifestare ed esprimere liberamente le sue opinioni e i suoi diritti".


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mer, 18 mar 15:31
LA POLIZIA CARICA GLI STUDENTI

video della carica

Terza carica e scontri tra studenti e forze dell'ordine all'Universita' La Sapienza dopo l'ennesimo tentativo degli studenti di forzare il cordone di sicurezza e dare vita ad un corteo esterno.

Ora dimostranti e forze dell'ordine si stanno fronteggiando.

Ormai e' chiaro: la polizia in Italia manganella chiunque protesta, gli operai e gli studenti.

Ormai e' chiaro che se non si vuole finire all'ospedale per mano dei democratici poliziotti di Berlusconi occorre organizzarsi per difendersi.

Quel fallito di Franceschini chiedeva soldi per aumentare i poliziotti, probabilmente e' un tifoso del manganello

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11 MARZO 1977, FRANCESCO LORUSSO
viene ucciso per mano armata dallo stato

I compagni di Francesco, assassinato dalla ferocia armata di regime l'11 marzo 1977, sanno che la sua idea di uguaglianza, di libertà, di amore e di lotta sopravviverà ad ogni crimine!
Sanno che ogni potere ha bisogno della vita, del sangue, del sudore e della debolezza dei giovani, delle donne, dei lavoratori per continuare il suo dominio !

FRANCESCO È VIVO E LOTTA INSIEME A NOI
''Una colonna di carabinieri in assetto antisommossa marcia in Via Irnerio, all'incrocio con Via Mascarella si ferma e con estrema violenza decide di disperdere un gruppo di studenti, sparando colpi di arma da fuoco ad altezza uomo. E' così che viene ucciso, con un colpo alla schiena, Francesco Lorusso 24 anni studente di medicina e militante politico di estrema sinistra come tanti studenti in quel periodo. Del suo omicidio fu incolpato un giovane carabiniere ausiliario poi assolto, ma a distanza di 30 anni non si sa chi altri abbia sparato delle forze dell'ordine. Si è parlato anche di gruppi paramilitari, che all'epoca affiancavano le forze dell'ordine confondendosi tra la folla per avere maggiore libertà di azione... la storia si ripete....''
Francesco LORUSSO, nel Movimento del '77 lottava per costruire un mondo dove la dignità di ogni uomo e di ogni donna fossero sempre al centro di ogni progetto politico e sociale:
dove la libertà di essere se stessi e di esprimere la propria visione del mondo non fosse solo un assalto al cielo, dove la scuola, il lavoro, la casa, la sanità, la vita, la cultura e la fantasia fossero un diritto da conquistare per tutti, dove l'impegno contro le discriminazioni sociali, sessuali, etniche e politiche fosse patrimonio comune della società civile, dove le differenze sociali non fossero pregiudizio, dove la giustizia fosse veramente uguale per tutti, dove...
Oggi, lottiamo ancora contro le diseguaglianze e le discriminazioni sociali, religiose ed etniche; contro il fascismo, la miseria, il lavoro sottopagato e l'imbarbarimento della società; contro i padroni che pensano solo al libero mercato e i loro profitti aumentano sulla pelle delle migliaia di morti, invalidi ed espulsi dal lavoro; contro i politicanti ladri dei nostri soldi, di democrazia e del nostro futuro; contro Cgil, Cisl e Uil che parlano solo di meritocrazia infischiandosene dei ritmi di produzione bestiali, dei licenziamenti e dei precari; contro la malasanità e i costi della sanità, contro la speculazione edilizia e la mancanza di case in affitto; contro la guerra che rapina i nostri soldi e tutte le risorse del pianeta ...

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L'Ernesto : Un segnale

di redazione

su redazione del 17/03/2009


Il fatto può sembrare a prima vista insignificante, il 6 marzo scorso l'agenzia Apcom informa che il quotidiano Repubblica si è rifiutato di pubblicare una lettera del segretario del PdCI Diliberto, in cui viene commentato criticamente un sondaggio (pubblicato dal quotidiano medesimo) secondo cui PRC e PdCI non supererebbero insieme la soglia del 4% alle prossime elezioni europee, diversamente dalla lista di Vendola e compagni che verrebbe valutata invece oltre il 6%. "Di tale sondaggio - precisa il segretario del PdCI nella lettera non pubblicata da Repubblica (di cui Apcom riporta il testo) - non mi importa del dieci per cento in meno del PD". Non c'è bisogno di sondaggi per capire la crisi di consenso tra PD e popolo della sinistra. Mi interessa invece "il dato che riguarda PdCI e PRC, che alle europee probabilmente si presenteranno insieme". E qui
Diliberto rileva che "per stare ai voti veri - gli unici recenti e recentissimi a disposizione - quelli dell'Abruzzo e quelli della Sardegna, Pdci e Rifondazione insieme avrebbero superato ampiamente lo sbarramento visto che hanno preso il 4,6 in Abruzzo e il 5,1 in Sardegna. Mentre Vendola e via aggregando hanno preso tra l'uno e il due per cento".

Non ci interessa qui commentare il sondaggio o i risultati del voto sardo e abruzzese, cosa che abbiamo fatto a suo tempo. Né valutare il commento del segretario del PdCI, che pure ci sembra tutt'altro che infondato.

Il punto che vogliamo evidenziare, e che sembra essere sfuggito ai più, è un altro. Non abbiamo memoria, nella storia ormai decennale di Repubblica, che una lettera di poche righe del segretario nazionale di un partito che conserva peraltro una sua rappresentanza istituzionale nel Parlamento europeo, venga cestinata e nessuno - o quasi - trovi niente da dire.

Potrebbe essere un segnale, minimo ma non per questo meno inquietante, dello stato in cui versa la democrazia e la libertà di stampa nel nostro Paese.

Un segnale di quello che ci aspetta, di quanto ancora è temuta e considerata inquietante, da altri (dentro e fuori i confini nazionali), la riorganizzazione - possibile - di una forza comunista e antimperialista non testimoniale e non respinta fuori dai confini del recinto Parlamentare, come sembrava possibile (e per molti auspicabile) dopo il disastro dell'Arcobaleno. Fino al punto da manipolare sondaggi e oscurare, persino nella rubrica delle lettere, un commento di poche battute su di un quotidiano che ogni giorno ne sforna a milioni, per oltre un milione di
lettori.

