
Sta colpendo fortemente numerosi lavoratori, precari, pensionati e famiglie
L'attuale crisi economica mondiale dovrebbe spingere qualsiasi amministrazione locale a ridefinire fino all'ultimo centesimo ogni capitolo di spesa del proprio bilancio. Il carattere di straordinaria gravità di questa crisi dovrebbe indurre i comuni ad attivarsi, per quanto nelle loro possibilità, per avviare una serie di progetti finalizzati all'aiuto delle centinaia di famiglie che attualmente vivono in condizioni di seria difficoltà. Si moltiplicano ogni giorno le aziende che chiedono la cassa integrazione o che chiudono i battenti. Se non si adotteranno quanto prima vasti provvedimenti, il rischio che la crisi da economica diventi di natura sociale elevatissimo. Il Comune di Schio ha da tempo attivato una serie di interventi di sostegno alle persone in difficoltà, riteniamo però che si debba e che si possa
fare di più. Rifondazione Comunista ritiene che l'Amministrazione debba sospendere immediatamente qualsiasi opera progettata ( che non sia strettamente necessaria ) ed indirizzare le proprie disponibilità finanziarie per interventi di sostegno alla parte della popolazione che è più colpita dalla crisi.
Alcune nostre proposte per le persone in difficoltà :
Esenzione totale dalle rette per la frequenza delle scuole materne e dell'infanzia.
Erogazione di aiuti alle famiglie residenti sul territorio comunale aventi bambini in età scolare, (6-13 anni) affinché essi possano frequentare in modo proficuo la scuola dell'obbligo. Vogliamo ricordare cha la scuola dell'obbligo deve essere gratuita, ma da diverso tempo a questa parte si pensa alla gratuità come alla fornitura dei libri di testo. Altre sono invece le spese che una famiglia deve sopportare per far frequentare la scuola ai loro figli: mezzi di trasporto, progetti scolastici, mensa, e quant'altro. Quando noi parliamo di gratuità intendiamo che tutto il necessario per una buona frequenza debba essere garantito.
Assegnazione di alloggi popolari, o in alternativa aiuti per il pagamento dell'affitto, con procedure più snelle e con possibilità di accedere agli aiuti nel momento del bisogno (per esempio nel momento stesso in cui un lavoratore dovesse entrare in regime di CIG o essere colpito da licenziamento)
Esenzione totale o parziale di servizi di prima necessità quali ad esempio il trasporto urbano.
Accoglienza, anche culturale, di tutte le diversità: ci riferiamo alle famiglie Rom e Sinte, anche di nazionalità italiana, alle quali molte amministrazioni comunali dell'Alto Vicentino, a volte compresa la nostra, vietano la permanenza nel territorio comunale, limitano o impediscono l'accesso alla sanità, alla scuola, al lavoro. Troppe sono le paure che l'Amministrazione uscente ha avuto nell'affrontare
questi problemi; troppi i tentennamenti a causa delle urla scomposte delle destre.
Noi pensiamo che queste cose non siano un'utopia; crediamo che esse si possano realizzare: economicamente, come abbiamo affermato sopra, cambiando le priorità di spesa; socialmente e culturalmente avviando un processo culturale inverso a quello che si è imposto negli ultimi 10-15 anni, cambiando il modo di pensare, il modo di percepire l'altro da sé, il modo di costruire relazioni. E' tempo di ripensare ad un agire comune, a quel modo di gestire la comunità che un tempo si chiamava ''mutuo soccorso''


E' necessario attivare processi di partecipazione reale alle scelte importanti
Riteniamo che questa Amministrazione non abbia coinvolto sufficientemente nelle sue decisioni i cittadini interessati alle numerose opere costruite negli ultimi anni. Le assemblee promosse nei quartieri, per presentare progetti già decisi in altre sedi, non sono un buon esempio di democrazia partecipata. A nostro avviso, prima di decidere delle sorti del nostro territorio, è necessario che vi sia un confronto reale e serio con tutti i cittadini e soprattutto che le opinioni di questi vengano tenute in adeguata considerazione. Come PRC proponiamo l?inserimento di un nuovo regolamento comunale che preveda, nei casi di progettazione di opere importanti e strategiche per la città, una forma di consultazione di massa di tutti i cittadini residenti in un determinato quartiere o dell'intera città.


