Sul piano economico i dati relativi al 2007 evidenziano,
innanzi tutto, il consistente apporto degli immigrati all'economia
italiana: si tratta, secondo Unioncamere, di 134
miliardi di euro, pari al 9,5% del prodotto interno lordo.
I versamenti contributivi effettuati all'Inps sono stati sti- mati
dal Dossier pari a oltre 7 miliardi di euro, dei quali oltre 2,4
miliardi pagati direttamente dai lavoratori stranieri e la
restante quota dai datori di lavoro. Invece, la stima del
gettito fiscale, includendo le tasse più rilevanti, è di oltre 3,2
miliardi di euro.
Ne deriva che, direttamente dalle buste paga dei lavoratori
immigrati, provengono in totale 5,6 miliardi di euro (ma
secondo la Cgia anche di più). Pur nella difficoltà di
calcolare l'incidenza degli immigrati sulla spesa sociale, non
mancano i tentativi in tal senso e la Banca d'Italia stima che
agli immigrati vada il 2,5% di tutte le spese di istruzione,
pensione, sanità e prestazioni di sostegno al reddito,
all'incirca la metà di quello che assicurano in termini di
gettito.
Da ''CARITAS/MIGRANTES'' . Immigrazione, Dossier Statistico 2009 -
XIX Rapporto sull'immigrazione
Nella crisi economica noi stiamo dalla parte dei lavoratori !! Mentre per televisione si ostinano a farci credere che la crisi sia finita le piccole e medie imprese agonizzano e vengono lasciati a casa migliaia di lavoratori e lavoratrici: per il Governo Berlusconi sono importanti solo i processi del Premier e creare terrore sugli immigrati ! Non solo, in alcuni casi, come alla G.D.S. (Global Display Solution) di Cornedo Vicentino, dove la crisi non è arrivata, i padroni decidono di lasciare a casa 44 lavoratori veneti per esportare la produzione in uno stabilimento in Romania è aumentare, così, il loro profitto adducendo la scusa che è finita una commessa di lavoro: il paradosso è che questa fabbrica ?macina? da tre anni bilanci in positivo e che la sede rumena è stata fatta con il parziale finanziamento della Regione Veneto (Finest e Veneto sviluppo)! E? come se i lavoratori, con il loro IRPEF Regionale in busta paga, si fossero finanziati il licenziamento! NOI CI PROPONIAMO DI BLOCCARE QUESTA INDECENZA: la Regione Veneto deve togliere i propri finanziamenti alla GDS se non saranno ritirati tutti licenziamenti ! In questo senso si sono già mossi i nostri rappresentanti in Comune a Recoaro(Giuliano Ezzelini Storti), in Provincia (Emilio Franzina), in Regione (Pietrangelo Pettenò). PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA Circolo Valle Agno - Dipartimento Lavoro della Federazione di Vicenza Gruppo Consiliare Regionale Veneto
Di RIFONDAZIONE COMUNISTA
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.
FERRERO - PRC: IL VERO PROBLEMA E' L'INCONSISTENZA DELL'OPPOSIZIONE. E' ORA DI SVEGLIARSI. ECCO PERCHE' SAREMO IN PIAZZA IL 5 DICEMBRE.
La necessità di fermare la disastrosa azione e le pessime politiche del governo Berlusconi sia sul versante sociale che su quello democratico "è" la questione principale sulla quale abbiamo chiesto e chiediamo al Pd come a tutte le forze dell'opposizione politica, sociale e sindacale a questo governo di costruire la mobilitazione per la manifestazione del prossimo 5 dicembre.
La forza di Berlusconi sta tutta nell'inconsistenza dell'attuale opposizione. Mi auguro che il Pd se ne renda conto. E' davvero irresponsabile lasciare da sola, oggi, la Cgil come tutte le forze del sindacalismo di base a contrastrare l'azione del governo Berlusconi sul piano sociale e democratico. Questo è il problema che poniamo a tutta le forze di opposizione.