Un segnale indiretto ma pregnante di quello che i comunisti, insieme, ancora possono rappresentare e promuovere nel nostro Paese (altro che folclore...), tanto più in una situazione di profondissima crisi del sistema. Vale la pena di rifletterci un momento.

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Daniele Luttazzi : Come boicottare il potere economico di Berlusconi!

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Una stagione all'inferno

guardate questo video......

e adesso sentite cosa dice Gelli sugli immigrati!...

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Emilio Molinari

Contrastare il processo di privatizzazione e mercificazione dei Beni Comuni, a cominciare dall'Acqua, è una delle battaglie decisive di quest'epoca, non ideologica ma di civiltà. Alla vigilia del forum mondiale sull'Acqua che si è aperto oggi a Istanbul, Emilio Molinari è intervenuto sul tema nel corso di un convegno svoltosi all'Università Statale di Milano. Nel video una sintesi del suo discorso.

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lun, 16 mar
LE TORTURE DEGLI USA

«Torture ai prigionieri»: la Cia e l'amministrazione Bush sotto accusa. In un suo
rapporto segreto il comitato internazionale della Croce rossa afferma che i
trattamenti adottati dall'amministrazione dell'ex presidente nei confronti dei
prigionieri di Al Qaeda «rappresentano degli atti di tortura». Lo rivela il
quotidiano statunitense «Washington Post» sottolineando che il documento mette sotto
accusa i metodi di interrogatorio utilizzati nelle prigioni della Cia.

Il rapporto evidenzia le brutalità fisiche e psicologiche adottate da agenti dei
servizi segreti Usa nelle prigioni della Cia all?estero, con metodi «crudeli, inumani
e degradanti», vietati espressamente dalla convenzione di Ginevra. Il Washington Post
sottolinea come il documento della Croce rossa internazionale si basi su
testimonianze dirette ottenute da 14 detenuti, definiti dalla Cia di «alto valore»,
dopo il loro trasferimento nel 2006 nel campo di detenzione di Guantanamo. Secondo la
Croce rossa internazionale i detenuti venivano privati del sonno, malmenati, esposti
a temperature estreme e sottoposti al waterboarding (l'annegamento simulato, ndr).
Abu Zubaydah, che si occupava del reclutamento per Al Qaeda, ha denunciato le torture
subite. Nella settimana in cui è stato arrestato racconta di aver ricevuto pochissimo
cibo e di essere stato costretto a non dormire. «Mi hanno spogliato e poi mi hanno
torturato con l'elettricità».

Il quotidiano della capitale afferma che almeno cinque copie del rapporto siano
arrivate alla direzione della Cia e ai responsabili della Casa Bianca nel 2007. Per
il momento la Cia non ha rilasciato commenti.

E poi i politici USA rompono i coglioni con i terroristi. Gli unici terroristi sono i
padroni e i loro uomini politici

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Tremonti confessa il Signoraggio Bancario al TG 1

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da Italia - Cuba

Riflessioni del compagno Fidel

Una riunione che è valsa la pena.

Terminato l'evento su Globalizzazione e Sviluppo con la presenza di oltre 1500 economisti, famose personalità scientifiche e rappresentanti di organismi internazionali riunitisi all'Avana, ho ricevuto una lettera ed un documento di Atilio Boron, Dottore in Scienze Politiche, Professore Titolare di Teoria Politica e Sociale, direttore del Programma Latinoamericano d'Educazione a Distanza in Scienze Sociali (PLED), oltre ad altre importanti responsabilità scientifiche e politiche.

Atilio, fermo e leale amico, aveva partecipato giovedì 6 al programma Mesa Redonda della Televisione Cubana, insieme ad altre personalità internazionali che hanno partecipato alla Conferenza su Globalizzazione e Sviluppo.

Ho saputo che sarebbe partito domenica ed ho deciso di invitarlo ad un incontro alle 5 del pomeriggio del giorno successivo, sabato 7 marzo.

Avevo deciso di scrivere una riflessione sulle idee contenute nel suo documento. Utilizzerò in sintesi le sue stesse parole:

"? Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale, la prima di una grandezza paragonabile a quella esplosa nel 1929 ed alla cosiddetta 'Grande Depressione' del 1873-1896. Una crisi integrale, della civiltà, multidimensionale, la cui durata, profondità e portata geografica saranno sicuramente di maggiore ampiezza delle precedenti.

?Si tratta di una crisi che trascende abbondantemente l'aspetto finanziario o bancario e colpisce l'economia reale in tutti i suoi aspetti. Danneggia l'economia globale e oltrepassa le frontiere statunitensi.

"Le cause strutturali: è una crisi di sovrapproduzione e contemporaneamente di sottoconsumo. Non a caso è esplosa negli USA, perché questo paese è da oltre trent'anni che vive artificialmente del risparmio esterno e del credito esterno; queste due cose non sono infinite: le imprese si sono indebitate al di sopra delle loro possibilità; inoltre lo Stato si è indebitato non solo al di sopra delle sue possibilità per affrontare non solo una, ma due guerre, senza aumentare le tasse, ma riducendole; i cittadini sono spinti sistematicamente dalla pubblicità commerciale ad indebitarsi per sostenere un consumismo esagerato, irrazionale e sprecone.

"Però a queste cause strutturali bisogna aggiungerne altre: l'accelerata finanziarizzazione dell'economia, l'irresistibile tendenza all'incursione in operazioni speculative sempre più rischiose. Scoperta la 'fonte della giovinezza' del capitale grazie a cui il denaro genera ancora più denaro, prescindendo dalla valorizzazione apportata dallo sfruttamento della forza lavoro e considerando che enormi quantità di capitale fittizio possono essere ottenute in pochi giorni, al massimo settimane, l'assuefazione da capitale porta a trascurare qualsiasi calcolo o qualsiasi scrupolo.

"Altre circostanze hanno favorito l'esplosione della crisi. Le politiche neoliberali di deregolamentazione e liberalizzazione hanno reso possibile che le figure più potenti che pullulano nei mercati imponessero la legge della giungla.