Un voto a Rifondazione Comunista non è un voto perso
Prima di elencare nel dettaglio quelle che sono le nostre idee per la nostra città ci vogliamo soffermare su un aspetto puramente ''elettorale''. La campagna elettorale è appena iniziata e sono già molti i cittadini e le cittadine che ci chiedono il motivo per il quale Rifondazione correrà da sola alle prossime elezioni e se non pensiamo che in questo modo si favorisca la destra.
Crediamo sia di fondamentale importanza che i cittadini sappiano come stanno le cose. Il Sindaco Dalla Via non è mai stato interessato ad un confronto con il nostro Partito nonostante avessimo inviato più di un segnale di disponibilità.
I compagni e le compagne militanti del PRC di Schio non sono in alcun modo interessati ai cosiddetti ''posti di potere''. Sono invece interessati ad uno scambio reciproco di idee sui programmi e cioè su quello che si intenderà fare della nostra città.
Come abbiamo già detto in precedenza siamo convinti che l'Amministrazione, forte dei consensi elettorali ottenuti nelle precedenti tornate elettorali, sia convinta di non avere il bisogno di sentire il parere della comunità su scelte di importanza strategica. Allo stesso modo l'Amministrazione è convinta di non avere il bisogno di confrontarsi con un partito che a differenza di altri, non ha alcuna paura o remora nel manifestare dissenso su eventuali scelte non condivise.
Invitiamo tutti i nostri elettori a dare un voto alla nostra lista per riportare una voce di sinistra in Consiglio Comunale. Nel caso Dalla Via dovesse andare al ballottaggio il nostro Partito sarà sicuramente disposto ad un eventuale accordo al secondo turno. Un accordo tra PRC e Dalla Via in un eventuale ballottaggio potrà esserci però solo nel caso vi sia la disponibilità di quest'ultimo ad un confronto con noi, con le nostre idee e con il nostro programma.
Nessuno di noi vuole che la destra scledense arrivi a governare la nostra città ma riteniamo opportuno che l'attuale maggioranza faccia un serio esame di coscienza sul proprio operato. Molti cittadini e cittadine sono scontenti delle scelte dell'Amministrazione e non è sicuramente avallando quest'ultime che faremmo il bene della città.


spesi milioni di Euro con risultati non proprio all'altezza
Sono stati spesi milioni di euro, ed ancora se ne stanno spendendo, per aprire nuove arterie stradali che stanno divorando il nostro territorio sempre più cementificato ed inquinato. Tutte queste opere non sono, a nostro parere, servite a risolvere il problema del traffico, anzi, in alcune situazioni i problemi sono peggiorati.
L'apertura del nuovo ingresso a Schio ha di fatto spostato tutto il traffico, leggero e pesante, da Via Venezia a Via Baccarini con il risultato di soddisfare alcuni residenti a discapito di altri.
Nonostante le imponenti opere eseguite, il traffico per e dalla zona industriale di Schio continua ad essere abnorme. La nuova strada parco ( bel modo di chiamare una strada ! ) non porterà ad alcun miglioramento della situazione.
A nostro avviso è necessario un aumento ed una ristrutturazione complessiva del sistema degli autobus urbani. E'necessario attivare un servizio di collegamento tra il centro ed i vari quartieri con la zona industriale al fine di indurre i cittadini di Schio a recarsi al lavoro con i mezzi pubblici.
Per fare questo è necessario attivare un servizio che sia all'altezza della situazione. Nelle ore di punta ( di entrata ed uscita dal lavoro che a Schio sono molto diversificate ) è necessario garantire l'arrivo dei Bus almeno ogni 15 minuti. Se si vuole risolvere il problema del traffico in zona industriale questa è l'unica alternativa. Contemporaneamente sarà inoltre necessario educare i cittadini ad un utilizzo del territorio e della mobilità diverso da quello che ci ha accompagnato negli ultimi 50 anni.
Del resto l'ambiente ed il nostro pianeta non sono più in grado di resistere ad un modello di sviluppo votato all'autodistruzione.