Come abbiamo detto nella conferenza stampa di oggi, "E' ora di svegliarsi".
Mills è stato condannato per corruzione. Ma per esserci un corrotto, ci deve essere un corruttore e degli ottimi motivi per corrompere. Perché Mills è stato corrotto? Nessuno ne ha parlato, scritto, dibattuto.. Perché i motivi sono stati ignorati dai media a favore delle puttane e dei calzini azzurri? Quanti sono coinvolti? Peter Gomez lo spiega in questa intervista e nel libro: "Il regalo di Berlusconi".
Il popolo del PD oggi sceglie il cadavere che li guidera' alla prossima sconfitta elettorale.
Il popolo del PD puo' scegliere liberamente tra gli amici di Marazzo, tra gli amici dei camorristi, tra gli amici di Bassolino, tra gli amici delle cooperative, tra gli amici di Colannino,ecc...
Il popolo del PD puo' scegliere liberamente tra tre cadaveri, alla fine e' sicuro l'opposizione al cavaliere Berlusconi sara' perdente.
Il governo Berlusconi disonora l?Italia in tutto il mondo.
La stampa estera, di destra e di sinistra, ne denuncia ogni giorno impunità, menzogne, abusi di potere. E continua a domandarci: come fate a tenervi un ?premier? così?
I metodi di Berlusconi ricordano quelli di Putin? Mostra un disprezzo assoluto delle regole democratiche, è infastidito da ogni manifestazione di opposizione. (Libération, 31 Agosto)
Il governo Berlusconi è una tragedia per gli italiani, ma la verità sconveniente è che molti di loro hanno votato per lui. Ciò deve servire da monito per gli altri paesi dell?Europa occidentale. (The Observer, 19 Giugno)
E? grave, sorprendente che Berlusconi non sia stato giudicato il peggior amministratore dal 1945. L?Italia sarà l?unico paese europeo con tre anni consecutivi di recessione. (Financial Times)
L?aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista. Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l?opinione pubblica italiana. (The Times, 31 Maggio)
Silvio Berlusconi è stato accusato di corruzione, evasione fiscale e repressione della stampa. Sua moglie lo ha lasciato per le sue frequentazioni con prostitute e le orge nella villa in Sardegna. Fa battute imbarazzanti, è in guerra con il sistema giudiziario italiano, con quasi tutti i giornalisti che non lavorano per lui e con la Chiesa Cattolica. Ma la cosa più interessante è la seguente: gli italiani continuano a votarlo. (The Washington Post, 13 Ottobre)
Il primo ministro italiano mette a lavoro la sua squadra di avvocati per far passare nuove riforme legislative che impediscano che sia processato. (El Mundo, 13 Ottobre)
Quante possibilità di essere ammessa avrebbe oggi l?Italia se presentasse domanda di ammissione all?Unione Europea? L?Europa non può mantenere il silenzio su Berlusconi. (De Volkskrant, 9 Ottobre)
Dai tempi di Mussolini un governo italiano non interferiva sui media in maniera così eclatante e preoccupante. (The Economist, 1 Ottobre)
Per l?Italia è arrivato il momento di voltare pagina. Dire ?Silvio è ora che te ne vada? è una questione di buon senso. (News Week, 15 Ottobre)
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IL REGALO DI BERLUSCONI
DAL BLOG DI GRILLO
Mills è stato condannato per corruzione. Ma per esserci un corrotto, ci deve essere
un corruttore e degli ottimi motivi per corrompere. Perché Mills è stato corrotto?
Nessuno ne ha parlato, scritto, dibattuto.. Perché i motivi sono stati ignorati dai
media a favore delle puttane e dei calzini azzurri? Quanti sono coinvolti? Peter
Gomez lo spiega in questa intervista e nel libro: "Il regalo di Berlusconi".