"Un'enorme distruzione di capitali su scala mondiale, caratterizzandola come una 'distruzione creativa'. A Wall Street questa 'distruzione creativa' ha provocato che la svalutazione delle imprese quotate in borsa giungesse quasi al 50 %; un'impresa che in borsa quotava un capitale di 100 milioni, ne ha ora 50! Caduta della produzione, dei prezzi, dei salari, del potere d?acquisto. 'Il sistema finanziario nella sua totalità sta per esplodere. Le perdite bancarie ammontano ormai ad oltre $500.000 milioni ed un altro bilione è in arrivo. Oltre una dozzina di banche sono in bancarotta e centinaia in attesa della stessa sorte. Oltre un bilione di dollari è stato trasferiti dalla FED al cartello bancario, ma sarà necessario un altro bilione e mezzo per mantenere la liquidità delle banche nei prossimi anni'. Quella che stiamo vivendo è la fase iniziale di una lunga depressione e la parola recessione, tanto utilizzata recentemente, non spiega in tutta la sua drammaticità ciò che il futuro prepara al capitalismo.

"Nel 2008 le azioni ordinarie di Citicorp hanno perso il 90% del loro valore. L'ultima settimana di febbraio valevano a Wall Street 1 dollaro e 95!

"Questo processo non è neutro perché favorirà gli oligopoli più grandi e meglio organizzati che toglieranno i loro rivali dai mercati. La 'selezione darwiniana dei più adatti' sgombrerà la strada per nuove fusioni ed alleanze imprenditoriali, mandando i più deboli al fallimento.

"Accelerato aumento della disoccupazione. Nel 2009, il numero di disoccupati nel mondo (circa 190 milioni nel 2008) potrebbe aumentare di altri 51 milioni . I lavoratori poveri (che guadagnano appena due euro al giorno) diventeranno 1.400 milioni, cioè il 45% della popolazione economicamente attiva del pianeta. Negli Stati Uniti la recessione ha già distrutto 3,6 milioni posti di lavoro. La metà durante gli ultimi tre mesi. Nell'Unione Europea il numero di disoccupati è pari a 17,5 milioni, 1,6 milioni in più di un anno fa. Nel 2009, si prevede la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro. Diversi Stati centroamericani come il Messico ed il Perù, per i loro stretti legami con l'economia statunitense, saranno fortemente colpiti dalla crisi.

"Una crisi che colpisce tutti i settori dell'economia: le banche, l'industria, le assicurazioni, l'edilizia, eccetera e si dissemina nell'intero sistema capitalista internazionale.

"Decisioni prese in campo internazionale e che colpiscono le filiali periferiche creando licenziamenti in massa, interruzioni nelle catene dei pagamenti, crollo nella domanda di input, eccetera. Gli USA hanno deciso di sostenere le Big Three di Detroit (Chrysler, Ford, General Motors), ma solo per salvare le fabbriche presenti nel paese. Francia e Svezia hanno annunciato che condizioneranno gli aiuti alle loro industrie automobilistiche: potranno trarne vantaggio solo le fabbriche che si trovano nei loro territori. Il ministro francese dell'Economia, Christine Lagarde, ha dichiarato che il protezionismo potrebbe essere 'un male necessario in tempi di crisi'. Il ministro spagnolo dell'Industria, Miguel Sebastián, chiede di 'consumare prodotti spagnoli.' Barack Obama, aggiungiamo noi, promuove il 'buy American! '.

"Altre fonti di propagazione della crisi nella periferia sono la caduta nei prezzi delle commodityche esportano i paesi latinoamericani e caraibici, con le loro conseguenze recessive e l'aumento della disoccupazione.

"Drastica diminuzione delle rimesse familiari nei paesi industrializzati da parte degli emigranti latinoamericani e caraibici. (In alcuni casi le rimesse sono la voce più importante nell'entrata di valuta internazionale, superiore alle esportazioni).

"Ritorno degli emigranti, deprimendo ancora di più il mercato del lavoro.

"Coincide con una profonda crisi energetica che esige un cambiamento della visione attuale basata sull'uso irrazionale e predatorio del combustibile fossile.

"Questa crisi coincide con la crescente presa di coscienza delle catastrofiche conseguenze del cambiamento climatico.

"Aggiungiamo la crisi alimentare, acutizzata dalla pretesa del capitalismo di mantenere un irrazionale modello di consumo, trasformando terreni adatti alla produzione alimentare e destinandoli all'elaborazione di biocombustibili.

"Obama ha riconosciuto che non abbiamo ancora toccato il fondo e Michael Klare ha scritto nei giorni scorsi che 'se l'attuale disastro economico si trasforma in quello che il presidente Obama ha chiamato 'decennio perduto', il risultato potrebbe consistere in un paesaggio globale pieno di convulsioni causate dall'economia.'

"Nel 1929 la disoccupazione negli USA arrivò al 25% man mano che crollavano i prezzi agricoli e delle materie prime. Dieci anni dopo ed a dispetto delle radicali politiche intraprese da Franklin D. Roosevelt (il New Deal) la disoccupazione continuava ad essere molto elevata (17%) e l'economia non riusciva ad uscire dalla depressione. Solo la Seconda Guerra Mondiale mise fine a quella tappa. Ed ora perché dovrebbe essere più breve? Se la depressione del 1873-1896, come ho spiegato, durò 23 anni!

"Visti i precedenti, perché ora dovremmo uscire dall'attuale crisi in pochi mesi, come prospettano alcuni pubblicisti e i 'guru' di Wall Street?

Non si uscirà da questa crisi con un paio di riunioni del G-20, o del G-7. Se esiste una prova della sua radicale incapacità di risolvere la crisi è la risposta delle principali borse valori del mondo dopo qualsiasi annuncio o proposta di legge a favore di una nuova manovra: la risposta 'dei mercati' è invariabilmente negativa.

"Come testimonia George Soros 'l'economia reale soffrirà gli effetti secondari che ora stanno prendendo forza. Dato che in queste circostanze il consumatore statunitense non può servire ormai da locomotiva dell'economia mondiale, il Governo statunitense deve stimolare la domanda. Visto che affrontiamo le sfide minacciose del riscaldamento del pianeta e della dipendenza energetica, il prossimo Governo dovrebbe promuovere dei piani per stimolare il risparmio energetico, lo sviluppo di fonti di energia alternative e la costruzione di infrastrutture ecologiche.