L'ospedale nuovo '' non più ospedale unico poiché il trucco si è presto svelato '' si farà, anzi è già in fase di costruzione , con ulteriore perdita di territorio, ulteriore cementificazione, ulteriore congestione della viabilità.
Le popolazioni di Schio ed in parte dei comuni limitrofi, hanno cercato in tanti modi di contrastare questo buco senza fondo che prosciugherà tutte le risorse economiche pubbliche destinate alla sanità, che finiranno nelle tasche dei soliti privati.
Sono state raccolte decine di migliaia di firme, sono state richieste perizie di impatto ambientale e di salubrità del sito dove il nuovo ospedale sta sorgendo. Anche l'Amministrazione ad onore del vero fece eseguire uno studio di fattibilità il cui incarico fu conferito al Dott. Plicchi e dalle cui risultanze si evincevano spechi, bugie, conti fasulli rispetto alla nuova struttura.
Quello studio dimostrava che con meno risorse economiche si sarebbe potuto intervenire sul De Lellis e garantire comunque una struttura adatta alle esigenze dei cittadini dell'Alto Vicentino.
Nonostante la cittadinanza fosse schierata contro la realizzazione del nosocomio e nonostante il Comune avesse in mano sufficienti dati per contrastare l'opera, non è stata avviata nessuna lotta concreta volta ad impedire questo scempio. Crediamo sia stato un grave errore da parte dell'Amministrazione non intraprendere nessuna forma di lotta di piazza al fianco dei cittadini.
Ora il problema è quello delle risorse dell'ASL, che il sistema del Project Financing utilizzato per il finanziamento dell'opera, assorbirà per intero lasciando vuote le casse pubbliche e mettendo in condizione le ASL di non potere erogare i servizi sanitari ai cittadini.
L'amministrazione comunale dovrà farsi carico di questo aspetto, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni sanitarie delle famiglie e dei residenti in stato di necessità.
Chiediamo inoltre che sia fatta chiarezza sul futuro del De Lellis. Quali prestazioni continuerà ad erogare '' Con che costi '' Con quali coperture finanziarie ?


E non termovalorizzatore come l'Amministrazione continua a chiamarlo
Rifondazione Comunista già da molto tempo si è attivata per monitorare e per impedire il raddoppio di una linea dell''inceneritore Ca' Capretta. Ora la questione Ca' Capretta è divenuta cavallo di battaglia per alcune forze politiche sino ad oggi parte integrante dell'Amministrazione di Schio e per i partiti della destra. Alle forze che sino ad oggi hanno fatto parte dell'Amministrazione vorremmo dire
che i cittadini non sono nati ieri e che usare la questione inceneritore per portare a casa qualche voto in più non è un bell'esempio di moralità politica. Per quel che riguarda il comportamento della destra scledense, ci limitiamo a ricordare che a livello nazionale il Partito delle Libertà in tema di ambiente può essere tranquillamente definito come il partito delle discariche e degli inceneritori. Basta vedere
come è stata risolta la questione dei rifiuti di Napoli per far capire ai cittadini che le posizioni della destra locale sono assolutamente strumentali.
Come abbiamo più volte ribadito l'inceneritore non è la soluzione al problema dei rifiuti. Esistono delle alternative valide e dimostrate. La decisione dell'Amministrazione di accettare il piano di potenziamento di Ca' Capretta è molto grave perché agli interessi dei cittadini si sono anteposti interessi di natura economica. Dalla Via, con in testa il suo Assessore all'ambiente dei Verdi Lorenzo Baiocchi, sono andati avanti in questa strada non tenendo in minima considerazione l'opinione di moltissimi cittadini che si sono costituiti in più comitati. Nelle assemblee pubbliche promosse dal Comune, hanno sempre tentato di spiegarci che l'inceneritore di Schio non inquina affatto e nonostante nessuno dei cittadini sia stato davvero convinto di questo hanno, con il voto in Consiglio Comunale, dato il via libera alla realizzazione della nuova linea.
Noi chiederemo con forza che il progetto venga fermato. Anche se le delibere sono già state votate, non è mai troppo tardi per impedire la partenza dei lavori di costruzione. Il problema dei rifiuti non si risolve con il conferimento di quantità sempre maggiori di immondizia all'incenerimento, ma con una capillare, testarda, continua educazione della popolazione a produrre meno rifiuti possibili; con interventi verso le imprese, i negozi, i grandi centri commerciali affinché la quantità di imballaggi e di vuoti a perdere diminuisca, con una vera raccolta differenziata porta a porta.
Ai cittadini va spiegato che, nonostante Schio sia tra i comuni più virtuosi in termini di raccolta differenziata, a nulla serve il loro impegno. Se non verranno fermati i sostenitori di Cà Capretta ci ritroveremo a bruciare le immondizie di tutta la provincia e non solo.