Indice:
Molto più di 600.000 dollari
Carta canta: i documenti del processo
Il segreto di Berlusconi
Cosa accade senza più il Lodo Alfano
Molto più di 600.000 dollari
Sono Peter Gomez, un inviato de Il Fatto Quotidiano, il quotidiano che ormai da quasi
un mese è nelle edicole di tutta Italia e, con Antonella Mascali, ho scritto un
libro: Il Regalo di Berlusconi: comprare un testimone, vincere i processi e diventare
premier, tutta la verità sul caso Mills. È un libro che nasce, ma un libro che non
dovrebbe esistere in un Paese come questo, perché tutti gli italiani dovrebbero
sapere esattamente di cosa racconta il processo Mills, il processo che Berlusconi ha
tentato di bloccare con il Lodo Alfano. In realtà di questo processo si sa poco o
niente, perché quotidiani e televisioni non l?hanno seguito e soprattutto tutti
pensano che l?intera vicenda ruoti esclusivamente intorno alla famosa mazzetta da
600.000 dollari che Berlusconi avrebbe consegnato a Mills per dire il falso. Questo è
vero, ma è anche non vero, i soldi che infatti Mills ha ricevuto da Berlusconi sono
ben più di quei 600.000 dollari. I primi soldi che riceve Mills da Berlusconi
risalgono al 1995, quando Silvio Berlusconi, dopo tre incontri a tu per tu, a faccia
a faccia con il suo avvocato inglese, decide di versargli 10 miliardi di lire:
perché? Berlusconi ha un problema in quel momento, sta quotando le sue aziende e ha
addosso non solo la Guardia di finanza, i magistrati e l?Italia, ma anche il Garante
per le televisioni. Il suo problema è che non deve fare risultare che, attraverso una
serie di società off shore, lui ha controllato occultamente - e la legge non lo
permetteva - l?intera o quasi proprietà di Telepiù, la mamma di Sky, la prima
televisione criptata in Italia. Ebbene, Mills riceve da Berlusconi 10 miliardi estero
su estero e si reca al fisco inglese dicendo: ?le società off shore utilizzate in
quest?operazione sono mie, non sono del Cavaliere?: questo a Berlusconi serve per
evitare indagini anche da parte della Consob .
Carta canta: i documenti del processo
Il bello di questo processo è che nulla viene raccontato dai testimoni, tutto viene
raccontato da carte: che le cose siano andate così rispetto a quei famosi 10 miliardi
che sono l?inizio del tutto, risulta non dalle parole di qualche pentito, ma dai
documenti del fisco inglese. Quando entrano quei soldi in Inghilterra David Mills si
presenta, infatti, davanti agli ufficiali del fisco inglese, che vogliono sapere come
sono andate le cose e dice esplicitamente: ?sì, è vero, Berlusconi mi ha dato quei
soldi dopo un incontro che abbiamo avuto in aprile faccia a faccia per evitare
l?intervento del garante per le televisioni?. Documenti quindi, un processo
esclusivamente documentale che non nasce nel 2000, quando verrà versata la mazzetta a
Mills, ma nasce molti anni prima: nel 1991, nel mezzanino di una metropolitana di
Milano; siamo in novembre, due uomini con passo veloce scendono le scale della
metropolitana, sono due fiduciari di Bettino Craxi, uno di loro si chiama Tradati e è
detto, nel Partito Socialista, il "cuoco" di Craxi, per anni è stato vicino a Bettino
e gli ha aperto e gestito conti esteri su conti esteri. Quel giorno - lo sappiamo -
Tradati telefonò a Craxi e lo avvertì che, sui suoi conti esteri, sul conto Northern
Holding, sono arrivati non 10 miliardi di lire come gli aveva preannunciato Bettino,
ma 15. Craxi esplode, racconterà Tradati, in una grossa risata e dice: ?ce ne sono
cinque di troppo, mandali indietro?: nasce da qui il processo Mills, perché per dieci
anni la magistratura milanese cercherà di capire di chi sono quei soldi. Nel 1994,
durante il processo Enimont, Tradati incomincia a collaborare con i magistrati e
parla di tutti i versamenti ricevuti da Craxi, tranne quei 10 miliardi, che dice di
non sapere chi li ha versati e di cui dice che sa solo che sono arrivati. Nel 1996 si
incomincia a capire di chi sono quei soldi, quei soldi di cui Tradati non voleva
parlare, anche perché dirà: ?aveva paura di parlarne", non solo: "non lo sapevo".