Si apre un lungo periodo di tira e molla e di negoziati per definire in quale maniera s'uscirà dalla crisi, chi ne beneficerà e chi dovrà pagarne i costi.

"Gli accordi di Bretton Woods, concepiti nell'ambito della fase keynesiana del capitalismo, coincisero con la creazione di un nuovo modello d'egemonia borghese che, come conseguenza della guerra e della lotta antifascista, aveva come nuovo ed inaspettato base il rafforzamento dell'area dei sindacati operai, dei partiti di sinistra e delle capacità regolatrici e di controllo degli stati.

"Ormai non esiste più l'URSS, la cui sola presenza, insieme alla minaccia dell'espansione ad Occidente del suo esempio, inclinava la bilancia della negoziazione a favore della sinistra, dei settori popolari, dei sindacati, ecc.

"La Cina occupa attualmente un ruolo incomparabilmente più importante nell'economia mondiale, ma senza raggiungere un'importanza parallela nella politica mondiale. Viceversa l'URSS, a dispetto della sua debolezza economica era una formidabile potenza militare e politica. La Cina è una potenza economica, ma con scarsa presenza militare e politica nelle questioni mondiali, sebbene stia cominciando un cauto e graduale processo di riaffermazione nella politica internazionale.

"La Cina può arrivare a svolgere un ruolo positivo nella strategia di ricomposizione dei paesi della periferia. Pechino sta gradualmente orientando le sue enormi energie nazionali verso il mercato interno. Per una serie di ragioni che sarebbe impossibile discutere qui, è un paese che ha bisogno di una crescita economica annuale pari all'8% , sia come risposta agli stimoli dei mercati mondiali o a quelli originati dal suo immenso mercato interno- solo parzialmente sfruttato. Se si conferma questa svolta, si può pronosticare che la Cina continuerà ad avere bisogno di molti prodotti provenienti da paesi del Terzo Mondo, quali il petrolio, il nichel, il rame, l'alluminio, l'acciaio, la soia ed altre materie prime ed alimenti.

"Viceversa, durante la Grande Depressione degli anni 30, l'URSS era poco inserita nei mercati mondiali. La Cina è differente: potrà continuare a svolgere un ruolo molto importante e, come la Russia e l'India (anche se queste in misura minore), comprare all'estero le materie prime e gli alimenti di cui ha bisogno, a differenza di ciò che accadeva con l'URSS ai tempi della Grande Depressione.

"Negli anni 30 la 'soluzione' della crisi furono il protezionismo e la guerra mondiale. Oggi il protezionismo troverà molti ostacoli per la penetrazione dei grandi oligopoli nazionali nei diversi spazi del capitalismo mondiale. La conformazione di una borghesia mondiale presente in gigantesche imprese che, nonostante la loro base nazionale, operano in un'infinità di paesi, rende la scelta protezionistica nel mondo sviluppato di scarsa effettività nel commercio Nord/Nord; le politiche tenderanno - almeno per adesso e non senza tensioni - a rispettare i parametri stabiliti dall'OMC. La carta protezionistica appare molto più probabile quando sarà applicata, e sicuramente succederà, contro il Sud globale. Una guerra mondiale sospinta dalle 'borghesie nazionali' del mondo sviluppato disposte a lottare tra di loro per la supremazia nei mercati è praticamente impossibile, perché tali 'borghesie' sono stati soppiantate dall'ascesa e dal consolidamento di una borghesia imperiale che si riunisce periodicamente a Davos e per la quale la scelta di un confronto militare costituisce un fenomenale sproposito. Non vuole dire che quella borghesia mondiale non sostenga, come l'ha fatto finora con le avventure militari degli Stati Uniti in Iraq ed Afghanistan, la realizzazione di numerose operazioni militari nella periferia del sistema, necessarie per la preservazione dei profitti del complesso militare-industriale nordamericano ed indirettamente dei grandi oligopoli degli altri paesi.

"La situazione attuale non è uguale a quella degli anni trenta. Lenin diceva che 'il capitalismo non cade se non c'è una forza sociale che lo faccia cadere'. Oggi quella forza sociale non è presente nelle società del capitalismo metropolitano, Stati Uniti compresi.

"Gli Usa, il Regno Unito, la Germania, la Francia ed il Giappone dirimevano nel terreno militare la loro lotta per l'egemonia imperiale.

"Oggi, l'egemonia e la dominazione si trovano chiaramente nelle mani degli Usa. Sono l'unico garante del sistema capitalista su scala mondiale. Se gli Usa cadessero si produrrebbe un effetto dominò che provocherebbe il crollo di quasi tutti i capitalismi metropolitani, senza menzionare le conseguenze nella periferia del sistema. Nel caso in cui Washington fosse minacciata da un moto popolare tutti accorrerebbero in aiuto, perché è il sostegno ultimo del sistema e l'unico che in caso di necessità può aiutare gli altri.

" Gli USA sono un attore insostituibile ed il centro indiscusso del sistema imperialista mondiale: solo loro dispongono di oltre 700 missioni e basi militari in circa 120 paesi, costituendo la riserva finale del sistema. Se le altre opzioni falliscono, la forza apparirà in tutto il suo splendore. Solo gli USA possono dispiegare le loro truppe ed il loro arsenale militare per mantenere l'ordine su scala planetaria. Sono, come direbbe Samuel Huntington, 'lo sceriffo solitario.'

"Questo 'puntellamento' del centro imperialista si basa sull'incommensurabile collaborazione degli altri soci imperiali, o dei suoi concorrenti in campo economico, comprendendo la maggioranza dei paesi del Terzo Mondo che accumulano le loro riserve in dollari statunitensi. Né la Cina, il Giappone, la Corea o la Russia, per indicare i maggiori possessori di dollari del pianeta, possono liquidare il loro stock di quella moneta perché sarebbe una mossa suicida. E' chiaro che è una considerazione che deve essere presa con molta cautela.