La Riforma Gelmini ed i possibili interventi dell'Amministrazione per la salvaguardia della scuola pubblica
La Riforma Gelmini porterà con sé un feroce taglio agli investimenti nella scuola pubblica e nei prossimi anni potrebbe portare alla chiusura delle scuole di montagna. Il numero di alunni nelle scuole elementari della città potrebbe aumentare e quindi i nostri attuali plessi potrebbero essere non più adeguati. L'Amministrazione Comunale dovrebbe pensare sin da subito ad un adeguamento delle scuole elementari presenti in città.
E' necessario inoltre che la futura Amministrazione si faccia carico di interpellare e pungolare la Provincia qualora venisse a conoscenza di problemi strutturali dei plessi delle scuole superiori presenti nel proprio territorio, affinché gli eventuali problemi siano risolti nel più breve tempo possibile.


La realizzazione del progetto del Campus Studentesco, dopo anni di discussioni, di studi, di cassetti aperti e poi richiusi, sta, pare, prendendo il via, ma l'ottica da cui noi abbiamo sempre guardato al Campus ci porta a dire che è la scala di priorità che si è scelto per l'inizio dei lavori sia errata. In particolare riteniamo errata la scelta di iniziare il Campus con la costruzione della palestra ( struttura
già in dotazione di tutti gli Istituti interessati dal progetto )
Molto più utile potrebbe risultare la costruzione dell'Auditorium che diventerebbe un punto importante di aggregazione culturale, nonché spazio usufruibile dai cittadini, dalle associazioni e dai partiti per la promozione di eventi sociali, culturali, sportivi ecc.. ( spazio che a Schio oggi manca )
In contemporanea all'Auditorium riteniamo di fondamentale importanza la costruzione dello spazio per la ristorazione-mensa che potrebbe servire agli studenti che avessero la necessità di fermarsi a scuola anche nel pomeriggio.


Se dal punto di vista della viabilità e dei servizi la nostra città è definita virtuosa, non si può dire altrettanto per il profilo ambientale. Gli spazi verdi della nostra città sono ormai pochi e ci permettiamo di dire che la loro manutenzione non è assolutamente adeguata. L'area della valletta e del Castello dovrebbe essere meglio valorizzata dando la possibilità ai cittadini di organizzare eventi, concerti ecc.. Non è possibile che, per la volontà di pochi residenti, il principale polmone verde del centro debba essere utilizzato come semplice dormitorio. Le piste ciclabili ad oggi presenti nel territorio comunale sono, secondo noi, insufficienti ed inadatte ad incoraggiare i cittadini all'uso della bicicletta. ( nel programma definitivo che pubblicheremo in seguito presenteremo un piano completo per la dotazione di una pista ciclabile lungo il territorio comunale )


I servizi primari debbono rimanere in mano pubblica
I servizi di erogazione dell'acqua e del gas devono ritornare sotto il controllo dell'Amministrazione Comunale. La favola del ''Pubblico uguale male, Privato uguale bene'' è giunta a conclusione, soprattutto oggi che il privato, avendo sbagliato strategie politiche ed economiche, chiede a gran voce allo Stato di coprire le sue perdite con i soldi versati dai contribuenti; si privatizzano i profitti e si collettivizzano le perdite. Siamo profondamente contrari ad ogni processo di privatizzazione della Pasubio Servizi e di AltoVicentino Servizi. Riteniamo che l'Amministrazione debba essere in prima fila per difendere il diritto del pubblico nel controllo dei servizi di pubblica utilità. Le privatizzazioni di altri servizi ( telefonia ad esempio ) hanno già dimostrato il loro carattere fallimentare.