Erano soldi che arrivano da All Iberian, un grande conto estero gestito da una
società delle isole del Canale di proprietà di Silvio Berlusconi?.
Il segreto di Berlusconi
Del conto All Iberian non bisogna sapere niente, perché il conto All Iberian viene
alimentato attraverso un ingegnoso sistema di cresta sui diritti televisivi: i film e
i programmi televisivi che Mediaset, anzi la Fininvest comprava negli Stati Uniti non
venivano comprati a prezzo esatto, questo ce lo dicono le carte; quello che costava
10 veniva comprato in Italia magari a 20 o a 30, si intermediava tra gli Stati Uniti
e l?Italia una serie di società off shore, che facevano capo o a Berlusconi Silvio o
a una serie di suoi prestanome e collaboratori, il prezzo veniva gonfiato e poi erano
queste società off shore che vendevano in Italia, questo era il segreto di
Berlusconi, il quale non doveva far sapere che rubava soldi al fisco e soldi alla sua
società. Anche perché quei soldi finivano in gran parte, in quegli anni, su due altre
società off shore, Century One e Universal One, due società particolari, due società
tenute in mano da due trust.
Per anni non si sa di chi siano Century One e Universal One: quando partono le
indagini sul caso Mills, finalmente nel 2003 si scopre chi sono i due proprietari, i
due proprietari di Century One e di Universal sono i figli di Silvio Berlusconi,
Marina e Piersilvio. I soldi e la cresta sui diritti finiscono sui loro conti, che
però nessuno riuscirà mai a scoprire perché, prima che ci metta le mani la
magistratura, arriva a Londra da David Mills, nelle società di David Mills un
banchiere Svizzero, che si chiama Paolo Del Bue: è l?uomo più vicino alla famiglia
Berlusconi. Si raccontano che ci sono dei prelievi di soldi che vengono infilati in
capienti valige e quel denaro, quel tesoro, scompare, probabilmente alle Bahamas: c?è
da chiedersi se oggi, con lo scudo fiscale, Berlusconi voglia fare rientrare anche
quei soldi. Da una parte quindi evasione fiscale, dall?altra corruzione o
finanziamento illecito, dall?altra ancora violazione delle regole del mercato: per
questo viene pagato David Mills e per questo David Mills viene pagato nel 1995/1996.
Da quel giorno Mills si trasforma in un testimone reticente e su cosa mente, in
particolare? Su tante cose, una più importante di tutte: non dice di chi è la
proprietà effettiva del gruppo di società estere della Fininvest non dichiarate al
fisco. Nei suoi uffici viene infatti sequestrato un elenco di società, il cosiddetto
Fininvest Group B, un lungo elenco di società off shore utilizzate per le operazioni
più svariate.
Ve lo ricorderete tutti: il Cavaliere continua a ripeterci che nel 1994 ricevette un
avviso di garanzia per le mazzette versate dal suo gruppo alla Guardia di finanza e
sostiene, falsamente, che quell?avviso di garanzia lo mise fuori gioco e dire che è
ancora più grave tutto questo, perché poi la Corte di Cassazione l?ha assolto.