"La condotta dei mercati e dei risparmiatori di tutto il mondo rafforza la posizione nordamericana: la crisi si approfondisce, le manovre dimostrano d'essere insufficienti, il Dow Jones di Wall Street scende sotto la barriera psicologica dei 7.000 punti - meno del record del 1997! - e nonostante tutto la gente cerca rifugio nel dollaro e scendono le quotazioni dall'euro e dell'oro!

"Zbigniev Brzezinski ha dichiarato: 'sono preoccupato perché avremo milioni e milioni di disoccupati, molta gente starà veramente male. E questa situazione continuerà per un po', prima che eventualmente le cose migliorino.'

"Siamo in presenza di una crisi che è molto più di una crisi economica o finanziaria.

Si tratta di una crisi integrale di un modello di civiltà che è insostenibile economicamente, politicamente, che deve ricorrere sempre di più alla violenza contro i popoli; insostenibile anche ecologicamente, vista la distruzione, in alcuni casi irreversibile, dell'ecosistema; insostenibile socialmente, perché degrada la condizione umana fino a limiti inimmaginabili e distrugge la trama stessa della vita sociale.

"La risposta a questa crisi, pertanto, non può essere solo economica o finanziaria. Le classi dominanti faranno esattamente quello: utilizzare un vasto arsenale di risorse pubbliche per socializzare le perdite e riassestare i grandi oligopoli. Rinchiusi nella difesa dei loro interessi più immediati non hanno nemmeno la visione per concepire una strategia più integrale.

"La crisi non ha toccato fondo", dice. "Ci troviamo in presenza di una crisi capitalista generale. Nessun'altra è stata così grande. Quella tra 1873 ed il 1896 durò 23 anni e si chiamò Grande Depressione. L'altra molto grave fu quella del 1929. Durò altrettanto, non meno di 20 anni. L'attuale crisi è integrale, di civiltà, multidimensionale."

Immediatamente aggiunge: "È una crisi che trascende abbondantemente l'aspetto finanziario e bancario, colpisce l'economia reale in tutti i suoi aspetti."

Se qualcuno prende questa sintesi e la se la mette in tasca, la legge ogni tanto o l'impara a memoria come una piccola Bibbia, sarà meglio informato su ciò che succede nel mondo del 99% della popolazione, dove il cittadino vive assediato da centinaia d'annunci pubblicitari e saturato da migliaia d'ore di notizie, romanzi e film con storie vere o false.

Fidel Castro
8 Marzo 2009

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ven, 06 mar 18:28
LA BORSA DI MILANO: BATOSTE E MERDA

Due cretini e truffatori andavano in giro a dire che la Borsa italiana era in salute, infatti e' la maglia nera in europa.

Nuovo venerdi' nero per la borsa di Milano: Il Mibtel, dopo il -5,4 di giovedì, ha chiuso in calo del 3,87% a 10.740 punti, lo S&P/Mib (-5,8 ieri) ha perso il 4,64% a 12.895 punti mentre l'All Stars è arretrato del 2,56% a 7.184 punti. Finale in calo
(intorno all'1%) anche per le altre piazze finanziarie europee.

Tra i bancari alla guida dei ribassi UniCredit (-10,4%), Intesa Sanpaolo (-7,4%), Ubi Banca (-8,02%), Mps (-4,64%) e il Banco Popolare (-8,67%). In sofferenza anche Generali (-5,87% a 10,43): il titolo ha toccato i minimi da oltre 15 anni (fine
dicembre 1992) e in corso di seduta è sceso fino alla soglia dei 10 euro. Male anche gli energetici con Eni (-5,75 a 12,3 euro%) ed Enel (-4,49% a 3,45). Tra i pochi segni più Lottomatica (+6,71% a 13,5 euro), miglior titolo del listino, Fiat (+0,25% a 3,94) e Italcementi (+2,57% a 7,19), in attesa dei conti.

Italiani UNICREDIT e le altre banche sono sull'orlo del fallimento, preparate le sedie, le file alle banche saranno lunghe

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gio, 05 mar
LA LISTA DEI 100 PADRONI PIU\' POVERI

Manager, banchieri e capitani d'industria restano immuni da responsabilità. Per loro, se c'è qualcosa che non va è a causa del mercato internazionale.
E la colpa di chi sarebbe, allora?
Chiaro, dei dipendenti pubblici, definiti ''fannulloni'', poco produttivi e troppo garantiti.

Allora si cancella il diritto di sciopero, si scelgono gli interlocutori sindacali più fidati (CISL, UIL, UGL - tra poco la riottosa CGIL), si attacca i diritti fondamentali dei lavoratori ai quali far pagare le conseguenze della crisi economica del capitalismo, mentre padroni pubblici e privati continuano ad incassare miliardi di stipendi e bonus.

E i padroni, infatti, ringraziano, per questa ulteriore difesa dei loro interessi!

La Marcegaglia, presidente di Confindustria, si butta a capofitto sulla proposta del governo dicendo che bisogna estendere l'istituto della consultazione referendaria ad altre categorie, che il tema della rappresentatività va affrontato anche nel privato.

Non bastava l'accordo già fatto sulla riforma della contrattazione con la quale i lavoratori non avranno più un contratto nazionale; con questo provvedimento, il governo prova a mettere definitivamente nelle mani dei "sindacati di regime" la
rappresentatività di tutto il mondo del lavoro costituendo, di fatto, un'unica corporazione con i padroni ed il governo.

La Cisl di Bonanni si è detta subito d'accordo, la Uil addirittura promuove l'idea dello sciopero virtuale e la Cgil è critica su alcune parti.
Quella della limitazione del diritto di sciopero è una strada che si sa dove comincia ma non si sa dove finisce.

Anzi, lo sappiamo benissimo.