Contributo dei Giovani e delle Giovani Comuniste di Schio
L'Italia di questi ultimi anni è stata caratterizzata dal susseguirsi di drammatiche riforme politiche, economiche e sociali che hanno provocato, da un lato, una grave frattura generazionale all'interno della società, dall'altro, la destabilizzazione e la precarizzazione di un'intera generazione giovanile riproducendo in essa situazioni e sensazioni di instabilità, marginalità e povertà.
Il diffondersi della precarietà, il moltiplicarsi dei contratti selvaggi atipici e la scarsità di posti di lavoro duraturo hanno contribuito a trasformare profondamente le giovani generazioni, non solo dal punto di vista economico, ma colpendole anche a un livello sociale e antropologico, intaccando la loro stessa essenza. La generazione giovanile di oggi sarà la prima, dopo alcuni decenni, che avrà una
possibilità di sviluppo economico e sociale inferiore a quelle precedenti. La mancanza di un lavoro sicuro e l'impossibilità di applicare le conoscenze acquisite dopo un percorso di laurea all'interno di un impiego congruente coi propri studi, precludono alla maggior parte dei giovani la possibilità di tracciare un percorso di vita ''tipico'', stabile, sicuro, autorealizzante e di immaginarsi una casa
propria, una famiglia, un proprio futuro.
Le svariate riforme che hanno demolito il sistema scolastico italiano, l'imperversare del modello populista berlusconiano e l'uso criminale della televisione, hanno bloccato lo sviluppo culturale della società, l'hanno gettata nell'afasia, hanno provocato un imbarbarimento dei giovani e riprodotto forme di egoismo lontane persino dalla cultura cattolica che, nei nostri territori, si credeva profondamente
radicata.
Stravince la cultura dell'individuo massimizzatore del proprio guadagno che mette in vendita il proprio corpo e la propria mente e che rincorre a tutti i costi un successo, primariamente economico, e un prestigio da reality show. In questo contesto i saperi, le conoscenze, diventano beni da mettere in commercio e la cultura diviene merce, sottoposta a una visione utilitarista che la subordina al
raggiungimento del profitto economico e dell'ascesa sociale.
Siamo convinti d'essere di fronte ad un'emergenza sociale che si ripercuoterà in un futuro molto prossimo che non vediamo più di tanto florido. Pensiamo che le istituzioni politiche ad ogni livello debbano compiere gesti e iniziative atte a spezzare questa spirale economica e culturale che attanaglia il futuro delle giovani generazioni. Per quel che riguarda la nostra città siamo ben consci del fatto che gli strumenti per intervenire dal punto di vista economico siano molto pochi ma pensiamo che il Comune, come livello politico direttamente a contatto con cittadini, associazioni e territorio, possa compiere una vera politica ''rivoluzionaria'' per quel che riguarda il tema culturale: pensiamo che uno sforzo per incentivare in tutti i modi possibili la diffusione di una cultura non convenzionale, non standardizzata, alternativa sia non soltanto possibile ma piuttosto necessaria.