Ebbene, nella sentenza Mills, la sentenza che nessuno ha letto, la sentenza che io e
Antonella Mascali alleghiamo al nostro libro: Il Regalo di Berlusconi, si dice con
chiarezza che Berlusconi è stato assolto nel processo per corruzione alla Guardia di
finanza in quanto Mills non ha detto che lui era il reale proprietario di quelle
società off shore. Se Berlusconi fosse stato condannato, come meritava secondo i
giudici che hanno condannato Mills, per quelle tangenti, oggi non sarebbe il
Presidente del Consiglio.
Cosa accade senza più il Lodo Alfano
Silvio Berlusconi è molto preoccupato per quello che può accadere: nel nostro libro
io e Antonella Mascali scrivevamo già una cosa che sta accadendo adesso, la
preoccupazione di Berlusconi è tutta processuale; se Mills verrà condannato in via
definitiva nei prossimi mesi, come potrebbe accadere, la sentenza contro di lui avrà
valore di prova e Berlusconi si troverà di fronte a un grosso problema: un processo
che potrebbe essere molto semplice, nonostante che lui voglia fare ricominciare il
suo processo da capo e voglia sentire centinaia di testimoni. Il giudice potrebbe
decidere di non farlo perché una sentenza passata in giudicato dice: ?quella mazzetta
c?è stata, sono stati i soldi Fininvest e bisogna solo stabilire se davvero tu hai
dato l?ordine?. Per questo è già in preparazione l?ennesima legge ad personam. Nella
riforma del Codice di procedura penale messa in cantiere dal ministro Alfano ben
prima dell?intervento della Corte Costituzionale, è stato previsto che le sentenze
passate in giudicato non abbiano più valore di prova.
Sentire parlare di una Italia al servizio di Berlusconi fa schifo, viverla in diretta è molto peggio. Una macchina organizzativa imponente, costata almeno quanto le prime quattro case da ricostruire a Giampileri, fatta di elicotteri, guardie del corpo, spiegamento di forze dell'ordine, e codazzi di auto blu; ha fatto in modo di fare evitare al premier le contestazioni e la rabbia di una città abbandonata e illusa dalla becera promessa di un ponte, che servirebbe solo a gettare ulteriore cemento mafioso su un territorio già massacrato dalla speculazione. La TV di regime ha mostrato un Berlusconi caritatevoli fra gli alluvionati che non erano nelle condizioni di reagire all'ennesima passerella propagandistica, ma nessuno ha mandato in onda il popolo incazzato radunatosi allingresso della Prefettura che ha costretto il presidente del consiglio, con tutto il seguito di servi, ad entrare, come un ladro, dall'ingresso di servizio. Emblema di servilismo il giornalista del TG2 che ha interrotto la diretta per evitare di mostrare alla nazione la forte contestazione nei confronti dei Berlusconi; siamo sotto una dittatura silente, fate girare questo video; INFORMARE PER RESISTERE!
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Pierluigi Battista torna a diffamare a mezzo stampa Hugo Chavez da Corriere della Sera
di Gennaro Carotenuto
Non poteva passare inosservata la passerella veneziana del presidente venezuelano Hugo Chávez. Quando si rompe, anche solo per un?ora, il monoscopio dell?informazione mainstream e viene messa in dubbio la realtà virtuale così come i grandi media hanno deciso che deve essere mostrata, per la quale tutti i processi politici latinoamericani sono da condannare, demonizzare, ridicolizzare e a qualcuno possa sorgere il dubbio che nel Sud del mondo succeda qualcosa di ammirevole (con difetti, limiti, ma ammirevole) ecco immediatamente che interviene un commissario politico che in puro stile stalinista (ma liberale) rimette tutti in riga.