Il governo comincia con i trasporti, poi passerà a tutti i servizi di pubblica utilità, poi al pubblico impiego e alla fine, per coerenza, la valanga investirà il settore privato.(all'interno la lista dei poveri padroni)

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Incontro con Raffaele Fitto

La lunga gestazione di questo video, purtroppo, non lo ha reso meno attuale. Era il dodici dicembre scorso, sui giornali impazzava la ''guerra tra procure'' e la famigerata riforma della giustizia si riconfermava quale priorità assoluta del cantafavole, quindi della sua maggioranza, quindi del suo Paese.
Eravamo a Bologna, io e Piero, per la presentazione di Alza la testa!, e all'indomani, in occasione del ventitreesimo congresso nazionale dei giovani delle Acli, era segnalata la presenza di Matteo Colaninno e del ministro Raffaele Fitto. Insieme a qualche amico bolognese abbiamo colto l'occasione.
Colaninno: non pervenuto. Peccato, la questione del suo conflitto d'interessi ancora ce la deve chiarire. Sarà per un?altra volta!
Il ministro Fitto, al contrario, ha una gran voglia di confrontarsi. Da sincero democratico quale già aveva dimostrato di essere, prega il moderatore di lasciarci parlare.
Raffaele Fitto è tutto il padrone: mutua un'idea della democrazia fondata sul consenso (a sua volta fondato sullo strapotere mediatico e sul conflitto d'interessi). La regola della maggioranza è la sola che conta e il dibattito parlamentare è una concessione all'estetica di facciata: ''se l'opposizione non è capace di dialogare siamo costretti a fare le riforme da soli, anche quelle costituzionali''. Astuzie di una tirannide ''che vuole farsi amare più che temere'', esibendo disponibilità al dialogo (leggasi magnanimità) a beneficio di ogni sprovveduto dotato di certificato elettorale (leggasi suddito).
E' interessante la proposta per ovviare alla cancellazione delle preferenze nella legge ''porcata'' elettorale. Fitto dice che la soluzione sta nella democrazia interna ai partiti, nel livello di partecipazione alla vita di questi. Lui, che è alle dipendenze di un monarca autoreferenziale! A certe balle sesquipedali non crede nemmeno lui, ma anche questa è democrazia alla corte di ''re lanterna''.
Piero lo esorta a ragionare sul metodo, a considerare le riforme costituzionali a colpi di maggioranza un errore a prescindere dai contenuti stessi delle modifiche. Nulla da fare. Per Fitto la democrazia si riduce alla libertà di scegliere da che parte stare. Ma se non stai con chi ha vinto le elezioni la tua è solo un?opinione di minoranza, la nevrosi di chi non sa perdere. Benissimo!
Nel finale Fanny dichiara a Fitto di non riconoscerlo come suo ministro. Del resto nemmeno lui ci riconosce come cittadini. Noi siamo quelli che hanno perso le elezioni. I comunisti giustizialisti che non sanno arrendersi all'evidenza, che sarebbe poi la magnificenza di sua maestà Silvio.

''Non mi stanco di ripetere che chi non si è reso conto che per sistema domocratico oggi s'intende preliminarmente un insieme di regole procedurali di cui la regola della maggioranza è la principale ma non la sola, non ha capito nulla e non continua a capire nulla della democrazia''.
Norberto Bobbio (da ''Il futuro della democrazia'')

Il video è in due parti. Buona visione, Franz

fonte http://www.pieroricca.org/
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Antonella Randazzo: L'Africa del Duce

I crimini fascisti in Africa

L'Istituto Luce si curò di mostrare soltanto gli aspetti piacevoli e rassicuranti di ciò che accadeva nelle colonie: soldati che aiutavano i bambini, che costruivano strade, ascari incolonnati che facevano il saluto fascista o che ammiravano le opere del genio italiano. Non furono mostrate le terribili immagini dei morti, delle operazioni di bombardamento con i gas, oppure i campi di prigionia. Tutto apparì agli italiani come un'avventura utile, una missione di "civiltà". I retroscena furono nascosti e sarà difficile portarti alla luce anche dopo molto tempo. Come osserva Rochat "La guerra chimica fu infatti cancellata dalla stampa, dalla produzione documentaria e memorialistica e dalla coscienza popolare con un'efficacia che ha pochi precedenti".
continua....

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Guerra tra Mediaset e Youtube

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ven, 06 mar
FRANCESCHINI: L\'ALFIERE DELLA POLIZIA

Finalmente una richiesta nuova da parte del nuovo capo del partito dei borghesi di
sinistra.

Franceschini ha fatto la seguente proposta di sinistra: " «Siamo pronti a dire dei sì in Parlamento, anzi facciamo noi una proposta - ha detto il segretario del Pd al termine dell'assemblea a cui hanno preso parte diverse sigle sindacali della polizia
-, per reperire risorse per la sicurezza si voti per il referendum, per le amministrative e per le europee in un unico giorno, il 7 giugno, e i 460 milioni di euro risparmiati vadano per la benzina delle volanti e per assumere subito 5000 poliziotti, carabinieri e finanzieri».

Cazzo vogliamo vedere ora cosa fara' quel reazionario di Berlusconi.

Viva Franceschini: piu' poliziotti e carabinieri, piu' benzina per le volanti, nuovi manganelli da provare sulle teste degli operai

http://www.operaicontro.it/

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Manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo e Sciopero Generale il 23 aprile per sostenere la piattaforma unitaria del Patto di Base

Nazionale - giovedì, 19 febbraio 2009
La seconda Assemblea Nazionale indetta dalla CUB, dalla Confederazione COBAS e da SDL Intercategoriale, che ha approvato il 7 febbraio l'evoluzione del Patto di Consultazione tra le tre organizzazioni in Patto di Base, ha lanciato due grandi mobilitazioni a carattere nazionale per approfondire ed estendere la battaglia contro i poteri economici e politici che vogliono far pagare la crisi ai salariati, ai giovani, ai settori popolari.

continua...

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Venezuela. Espropria uno stabilmento della multinazionale USA Cargill

Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, ha ordinato ieri sera l'esproprio di uno stabilimento di riso della multinazionale americana Cargill, accusandola di "violare in modo palese" le leggi nazionali per la produzione di alimenti a prezzi controllati. Durante una riunione del consiglio di ministri, Chavez ha ordinato di "avviare il processo d'esproprio della Cargill", hanno reso noto fonti di Caracas, precisando che il suo Governo farà tutto il possibile per assicurare alla popolazione una adeguata offerta di alimenti di base, di qualità e a prezzi accessibili. Nel prendere la decisione, Chavez ha citato i risultati di un'ispezione fatta dal viceministro all'Agricoltura, Richard Canan, presso tale stabilimento. Qualche giorno fa, Chavez aveva ordinato all'esercito di assumere in modo temporaneo il controllo delle industrie del riso del paese, a causa - aveva sottolineato - del costante aumento dei prezzi di tale prodotto. Il presidente ha giustificato tali decisione sulla base della priorita' data al tema della sicurezza alimentare dei venezuelani, sottolineando inoltre che Caracas ha tutte le risorse necessarie per diventare una potenza mondiale dell'industria risiera.