Siamo consci del fatto che questa crisi economica sta mettendo in ginocchio molte famiglie e che la gran parte delle risorse che il Comune ha a disposizione dovrebbero essere usate per sostenere le persone in difficoltà o ancor meglio per stimolare il mercato del lavoro, tuttavia sappiamo anche che lo stesso Comune ha molti mezzi per stimolare la diffusione culturale o per supportare le molte persone che volontariamente a Schio si occupano di questo. Mezzi, supporto logistico, semplificazione nelle procedure burocratiche, sale comunali a prezzi più abbordabili e incentivi al protagonismo giovanile sono la componente esiziale. Tutto questo darebbe uno slancio a quel mondo dell'associazionismo che in questo momento lotta per rimanere a galla. Come Giovani Comunisti in questi anni siamo stati tra i promotori, con le nostre difficoltà e con i nostri limiti, di iniziative culturali Nel nostro percorso abbiamo incontrato decine di associazioni e centinaia diragazzi che negli anni si sono succeduti nel tentativo di creare eventi e iniziative per rendere questa città migliore.
La loro - la nostra - difficoltà è sempre stata la solitudine e l'abbandono, da ricercare in primis nel mancato sostegno dell'Amministrazione Comunale in carica. I Giovani Comunisti propongono che la nuova Giunta si impegni a:
Facilitare l'accesso alle strutture e ai mezzi comunali per le associazioni e i gruppi che propongono iniziative culturali nel territorio;
Semplificare i regolamenti e le procedure per creare eventi e iniziative;
Stimolare e supportare le associazioni e i gruppi mettendo loro a disposizione l'ufficio cultura e l'Informagiovani.


Nella gestione delle politiche giovanili di questa città è mancato un intervento a favore della creazione di spazi sociali intesi come luoghi di aggregazione. Questo per noi è uno dei più grossi deficit che la città possiede e crediamo che la Giunta Comunale negli anni non abbia fatto nulla per incentivare e realizzare le tante idee e forme di socialità che a più riprese gruppi di giovani hanno proposto. Per noi un'attenzione particolare deve essere rivolta a sovvertire le forme attuali di ritrovo e di divertimento perché non possiamo accettare che gli unici luoghi di ritrovo giovanile siano la discoteca o il bar, luoghi di distrazione e di evasione dalla realtà. Un Comune lungimirante dovrebbe avere il coraggio di supportare economicamente e appoggiare politicamente qualsiasi idea che tenti di invertire la ''normalità'' del divertimento. Nuove forme di socialità e nuove modalità di aggregazione che vadano oltre il modello discoteca sono possibili solo se il Comune consentirà ai giovani di esprimere la loro creatività o se si attueranno politiche adatte a consegnare nelle mani di gruppi e
associazioni spazi e momenti della nostra città.
Per questo abbiamo sempre appoggiato l'esperienza del Centro Sociale Arcadia e proprio da lì vogliamo ripartire per dimostrare che i giovani sono in grado di sviluppare idee e di mettere in piedi progetti concreti che scardinino il normale e ordinario corso della nostra confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-società. Nell'esperienza Arcadia il Comune ha dimostrato concretamente quello che un'istituzione non dovrebbe mai fare: inizialmente ha appoggiato l'idea della creazione di uno spazio sociale unicamente per dimostrare un'attenzione alla questione giovanile che è svanita nel nulla una volta che bisognava tramutare un nobile intento in un importante
impegno politico.
L'uso strumentale che l'Amministrazione ha fatto di un gruppo di giovani e della loro grande volontà, non è stato solo un clamoroso errore politico ma un'altra brutta dimostrazione della scarsa sensibilità nei confronti del mondo giovanile che questa Amministrazione ha dimostrato negli anni.
Con i suoi silenzi e le sue dimenticanze, con i suoi opportunismi invece, ha di fatto preferito il ''modello discoteca'' alla realizzazione di spazi nuovi, diversi e concreti, dove poter iniziare a trasformare il malessere della società giovanile tramite la promozione del protagonismo e la
costruzione di eventi e iniziative che spingano il giovane verso la consapevolezza riguardo la natura della società in cui vive e il posto che all'interno di essa occupa, incentivandolo e stimolandolo a ricercare nuove vie per migliorarla, incanalando la sua frustrazione e il suo senso di alienazione in un progetto positivo per l'elaborazione di una propria visione alternativa. Nei fatti il successo del Centro Sociale Arcadia è la riprova dell'errore compiuto dall'Amministrazione.