Al Corriere della Sera (http://www.corriere.it/politica/09_settembre_08/venezia_chavez_battista_693ec0d6-9c3a-11de-a226-00144f02aabc.shtml) , quando si tratta di America latina, tale ruolo spetta a Pierluigi Battista, già gruppettaro dell?ultrasinistra, passato al conservatorismo più bieco. Non si capisce bene perché visto che per quanti editoriali abbia scritto sull?America latina da Pierluigi Battista non si evince mai una conoscenza diretta, una frequentazione, un viaggio, la citazione di un autore (salvo forse Vargas Llosa) ma neanche un fatto preciso, una circostanza verificata. Anzi! Pierluigi Battista sa per scienza infusa che i governi integrazionisti latinoamericani, e in particolare quello venezuelano, sono il male assoluto, e debbono essere seppelliti sotto un'orgia di contumelie (dittatura, golpista, squadrismo, fame, censura e quant?altro).
Nell?ultimo editoriale di oggi, in risposta al successo del documentario di Oliver Stone a Venezia, Battista torna a diffamare a mezzo stampa il presidente venezuelano. Sarà meglio rimettere brevemente i puntini sulle ?i? rispetto a quelli che non sono né fatti né circostanze ma tendono a non sembrare neanche più un semplice punto di vista ma qualcosa di diverso, una sequenza di contumelie, insulti, menzogne.
Per Battista quella di Hugo Chávez è una dittatura. Non la pensa così l?Unione Europea o l?Organizzazione degli Stati Americani, che hanno certificato che le elezioni venezuelani sono tra le più osservate al mondo e del tutto limpide. Trovi pace Battista, la categoria del consenso oltre che in dittatura anche in democrazia è scivolosa (pensiamo a Berlusconi) ma in Venezuela non c?è nulla che possa essere considerato una dittatura. Vada a vedere, Caracas è una città pericolosa ma? mica mordono. Non andrà a vedere Battista. Resterà nel suo ufficio con le sue certezze (e senza neanche leggerci visto che dichiara orgogliosamente di disdegnare Internet, i blog, il giornalismo partecipativo). Ce ne facciamo una ragione ma dobbiamo concludere che, nella furbesca prosa dell?editorialista del Corriere ?dittatura? vuol dire semplicemente ?un governo che non mi piace? e che, siccome non ha usato lo stesso termine per i trionfi di Gheddafi in Italia, allora la Libia è una democrazia.
Per Battista Hugo Chávez si fa eleggere a vita. Delle due l?una. O Battista prende atto che Chávez è nelle stesse condizioni di Angela Merkel o Silvio Berlusconi o Gordon Brown e quindi può solo ricandidarsi ed eventualmente aspirare ad essere rieletto, o non si capisce perché non più tardi della settimana scorsa abbia fatto il pesce in barile non scrivendo neanche una riga sul fatto che il (dittatore?) colombiano Álvaro Uribe abbia ottenuto un voto dal parlamento di Bogotà che va esattamente nello stesso senso. Quello che va bene per Uribe è disdicevole per Chávez?
Per Battista in Venezuela sarebbero in azione squadracce che terrorizzano i ?dissidenti? (l?uso del termine ?dissidente? invece di ?opposizione? è sublime). Anche in questo caso, non ricordo articoli sui paramilitari colombiani o messicani, o sugli squadroni della morte salvadoregni o sull?esercito peruviano che qui ed ora, non negli anni ?70, con le motoseghe squartano le membra di contadini inermi perché popolazioni intere abbandonino le loro terre per liberarle (sono liberali) allo sfruttamento intensivo dell?agroindustria. Ma anche restando al Venezuela, sulle squadracce di Chávez faccia i nomi, i fatti, le circostanze Battista. Citi i Gobetti, i Rosselli, i Don Minzoni venezuelani, i prigionieri politici, ma se non ne è in grado abbia il pudore di star zitto.
Per Battista la classe media venezuelana sarebbe alla fame, eccetera eccetera, ma non risulta che Pierluigi Battista abbia scritto mai editoriali preoccupato per quel 70% di poveri e indigenti nel Venezuela prima di Hugo Chávez né (sarebbe un?operazione di minima deontologia giornalistica) abbia citato i dati degli organismi internazionali che certificano il dimezzamento della povertà e dell?indigenza in Venezuela.