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mer, 04 mar
MORTI DI FAME


Qualcuno bussa alla porta. Tu apri e tutto cambia. Il licenziamento è arrivato anche per te. Non fai più parte degli Schiavi Moderni tenuti in vita da uno stipendio miserabile. E neppure dei candidati alle Morti Bianche che però hanno un lavoro. Ora sei un Morto di Fame. Hai diritto alla social card. Uno dei due, forse tre, nuovi milioni di disoccupati del 2009.
Il momento del distacco, dell'uscita dalla fabbrica o dall'azienda è uno stato di trance. Il cervello galleggia, tutto è in discussione. Chi l'ha vissuto o lo vive sa che è come un piccolo infarto. Ti senti perso nel nulla e non sai cosa fare. Il
giorno prima i cancelli della fabbrica erano aperti e parlavi con i tuoi compagni di politica o di calcio. L'azienda poi chiude, senza un perchè, senza avvisare nessuno.Ti trovi alle 6 del mattino di fronte ai cancelli con i tuoi colleghi e con i
celerini. Poca conversazione, molte manganellate. Se sei precario non hai protezioni. Se sei dipendente hai la cassa integrazione per qualche mese. Sei fuori dal sistema e questo lo capisci solo adesso. La disoccupazione è contagiosa. Se chiude una società, spesso chiudono anche i suoi fornitori. Se i disoccupati in un una zona aumentano, in quella zona chiudono negozi e supermercati. Il disoccupato, il Morto di Fame moderno, è un virus. Abita in un Paese governato dall'uomo più ricco, dai parlamentari più numerosi e più pagati, dalle pensioni a senatori e deputati dopo due anni e mezzo. In città è circondato da Suv, da evasori fiscali che frodano 250 miliardi di euro all'anno allo Stato, da dipendenti della criminalità organizzata, la prima azienda del Paese per fatturato. Lui non è un politico, un evasore, un criminale, per questo è disoccupato. E' vissuto in un mondo a parte in cui la parola onestà aveva un significato.

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Canzone del Maggio

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PRESIDENTI OPERAI..............E PAPI COMUNISTI
mar, 03 mar

Carissimi AMICI, noto con piacere che Benedetto XVI s'è accorto che in Italia oltre ad omosessualità, coppie di fatto, aborto, eutanasia e staminali esistono gli Operai scacciati dal paradiso !!!
Pare che il Santo Padre dall'alto della Sua supponente intoccabile ed indiscutibile gerarchia sia stato informato dai Suoi tiraleccapiedi che il popolo Cattocomunista stia MALE nonostante preghiere, rosari, miracoli, madonnine che piangono, mummie riesumate e sangue che ogni anno cambia stato materico !?!?!?!? Insomma un'Apocalisse !!!
L'altro giorno il Papa dalla finestra della Sua U M I L E dimora Vaticana ha parlato al popolo di Dio attraverso la Sua Autorità Divina! S'è appellato al mondo politico ed imprenditoriale affinchè chi conta, prenda atto della GRAVE situazione sociale nella quale versa la Classe Operaia scacciata dal PARADISO !
Proprio strano questo Papa ! Settimane fa dichiarava nelle Sue farneticazioni che il «denaro» strumento del male e del Demonio, è ininfluente per un buon Cattolico !'! Anzi Attribuiva al denaro e al CONSUMISMO la causa primaria dello sfascio di questa nostra società , POVERTA' e MISERIA riavvicinano l'uomo a Dio fanno riscoprire SOLIDARIETA?e MEDITAZIONE che NUTRONO L?ANIMA lo SPIRITO nella proiezione etico morale del BENE ASSOLUTO !
Più SOFFERENZA avrai sulla terra e più sarai ELEVATO nella vita ETERNA !?!? Perchè Benedetto XVI si preoccupa per il Suo fedele popolo ??? Attraverso SACRIFICI e POVERTA? NON riconquisterà FEDE e VITA ETERNA nell'aldilà
!?!?!? Per la Sua Classe Operaia bolscevica vuole i «SOLDI del DEMONIO»!?
Ma vuoi vedere che Benedetto XVI è diventato COMUNISTA ???
Chissà se i nostri politici, sempre MOLTO ATTENTI alle Sue pacate e discrete parole, assolutamente ININFLUENTI in termini di VOTI ELETTORALI sapranno ASCOLTARE Benedetto XVI o saranno SORDI e CIECHI ???? E? POSITIVO che Benedetto XVI tra una Santa messa, un piatto di salmone accompagnato da champagne francese, appuntamenti con sarti e modisti che lavorano alacremente per l'Immacolata Sua immagine trovi anche il tempo per gli OPERAI CATTOCOMUNISTI Italiani e le STUPIDE GUERRE presenti nel mondo che disturbano il Suo TRAN TRAN Papale quotidiano !?!?!?!?!?
«Presidenti Operai» e «Papi comunisti» ?????
Non c'è più religione !!!!!!

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mer, 04 mar
IL PRANZO DEI PARASSITI

pasticcio di maccheroni (1,50 euro),
seppioline con patate o pesce spada (2 euro);
contorno (1 euro), composta di frutta fresca (1 euro) e caffè, spendono 5 euro e 92 centesimi.

Circa 6 euro per un pranzo da nababbi. Per i poveri parlamentari italiani, funzionari e giornalisti era troppo alto e si erano votati una diminuizione del 20%.

Questi parassiti per fare gli interessi dei padroni si portano a casa oltre 20.000 euro al mese.

Operai e lavoratori in cassa integrazione (quando va bene) con 700 euro devono far vivere tutta la famiglia.

Operai e lavoratori licenziati per difendere i profitti dei padroni.

Operai questa e' la realta' del capitalismo.