La diffusione della ricchezza e la crescita culturale vissuta a Schio negli ultimi decenni ha spinto molti giovani a lasciare la nostra città per proseguire gli studi all'Università. In questi anni Schio ha avuto un forte incremento di laureati e di giovani con diverse esperienze formative. In questo drammatico momento di crisi e soprattutto nell'immobilità in cui versano molte delle aziende del nostro territorio, crediamo che questa sia una RISORSA molto importante e che sia un'opportunità che la nostra Comunità deve avvalorare e su cui si deve investire. Sappiamo che il nostro territorio non è particolarmente ricco di attrazioni naturali o culturali da poter ''mettere sul mercato'', ma che la nostra ricchezza si è sempre basata sulla creatività e sull'operosità di molti uomini e molte donne che hanno saputo trasformare le proprie idee in progetti economici concreti ed è proprio grazie a queste capacità umane che la nostra cittadina ha potuto svilupparsi. Il rilancio dell'economia scledense deve necessariamente passare attraverso un investimento sui giovani, sulle loro competenze acquisite
dopo anni di studi e sulle idee innovative che propongono.
Se da un lato siamo convinti che un rilancio economico sia possibile partendo proprio dai nostri giovani, dall'altro siamo consci che questo processo di rilancio va ben al di là delle sole possibilità di una Amministrazione. Tuttavia crediamo che solo essa, in quanto tramite tra cittadini, aziende, territorio e istituzioni possa svolgere un ruolo centrale e trasformarsi in motore fondamentale di tale
processo virtuoso.
Dal punto di vista organizzativo, per esempio, il compito dell'Amministrazione dovrebbe essere quello di riportare i giovani laureati sul nostro territorio, facendo da mediatore con le aziende e cercando da un lato di riportare a Schio i ''cervelli fuggiti'' (che giustamente il più delle volte vengono attratti in altri luoghi che propongono opportunità migliori) e dall'altro si dovrebbe curare del loro inserimento nel
mondo del lavoro.
Importante per noi è che l'Amministrazione Comunale sia in grado di far capire agli imprenditori locali la necessità di investire su nuove idee, sui giovani e sulle loro capacità. In questi anni tuttavia non è stata in grado di inserirsi nell'importante rete produttiva scledense, non è stata in grado di proporre consorzi, di instaurare tavoli di progettazione o studiare un rilancio complessivo della nostra
economia.
L'unica cosa in cui è riuscita, è stata quella di assecondare con soldi pubblici lo sviluppo di onerose opere e strutture a uso e consumo unicamente di qualche grande azienda. E' sotto gli occhi di tutti che questo modo di porsi dell'Amministrazione in economia non ha portato i miglioramenti sperati, anzi che il modello da loro proposto ha retto solamente in tempo di buona economia ma che ora in tempo di crisi l'immobilismo e il servilismo non possono essere accettati. Crediamo che un'Amministrazione comunale debba far sentire la sua voce, coordinare l'economia, organizzare eventi e iniziative di rilancio e mettere in campo risorse per concretizzare idee e progetti.


L'Informagiovani è uno strumento importantissimo. La sua attività e la sua vitalità sono fondamentali e crediamo sia necessario un suo rilancio. Sarebbe a nostro avviso necessario dotare l'Informagiovani di uno specifico sportello dedicato a coloro che cercano lavoro in modo tale da creare un canale di collegamento alternativo tra azienda e giovane lavoratore diverso da quello delle agenzie di lavoro interinale. Esso potrebbe inoltre servire da supporto logistico per i giovani che intendono promuovere concerti spettacoli e quant'altro.


Uno degli indiscutibili patrimoni di questa città è la Biblioteca, struttura che riesce ad essere nello stesso momento un luogo di diffusione della cultura, di accesso gratuito e illimitato ai saperi e un luogo d'incontro per tutte le fasce d'età della popolazione. Da alcuni anni inoltre è diventata un posto di ritrovo e di scambio per la popolazione studentesca della Città. Tuttavia la sua gestione per noi non è soddisfacente.
Crediamo sia di primaria importanza innanzitutto istituire l'orario continuato (come avviene in tutte le grandi biblioteche), cercare di anticipare l'apertura mattutina ed evitare la chiusura di un'intera giornata.
L'IMPORTANZA DI RICORDARE LA PROPRIA STORIA