Poi Battista si lancia in numeri d?avanspettacolo. Parla di industria venezuelana distrutta da Chávez (quella era l?Argentina di Menem) e travisa completamente i fatti per definire Don Juan Carlos di Borbone addirittura come un ?eroe? (sic!) per avere apostrofato un presidente democraticamente eletto, che insieme ad altri cinque capi di stato (cfr: http://www.gennarocarotenuto.it/1464-su-chavez-e-il-borbone-se-allende-avesse-potuto-fare-altrettanto/ e http://www.gennarocarotenuto.it/3782-la-leggenda-del-re-galantuomo-e-dellindio-villano-ed-ingrato/ ) denunciava le malefatte delle multinazionali iberiche in America latina davanti al re di Spagna.
Per Battista in Venezuela sarebbero censurati i media. Se è per questo anche in Ecuador, in Bolivia, in Brasile, in Argentina sarebbero censurati. Nell?America latina integrazionista per la prima volta nella storia il latifondo mediatico, quel sistema perverso che considera la libertà di stampa un privilegio di pochissimi, viene limitato da leggi che favoriscono il moltiplicarsi di voci non egemoni, soprattutto quelle partecipative. Forse anche Bruno Vespa se vedesse anche solo limitato da quattro a tre serate alla settimana ?Porta a porta? strepiterebbe alla censura e troverebbe la solidarietà di Battista ma per tutte quelle voci equiparate ai media commerciali le nuove leggi sui media rappresentano una democratizzazione reale del sistema di comunicazione del Paese.
Oggi in Venezuela non sarebbe più possibile quello che successe l?11 aprile 2002 quando il 100% delle televisioni partecipò attivamente al colpo di Stato contro il governo legittimo. Oggi, per merito del governo bolivariano, laddove c?era un monopolio di voci esiste un pluralismo informativo e non solo le voci del pensiero unico neoliberale. Esattamente quello che Battista teme e segnala sul Corriere della Sera.
Con Battista siamo evidentemente di fronte ad un caso grave di reiterata diffamazione a mezzo stampa contro il governo democraticamente eletto in Venezuela. Critiche così pretestuose sono funzionali ad impedire il dibattito su quanto avviene in America latina. Si debbono alzare i toni, schierarsi e non ragionare, comprendere, studiare. Tutto serve perché è necessario demonizzare l?infezione integrazionista latinoamericana, farla passare senza alcuna prova per un gulag tropicale per poterla poi di nuovo colpire come tanto l?oligarchia venezuelana da sempre al potere l?11 aprile 2002. In quell?occasione i golpisti, i dittatori, gli squadroni della morte, i censori, che coincidono in buona parte con i ?dissidenti? a Pierluigi Battista piacevano da matti.
Chavez . "Stati Uniti il principale terrorista del mondo"
La recente apertura verso gli Stati Uniti e' durata poco. Il presidente venezuelano Hugo Chavez si e' scagliato contro Washington parlando all'Universita' dell'amicizia dei popoli a Mosca. Secondo Chavez, gli Stati Uniti sono "il principale terrorista del mondo, un boa che inghiotte le piccole nazioni". Il presidente del Venezuela e' a Mosca per incontrare il presidente Dmitri Medvedev e il premier Vladimir Putin. In agenda questioni energetiche, industriali e militari.
Il «Trattato di non aggressione, neutralità e consultazione reciproca» fra il Terzo Reich e l'URSS, del 23 agosto 1939, è argomento che necessita di attenzione, riflessione e approfondimento; non solo perché è stato un principe della propaganda antisovietica e anticomunista fino a tutt'oggi, ma anche perché, salvo rare eccezioni, argomento non sufficientemente analizzato dalla storiografia di sinistra, intendendo con tale riferimento quella che ha correttamente rifiutato ogni sia pur ambiguo rapporto con l'antisovietismo.