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Elezioni europee: accelerare il processo di costruzione di una lista unitaria anticapitalista e comunista

Comunicato stampa di Fosco Giannini (direzione nazionale del PRC) a nome de l’Ernesto - 1 marzo 2009

1.Dopo alcuni incomprensioni, il cui rapido superamento '' cui abbiamo fortemente contribuito '' ne dimostra il carattere non strutturale, è in atto un processo positivo di accelerazione della costruzione di una lista unitaria della sinistra anticapitalistica e comunista alle elezioni europee, che faccia riferimento al gruppo parlamentare europeo (GUE-NGL), in cui convergono i partiti comunisti e di sinistra alternativa dell'Unione europea.

2.Lavoriamo per una lista aperta ai movimenti di lotta, che sotto il simbolo della falce e martello - da sempre riferimento per i comunisti ma anche per le sinistre del movimento operaio e del lavoro (le due cose sono complementari) - sappia suscitare una motivata passione popolare per una sinistra comunista che sia perno di una più vasta unità d'azione a livello sociale, sindacale, di movimento, politica.

3.Essa va costruita fin da oggi anche dal basso, con la costruzione in ogni luogo territoriale o di lavoro, grande e piccolo, di spazi di iniziativa sociale e politica unitaria, nel conflitto sociale. Non deve essere solo strumento di mobilitazione elettorale (certo, anche); deve saper ricostruire un consenso sociale e politico credibile con una iniziativa radicata e duratura, non congiunturale o meramente propagandistica. Ciò significa saper parlare credibilmente ai soggetti sociali più colpiti dalla crisi, non solo alle persone più politicizzate, unificando con obiettivi di lotta appropriati lavoratori occupati, disoccupati e precari, nord e sud del Paese.

4.Costruire una lista unitaria con tali caratteristiche (capace così di superare la soglia ardua del 4%) implica, da parte di ognuno, la necessità di porre l'accento su ciò che unisce, al di là delle differenze fisiologiche di cultura politica e di progetto, che. non vanno continuamente esasperate e di cui si discuterà a suo tempo. Facciamo tesoro della massima saggia e antica per cui a volte il meglio è nemico del bene. Ciò significa anche rispettare la dignità di ogni soggetto, bandire ogni spirito annessionistico, e procedere rapidamente - senza ulteriori indugi e ondeggiamenti - evitando ogni settarismo e ogni polemica superflua, da ogni parte.

1 marzo 2009

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FIGLI DI PUTTANA!!!

INTERVISTA A GIOACCHINO GENCHI

QUESTA INTERVISTA NON SI PUO' COMMENTARE!

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Roberto Scarpinato e le intercettazioni

Il sistema di potere trasversale si appresta a blindarsi definitivamente nella certezza dell'impunità con due semplici riforme: il conferimento della responsabilità operativa dell'azione penale agli organi di polizia, controllati dal governo, e la drastica riduzione dell'uso delle intercettazioni nelle indagini e della possibilità di pubblicazione di documenti giudiziari. Sembrano tecnicismi, in realtà è in gioco quel che resta della separazione dei poteri. Finalmente non si parlerà più di ''toghe rosse'', spiega con amara ironia il magistrato Roberto Scarpinato, da vent'anni in prima linea contro la mafia a Palermo. Non ce ne sarà più bisogno. La magistratura, già depotenziata, perderà l'ultimo strumento di indagine contro il crimine organizzato e il malaffare politico-economico. In un contesto di grave sofferenza democratica (assenza di opposizione, giornalismo addomesticato), ormai ''l'unico momento di visibilità per conoscere il modo in cui viene esercitato il potere sono le intercettazioni, sono le macchine: la riforma delle intercettazioni deve passare perché da quel momento in poi noi non conosceremo più quel che succede in questo Paese''. Nel video un passaggio del suo intervento di lunedì 23 febbraio alla Casa della Cultura di Milano.

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18/2/09, rassegna stampa: Berlusconi corruttore, ma la stampa nasconde la notizia

Free hit counter
Dall'inizio dell'anno ad ora,
per lavoro, ci sono:

339 morti
339400 infortuni
8485 invalidi
per capire il grande inganno
..Made in Italy..

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PORTELLA DELLA GINESTRA E IL TERRORE NERO DEL BANDITO GIULIANO

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EUGENIO CURIEL

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LA STRAGE DI SAN FERDINANDO DI PUGLIA

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L'ATTENTATO A PALMIRO TOGLIATTI E LA SANGUINOSA REPRESSIONE DELLA SOLLEVAZIONE POPOLARE DEL LUGLIO 1948

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LA STRAGE DI MELISSA

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LA STRAGE DI MODENA

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IL GOVERNO TAMBRONI E LE VITTIME DEI MOTI DEL LUGLIO 1960

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GIOVANNI ARDIZZONE

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LA REPRESSIONE DEL MOVIMENTO STUDENTESCO 1966/69

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L'ECCIDIO DI AVOLA

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GIUSEPPE PINELLI E LE VITTIME DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE

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FRANCO SERANTINI

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ROBERTO FRANCESCHI

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LA STRAGE DI BRESCIA

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I FRATELLI MANTINI

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GIUSEPPE ROMEO

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MARGHERITA CAGOL

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WALTER ALASIA

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ANTONIO LO MUSCIO

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LA STRAGE DI VIA FRACCHIA

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PIETRO MARIA GRECO

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I CADUTI DE "L'APRILE ROSSO"

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CLAUDIO VARALLI

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GIANNINO ZIBECCHI

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ANTONIO MICCICHE'

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RODOLFO BOSCHI

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ALBERTO BRASILI

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ALCESTE CAMPANILE

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PIERO BRUNO

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GAETANO AMOROSO

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1977 FUOCO SUL "MOVIMENTO"

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FRANCESCO LORUSSO

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GIORGIANA MASI

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WALTER ROSSI

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BENEDETTO PETRONE

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FAUSTO TINELLI

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LORENZO IANNUCCI

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GIUSEPPE IMPASTATO

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VALERIO VERBANO

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LUCA ROSSI

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AURO BRUNI

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VINCENZO SPAGNOLO

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CARLO GIULIANI

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DAVIDE CESARE

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FEDERICO ALDOVRANDI

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RENATO BIAGETTI

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NICOLA TOMMASOLI

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E TANTI ALTRI

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ORA E SEMPRE RESISTENZA !!!

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