L'Amministrazione Comunale ha più volte in questi anni decantato con grandi manifestazioni e iniziative alcuni fatti o personaggi storici inerenti alla nostra città. Clamoroso è stato l'esempio dei festeggiamenti per la ricorrenza del ''centenario'' del pallone aerostatico fatto da Almerigo Da Schio. Quest'evento per noi non ha nulla a che vedere con la storia della nostra comunità. Una storia semplice, fatta di tanti lavoratori, uomini e donne, che con le proprie mani hanno costruito la ricchezza di cui oggi noi disponiamo. La nostra storia è una storia di contadini e pastori, di operai che lavorarono per far grandi le aziende, di emigranti in terre lontane, di partigiani che liberarono questa
città dalla dittatura nazifascista. Insomma per noi la nostra storia è intrisa di lavoro, di lotte e di gente comune. Per questo prima di celebrare il volo di un ricco scledense ci piacerebbe ricordare le vicissitudini operaie, riscoprire i percorsi dell'unica ricchezza storica che abbiamo, ossia le fabbriche.
Se questa Amministrazione ricordasse che Schio fu luogo di importante ''Resistenza'' al nazifascismo e che molti partigiani combatterono per assicurare ai sui figli la democrazia, ogni luglio sarebbe scesa in piazza a difendere le proprie strade e la propria città dal tentativo di riscrivere completamente quella che è la nostra storia. Se avesse fatto questo ora nelle scuole di Schio non imperverserebbero gruppi neofascisti e xenofobi che negano ciò che è stato.
È necessario ideare e creare eventi e iniziative al fine di far riscoprire le vere radici della cultura scledense. Dobbiamo riportare nelle scuole e tra la gente il nostro passato per ricordare e per difendere quel che rimane del nostro patrimonio storico.
RICORDIAMO CHE QUESTI SONO SOLO ALCUNI DEGLI SPUNTI CHE I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL PRC DI SCHIO HANNO ELABORATO IN VISTA DI QUESTA SERATA
Chiunque volesse contribuire alla costruzione del programma vero e proprio può contattarci via mail a : prcschio@libero.it
IL NOSTRO CANDIDATO ROBERTO FOGAGNOLI


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Ecco l'ultimo spiacevole incontro con il sedicente ''eroe'' antimafia di Lecco: Roberto Castelli.
Durante una recente trasmissione su La / mi aveva invitato più volte a studiare, a ripassare, a crescere. Così ho studiato. Ho letto la sentenza della Corte dei Conti che l'ha condannato - l'otto aprile di quest'anno - a risarcire lo Stato di trentamila e passa euro per aver assegnato consulenze agli amici suoi quando era Ministro della Giustizia (nel dicembre del 2001). Lui sostiene, e lo si può sentire anche nel video, d'esser contento perché la sentenza evidenzia colpa e non dolo da parte sua. Delle due l'una: o è un furbetto oppure è un incapace.
Il Tribunale dei Ministri aveva pure aperto un fascicolo (penale) per abuso d'ufficio. Nel 2007 gli altri amici suoi - i parlamentari di entrambi gli schieramenti (salvo Idv e una piccola parte della Sinistra) - l'han salvato negando l'autorizzazione.
Duccio
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Il fatto è del 2 aprile ma della notizia si trovano poche tracce sui media ufficiali e il nome non è ancora venuto fuori. Questioni di privacy? E a chi era destinata tutta quella coca?
Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega
09 aprile 2009 - Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rientrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il ''churrasco''. Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all'aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c'è anche che la donna fermata non è un'illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell'antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi.
Fermati per un controllo - Durante la perquisizione delle valigie alle Guardie di Confine non sono sfuggite quelle vaschette avvolte in carta stagnola nascoste in mezzo ai vestiti che si trovavano nelle valigie. Le indagini sono affidate al Procuratore pubblico di Lugano Nicola Raspini. La coppia aveva raggiunto lo scalo svizzero con un volo proveniente da Zurigo. Non si esclude che abbiano scelto lo scalo ticinese sperando che i controlli fossero meno ferrei che non a Malpensa. Da capire se lo stupefacente fosse destinato al mercato italiano o a quello ticinese?.
Redazione Tiscali